30 December 2010

Recensione: La sublime pazzia della rivolta. L'insurrezione ungherese del 1956, di Indro Montanelli, *****

Sinossi
Inviato dal "Corriere della Sera" a seguire le drammatiche giornate della rivolta in Ungheria, Indro Montanelli arriva a Budapest il l° novembre, mentre i carri armati russi abbandonano la città; vi rientreranno però pochi giorni dopo. Raccoglie gli entusiasmi dei patrioti, certi di un futuro "indipendente, neutrale e occidentale". Assiste poi alla fulminea occupazione sovietica della città con cinquemila carri armati; alle "cento ore di disperata battaglia" e, infine, alla repressione violenta.

10 December 2010

Recensione: Nerone: Duemila anni di calunnie (Oscar storia), di Massimo Fini, *****

Un mito sfatato, un imperatore riabilitato

Il lavoro di Fini è eccellente. Particolareggiato e documentato quanto uno studio di quell'epoca può essere, il libro mantiene però una narrativa piacevole e divulgativa anche per i non addetti ai lavori. Nerone è stato un personaggio controverso, contraddittorio, contrastato ma mai noioso e scontato. Le calunnie che ne hanno macchiato la reputazione nei secoli sono qui smontate ad una ad una, meticolosamente e con la passione dello storico, che resta distaccato dalla materia della sua ricerca per mantenere per quanto possibile una sostanziale oggettività. Nerone è stato un grande imperatore, "democratico" per i parametri di allora, e deve essere riscoperto. A quando la dedica di un "Viale Nerone" a Roma?


03 December 2010

Recensione: Il Paradiso non è più qui, di Andrea Pugliese, ****

Sinossi
Carloforte è l'unico centro abitato di una piccola isola dove si respira sardo e si parla genovese. Tra vicoli stretti, tralci di rose, vento teso di fine febbraio, il profumo di macchia mediterranea arriva fin dentro le case. In mare, i pescatori con le loro lampare ripetono i gesti dei padri attendendo i turisti che arriveranno solo coi primi caldi. Corrado Pittaluga ha scelto Carloforte come approdo finale ai suoi anni da pensionato. È un ex metronotte che avrebbe voluto fare il poliziotto. È amico dei pescatori e del fornaio che, come lui, sono abituati a un'esistenza notturna. Una notte, mezzo corpo di una sconosciuta rimane agganciato nelle reti gettate davanti al paese.

17 October 2010

Bibliography: Books on Cuba

I am adding books little by little... I visited Cuba in 2003 so most books are from the last decade. You can read my travel diary (in Italian) on this blog.

Goracci, Roberto: "A Est dell'Avana" (TEA, 2001). Spassoso e istruttivo racconto di tre anni a Cuba negli anni 1990.

Foss, Clive: "Fidel Castro" (Sutton: Phoenix Mill, 2000). A concise and focused description of Castro's life and policies to 2000.

Smith, Stephen: "The Land of Miracles: A Journey Through Modern Cuba" (Abacus, 1998).

Films on Cuba:

Frei, Christian: "Ricardo, Myriam and Fidel" (1997). A true story of illusion and disenchatment with the Revolution.

Garcia, Andy: "The Lost City" (2005). A evocative recollection of Batista's final hours and the birth of the revolution in 1959.

02 October 2010

Recensione: Tecnosciamani, di Carlo Pizzati, ***

Sinossi

La spiritualità può coesistere con le macchine? Gli androidi sono il nostro futura o sono già tra noi? I robot possono provare il piacere del sesso o possono solo essere programmati per simularlo? Perché un uomo applica sui denti dei propri pazienti dei granuli bianchi per curare il mal di schiena? "Tecnosciamani" è un iranico ed esaustivo libro che cerca di dare delle risposte a questi e a molti altri quesiti, perlustrando il mondo alla ricerca di luoghi dove la tecnologia e la spiritualità s'intersecano. La forza motrice è la ricerca di una cura per il mal di schiena cronico dell'autore, che lo tortura da vent'anni. Armato di un taccuino e della sua lunga esperienza di reporter, Carlo Pizzati, con la mente e il cuore aperti a qualsiasi cura, incomincia il suo viaggio nell'ambulatorio di un posturologo di Vicenza; la curiosità lo spinge a girare il mondo, in una specie di ricerca medica picaresca post-moderna che lo porterà dalle Cinque Terre all'India.



Recensione

Originalissimo l'approccio dell'autore, a metà strada tra il curioso, lo scanzonato ed il dissacratore trasgressivo, che però non perde la sua lucidità quando si imbarca in avventure al limite del credibile.

L'essenza del libro è in due citazioni che appaiono a pagina 71:

"L'Esistenza è infinita, quindi non può essere definita", di Lao Tzu.

"Il misticismo è una scappatoia. Se trovi che le teorie della fisica e della matematica sono troppo difficili, ti rivolgi al misticismo", di Stephen Hawking.

A queste io ne aggiungerei una terza: "La scienza non è un illusione, ma un'illusione sarebbe cercare altrove ciò che essa non ci può dare", di Sigmund Freud.

Se la scienza non può curare il mal di schiena, è futile cercare rimedi altrove, ed il libro snocciola racconti di una serie di incontri, divertenti quanto inconcludenti, dell'autore con guaritori, sciamani, medici alternativi e millantatori vari. Alla fine è la tecnologia a risolvere il problema del mal di schiena, in modo razionale, semplice ed economico...







26 September 2010

Book Review: Land of a Thousand Atolls, by I. Eibl-Eibesfeldt, ***

When this book was published in 1965 it must have been a ground breaking achievement. Very little was known then of the Maldives and underwater life in the atolls. Many photographs (of good quality given the technology of the time) complete an exhaustive description of the animal and plant life in the reef.

23 September 2010

Recensione: Filippo Tommaso Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario (2010), di Giordano Bruno Guerri, *****

Sinossi

Dopo il Rinascimento, la creazione culturale italiana più originale e importante è stata il futurismo: avanguardia di tutte le avanguardie del Novecento, ha cambiato per sempre il modo di intendere l'arte e il rapporto arte-società. Da non molto la critica ha cominciato a riconoscere la forza dirompente di questo movimento che nel 2009, centenario del Manifesto, ha avuto la sua apoteosi, in un diluvio di mostre, studi e celebrazioni. Eppure si continua a trascurare la figura e l'opera del geniale inventore del futurismo. Filippo Tommaso Marinetti ebbe una vita affascinante di artista e rivoluzionario.

