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25 October 2019

Caffè a Chongqing

Proprio sotto casa c'è un bar, si chiama Lukin Coffee, dove servono cappuccini, moka e latte macchiato. Detta così sembra una banalità, e se fossimo in Italia lo sarebbe, ma a Chongqing è una sorpresa.

Si sa che i cinesi sono bevitori di tè, nonché di infusioni diversissime, di fiori, frutta ecc., ma generalmente non amano il caffè. Tutte le volte che provo ad offrirne ai miei parenti mi dicono che puzza di bruciato.

Dunque mi fa piacere trovare Lukin Coffee e oggi ho deciso di provarlo. Del resto non sono da solo Lukin ha aperto oltre 4000 negozi in Cina dal 2017 quando ha inaugurato il primo, a Pechino. Oggi ne ha più di Starbucks.

Ordino un Mocha, qui interpretato così: caffè, latte caldo e sciroppo di cioccolato, con polvere di cacao in cima e un po’ di panna. L'indaffaratissima barista mi dice, in inglese, di aspettare un momento perché ha molto da fare. Vedo infatti che le sono arrivati molti ordini via internet, e dopo qualche minuto cominciano a manifestarsi i fattorini che ritirano gli ordini.

In un quarto d'ora circa che sono stato nel locale nessun altro ha consumato sul posto. Un paio di persone hanno ritirato il caffè ordinato in precedenza (e che li aspettava da chissà quanto tempo, bisognerà che capiscano che il cappuccino va bevuto caldo) e vanno via. Tutti gli altri sono ordini da consegnare nelle case del circondario.

Lei ha preparato ogni ordine etichettando i bicchieri e mettendoli, ben chiusi, in buste di carta con attaccato lo scontrino. Quando arrivano a ritirare, pagano (ovviamente con il telefono e codice a barre, io sono l'unico obsoleto occidentale ad usare banconote) acchiappano la busta e filano via.

La ragazza lavora velocissima, sa usare la macchina con disinvoltura, qualche volta sembra incepparsi ma qualche schiaffetto e riparte. Dopo qualche minuto ricarica il serbatoio scaricandogli dentro un bustone di caffè in grani. Poi arriva un altro barista maschietto a darle una mano, anche se lui è decisamente più lento.

Dopo una decina di minuti mi prepara il mio (ottimo!) mocha, pago e vado via dopo aver scambiato qualche saluto in cinese, così tanto per far pratica. Costo dello scherzetto: 27 Rmb, 3 euro e mezzo! Caro il mio mocha, forse più che a Piazza di Spagna a Roma. Domani torno per un cappuccino, mi manca troppo, pagherò!

04 October 2019

In famiglia a Guiyang

Il rapporto con i miei suoceri non è facile, il che non costituisce in sé una grossa sorpresa. La difficoltà, anzi l'impossibilità, di comunicare se non tramite l'interpretazione di Lifang, è la difficoltà minore. Forse magari rende le cose meno difficile e complicate. Loro non possono lamentarsi direttamente con me di nulla, io non posso dire mai una parola sbagliata al momento sbagliato, come probabilmente fare, come fanno tutti i generi, se potessimo parlarci. 

Ma il mio cinese è troppo limitato e poi studio il mandarino, mentre loro parlano rigorosamente in dialetto hunanese. Il mandarino lo capiscono, e mio suocero lo parla pure, ma mia suocera nulla. Ho imparato a dire qualche parola in dialetto, così tanto per fare, tipo quanto mi piace questo piatto cucinato da te, o come fa caldo oggi.

Il problema è che, anche se mi hanno accettato in famiglia dal 2015, quando Lifang mi ha presentato a loro, in realtà sono sempre un po'un corpo estraneo, soprattutto agli occhi dei parenti, cugini, zii, e poi degli altri clan del villaggio (il cognome Yan è condiviso da tutto il villaggio di Yan Jia, la casa degli Yan, in pratica un grande clan) la cui opinione conta più qualunque regolamento attuato dal partito.

