19 August 2010

8° g - 19 Ago: Nako: gompa e raccolta di piselli

Giornata in giro per il paese di Nako e dintorni. Appena usciti dal campo tendato incontriamo Sebastien, un francese, con la moglie americana e due figlie di nove e 2 anni. Stanno girando lo Spiti ed il Kinnaur come noi, stesso itinerario, solo qualche giorno in più per completarlo. Viaggiano leggeri, molto meno bagaglio di noi. Anche perché... sono in bicicletta! Sebastien traina una specie di rimorchio con la piccola dentro, riparata da una tendina per la pioggia. Moglie e figlia grande con la loro bici. Ammirevoli, anzi direi un po' al limite dell'incoscienza come vedremo qualche giorno dopo quando li incontreremo durante uno scroscio monsonico col fango fino agli assi delle ruote...

Il paesino di Nako è tranquillo, oggi è quasi deserto perché son tutti a lavorare nei campi per raccogliere piselli. Qualche negozietto di articoli religiosi buddisti, alcune cose carine, vissute nei monasteri, ma un po' care. Visitiamo qualche piccolo gompa con pregevoli dipinti murali, che però non si possono quasi vedere per niente, sia perché non c'è luce, e le nostre piccole torce fanno poco, sia perché sono sporchissimi, vittime di incuria secolare.

Nel pomeriggio camminata verso i campi coltivati ed il gompa in cima alla collina sovrastante Nako, 45 minuti sotto il sole cocente ma grande soddisfazione una volta in cima. L'edificio non è niente di speciale ed è chiuso. All'improvviso sbuca un monachello che ce lo apre, ed all'interno il gompa è ricco di opere pittoriche e scultoree di valore, oltre che al solito paesaggio impressionate sulla valle. Qui per qualche strana ragione si può fotografare con il flash, non ne abuso ma riesco a mettere assieme un po' di documentazione su queste opere altrimenti destinate ad essere dimenticate dato che questo gompa non è riportato nelle guide e non ci viene praticamente mai nessun visitatore.

Riscendo a valle per un sentiero diverso da quello della salita, e incontro molti coltivatori di piselli. Devo fare non poche acrobazie per scavalcare i tanti muretti a secco ricoperti di rovi che delimitano i vari appezzamenti contivati a terrazza. Le donne stanno accovacciate o sedute per terra a raccogliere i baccelli tirando a sé le i filari delle piantine snodati lungo il terreno. Fanno mucchietti di baccelli che poi sono riversati in grandi sacchi di iuta. Non ci devono venire in tanti qui, ed infatti sono accolto con grande curiosità. C'è anche qualcuno dei loro bambini che gioca, e perfino un paio di poppanti sistemati con sicurezza in coloratissimi scialli sulle spalle delle madri. Mentre le donne riempiono i sacchi nei campi gli uomini si caricano dei fardelli pieni e chiusi con lo spago e che pesano fino a 50 kg. Li portano giù a valle, fino alla alla piazza di Nako, dove sono pesati e caricati sui camion che li trasporteranno ai mercati di tutta l'India.

Un contadino che non mi pare si stia ammazzando di lavoro, anzi sta bighellonando mentre le donna lavorano, mi chiede di caricare le foto che sto facendo sul sito del villaggio di Nako. Mi regalano un po' di piselli da sgranocchiare, ottimi, dolci e teneri. Un'altra signora con una stupenda collana di turchesi e corallo mi informa in più che discreto inglese che lei oltre a lavorare la terra gestisce una pensione e mi chiede di farle un po' di pubblicità: si tratta della pensione "Traditional Amar Home Stay". Ecco fatto! Mi regala anche lei una manciata di piselli, non c'è che dire, sto facendo una bella merenda. le faccio i complimenti perché sono i migliori dei tanti che ho assaggiato finora, ed è vero. Inoltre, la nostra indefessa imprenditrice, ha da poco aperto anche un ristorante di cucina tibetana che però non avrò tempo di mettere alla prova durante questo soggiorno.

Scendendo a valle incontro tanti ragazzi carichi dei loro sacchi di piselli, qualcuno se ne mette anche due sulle spalle, saranno forse 80 chili! Torno in paese nel tardo pomeriggio, e la piazza è in pieno fermento per le operazioni di pesa e carico dei piselli sui camion, che stanno facendo manovra per posizionarsi con il portellone posteriore davanti agli addetti alle bilancie. Verso le 7 di sera c'è un gran traffico, centinaia di sacchi di piselli aspettano di essere pesati e caricati, i contadini stanchi si riposano e fumano, intanto continua ad arrivare ininterrotto dalle montagne il fiume di portatori. Alcuni anziani stanno da una parte ad osservare, magari ricordando quando erano loro a salire in montagna, ed intorno a loro tanti bambini schiamazzano allegramente. Coppie di uomini portano una trave di legno appoggiata sulle spalle a cui è fissata una bilancia alla quale è appeso, tramite un grosso gancio, il sacco da pesare. Un terzo addetto urla la lettura del peso in chili che è indicato dall'ago della bilancia ("Forty-one, forty-four, c'è persino qualche fifty!) ed un quarto uomo nota meticolosamente tutto in un quaderno. Verso le otto e mezzo è tutto finito, si torna a casa, i camion partono e la piazza si svuota anche per oggi.

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