Lancio del manifesto futurista su Le Figaro, 1909
Nato nel 1876 a Alessandria d'Egitto, fu poeta, editore, romanziere, saggista, oltre che uno straordinario provocatore, dissacratore e motore di cultura, in ogni ambito. La sua capacità di scoprire e suscitare talenti non ha pari. Per sostenere il futurismo, disperse il patrimonio di famiglia, ma una sua caratteristica peculiare fu essere un uomo felice, cui non venne mai meno l'entusiasmo. Seduttore dalle mille avventure, ebbe un lungo e appassionato matrimonio con Benedetta, pittrice e scrittrice futurista. Fra i tanti luoghi comuni che questo libro smentisce c'è quello del "disprezzo della donna", che in realtà Marinetti voleva emancipare fino a metterla alla pari dell'uomo. In politica fu sostanzialmente un anarchico: anche nello stesso pensiero anarchico, perché considerava la Patria più importante della libertà.


16 September 2010

Meglio un fallimento della Grecia. Per tutti, greci compresi

Nel 2010, per la prima volta dalla creazione della moneta unica, un paese dell’area Euro, la Grecia, si è trovato sull’orlo del fallimento, ed è stato salvato -- per ora, e forse non per molto -- solo dall’intervento coordinato degli altri paesi del’Unione Europea, oltre che dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi). La causa dei problemi greci era essenzialmente interna: eccesso di spesa pubblica e manipolazione della contabilità nazionale. In altre parole, tutta una serie di governi greci, negli ultimi decenni, da ancor prima che la Grecia entrasse nell’Euro, ha scialacquato risorse ed truccato i conti.

31 August 2010

Map Review: Indian Himalaya Maps, sheet 6, by Leomann maps, *****

Review
This is probably the best set available for this part of the Himalaya. Not so much for trekking but good for trip planning. Sturdy paper and all the names of towns, gonpas, topography.

Would have been useful to have driving distances in km, but in this area kilometers don't mean much: mudslides and floods slow you down so much that time and distance don't always relate to each other! 1:200.000 scale should satisfy most travelers.

30 August 2010

Book Review: Buddhist Monasteries of Himachal Pradesh, by O.C. Handa, *****

Review
This book is a priceless resource for anyone interested in a concise account of all Buddhist monasteries in the Indian state of Himachal. There are several introductory chapters on geography, the cultural background of the region, che concept of monasticism and the arrival of Buddhism in Himachal from Tibet.

The main body of the book is a catalog of all major and most minor monasteries and other votive structures. Further chapters deal with the architectural and artistic features of these buildings.

Finally, some photographs and drawings provide a pictorial complement to the text. A reference work not to be missed by anyone interested in the region.

29 August 2010

18° g - 29 AGO: Delhi, tempio Sikh e partenza per l'Europa

Ultimo giorno di viaggio. Ancora una volta, molto a malincuore, lascio l’India. Ma so che tornerò presto. Quasi non mi sembra più di essere in viaggio quando vengo in India....


28 August 2010

17° g - 28 AGO: Chandigarh – Delhi TRENO: km 300

Alle 9 alcuni di noi partono in rick-shaw a motore per il Neck Chand Rock Garden, un enorme parco/giardino surreale, pazzesco, iperbolico, creato da Neck Chand, un artista locale, con materiali di scarto riciclati. Sculture, allestimenti, corsi d'acqua, cascate... Un mix di kitsch, postavanguardia e delirio puro. Da non mancare. Caldo umido già la mattina presto, ma il rickshaw a motore fila fresco per i grandi viali alberati della città...

27 August 2010

16° g - 27 AGO: Manali – Chandigarh, km 350

Partiamo alle 8, Thakur ci affida a due Toyota Innova fiammanti, con due autisti impeccabili e un po' formali e taciturni, ma comunque bravi nel loro mestiere. Scendiamo nella valle di Kullu. Verdissima, meleti e fabbriche di scialli. Ci fermiamo al mercato di Manali, frutta, verdura di più... coloratissimo e puzzonentissimo, ma ovviamente anche molto fotogenico!

26 August 2010

15° g - 26 AGO: Chandra Taal – Manali (2050 m) km 129

Colazione all'aperto contornati dalle montagne, molto suggestivo anche se fa freddo. Partiamo a piedi sulla strada del ritorno mentre l'equipaggio smonta il campo. Un'occasione per godersi il paesaggio con il silenzio e la luce del mattino, anche se per Luisa e Paola il motivo principale sembra essere quello di minimizzare il tempo a bordo dele Toyota su quelle strade strettissime e sgarrupate, con centinaia di metri di strapiombo sotto di noi...!

25 August 2010

14° g - 25 AGO: Kaza – Kunzum La (4550 m) – Chandra Taal (4270 m) km 102

Sveglia prestissimo e colazione indiana alle 7! Che vi devo dire? A me il chai con ceci e patate a colazione proprio piace da pazzi! Ma sono praticamente l'unico. Gli altri saltano la colazione, salvo sgranocchiare qualche pezzo di pane con burro. Mi sento un po' in colpa perché avevo chiesto specificatamente (ma di nascosto) a Puran di farci la colazione indiana... Il nostro cuoco era tutto contento! Però pensandoci bene non mi sento in colpa, dopo tutto, in fondo sto cercando solo di far apprezzare il viaggio ai miei compagni anche sotto l'aspetto gastronomico. Pane burro e marmellata, certamente miglio di di quelle che ci propongono qui, li possono mangiare anche in Italia. Arrivo (apposta) per ultimo a tavola, con Francesco cui avevo confidato la cosa all'ultimo momento, e trovo tutti gli altri affamati e disperati! :-D Alla fine anche Aleardo ci prova e si trangugia un bel po' di ceci e patate. Io e Francesco facciamo strage! OTTIMO!