Anche questo non mi dovrebbe sorprendere, era la stessa cosa con la mia famiglia quando avevamo contatti più frequenti con i parenti del sud dell'Italia. La decisione di fare qualcosa dipendeva da considerazioni come "ma che figura ci facciamo", oppure " ma che diranno i parenti?", o ancora "che penserà la gente?"

Però per me di tempo ne è passato, ed ora, come si dice a Roma, non me ne potrebbe fregare di meno di quello che pensano o dicono i parenti ed i vicini delle mie scelte di vita. Del resto i parenti ed i vicini neanche sanno molto di quelle scelte, quindi non hanno modo di farsi un'opinione di qualunque genere.

Ma nel villaggio tutti sanno ancora tutto di tutti gli altri. E anche di quelli che non ci sono ma che sono in qualche modo imparentati. Quindi un italiano "maturo" che sposa la stella ascendente del villaggio (mia moglie) fa scalpore. E quindi io ne devo restar fuori: non andare al villaggio ed avere contatti solo con alcuni sceltissimi parenti, quelli che comunque storceranno il naso ma forse meno di altri. 

Invece va molto meglio, almeno mi pare, con i vicini di Guiyang, gente più moderna, ricca, e forse un pochino più istruita. Non che siano particolarmente aperti o cosmopoliti. Nessuno di loro ha mai viaggiato fuori del paese, la maggior parte non ha mai lasciato l'Hunan, non parlano una parola di lingue straniere e fanno di tutto per tenere i figli vicino casa anche quando si sposano.

Però hanno un'idea che c'è un altro mondo là fuori. Intanto hanno la televisione e i giovani sono su internet dalla mattina alla sera. Veramente la televisione e internet ce l'hanno anche al villaggio di Yan Jia adesso, ma forse li usano meno, non sono sicuro.

Fatto sta che con i vicini di Guiyang andiamo d'accordissimo, parliamo in mandarino (sempre con traduzione oppure con frasi molto semplici), scherziamo, ci scambiamo regali e ci portiamo cibo a vicenda attraversando il piccolo pianerottolo. Gli son molto piaciuti i bucatini alla carbonara che gli ho offerto, fumanti, davanto all'ascensore!

Chissà forse un giorno passerà tutto. Forse andrò a Yan Jia. Forse quando avremo dei figli, se li avremo. O forse quando saremo tutti troppo vecchi. Spero presto potrò vedere i luoghi dove è nata e cresciuta mia moglie. Potrò vedere la grande porta del villaggio con l'architrave su cui sono dipindi i ritratti di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao. Ho il sentore che non saranno lì per sempre. Forse ci dipingeranno sopra quello di Xi.

Comunque mio suocero è molto simpatico, soprattutto quando condividiamo una bottiglia di grappa italiana portata qui da amici in visita dal Trentino. Anche mia suocera è (quasi sempre) simpatica, mi piacerebbe sapere quanto sono simpatico io a lei.

25 February 2019

Pasta alla gricia and espresso

The highlight of this day is dinner with relatives who came over to visit.

I cooked "pasta alla gricia" with guanciale from Lubriano kindly gifted to us by friends Jacopo and Luciana who came to China with us.

I only cooked 300 grams of spaghetti even though there are eight of us because lots of food was already cooked, and che Chinese like to have a little bit of many dishes at every meal.

I was slightly concerned at first. Despite the fact that pork fat is a familiar taste in China, its combination with Italian spaghetti is new for them and my friends and family are not always very curious to try new foods and flavors they are not familiar with. I slightly over-cooked the pasta, a couple of minutes over my usual al dente texture to make it easier for them, as Chinese noodles are always on the soft side compared to their Italian counterparts. I also avoided adding cheese, though the recipe would call for pecorino romano.

Amazingly, the gricia went down well, it was all finished in 5 minutes! And we used the traditional Chinese chopsticks of course, no forks or table knives in this home!

I then decided to push my luck and offered everyone coffee. I have a Nespresso machine here which I took with me from Europe. I actually tried this before, but my in-laws never liked my nespresso, they said it smelled and tasted like something burnt.

