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27 July 2020

Film review: Queen of the Desert (2015) by Werner Herzog, *****

Synopsys

Gertrude Bell, a daughter of wealthy British parents, has no interest in the social life of the London elite. Balls, receptions and the British aristocracy bring her only boredom. She wants to study, learn and above all see the world.

Aspiring to have at least some kind of activity in her life, Gertrude decides to find freedom and move to be with her uncle, who occupies a high diplomatic position in Tehran. From Iran she moves on to Amman and Damascus, some of the main political centers in the crumbling Ottoman Empire.

So begins her lifelong adventure across the Arab world, a journey marked by danger, a passionate affair with a British officer, Henry Cadogan, and an encounter with the legendary T.E. Lawrence.

With an all-star cast, including Nicole Kidman, Robert Pattinson, Damien Lewis and James Franco, Queen of the Desert is the uplifting, inspiring and extraordinary true story of one woman who, against all odds, changed the course of history.


Review

A gripping historical film on the life of an extraordinary woman who carved the life she wanted out of a hard world made for men.

We learn a lot about life in the latter part of the Turkish occupation of what is now Jordan and Iraq, areas where nomads roamed free without borders and ancient religions perpetuated irreconcilable conflicts.

Never seeking power she ended up making political decisions that are still relevant in the Middle East a century later. It would have been interesting if the movie had shown why she helped certain tribes rise to power through British help and not others. In the end, a successful but unhappy woman who spent most of her life alone.



14 March 2020

Guest post: Giordania alla scoperta dei luoghi biblici, di Carlotta Garilesi

Monte Nebo
Da inizierò a pubblicare post in collaborazione con Rolling Pandas. Spero siano di gradimento dei miei lettori.

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Che decidiate di svolgere un pellegrinaggio a Canaan o che siate solo curiosi, la visita dei siti biblici della Giordania è un viaggio indimenticabile e ricco di storia ed emozioni.

Monte Nebo

Secondo ciò che è scritto nel Deuteronomio, Mosè affrontò un’arrampicata sul Monte Nebo per ricevere da Dio la mostra della Terra Promessa prima di morire da lì a pochi giorni.

Sulla cima più alta, intorno ai 710 metri, sono stati ritrovati negli anni ‘30 i resti di una chiesa e di un monastero bizantini costruiti in commemorazione alla morte di Mosè.

Betania oltre il fiume Giordano

Sulla riva destra di questo fiume trovate Betania, un luogo importante per le Sacre Scritture. La prima citazione di questa meta nella Bibbia si ha nel secondo libro dei Re dell’Antico Testamento in cui, sulle rive del Giordano, il profeta Elia ascese in paradiso con carro e cavalli infuocati dopo aver nominato Eliseo come suo successore.

Dopo secoli il luogo acquistò popolarità grazie alle predicazioni e ai battesimi effettuati nelle sorgenti nei pressi del fiume Giordano da Giovanni Battista che solitamente riposava in una caverna vicino alle sorgenti di “Saphsaphas”, dove era solito ricevere le visite di Gesù. Intorno alla grotta di Giovanni fu costruito nel V secolo un monastero che comprendeva quattro chiese.

Riscoperta verso gli anni ‘90 dell’Ottocento, Betania oltre il Giordano tornò in auge come luogo di pellegrinaggio cristiano nel ‘900, in particolare dopo il 1994 (anno del trattato di pace israelo-giordano).

Sulla meta vi sono cartelli esplicativi e visite guidate che descrivono le vicende che si sono susseguite sulle rive del Giordano durante i secoli.

Umm Qais

Le leggende narrano che qui Gesù abbia esorcizzato un uomo pazzo trasferendo i suoi demoni ad un branco di maiali annegati, dopo una corsa folle giù dalle colline, nel mar di Galilea.

La città si trova su una collinetta da dove si possono ammirare il già nominato mar di Galilea, ma anche le Alture del Golan, il Monte Hermon e la Valle del Giordano.