24 August 2010

13° g - 24 AGO: Kaza – Kibber (4205 m)–Kee Gompa (3957 m)– Kaza, km 42

Giornata in giro per la valle dello Spiti. Partiamo da Kaza in direzione di Kee. Ci inerpichiamo su per i pendii vertiginosi, ma ormai ci siamo abituati, non fanno più così impressione come i primi giorni! Assistiamo ad una puja nel gompa di Kee, una ventina di monaci con tutti i loro strumenti. Molti bei tangka antichi, tenuti male però. Alcuni sono coperti da teli protettivi che li nascondono completamente alla vista, però possiamo sollevare i terli per ammirare le opere.

23 August 2010

12° g - 23 AGO: Kungri – Kaza – Langza (4300 m) – Kaza (3680 m) km 86

La mattina presto un paio di monaci artisti stanno lavorando alle sculture sul tetto del gompa nuovo, modellano l'argilla e poi la dipongono di colori sgargianti. Partenza alle 8.30 e risalita del fiume Pin, spazi infiniti, costoni ripidissimi. Arriviamo presto a Kaza e prendiamo le camere poi a spasso fino a pranzo nel paese, dove c'è qualche negozietto di artigianato. Il paese non dice molto. Dall'albergo si attraversa uun fiumiciattolo saltando sui sassi che emergono dall'acqua, e si arriva al "centro", con negozietti e internet cafè. Rigagnoli di acqua e scarichi di fogne a cielo aperto, puzza notevole, anzi direi un certo schifo, anche perché non si capisce perché non puliscano, non ci vorrebbe molto...

Recensione: Dei, demoni e oracoli, di Giuseppe Tucci, ****

Sinossi
Con cinquanta muli, sherpa, guide, cuochi, fotografi, tra frane e tempeste di neve, Tucci si addentra nella regione più impervia, pericolosa e meno conosciuta di tutto il Tibet occidentale, lo Shang Shung, la zona in cui nacque la cultura tibeana prebuddhista, tantrica, magica e sciamanica. I paesaggi sono da sogno e da incubo, i personaggi inquietanti e affascinanti, le arti e le pratiche tantriche di culto (Dzog Chen) di cui si parla terribili e attraenti.

22 August 2010

11° g - 22 AGO: Dhankar – Lalhung (3750m) – Kungri (3600m) km 50

Puja la mattina presto, solo cantata e recitata stavolta, niente strumenti, e poi si parte. Deviazione per Lahlung su una lunga strada con mille tornanti strettissimi. Il gompa è in una posizione spettacolare. Tenuto malino ma pieno di opere preziosissime. Mi fanno fotografare, senza flash, molto cortesi salvo poi chiedere 500 Rupie! Comunque sono contento perché con le piccole torce elettriche che avevamo siamo riusciti ad illuminare quel che bastava per fotografare decentemente.

21 August 2010

10° g - 21 AGO: Tabo – Dhankhar (3890 m) km 47

Colazione nel refettorio del monastero adiacente alla cucina. Ambiente buio, spartanissimo, moooooolto monacale. Alle 8.45 partenza, solo alcuni di noi vanno a Mane, che raggiungiamo in auto su per una strada pazzesca, strettissima, dissestata, al limite del pericoloso. Non avevamo tempo per fare il percorso a piedi. La vista però ripaga il rischio. Sotto di noi scorre, lontanissimo, lo Spiti tra due pareti di montagna argentate dai riflessi del sole sulle superfici bagnate.

20 August 2010

9° g - 20 AGO: Nako - Tabo (3260 mslm), 89km

Partiamo verso le 8.30 ma dopo pochi chilometri ci dobbiamo fermare perché una frana blocca la strada. L'acqua che viene giù dai ghiacciai taglia la strada con allegri ruscelletti. Le auto affondano con tutte le ruote nell'acqua prima di passare. Ancora strade scassate, frane, allagamenti. Le auto fanno un po' di fatica ad attraversare i punti più allagati. Sosta a Changlo per visita al monastero di monache. Nuovo e ben fatto. Statuette fatte di tsampa e molte statue antiche custodite in bacheche di vetro.

Oggi lasciamo il Kinnaur per entrare nello Spiti, vedi cartine qui.

19 August 2010

8° g - 19 Ago: Nako: gompa e raccolta di piselli

Giornata in giro per il paese di Nako e dintorni. Appena usciti dal campo tendato incontriamo Sebastien, un francese, con la moglie americana e due figlie di nove e 2 anni. Stanno girando lo Spiti ed il Kinnaur come noi, stesso itinerario, solo qualche giorno in più per completarlo. Viaggiano leggeri, molto meno bagaglio di noi. Anche perché... sono in bicicletta! Sebastien traina una specie di rimorchio con la piccola dentro, riparata da una tendina per la pioggia. Moglie e figlia grande con la loro bici. Ammirevoli, anzi direi un po' al limite dell'incoscienza come vedremo qualche giorno dopo quando li incontreremo durante uno scroscio monsonico col fango fino agli assi delle ruote...

18 August 2010

7° g - 18 ago: Kalpa – Khanum – Nako (3660 mslm) km 135

Colazione e partenza già prima delle 8. Torniamo a Rekong Peo, e riprendiamo a risalire il Sutlej. Arriviamo a Kanam verso le 10.30, peccato che i gompa siano chiusi. Nessuno ha le chiavi, peccato perché pare che vi siano custoditi begli oggetti antichi dei monaci. Un po' sconsolati ce ne andiamo in giro per il villaggio. Vedo il portone di una vecchia casa nobiliare, alquanto malandato ma di fattura evidentemente pregiata. Busso alla porta ma non risponde nessuno...

17 August 2010

6° g - 17 Ago: Da Sangla via Rekong Peo (2278mslm) a Kalpa (2960mslm), 58km

Lasciamo le nostre camere umidiccie e puzzolentine e partiamo verso le 9. Continuiamo a risalire il corso del fiume Baspa discendendo la strada tagliata nella roccia. Arrivati alla confluenza con lo Sutlej (o Satluj) giriamo a destra e riprendiamo il percorso interrotto ieri verso Rekong Peo dove bisogna ottenere i permessi per la zona di frontiera: moduli, timbri, fotografie ecc. Un modulo ci chiede di indicare quali persone "ci conoscono bene". Ci devo pensare un po', non credo di conoscermi bene neanche io, figuriamoci altri. Poi ho scritto qualche nome di amico, così a caso, non credo mai nessuno li disturberà per conoscermi meglio! Poi fotocopie del passaporto e del visto, e quindi una bella foto digitale che il funzionario fa con cura a ciascuno di noi con la sua webcam fissata allo schermo del computer.