The other relatives and friends loved it though it may be in part because I offered to add a little bit of sugar. Even the little kids wanted it, and I gave them some decaf with brown sugar!








23 February 2019

Hot Pot e liquore al serpente

A spasso per la zona pedonale, piena di negozi, ristorantini, venditori ambulanti. Molti prodotti falsi, borse scarpe. Contraffazioni belle e buone, anzi si dovrebbe dire non tanto belle e cattive!

Ma anche molte imitazioni, prodotti ispirati a marche famose ma abbastanza differenziati da poter aspirare ad un'identità propria. Per esempio una marca di telefoni che si chiama OPPO, foneticamente quasi indistinguibile da APPLE. Una marca di vestiti si chiama GODLESS Architecrue, boh.

C'è anche una imitazione di McDonald che serve panini e qualcosa che assomiglia ad un hamburger. Non capisco il nome ma il logo è molto simile al colosso alimentare americano.

Ad un certo punto sentiamo delle trombe che provengono da un sottoscala. Mi avvicino curioso e c'è un funerale! Tutti vestono una stoffa bianca sulla testa. Lifang mi chiede di non disturbare ed io obbedisco.

Nella zona pedonale anche molte gioiellerie, tanto tanto oro! Collane e bracciali ma anche lingotti di tutte le dimensioni, da 10 grammi a 1 chilo, che indicano "999.9", praticamente oro puro.

Per pranzo andiamo a far provare un "hot pot" ai nostri amici in visita: c'è un ristorante che serve la specialità di Chongqing proprio accanto alla zona pedonale. Saremmo voluti andar al Parco della Cultura ma fa troppo freddo e pioviggina, non è il caso.  Proviamo quindi le prelibatezze offerte dal ristorante, oggi mi avventuro sul cervello di maiale. Come condimento ci sono una ventina di salsine predisposte in ciotoline attorno ad un tavolo rotondo, ognuno si alza e sceglie quelle che vuole.

Dopo pranzo piove ancora, oggi niente parco. Andiamo invece nel grande albergo vicino alla Piazza Ouyanghai, dove una cugina di Lifang fa la massaggiatrice dei piedi. Previa telefonata, quando arriviamo troviamo 4 massaggiatrici che ci aspettano. Lavorano molto bene, e ce la godiamo su quattro lettini comodissimi.

Non è stata fortunata la cuginetta. Da giovanissima si era innamorata di un ragazzo di un villaggio vicino al suo. Ma il padre si era opposto, temendo che lei si sarebbe trasferita nel villaggio del marito, come di prassi, e non lo avrebbe assistito. Siccome il padre non aveva figli maschi...

Così il padre nascose il suo "Hukou" e lei non potè andar via. Al posto del suo innamorato il padre le procurò un marito tramite un sensale. Lei non ebbe scelta. A complicare le cose nella sua vita, nacque un primogenito autistico. Poi ebbero una bella bambina, sana e intelligente.

Le cose sembravano mettersi su un binario accettabile se non proprio normale ma il marito muore in un incidente. Lei si ritrova da sola a dover pensare a tutto. La bimba che cresce bene ed è molto dotata nella danza, viaggia per tutta la Cina a fare spettacoli e saggi. Però questa attività costituisce un impegno finanziario per la mamma.

Per far fronte alle normali spese della famiglia e quelle relative alla danza la cugina lavora come massaggiatrice in un albergo di lusso, a 5 stelle, nel centro di Guiyang. Guadagno ottimo anche se irregolare, molto dipende dalle commissioni e quindi dal numero di clienti.

Però questo lavoro non è ben visto, toccare i piedi di estranei tutto il giorno è considerato degradante. Il che le impedisce di trovare un nuovo marito, pur essendo una donna piacevole e simpatica. Dice che mai un uomo accetterebbe una vedova, per di più con figli e massaggiatrice di piedi!

Cena dai vicini di casa. Fa un freddo cane, e ovviamente, come sempre, niente riscaldamento. Siamo imbacuccati come per andare a sciare.