Gadara si aggiudica la menzione di ciò che c’è da vedere in Giordania non solo per i suoi punti panoramici e la sua eredità religiosa, ma anche per le sue estese rovine: due teatri in basalto, bagni pubblici, un acquedotto, una basilica e il decumano massimo ancora in parte conservati, ogni angolo è la prova dell’antico splendore della città ormai scomparsa.

Mar Morto
Mar Morto

Una delle mete più conosciute per le numerose citazioni nella Bibbia, il Mar Morto nell’immaginario religioso è principalmente conosciuto per le vicende di Sodoma e Gomorra.
Nel libro della Genesi si dice che rivelò ad Abramo la sua intenzione di distruggere le due città perché «il loro peccato era molto grave». Due angeli ricevettero, quindi, l’incarico di distruggerle, ma arrivati a Sodoma, vennero accolti da Lot, nipote di Abramo, che chiese loro di risparmiare le città. Dopo aver rifiutato, la moglie di Lot iniziò a fuggire, ma si girò e fu trasformata in statua di sale, motivo per cui sulle coste del Mar Morto è comune vedere delle formazioni rocciose simili a delle figure che vengono spesso identificate proprio nella moglie di Lot.

Nelle sue vicinanze, in particolare nel villaggio di Safi sorge la grotta dove si presume che Lot e le sue due figlie abbiano vissuto dopo essere scappati da Sodoma.

Eppure, il Mar Morto è diventato importante nella seconda metà del ‘900 anche per i ritrovamenti archeologici: i manoscritti, i primi trovati nel 1946, sono datati tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C.

Consigli Utili Prima di Partire per la Giordania

Partire per la Giordania per scoprire i luoghi biblici può essere davvero un'esperienza unica, un viaggio attraverso l'incredibile storia di questa terra, che oltre alle destinazioni appena descritte ha davvero tanto da offrire. Dalle rovine degli insediamenti romani a Jerash e Azraq ai primi insediamenti greci nella regione visitabili a Umm Qais, passando per i castelli crociati Karak e Shobak, la Giordania è decisamente una delle destinazioni che maggiormente attirano gli appassionati di storia, in particolare del mondo antico.

La Giordania è inoltre nota per gli incantevoli paesaggi naturalistici, la bellezza unica delle barriere coralline del Mar Rosso esplorabili ad Aqaba ed ancora una lunga tradizione culinaria che sapranno rendere indimenticabile il tuo viaggio in Giordania.

Di seguito vogliamo lasciarvi con qualche consiglio utile prima della partenza.

Come arrivare in Giordania

Se state cercando un volo per la Giordania vi consigliamo di effettuare la vostra ricerca sull'aeroporto internazionale Queen Alia (AMM) che si trova 35 km a sud di Amman.

Sono molti gli aeroporti che dall'Italia servono questa tratta e prenotando con anticipo è possibile trovare biglietti aerei a prezzi davvero bassi. L'aeroporto italiano dal quale è possibile trovare le migliori tariffe è quello di Milano Malpensa. Acquistando infatti i biglietti con qualche mese di anticipo rispetto alla partenza è possibile trovare offerte a partire da 80 euro a persona per andata e ritorno. Altro consiglio poi se partite dall'aeroporto di Milano è prenotare per tempo anche la tua sosta presso l'aerostazione milanese. Anche in questo caso, la prenotazione in anticipo sulla partenza ti permette di risparmiare e di poter trovare il miglior parcheggio Malpensa low cost in relazione alle vostre esigenze.

Quando andare in Giordania

In Giordania il clima e le temperature variano molto in relazione alla zona del paese che desiderate visitare, per le differenze di altitudine che contraddistingue il territorio. Ad esempio ad Amman, così come il resto della Giordania settentrionale è solitamente più freddo rispetto al resto del paese.

Se dobbiamo consigliare un periodo nel quale visitare la Giordania, sicuramente più piacevole sarà organizzare la vostra partenza alla scoperta dei luoghi sacri durante la primavera o l'autunno, quando i luoghi di maggior interesse non sono affollati da turisti ed le temperature sono ideali per le escursioni a piedi. L'estate infatti è solitamente contraddistinta da un clima torrido e temperature elevate soprattutto nella zona del Mar Morto. L'inverno invece può essere molto rigido ed in questo periodo molte attività turistiche sono sospese.