16 August 2010

5° g - 16 Ago: Da Sarahan a Sangla (2680 mslm), 89km

La mattina presto andiamo ad assistere alla puja (preghiera) al tempio. Ancora a letto, alle 5, ne sentiamo la versione registrata che gracchia dagli altoparlanti posti in alto sulla torre. Poi, verso le 7, il richiamo di tamburi e piatti di ottone chiama i fedeli per la cerimonia vera e propria. Entrati nella torre e saliti al piano superiore vediamo un celebrante che agita un piattello con su cinque candele, quindi si mette a pulire per terra con una scopa di crine di cavallo. Infine serve una specie di riso soffiato ai fedeli e ci lava le mani con acqua. Il tutto alquanto mestamente, in silenzio.

15 August 2010

4° g - 15 Ago: Da Shimla a Sarahan (2000 mslm), 170km

Our cars for this trip
Partenza alle 9. La strada è in pessime condizioni a causa delle forti pioggie e conseguenti smottamenti, è una cosa alla quale dovremo fare l'abitudine. Paesaggio dantesco, enormi nuvole basse che affondano nelle valli. In molti punti si va avanti a senso alternato, si formano lunghe colonne di auto ferme che aspettano che scorra la colonna in senso inverso. Fango, macigni rotolati giù dalla montagna, sterco dappertutto, rivoli d'acqua che si ritagliano spazi ritorti sulla via della valle.

Tanti operai indaffarati a liberare la strada lungo tutto il percorso, cercano di sistemare il fondo stradale, ripuliscono le frane, rinforzano i sostegni dei parapetti precari sul baratro. At every gas station there are lots of fire extinguishers, not high tech but, I guess, functional.

I tried to practice fire extinguishing


Pranzo freddo preparato dall'equipaggio, decisamente scarso, qualche biscotto, un uovo sodo, pane rinsecchito e succhi di frutta che sembrano contenere più conservandi e dolcificanti artificiali che frutta.

Arriviamo a Sarahan alle 17, abbiamo percorso solo 170km ma ci abbiamo impiegato 8 ore. Entrando in città la coda dell'occhio mi cade su un cartello che indica una "Rest House" nel monastero.

Saharan monastery door
Immediatamente chiedo di andare a chiedere e fortunatamente ci sono stanze per tutti. Spartane ma vale assolutamente la pena dormire nel monastero. 350 rupie per una doppia con un balcone prospicente il cortile del monastero.

Saharan temple and guesthour

Per la cena, calda e appetitosa come sarà quasi sempre, ci pensano i ragazzi del nostro equipaggio, che usano la cucina del monastero e ce la servono nel ristorante.

Assurde pratiche burocratiche che si ripeteranno ogni sera in questo viaggio, fotocopie del passaporto, moduli a non finire, firme, timbri...

In serata visitiamo il tempio che si trova nel monastero, spicca un antico torrione con due sancta sanctorum ricchi di squisiti altari in argento. Un soldato armato di un fucilone fa la guardia, ma sembra più interessato a leggere il giornale comodo sulla sua sedia di plastica che a proteggerci da improbabili attacchi terroristici. A farci compagni solo qualche fedele ed alcuni turisti israeliani, pare l'India vada molto di moda tra i giovani che si prendono un anno per viaggiare dopo aver completato il duro servizio militare obbligatorio.

Maps of Kinnaur, Spiti and Lahaul - Himachal Pradesh, India

HImachal Pradesh: Kinnaur and Spiti valleys

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Kinnaur

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Lahaul and Spiti

14 August 2010

3° g - 14 Ago: Shimla (2200 mslm)

Oggi ci separiamo un piccoli gruppetti e partiamo per una visita della città libera, ognuno segue i propri interessi e curiosità. Me ne vado a spasso per il "Mall", la zona centrale creata dagli inglesi che qui avevano la loro capitale estiva.

Salgo poi al tempio di Jakhu, in circa 45 minuti di facile camminata. La città è piena di turisti indiani, da quando gli inglesi hanno trasformato quello che era un villaggio montano in una capitale. Ora va di moda e la classe media indiana ama farsi vedere qui. Molti cercano la conversazione, chiedono da dove vengo, cosa faccio nella vita. Bella domanda..:!

13 August 2010

2° g - 13 Ago: Da Delhi a Shimla in treno

Siamo in stazione aspettiamo alcune ore nell'opprimente afa notturna per la partenza del treno. Aria ferma, calda. Il treno parte alle 5 di mattina e non valeva la pena prendere una camera d'albergo per solo 3-4 ore. Chiedo al capostazione che lavora davanti an un enorme pannello illuminato di piccole lampadine che indicano la posizione dei semafori, gli scambi dei binari dei treni che portano qui. Ci vuole un po' per capire che partiremo dal binario n.2. Le sale d'aspetto sono illuminate al neon e grandi ventilatori rimescolano l'aria densa e umidissima. Le panche sono tutte occupate da viaggiatori in attesa, a noi non rimane che sistemarci alla meglio su qualche muretto. Preferiamo star fuori, è più sopportabile. Abbiamo sete ma non si può bere dalle fontanelle e il baretto vicino all'entrata è sempre chiuso.

Map of Himachal Pradesh


12 August 2010

1° g - 12 Ago: Partenza per lo Spiti ed il Kinnaur, Himachal Pradesh. Arrivo a Nuova Delhi

Torno in India, sarà la settima o ottava volta, mi sento un po' a casa mia. Questo promette di essere un viaggio di grande interesse culturale, incentrato sul Buddhismo lamaista. Soprattutto nello Spiti, ma in misura minore anche in Kinnaur, c'è una forte presenza di questa religione da secoli, rafforzata recentemente dai profughi del Tibet invaso dalla Cina. Per chi è stato in Ladakh e Zanskar qui i monasteri sono forse meno ricchi, o almeno appariscenti. Ma per chi, come me, è stato stimolato dalle visite del Ladakh e dello Zanskar ad approfondire, questo viaggio sarà senz'altro un valido complemento...