Grande scelta di carni e verdure e poi la novità della serata: liquore di serpente. Shushu, lo "zio", si presenta con un enorme giara di vetro, conterrà 10 litri di liquore e nel liquido giallastro si intravedono un paio di serpenti interi. Dice che lo tirano fuori solo per le occasioni importanti e siamo onorati di essere considerati tali.


A me piace, ma è molto forte, qualcuno eccede e passerà la notte in gabinetto!

Ci offrono sigarette, che nessuno di noi fuma. Però mi dice Lifang che noi uomini dobbiamo accettarle, e anche se non le fumiamo possiamo metterle dietro il lobo dell'orecchio in segno di accettazione della cortesia. Le donne invece possono anche non accettarle, così il Galateo cinese. Dopo averla tenuta dietro all'orecchio per una mezz’ora ne accendo una per gentilezza, poi la spengo subito.

Allora tirano fuori dei sigaretti, ma che non credo contenessero solo tabacco, avrei giurato che nel truciolato c'era anche qualche erba ma non saprei dire quale. Comunque meglio delle sigarette!

17 September 2018

Suzhou to Hangzhou by fast train, tea ceremony

Rainy morning in our hotel, we decided to take advantage of the luxurious facilities, we have not used them much these days, always busy visiting. The saunas, steam room, and swimming pool were pristine and inviting. After absorbing some heat in the first two I headed for the pool. There is no one around even though the hotel is rather full.

In fact there is someone around: the lifeguard, who looked kind of bored on top of his high chair until he approached me and said something that I did not understand but then pointed to his head and it was clear he wanted me to wear a swimming cap. Most pools require that in China these days. I tried to explain in my broken Chinese that I am completely bald, and rubbed my clean cupola with both hands to drive the point home. He insisted a couple of times, pointing to a sign on the wall that made it clear it was mandatory, but I insisted even more and in the end he smiled, climbed back up his high chair, and left me alone.

In the afternoon we take a trusted didi cab to the station, but when we reach the modern building I realize I forgot Lifang's necklace in the hotel's safe, even though she had asked me twice to check the safe before check-out. Now, if I had forgotten to check, that would be bad. But I HAD checked, and still forgot the necklace, so that made me feel even worse. Leaving it behind was not an option, this was a special one I had bought her in New York.

But my wife is not someone who gives up easily. She almost got upset, but regained her cool quickly and while calling the hotel, she told me to wait and stay put with both eyes peeled on our bags while she rushed back to the hotel. She made it quite fast and found the necklace, but we now had another problem. We would have missed out train, and we had a dinner appointment with one of her former English students in Hangzhou tonight. It would have been regrettable and impolite to cancel.

No worries: on the taxi back to the station she changed our reservation to a later train, though this one would depart from another station, so we had to rush across town with the local underground, which was slightly stressful but we made it! Just before boarding we even managed to grab a bit of black pepper beef and pork belly with white rice.

The train ride was smooth, the new CHR (China High-speed Rail) trains are quiet and very fast, over 300km/h. The passengers however do not always meet expectations one has on such luxury service. Most people are either on their cell phone, or streaming videos, without earphones, or both at the same time and at high volume. Some passengers even smoke though it is strictly forbidden!

In the end we made it on time to meet our friend, who took us for a tea ceremony in an upscale teahouse by the West Lake. here is a short video. He was a soft-spoken person, a manager in a large automotive company who said little but always made a lot of sense. He quoted Confucius to us: "Is it not a pleasure to have friends visiting from afar?"

In Chinese 有朋自远方来,不亦乐乎? (yǒu péng zì yuǎnfāng lái, bú yì lè hū?)

15 May 2018

Whisky Museum in Dublin, Ireland



What better way to spend a rainy day in Dublin than in the whisky museum?

Notes from a guided tour.

Uisce is the Irish word for water
beatha means of life

book of Kel 1405 first record of the word whiskey, it was then made by monks.

Was the original purpose communion, instead of wine?