Si ricorda infine che in Giordania si segue il Ramadan durante il nono mese del calendario musulmano, durante il quale i fedeli, la maggior parte della popolazione, digiunano e si astengono dal bere durante tutte le ore diurne. Anche se i turisti non sono obbligati a seguire queste regole, mangiare in pubblico durante questo periodo è considerato da molti una mancanza di rispetto ed inoltre la disponibilità di servizi e gli orari di apertura di molte attrazioni turistiche, in particolare nei luoghi biblici, possono diventare decisamente irregolari.

Il nostro consiglio è quello di non perdere la possibilità di compiere un viaggio in Giordania per un’esperienza all’insegna di emozioni, storia e spiritualità.

Puoi comprare libri per preparare il viaggio in Giordania qui.



02 January 2004

10° g - 2 GEN: AMMAN – ROMA

Arriva il momento di ripartire. Breve viaggio ma molto interessante. Solo Petra vale il viaggio. Il resto è comunque una facile introduzione al mondo arabo del medio oriente, consigliata magari a chi non vuole rinunciare a qualche comodità e provare comunque l’ebrezza del deserto e delle classiche rovine dell’antica Roma.

Controlli minuziosi e pedanti all’aeroporto. Hanno fatto storie ad una compagna di viaggio perché i controllori (maschi) addetti ai controlli di sicurezza le hanno trovato assorbenti interni nella borsa, che con il caratteristico filo per l’estrazione assomigliavano secondo loro a candelotti di dinamite!! Non sto scherzando!!! Ci hanno fatto perdere una buona mezz’ora, le vigilesse giordane presenti, da me convocate, si sono rifiutate di spiegare ai loro colleghi maschi di cosa si trattasse, o forse non lo sapevano neanche loro. Comunque non posso pensare che quelli fossero i primi assorbenti che vedevano, forse volevano solo divertirsi. Situazione sgradevole. A me hanno tolto le batterie dalle macchine fotografiche, però le hanno consegnate al comandante dell’aereo che me le ha restituite a Roma, alla fine del volo.

01 January 2004

9° g - 1 GEN: WADI MUSA – MAR MORTO – UM-AR-RASAS – AMMAN 300KM ORE 5

In mattinata partenza per Amman e sosta lungo il percorso per fare il bagno al Mar Morto, dove alcuni fanno il classico bagno nell’acqua salatissima, nella quale si galleggia molto di più che nell'acqua di mare.

Passiamo poi a Um Rasas, sito notevole ma di solito trascurato, siamo i soli visitatori. Magnifici mosaici. [Nel 2004, pochi mesi dopo la nostra visita, Um Rasas sarà designato patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO.] Consiglio senz’altro la sosta. In serata alcuni vanno a fare qualche acquisto per Amman, qualcuno torna ai bagni turchi, sempre molto piacevoli. Nella vasca faccio due chiacchiere con un rotondo palestinese cittadino di Israele, chiaramente molto benestante. Mi dice che naturalmente vorrebbe uno stato palestinese ma in Israele ci sta bene, può lavorare senza problemi, ha una piccola impresa e fa affari con tutti.

31 December 2003

8° g - 31 DIC: VISITA DI PETRA

Giornata intera di visita a Petra, meglio arrivare presto la mattina per vedere la luce del sole che piano piano si estende sul “Tesoro”.

Mi è piaciuto visitare Petra da solo, o con uno o due compagni di viaggio al massimo, soffermandosi a contemplare i mille scorci che offre questa incredibile sistemazione urbanistica, ad assaporarne i colori ed a meditare sulla sua sfortunata storia.

Inutile affannarsi a vedere ogni tomba ed ogni pietruzza (servirebbero settimane) meglio concentrarsi su una selezione si siti e goderseli a fondo, respirando l’atmosfera del passato, immaginandosi come i Nabatei abbiano potuto vivere in questi spazi mistici.