11 August 2010

Map of India, physical and political

click on the maps below to view in full size
Physical map of India. From mapsofindia.com


Political map of India. From welt.atlas.de

In Europe, you can buy a National Geographic map of India here



In the US and worldwide buy here


Itinerario di un viaggio in India, Himachal Pradesh: Spiti and Kinnaur, India, 12-29 Agosto 2010




viaggio in Himachal: Spiti and Kinnaur
ITINERARIO 
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Data
Percorso

Km.
Ore auto
aereo
 0

treno

11
piedi

0
jeep
170
8
jeep
89
6
jeep
58
8
jeep
135
9
piedi
 0
8
jeep
85
6
10°
jeep-piedi
47
7
11°
jeep-piedi
50
8
12°
jeep
86
8
13°
jeep
42
4
14°
jeep-piedi
102
8
15°
jeep
129
9
16°
bus
350
11
17°
train
300
5
18°
aereo




TOTALE

1.643
116

02 July 2010

Book Review: Exploring Kinnaur and Spiti in the Trans-Himalaya, by D Sanan and D. Swadi, ****

Review
This book fills a gap in the literature in that while there are a number of guides and travelogues on Ladakh, Kahsmir and Uttarankhand, this region has been somewhat neglected. A great book about travels here is by Giuseppe Tucci: "Dei, demoni e oracoli", but it dates back to 1933 and as far as I know has not been translated in English.

01 July 2010

Book Review: A Sense of the World. How a Blind Man became the World's Greatest Traveler, by Jason Roberts, *****

Synopsis
When Lieutenant James Holman sailed to Russia in 1822, intent on crossing Siberia on his way to circumnavigate a globe still largely uncharted, the authorities of the Tsar arrested him on suspicion of espionage. Their scepticism was understandable: James Holman was completely blind. Holman returned to London and wrote a bestselling book about his abortive trip. But the wanderlust remained: as he put it, "In my case, the deprivation of sight has been succeeded by an increased desire for locomotion." In 1827 he set off again, this time for Africa. He would not return until 1832, having visited India, the Far East and Australia en route, and indulged in seemingly suicidal adventures such as stalking rogue elephants in Ceylon and helping blaze a road through uncharted New South Wales.

30 June 2010

File review: Whatever works (2009), by Woody Allen, *****

Synopsis

Boris Yellnikoff (Larry David, Curb Your Enthusiasm) is angry, opinionated and happy to live a reclusive life. All that changes when he begrudgingly allows naive Mississippi runaway Melodie (Evan Rachel Wood) to live in his apartment. When her simple optimism proves resistant to his bitter sarcasm, an unlikely friendship begins. A comedy from the inspired partnership of Larry David and writer/director Woody Allen.

03 June 2010

Film review: Kama Sutra, a Tale of Love (1997), by Mira Nair ****

Synopsis

If you're looking for a deep, intelligently romantic movie with complex characters and a richly rewarding plot, don't bother with Kama Sutra: A Tale of Love. On the other hand, if you're feeling sexy and in the mood for a lush, seductive, and visually stunning film set in 16th-century India, this one will please you like the best foreplay you've ever experienced. Or it will relax you like a full treatment at a pampering spa--either way, you're gonna feel pretty fantastic. Okay, okay... maybe we're getting a little carried away, but there's no denying that director Mira Nair (best known for her acclaimed film Salaam Bombay!) has crafted a sumptuous film for the eyes if not the head. Its melodramatic plot is involving enough to elevate the movie high above soft-core adult fare, so you won't feel guilty after watching it. 

Kama Sutra is the story of a young woman named Maya (the stunning Indira Varma) who has always been lower on the social scale than her well-born friend Tara (Sarita Choudhury), and has always lived in Tara's shadow, wearing her used clothes and being made to feel inferior. When Tara is betrothed to the handsome King Raj Singh (Naveen Andrews, from The English Patient), Tara sneaks into the king's tent on the eve of the wedding and seduces him. Later, after being trained to master the Kama Sutra's many "lessons of love," Maya will be the king's courtesan, and emotions will run high between the former best friends. But the plot is of secondary importance here (a fact that resulted in many mixed reviews), and so Kama Sutra works best as a colorful and irresistibly sexy story that is worth seeing just for the startling beauty of the film and its cast. --Jeff Shannon for Amazon


26 May 2010

Film Review: Katyn, by Andzrej Wajda, *****

Synopsis

KATYN is the story of Polish army officers murdered by the Soviet secret police in the Katyn forest during the Second World War and the families who, unaware of the crime, were still waiting for their husbands, fathers, sons, and brothers to return. It is a film about the continuing struggle over History and memory, and an uncompromising exploration of the Russian cover up of the massacre that prevented the Polish people from commemorating those that had been killed.


21 May 2010

Recensione: Storie di New York, di Alessandra Mattanza, ****

Sinossi
Una New York che non si può dimenticare, capace di entrare nel sangue e scendere profondamente nell'anima. Un banchiere sull'orlo di una crisi di nervi, in piena crisi finanziaria, si accorge di aver perso letteralmente la testa. Una fotografa che si nutre della malinconia dell'uomo che ha perduto per sempre. Un romantico medico che spera un giorno di diventare musicista. Una giornalista che finisce per trovare un momento di consolazione in una sconosciuta incontrata sulla lista di Craiglist. E, come loro, tanti altri: anime alla deriva che formicolano tra grattacieli, strade, stanze di appartamenti, salotti , bar, locali e situazioni. Sono tutti, inconsapevolmente, alla ricerca dell'amore. Ma quel sogno, il sogno americano, in fondo non esiste. Una New York reale e attuale, inedita e talvolta sconcertante quella che viene descritta in queste pagine crude e sincere, forse amare, ma incredibilmente vere. Una New York borderline , al limite, uno specchio crudele della crisi di un'intera società, oltre che di un capitalismo economico che sembrava invincibile.