Used as perfume, originally from Iran came with with moors to Spain

must be aged at least 3 years by law

Angel share lost to evaporation is about 20% per year, therefore old whiskey expensive: you pay for lost whiskey!

the more you lose to angels the faster whiskey ages

Shibeen illegal distillery in Ireland

Pogee? unaged whisky

malting, germinating by soaking in warm water 3 days, starch changes into sugar

Stop the process by drying with hot air or burning peat to make smoky flavor get grist.

Yeast to transform grist to alcohol, about 12pc beer is the result

Whiskey is distilled beer in a nutshell

In Ireland cìit is allowed to make whiskey at home but not sell or even give away because fear of methanol.

... and also because of tax revenues suffered!

There 8192 illegal stills in Ireland in 1834 , more than ten times more than in Scotland

Triple distillation in Ireland makes for smoother alcohol.

Stills made of copper

Add sulfites as in wine to stabilize

Toasting barrels just 20 seconds or so to get flavor caramel and vanilla from America oak barrels, only use barrels once.

Also continuous still, can get as much alcohol in one week as normal in nine months. Started in 1937 with continuous stills.

Learned to blend now 18 stills up from only 2 before they turned to continuous, more to open soon

no spitting in whisky tasting! must get ending with swallowing
can dilute however, only reason to swirl is to look fancy! no use...

Tasting today:

1. glendalough single grain see photo, double barrel
Smooth

2. powers gold label
malted and raw barley together
started because maltée barley was taxed more traditional
aged in bourbon barrels only
round long

3.the Irishman power reserve
70 pc single malt
spicy

4. Tullamore 12 yo
youngest whisky in bottle is 12yo.
60pc single grain 20pc single malt
smoothness because sulfites lose burn over time.

Just next  to the whiskey museum is the famous Peterson pipe shop, I cannot not go in, and after a good chat with the salespeople who give me a good discount I end up buying two pipes to add to my collection.

End the day with a walk around town looking at some typical architecture.


27 April 2011

4. - 27 APR: Lijiang, Jade Dragon Mountain, Baisha, market

Up early and off to a bus ride to the mountains of Yulong Xueshan (Jade Dragon Mountain), where we leave the bus and buy some tickets. To do so, one must go through a weird sort of hangar, with a whole series of stands selling anything from oxygen bottles (in case of mountain sickness) to T-shirts, to traditional Chinese medicine, to dried frogs... I end up buying some CDs of local music.

A chairlift takes us up to the “yak meadows”. The view of the peaks from the top is stunning, and the white snow against the blue sky provides a perfect frame for the Buddhist gompa on top of a hill that we reach with an easy 20 min walk. The gompa is not the most impressive I have ever seen, still, it's good to see it here, open for business.

A few yaks graze around, it is all by the book! Not enough time to savor the atmosphere unfortunately, time to go back. I detest fixed schedules when traveling but today I have no choice, I am in the hands of the local guides. To make things worse, some of my clients, especially 50+ single Italian ladies, complain to me! Oh boy...

Lunch is in a typical restaurant in Baisha, the capital of the old Naxi kingdom and still one of their major centers, where murals from the Ming dynasty were once world famous, before, yes you guessed it... the Cultural Revolution did irreparable damage to them. Some of my companions begin to display uneasiness with Chinese food. (Figures...) I, on the contrary, find the fare fed to foreign groups to be too edulcorated, its taste made way too plain to adjust to the wimpy palates of Western tourists. Therefore, after making sure everyone has his plate full, I go and eat with the driver and the guide, who get REAL Chinese food: hearty, sometimes spicy, sometimes VERY spicy, and sooooo good! As of today this will become my standard operating procedure for the rest of the trip.

After lunch off to town for a visit of the food market, with impressive displays of all kinds of delicacies, clearly a successful farmers’ market that may not be very communist but has all its shelves full. Very colorful cabbages and other greens are on display next to bright red chili baskets that will spice up local dishes. Southern Chinese cuisine is known for being generally more spicy than the rest. In a semi-dark covered pavilion a number of butchers are busy chopping and skinning all kinds of animals, but especially pigs and cows as I can tell. No refrigeration system is in sight but the meat looks very fresh, I suppose there must be a high turnover.