30 December 2003

7° g - 30 DIC: WADI MUSA – PICCOLA PETRA 10KM ORE 0,50

In bus fino a Piccola Petra, minicaricatura e brutta copia della vera Petra, la cosa più interessante è la panoramica camminata che da lì si fa per andare appunto a Petra. Tre ore circa andando piano e si arriva al “monastero” da cui poi si scende verso gli altri siti.

Ho scelto questo itinerario per “arrivare” a Petra in crescendo, come ci sono arrivati tanti nell’antichità. Però poi, ripensandoci, penso sarebbe stato meglio tralasciare ed allungare il tempo di permanenza a Petra stessa, che necessita di molte ore per essere assaporata appropriatamente. Pomeriggio in giro per Petra, ci disperdiamo a fare foto, arrampicarsi sulle rocce ecc ecc.

29 December 2003

6° g - 29 DIC Wadi Rum, Petra by Night – 100KM ORE 2

All’alba, prima di colazione, passeggiata per le dune intorno al campo, la luce del primo mattino rende la sabbia e le rocce particolarmente fotogeniche. Poi si parte con i due pick-up per un giro di 5 ore nel deserto del Wadi Rum, con varie soste, scalate di dune colossali, arrampicate su rocce multiformi e coloratissime. Pranzetto al sacco con i nostri salumi e formaggi portati dall’Italia.

Peccato che i pick-up siano abbastanza scassati, ci fanno perdere molto tempo per continue riparazioni improvvisate e precarie, ma in fondo siamo in pieno deserto e anche queste pause forzate fanno parte del viaggio.

Alle 4 del pm siamo di nuovo al campo e ripartiamo per Wadi Rum dove puntuale ci viene a prendere il bus dell’albergo di Petra. Dopo 4 ore siamo a Wadi Musa, il paesino adiacente a Petra. Cena buffet in albergo e uscita (12 JD, no TLF) per Petra by night, che consiglio, ma attenzione perché non c’è tutti i giorni. Per arrivarci c’è la navetta gratuita dell’hotel. AL ALAMBATI, niente ci ché, anonimo e FREDDO!! Io mi sono preso un brutto raffreddore perché la camera non era riscaldata, lo stesso era successo ad altri gruppi, esigete dal proprietario che accenda bene il riscaldamento, prima che voi arriviate in albergo. Altrimenti lui l’accende solo quando arrivate, e ci vogliono ore prima che la stanza sia calda! A parte questo, si sta bene, e il buffet è soddisfacente.

28 December 2003

5° g - 28 DIC: RISERVA DI DHANA – WADI RUM, 150KM ORE 3

Mattinata in giro per il parco di Dhana per 2h30. Volendo si può anche camminare più a lungo, il paesaggio lunare fornisce anche ottimi spunti fotografici. La riserva è una pregevole iniziativa ambientalistica ma anche volta a valorizzare l’artigianato, il turismo ed i prodotti agricoli della regione.

Finita la passeggiata riprendiamo le nostre cose in albergo e partiamo per il deserto del Wadi Rum, dove finisce il trasporto compreso nella quota di partecipazione e salutiamo i nostri autisti.

Qui ci aspetta Hussein, un organizzatore di tour locale con cui mi aveva messo in contatto una conoscente, con due camion scoperti che ci porta al suo campo, locato circa 9km all’interno. La sistemazione è essenziale, come previsto, un tendone con materassini e coperte. Cena piuttosto frugale, pollo alla griglia e insalata, yoghurt. Chiedo il narghilè, ma non c’è tabacco... dopo qualche insistenza Hussein va a comprarlo e passiamo una piacevole ora a fumare intorno al fuoco. Poi passeggiata notturna nel deserto, suggestivamente appena rischiarato dalla luna, e a letto!

27 December 2003

4° g - 27 DIC: AMMAN – MADABA (S. GIORGIO), MONTE NEBO, WADI MUJIB, CASTELLO KARAK – RISERVA DI DHANA, 250KM ORE 4

In mattinata partiamo per Madaba, che necessita di un’ora per vedere l’essenziale, meglio due ore per girarla con calma. I mosaici sono da non perdere.