03 May 2010

Il vecchio paradigma nucleare

Gli esperti di strategia, strana risma alla quale ho un tempo appartenuto, cercano spesso il sensazionalismo. Ciò è necessario per giustificare la propria esistenza come categoria, i convegni, le riviste, i viaggi, ed i soldi che vengono loro dati per scrivere articoli quasi sempre irrilevanti che comunque, per fortuna, non legge quasi nessuno. Insomma «the gravy train», un modus vivendi tutto particolare e comunque, lo posso dire per esperienza, meglio che lavorare...

26 April 2010

Film review: The Factory of Martyrs, by Camilla Cuomo & Annalisa Vozza, ****

Synopsis
The face of charismatic leader Khomeini and his successors, portraits of national martyrs, animal figures symbolizing good and evil: these huge paintings, commissioned and sponsored by the government, cover the walls of entire buildings in Iran. They are part of the ongoing Islamic propaganda campaign begun at the time of the Revolution in 1979, in spite of the fact that Islam is an iconoclastic religion. The murals proliferated after the war against Iraq, which broke out a year after the birth of the Islamic Republic, cramming the streets amongst advertising billboards for household appliances and mobile phones, and they have become true “epics” of common men who – through the sacrifice and martyrdom held dear by the Shiite religious tradition – want to be fully acknowledged as heroes by the collectivity. These works stand out today in the urban landscape, amalgamating politics, war and religion into a single image. In recent years new imagery has begun to appear, abstract and mystic paintings or a kind of French-style trompe-l’oeil, evidence of the will to give the country a new, modern and more peaceful face, and a reflection of the changes, fears and contradictions of a vibrant Islamic society, brought under the spotlight of international attention.

You can read more about Annalisa Vozza.


A journey through today's Iran, by means of the huge paintings commissioned by the government, which tell about the myths and values of an evolving Islamic society. A full-length documentary, coproduced by Fabrica and RSI, Swiss Television, broadcast on RSI on December 2008 and presented in several international film festivals, including Taormina Film Fest, 2009 and Faito DOC Festival. V.O. Farsi, S.T. English. Format 16:9

You can watch a trailer here and another one here.

In partnership with: RSI, Radio della Svizzera Italiana whom you can contact to buy the movie.  

Tel: +41 91 803 5482 | Fax: +41 91 803 5725 | E-mail: salesoffice@rsi.ch

I am grateful to Faito DOC Festival for showing this film to me.

22 April 2010

Book Review: Sailing Around the World, by Lizzi Eordegh and Carlo Auriemma, *****

Synopsis
In 1993, Elisabetta Eordegh and Carlo Auriemma set sail aboard the specially designed Barca Pulita (which translates, literally, as "clean boat") to circumnavigate the world in an attempt to chronicle the last unspoiled natural sites on earth via a journey that made as little impact as possible on the earth and sea. A 44-foot ketch, the boat was equipped with state-of-the-art equipment that made the most of "green" technology, from the clean conversion of energy to the use of special non-toxic varnish...

Recensione: In barca a vela intorno al mondo, di C. Auriemma e L. Eordegh, *****

Sinossi
Le foto di questo volume documentano le avventure di Elizabetta Eordegh e Carlo Auriemma. Coraggiosamente, alla fine degli anni '80 gli autori decidono di tagliare con la routine e la vita regolare per perdersi in barca a vela negli spazi infiniti degli oceani, a contatto con persone, culture e tradizioni di cui prima ignoravano perfino l'esistenza.

07 April 2010

Gita al sacrario della Grande Guerra sul Monte Grappa

Commovente gita al sacrario del Monte Grappa con Benedetto. Giornata stupenda, sole brillante in un cielo blu, immacolato come la neve che copre il sacrario. Vedo con Benedetto, un amico di Cittadella. Siamo i soli visitatori al sacrario, esperienza mistica.

Le tre battaglie che si sono combattute qui dopo Caporetto, tra la fine del 1917 e l'armistizio del 4 novembre, sono state tra le più memorabili, e tragiche, della Grande Guerra.

Puoi vedere le mie fotografie di questa gita su Flickr.



Curioso questo libro sul soldato ungherese Peter Pan, sepolto nel sacrario. Leggi una recensione del libro qui.

24 March 2010

Bibliography: books on Ethiopia

Guide and Maps

Bocale, Massimo e Piera Barchetti: "Etiopia", (Firenze: Polaris, 2008). Libro informativo ma pesante da portare in viaggio.

Travelogues


History and Culture


From inside the country

Kapuszinski, R. : "The Emperor", (London: Penguin Books, 1983). The grim endgame of Haile Selassie. The Ethiopan Emperor's decline and fall.

09 March 2010

Partire, tornare o ...viaggiare?

Il dibattito sviluppatosi su Crusoe.it sulla fuga dall'Italia di professionisti, scienziati, managers, insomma di “cervelli”, mi spinge ad intervenire e raccontare la mia esperienza, simile a quella dell'amico Marco De Andreis raccontata qui. Proprio come lui ho avuto due esperienze all'estero, la prima negli USA e la seconda a Bruxelles. Come lui ho deciso di rientrare in Italia dalla prima, ma al contrario di Marco sono rimasto a Bruxelles dopo la seconda. Non perché sia stato più bravo o più fortunato di lui con i concorsi, ma perché ci sto bene, e sono riuscito a reinventarmi una vita completamente diversa. Forse me ne andrò un giorno, ma non sarà, credo proprio, per tornare a Roma. Come Marco, anche io detesto Roma quando ci sto. A differenza di lui però, la continuo a detestare anche quando non ci sto. Quando ci vengo mi spazientisco per mille ragioni, e non vedo l'ora di ripartire. Il momento più bello delle mie visite è il viaggio verso l'aeroporto. Allora mi rilasso, e penso che anche questa volta l'ho sfangata. Bruxelles, si capisce, non ha neanche un centesimo dei tesori d'arte di Roma, e neanche il sole. So what? Bruxelles è più ordinata, vivibile, culturalmente attivissima, a dimensione d'uomo, cosmopolita quanto Roma è provinciale.