I bought a red mahjong set, kind of old looking if not necessarily that old. Nearby, a palace that used to belong to an old pre-revolutionary governor exudes some ancient charm. I especially appreciate its old wooden doors. Many frescos all around, we are told by our local guide, were destroyed by the Red Guards during the Cultural Revolution, but these doors survived because local farmers painted them over with portraits of Mao.

We then move on to the park of the Black Dragon Pool. It is a stunning location, with lots of history, art and architecture which we only have time to taste in part.

There is an old and very big camellia tree. It has its own guardian, who is well known because he has had this job for over 50 years. He says, through our guides, that the Red Guards wanted to cut the tree down as it was an "old thing" but he stopped them and told them they would have to kill him first, and they gave up. Who knows what really happened but the tree is here!

Dinner tonight brings a new guest: Baijuu, the rice liquor that will accompany most of the rest of our dinners in this trip. Sort of similar to grappa (very sort of) it can be made with rice or sorghum. It has a rather coarse taste but can go down very well after a hearty Chinese meal.

03 August 2008

Recensione: Il Caffè, di Caroline Darbonne, ****

Questo è un piccolo libretto di facile lettura che fornisce una introduzione a tutti gli aspetti del caffè. Da brevi ma interessanti cenni storici, al processo di coltivazione e torrefazione, alla geografia della produzione nel mondo, alla degustazione, e contiene persino molte ricette di cucina al caffè.


Lo consiglierei insieme al libro "Una storia del mondo in sei bicchieri", di Tom Standage, in cui il caffè è raccontato come una delle sei bevande che hanno segnato la storia.

Pregevole la fattura del libro, in bella carta pesante e rilegato, con molte buone fotografie e disegni illustrativi.


18 August 2007

14° g - 18 AGO: Ha’apai (‘Uiha), la cerimonia della kava

Colazione abbondante con uova, toast, marlemmate, miele, frutta, ecc ecc, una goduria! Poi a spasso per l’isola, decidiamo di andare verso nord. Bella passeggiata, con nuotate e soste a chiacchierare con i locali. Peccato tanta immondizia per strada, dappertutto, rovina veramente un po’ il posto. Non capisco come facciano a non capire che così distruggono la loro principale risorsa.

29 July 2006

6° g - 29 LUG: Varie attività nella valle di Leh, rafting, birra chang

Oggi il gruppo si divide. Io vado con una metà a fare rafting sul fiume Indo (900 Rs/pax, no TLF, compreso pranzo caldo buffet servito in un ristorantino a fine navigazione). Mehraj organizza tramite una ditta locale specializzata, vengono a prenderci in albergo e si va fino al fiume, dove ci si imbarca in grandi canotti da 7-8 persone. La navigazione è lenta e molto piacevole, si gode di una prospettiva diversa a vedere la valle dell’Indo dal basso, con la strada su in alto, tagliata sul costone brullo. Ci si bagna nelle rapide (sono sei) ma non c’è assolutamente alcun pericolo. Forniscono salvagenti ed un contenitore stagno per macchine fotografiche, vestiti ecc. La navigazione dura 3 ore circa finisce poco dopo la confluenza dell’Indo con il fiume Zanskar, presso Nimu.

09 August 2003

3° g - 9 AGO: Tabriz e Kandovan

In mattinata visita a piedi al bazar, colorito e ricco, molti tappeti, ovviamente. Cerchiamo di fare provvista di contante sufficiente per vari giorni al mercato libero, anche se questo comporterà il trasporto di molteplici mattoncini di banconote, e possibilmente tenere una buona scorta di banconote di piccolo taglio per mance, frutta, acqua…

28 February 2003

9° g - 28 FEB: Santiago, Gran Piedra, Santeria

Escursione a Gran Piedra e Museo Caffè

Oggi visita alla Gran Piedra, saliamo gli infiniti scalini, superando alcune bancarelle di signore che vendono collanine e braccialetti fatti con la materia prima del luogo: chiocciole, bacche, paccottiglia per arrivare ad una vista straordinaria sulla valle. Un inizio degno di una lunga ed intensa giornata...