Proseguiamo per il Monte Nebo (1 ora) ed il castello di Karak (2 ore) per finire la giornata alla riserva di Dhana, dove arriviamo nel pomeriggio e passiamo piacevoli ore davanti al camino dell’albergo, semplice ma gradevolissimo. Alloggiamo e mangiamo all’ottimo Dhana Center.

26 December 2003

3° g - 26 DIC: AMMAN – CASTELLI DESERTO – AMMAN, 300KM ORE 5

Giro di tutta la giornata ai castelli dei crociati. Tutto sommato deludente, i siti non sono niente di speciale e neanche il deserto circostante è particolarmente suggestivo.

Rientriamo in tempo per visitare il teatro romano di Amman, molto ben preservato, il sito più importante della città, e la cittadella in cima alla collina. Girando vediamo anche alcune chiese, non ci sono problemi in questo paese per la comunità cristiana.

In serata andiamo a fare sauna e massaggi da “Al Pasha Turkish Bath” 15 JD per il trattamento completo, fantastico, rilassante, molto piacevole ed è anche interessante l’ambiente (un vero Hammam turco!) e gli incontri che ci si possono fare. Uomini e donne separati ma possono andare insieme se siete un gruppo consistente e prenotate tutto il locale, mettersi d’accordo con Ammar e riconfermare le prenotazioni.

25 December 2003

2° g - 25 DIC: AMMAN – UMM QUAIS – JERASH – AJLUN – AMMAN, 300KM ORE 5

Partenza in alle 7:30, la strada è buona, in 1h30 siamo a Umm Quais, che merita una visita con calma.

Proseguiamo per Jerash, dove restiamo varie ore (attenzione cercheranno di appiopparvi una guida “obbligatoria” ma in realtà non c’è obbligo dunque prendetela solo se la volete). Rimane sempre un motivo di malcelato orgoglio vedere ricchezza culturale romana in giro per il mondo, anche per me che non sopportu più Roma e non ci voglio più tornare a vivere. Ma i Romani che hanno portato la romanità per tutto il mediterraneo non sono i romani di oggi.

Pranzetto lungo la strada in un ristorantino consigliato dall’autista, niente male.

Ultima visita della giornata ad Ajlun, molto suggestivo! Rientriamo per le 7.

Cena di Natale al ristorante Fakr El Din, ottimo, molte portate di assaggi diversi di carne, pesce, ortaggi, frutta, anche un vinello giordano tutto sommato bevibile; consiglio fortemente, vale i suoi 15JD. E’ interessante anche per come è frequentato: la Amman benestante, i borghesi cosmopoliti che non vediamo in televisione durante le manifestazioni... donne a capo scoperto, e non solo quello... Bellina soprattutto la sala da tè.

24 December 2003

1° g - 24 DIC: ROMA – AMMAN

Riunione del gruppo a Fiumicino. Partenza in ritardo per guasto tecnico, ma a parte questo inconveniente Royal Jordanian da un buon servizio. All’arrivo c’è ad attenderci Nadir, il corrispondente con i due pullmini che useremo nei prossimi giorni che ci accompagna in albergo, lo Sheperd, a 13 JD colazione compresa. Gli impiegati sono abbastanza antipatichelli ma l’albergo è buono e la colazione pure.

11 January 2003

25° g - 11 GEN: Pune e rientro a Mumbai

A Pune convivono, letteralmente fianco a fianco, negli stessi quartieri, bidonville puzzolenti e condomini sfavillanti, ricoveri per bovini randagi e grattacieli di acciaio e cristallo dentro ai quali lavorano migliaia tra i più sofisticati esperti di informatica del mondo!

Qui è stato tenuto prigioniero Gandhi. Ho visitato con una certa emozione l'importante memoriale. Credo che se vedesse l'India di oggi sarebbe molto preoccupato, ma forse ancora speranzoso.