21 February 2010

Taipei: National Palace Museum, 101, Longshan temple

National Palace Museum
My morning is entirely devoted to the National Palace Museum. I was here eight years ago but I am just as excited today. The best museum for Chinese art in the world. The story is well known. Chiang kai-shek took about 20,000 trunks wirth of art from the imperial collection of the forbidden city when he had to leave Beijing during the civil war. All that stuff traveled around China, but when Chiang saw that he was losing to mao, he had his staff pack "only" about 7,000 trunks of the best items and shipped it over to Taiwan. This treasure is still a major bone of contention with Beijing, though in recent years there have been cooperation programs with museums in the mainland.

This is la crème de la crème of Chinese art, collected by emperors as far back as the Tang dynasty. Chiang had a nuclear bomb proof vault buil in a mountain next to Taipei and then, next to the mountain, this museum. The world is lucky that the stuff is here, or it would probably have been dstroyed during the cultural revolution in China. Today, only about one percent of the items are on display, and the Museum's staff rotates it ever so many months. Incredibly refined, pottery, ceramics, calligraphy, jewellery, jade, bronze...

I can see myself coming back here many, many times...

Leaving the Museum I head to the XXI symbol of pride of Taiwan, Taipei 101. When it was completed in 2004 it was the tallest building in the world, and it remained that until last month, when Burj Khalifa opened in Dubai. Taipei 101 is a controversial project. My friend S., who openly sympathizes for the independentist school of thought in Taiwan, says it was not really necessary and it was motly a trick by the Nationalists to impress an increasingly disillusioned electorate.

Taipei 101


Moving fast in 101 elevator
Be that as it may, it is still impressive. Inside, there is a slurpy food center in the basement. Then several floors of shopping mall, and what a shopping mall! Luxur brands from all over the world and a pleasant yet awe inspiring carousel of escalators, lifts, lights, and immense empty spaces that provide a welcoming and warm atmosphere.

At the top, it is cold and windy today. Not the best day to enjoy the landscape. I don't spend much time there, but again I must admit to being impressed: this time by the elevator, the fastest (at this time) in the world, going up and down at 17 meters per second without the slightest discomfort for the user. Well, may I should say the traveler, since it's over half a kilometer up from ground level!
Inside 101


An impressive 730 tons tuned mass damper is installed near the top to absorb shocks caused by wind or earthquakes.

tuned mass damper in 101
In the evening I went to the Longshan temple, where I spent some time looking at the faithful perform Buddhist ceremonies and giving offerings. It is a mystic atmosphere, welcoming and somewhat magic. Free CDs with Buddhist music ara available.
Longshan temple


20 February 2010

Taipei, Taiwan: Shilin night market

After eight years, I am back in Taiwan. Taipei fascinates me, a small capital city of a fiercely proud nation that wants to be a country. It is in fact a country, except the politics of the world don't allow it to call itself so.

I fly in from Hong Kong and check in my hotel in Da 'an. It's sort of late for a proper tour of the city so I opt to go to Shilin night market and have dinner on the go, and watch people.

It's a lively scene, the food available is beyond description, you can sit down at any of the countless stalls and have anything prepared for your as you wait. Actually, as you watch, it is done right there in front of your eyes.





Lots of games of skill around, people have fun, quietly, between a bite and a drink. I wish I had a month to come back every night and taste all of this tempting food!

There is people of all ages. Families with children playing around, adolescents on a date, older people savoring the atmosphere. A bustling yet serene night market.

18 February 2010

A few days eating around in Hong Kong

I have spent a few days in Hong Kong, and I am so impressed. This is a fantastic city, so full of life, energy, fun and culture. And amazing food, cheap and tasty! I have eaten all kinds of stuff, some that not even J. could quite explain what it was... I tried hard but could not find anything, I mean ANYTHING, I did not like. The one plate that stuck most in my memory was pig's lungs in almonds' soup. OK a bit unusual, not even J. ate the lungs, she was happy with just the soup, but I found it all quite well matched. Which was followed by pork liver. WOW!

15 February 2010

Arrival in Hong Kong for Chinese New Year's celebrations

It's my first time back in Hong Kong after 14 years. Last time I landed in the old airport, an experience I will never forget! This time I am welcomed by the new airport, an architectural and logistical masterpiece that is voted best airport in the world over and over again... This, also, is a great experience!

13 February 2010

Film Review: War Photographer, by Christian Frei, *****

Synopsis
An Oscar nominee for best documentary, 'War Photographer' was directed by Swiss filmmaker Christian Frei, who followed Nachtwey, who for many is the greatest war photographer of his generation, to Kosovo, Palestine and Indonesia.

We see the photographer in combat zones and pockets of horrific poverty, approaching his subjects slowly, with a hand raised in peace. After 20 years of covering war, poverty and famine Nachtwey still sees his work as an antidote to war and his photographs as a graphic 'negotiation for peace.'

Review
Christian Frei is never in want of original ideas for his films. Here he mounts mini movie cameras on Hachtwey's photo cameras and shows us the world's tragedies as Jim himself saw them. From war theaters in Bosnia, Kosovo, Palestine, Somalia (hence the title) to poverty and gruesome mines in Indonesia, Jim has seen it all. His goal: to make people around the world aware of the horrors of war so as to build up forces to prevent this tragedy from happening again. A bit idealistic perhaps, but he puts immensely powerful images behind this goal.

Jim took all black and white pictures, and some scenes of this documentary are shot back home in NY and show Jim working with his assistants in the darkroom (this is predigital) to make perfect prints of his negatives.




You might want to buy his superlative photography book on the wars of the 1990s. It is a big, heavy and expensive book but worth every cent you pay for it.




11 January 2010

14. - 11 JAN: Addis Ababa and departure, end of the trip

Last day in Ethiopia for this trip. We spend it around the city in the company of R. and S., two Ethiopian ladies we met at a restaurant last night. First stop is at a music shop, where I can buy some CDs of Ethiopian music. The area is by the "mercato", the Italian built covered market. All around an odd mix of old and new. Some donkey-pulled carts roll down the street next to modern cars and traditional spices are sold next to Coke. Out little music shop displays a rich variety of CDs.