17 May 1989

24° g - 17 MAG: a Mosca in albergo

Giornata in albergo, scrivendo e lottando con varie segretarie cercando di combinare appuntamenti per i prossimi giorni. Non mi aiuta nessuno, né dall'ambasciata sovietica in Italia, che tanto aveva promesso, né dall'istituto di cui sono ospite qui. Devo fare tutto da solo. Riesco a contattare l'editor della versione in inglese di Moskovskie Novosti il quale all'inizio è freddino e disinteressato, poi quando gli dico che sono appena tornato da Tallinn mi propone di vederci domani mattina alle 10! Forse farà più domande lui a me che io a lui.

Cena il albergo, poi a prendere un caffè (con formaggio, salame, pane nero e vodka, insomma un'altra cenetta) a casa della moglie di Peter Vares (un accademico estone che vive a Mosta ma che è andato in Svezia per un convegno). Mi chiede se mi piace il caffè forte e quando le dico di sì, la vedo che prende il barattolo di caffè e con un cucchiaio comincia a riempire lo scompartimento del caffè della Moka; mi aspetto che lo riempia ben colmo, magari pressandolo un po', come facciamo noi. Invece ne mette un paio di cucchiaini e si ferma quando è colma la macchinetta è piena solo a metà! Il caffè è merce rara a Mosca...

Comunque già il fatto di essere qui in questo appartamento è notevole, segno dei tempi che cambiano. Gli inviti a casa agli stranieri in passato erano prima vietati e poi malvisti; adesso sono permessi ma ancora molti russi non ci sono abituati.

Parliamo dell'Estonia. Mi dice che la cautela può essere controproducente. Gli Estoni sanno che ora hanno un'occasione di concludere qualcosa, fra qualche anno, se cambia la situazione a Mosca, e tornano al potere i conservatori, potrebbero richiudersi tutte le possibili vie di evoluzione. Ora o mai più.

Gorbaciov superstar

Il telegiornale della sera è interamente dedicato alla visita di Gorbaciov in Cina. Non ci sono altre notizie (eccezion fatta per le previsioni del tempo). Al telegiornale segue la differita della conferenza stampa di Gorbaciov a Pechino. Totale: quasi due ore initerrotte di monologo del grande capo, interrotto solo dalle brevi domande dei giornalisti. Non una parola da nessun altro dei membri della delegazioni sovietica in Cina, e neanche da nessun cinese: solo Gorbaciov con i giovani, con i lavoratori, sulla grande muraglia, ecc. Raissa farfuglia qualcosa, unica eccezione, parlando coon alcuni lavoratori cinesi di ceramica... Mi dice Valentina che non si era mai verificato in passato, anche se c'erano stati lunghi servizi sulle visite in USA, per esempio.

Gorbaciov è ovviamente molto diverso dai suoi predecessori, ma ne sta adottando i metodi di comunicazione, la logorrea infinita in primis. Sembrano i primi sintomi di un pericolo per la perestrojka stessa: sta nascendo un nuovo culto della personalità.

13 June 1980

Finnish border and ferry to Sweden

Wake up at 7am, quick breakfast and sadly we must leave Leningrad. We drive slowly and take in the landscape. Brief stop at Vyborg (Viipuri), a town now in Russia that's been contested for centuried between Russia, Finland and Sweden. Everything goes smoothly until the Finnish border.

At the border station we must wait a good half hour before the Soviet guards even so much as look at us. Then another half hour inside the border station itself. The first thing to do is change the 7 rubles I have left into dollars. The exportation of rubles is not allowed. Not that we wanted to take any out of the country anyway. It's a non convertible currency and can not be spent anywhere else.

We are slightly concerned about the two bottles of Soviet champagne we got, strictly speaking illegally, from our waiters friends. Even more concerned with the Soviet Army belts we got from igor in Moscow that Andrew and I are wearing, but no one seems to care. This time they hardly even look at our luggage. They completely ignore the car.