When I ask about "traditional" Ethiopian music the lady at the counter looks bewildered. "We don't have so much, no one listens to that stuff any more." I suppose it would be like a foreigner going to a music shop in Rome and asking about CDs of "O Sole Mio"; he would probably get the same answer. Instead, she proposes a few disks of contemporary Ethiopian hits. Rather rock and rollish, with a touch of techno. Anyway, this is Ethiopian music today, so I buy a few CDs to take home!

More shopping at a bookstand. Again I can find some old colonial publications in Italian, I am struck by a meticulously detailed issue of a Rivista Economica in which the Fascist administration was proposing to reorganize the Ethiopian economy to face the League of Nations' sanctions!

Pit stop at a mango juice stand. Two ladies press the fresh drink, which we all enjoy, only to be a bit disappointed when the older one presents us with a bill for the drinks and... for the pictures we have taken! We don't pay and she is seriously disappointed. I mean, come on! I would have understood this kind of request in a tourist trap fake village by the entrance of a Kenyan national park, but not in a bustling city that prides itself (and if fact IS) a major continental capital.

Later we drive up the Mount Entoto, perhaps the best vantage point to view the city. In the huge park the highly significant Church of Mariam is worth a visit. Rose and Selam stop to pray by the little shrine at the bottom of the steps which lead into the Church itself. As we drive back into town on a newly paved road, an old lady walks briskly downhill with a huge pile of what looks like dried bamboo on her shoulder.

It's time to go to the airport, the trip is over. One last mishap, but not a major problem. It is impossible to change back our leftover Birr after security control, and therefore the only thing left is to spend them at the duty-fre shops. Nice picture books on Africa are fortunately available...

10 January 2010

Book Review: The Emperor, by Ryszard Kapuszinski, *****

Synopsis

After the deposition of Haile Selassie in 1974, which ended the ancient rule of the Abyssinian monarchy, Ryszard Kapuscinski travelled to Ethiopia and sought out surviving courtiers to tell their stories. Here, their eloquent and ironic voices depict the lavish, corrupt world they had known - from the rituals, hierarchies and intrigues at court to the vagaries of a ruler who maintained absolute power over his impoverished people. They describe his inexorable downfall as the Ethiopian military approach, strange omens appear in the sky and courtiers vanish, until only the Emperor and his valet remain in the deserted palace, awaiting their fate. Dramatic and mesmerising, The Emperor is one of the great works of reportage and a haunting epitaph on the last moments of a dying regime.


13. - 10 JAN: Bahir Dar to Addis Ababa

As we hit the road soutward toward the capital a large funeral procession of several hundred people in white robes cut across the highway. Most of the people are barefoot, and they all walk briskly in the cool morning sun, and their candid attire contrasts starkly with the black asphalt.

Many other people, as usual, walk along the side of the brand new highway. An "East African Bamboo Project" stand proudly displays, well, bamboo poles for sale, and a wide choice of mosquito brushes.

At 10:30 we stop at a gas station for some coffee. Good, strong, dense Italian coffee made with real Italian espresso machines. Coffee is a good connection between our two countries, they have the coffee and we brought in the machines, though the traditional coffee ceremony, as we have experienced it several times during this trip, is not to be missed.


Sharing injera and raw meat with our driver at a road side eatery
Lunch is at a roadside eatery/butcher shop/bar/gas station. The butcher, in a blood-stained white coat, is busy cutting up some beef into thin strips of meat. He and one of is assistants use special knives with a rounded blade that looks like a huge fishing hook. As usual, I eat with the driver and get a nice ingera with raw beef, all accompanied by a cool bottle of never to be missed Coca Cola.

A few kilometers down the road we cross the Nile again, this time on foot. We walk over a bridge built by the Italians, next to which in 2008 the Japanese built another one, more modern looking but definitely less charming, which is used by our bus. There is no traffic at all today on either bridge. A lone baboon plays on top of the ridge as we drive away.

Italian and Japanese bridges on the Nile
Shortly afterwards we meet some farmers having a tea break while they are gathering hay, and the are very kind to invite us over for a drink. About a dozen men labor away while a lady walks around with a full pot handing over cupfuls of tea.

One last stop before reaching the capital is at Debre Libanos, an ancient monastery where a wedding is taking place in one of the churches. Lots of friends and relatives in white and red dresses, rythmic music and a conservative, almost stiff posture on the part of the newlyweds.

This is not a happy site in the memory of Italy's presence in Ethiopia. Here Graziani exterminated over 200 monks when he suspected they had connived with those who had attempted on his life.


09 January 2010

12. - 9 JAN: Bahir Dar, Lake Tana

Early in the morning the sun paints a silver lining on the many canals and rivulets that draw thin lines across the fields. There is a lot of water in this region, something we are not accustomed to. The Nile is near, though it is now the dry season and there is not much water rushing forward to Sudan.

We drive a while and then take a boat across the river, then walk some more in the fields to reach the Tississat, "the smoking water", ie the Nile falling down a cliff and creating a waterfall, more like a tricklefall in this season, but perhaps prettier for that.

At the waterfall I buy some tea from a young girl who squats by a small wooden plank that is her table, a teapot on a small tin full of hot charcoal and a few glasses. Oh and some sugar. The tea is good. A we approach the waterfall we descend the slope of a hill toward the river and a young shepherd in a candid white blanket over dark shorts poses proudly against the "smoking" background of the falls.

At one point a line of perhaps twenty people walks past us in the distance. Most have huge bags of something, perhaps cotton, on their heads.

No one is around but us until a few lady farmers carrying huge sacs of dung walk by on their way to their farm. It's pretty impressive, the sack are way bigger than their own bodies and probably weigh at least twice as much!

Around lunch time I take a walk in the center of town and stop at a shop that sells hide puffs filled with straw. They are actually quite pretty and sturdy, but heavy. So after negotiating a good price for two puffs I ask the lady to cut them open and take out the grass. Which she has one of her assistants do, but it's hard, they have been sewn pretty well and it takes a good half an hour. Time to walk around, chat with some of the sellers, soak in the early afternoon heat.

After a quick lunch we hit the road again, this time to the shore of Lake Tana, where we board a fast outboard to reach the island in the middle of the lake with its interesting monastery.