We reach Helsinki easily and quickly. What a relief, the roads are clean and smooth, service station convenience shops are lined with shelves stocking everything one can possibly need while traveling by car. We are back to normalcy.

At Helsinki Andrew and need ferry tickets to Stockholm, the plan is to visit my friends, the Ericson family. Ann and Cathy head back to Poland.  The Silja line, the best one, is fully booked. We get a place for us and the car on a Viking line. Viking is cheaper but the ferry does not really exist as a means of transportation between Finland and Sweden. It is a floating pub where kids from both countries can buy and consume cheap alcohol without restrictions. On board, everyone, from 12 to 82 years-old, is completely drunk. We are not going to have a very social experience, rather an anthropological one: Scandinavians trying to find any possible way to beat the system and get drunk.

06 June 1980

Moscow books, champagne and army belts

Brunch at the "Arbat" hotel, not bad, and only 4 Rb, about 1 USD. There isn't much choice but because this is a hotel frequented by many foreigners there is enough.

Next up is a visit to the "Dom Knigi, (website in Russian) the biggest book store in town. And an official one, with lots of propaganda and political books. I am not so interested in these, but I do buy some posters. The Soviets love political posters, many with uncontroversial historical overtones, like for example those on the victory in WW II. Or those of smiling papa Lenin with children. Lenin is the last, and almost the only, leader to be represented in posters. All subsequent leaders have been discredited by their respective successors, so there is no Stalin, no Khrushchev and no current leader either. Of course no foreign leader either: no Mao, no Castro. Well at least one can say there is no personality cult in the USSR today. Some posters are more general in their subject matter,  like for example those that deal with socialism as a force of peace in the world.
Andrew resting

We meet Igor and go to the "Kosmos" hotel for a drink of Soviet Champagne (8 rubles). It is made in Crimea, a bit on the sweet side. And they have no qualms to call it "Champagne" as the USSR, of course, does not abide by European rules on protected denominations. Over a glass of bubbly we talk about the upcoming Olympics, and Igor says he read on the Pravda (the official newspaper of the Communist Party, it means "Truth") that all western countries are coming with their flags, and the the US boycott is a failure. Sounds strange, the Herald Tribune reported Italy and the UK are going but without flags. France is going with its flag. West Germany who knows. We'll see. Perhaps there is still time for a solution so that all can go and compete and have a proper Olympics. I exchange five packs of American "Salem" cigarettes for a Soviet army belt that Igor conveniently happens to have in his pocket.

Comecon headquarters
Driving around the city, to get a feel of the atmosphere, is not especially rewarding: dull and boring. Several policemen make it more lively by stopping me as I drive around. There are some avenues with twelve lanes (!) and it is impossible to change lane fast enough to take a turn, especially at some huge roundabouts. So I change lane a bit too fast and they  inevitably stop me, ask for all my papers, give me a dirty look and let us go. The building of the Council of Mutual Economic Assistance (CMEA, or Comecon) provides a rare example of modern architecture with an original twist.

In the evening we look for a restaurant to have dinner, but by 21:30 most are closed. We end up in a small and very forgettable eatery before heading back to the camping ground.

20 April 1980

Wedding stripping and beers

During breakfast somehow the conversation gravitates toward a the wedding party of P. She says how it was an unusual wedding, people got a bit drunk and started to strip until some were totally naked. Some guests rushed to cover up the a naked man, but she did not mind to see that at her wedding. it make it all more natural. Well, I guess why not? Going naked is something that is sometimes used in Communist countries as a display of protest. Not many other ways of protesting are allowed and this is a cheap and cheerful one. In East Germany they are especially good at it.

I spend the afternoon in my room studying for the upcoming exams. But not too long. Romek comes up with an invitation to go out for a beer. We all go to the "Bolek" pub. I down one beer, some of my classmates up to five or six. It is really amazing how we have become close friends with Polish students is such a short time. I guess it is in part because of their eagerness to meet people from the West, and our eagerness to penetrate the Iron Curtain. Beer can do a lot to facilitate this.