Casa di Jaideep è tipica espressione della emergente classe media indiana, appartamento moderno, dotato di tutto, senza lusso ma comodo e funzionale. Il comprensorio è dotato di parcheggi che sono pieni di auto di categorie media e alta, nuove di zecca, piscina, campi da tennis.

Lui se la passa bene, dopo aver fatto l'università in America è tornato, si è sposato con una brillante architetta presentatagli dal padre, come ancora si usa. Però ci tiene a sottolineare che sono stati solo presentati dalle rispettive famiglie, e non obbligati a sposarsi.

Ovviamente sono entrambi Bramini, stessa casta e sottocasta. L'appartenenza alla stessa casta è ancora un fattore importante nello scegliere un partner di vita, anche se meno di prima.

Jaideep e Sharmila pensano che ai loro figli non importerà molto e loro non faranno pressione. Panta rei? Chissà? Son migliaia di anni che si accoppiano per casta, ma forse è ora di cambiare. Hanno un figlio ed una figlia e son contenti così. In India c’è ancora il problema degli aborti selettivi perché le coppie preferiscono figli maschi, ed il governo ha vietato di fare l'ecografia per capire il sesso del nascituro!

A proposito di usanze tradizionali, mi dicono che il sati, immolazione rituale della moglie quando muore il marito, è ovviamente scomparso come pratica corrente ma ogni tanto, forse una o due volte l'anno, se ne sentono ancora, soprattutto nel Rajasthan.

Nonostante siano Bramini non sono vegetariani. Anzi mangiano anche carne bovina, ma non in India perché siccome se ne consuma poca hanno paura che non sia fresca.

Loro sono entrambi bengalesi, e tra di loro parlano prevalentemente bengalese, ma con i figli che vanno a scuola a Pune prevale il Marathi. Tutti parlano Hindi che però è usato soprattutto in occasioni ufficiali, e alla fine in casa si sente anche molto inglese.

La convivenza di coppie non sposate è ancora molto rara in India, ma comincia ad essere accettata nelle città e nelle famiglie più moderne.

Sharmila e Jaideep vestono all'occidentale. Lei mi dice che ama i sari tradizionali ma li indossa solo in occasioni importanti, è troppo scomodo.

Moltissimi indiani e indiane, anche giovani moderni che hanno studiato all'estero, arrivano vergini al matrimonio. È considerato normale, anche per gli uomini, e svariate persone che ho incontrato in questo viaggio non hanno avuto nessuna difficoltà a dirmi che quella era stata la loro esperienza.

Adesso Jaideep sta facendo una rapida carriera in una azienda di sviluppo di software, anzi mi propone di collaborare per cercare nuovi clienti in Europa.

Hanno due donne di servizio che vengono tutti i giorni a pulire e cucinare (costo: circa 200 euro al mese ciascuna), ed un autista per portare Jaideep in ufficio e sbrigare commissioni varie. Però oggi chissà perché non cucinano.

Per cena Jaideep organizza un takeout. Portiamo la cena calda a casa e mangiamo subito sul grande tavolo. Con le mani naturalmente. In sala da pranzo c’è anche un lavandino con sapone per lavarsi le mani immediatamente dopo mangiato senza andare in giro con salse varie che grondano dalle dita. Molto pratico.

Tutto intorno a questo bel quadretto dell'India emergente però baraccopoli, bufali affamati che mangiano immondizia, fango, migranti senzatetto in cerca di un lavoro. Facciamo una passeggiata e Jaideep mi fa notare come gli spazi pubblici siano trasandati, sgarrupati, mentre quelli privati sono curati, puliti.

Questo sarà un ritornello nelle nostre conversazioni, lui è molto convinto della necessità di liberare le energie del settore privato per lanciare il paese. Io sono d'accordo anche se ci sono enormi problemi di diseguaglianze che solo il governo può mitigare. Ma questo è un altro ritornello, qui come un po’ in tutto il mondo.

Nel tardo pomeriggio rientro a Mumbai, sono meno di 200 km, il collegamento aereo dura solo 30 minuti (55 dollari solo andata) ma non avendo fretta ho preso il taxi collettivo che ci mette tre ore (bottiglia di acqua purificata in omaggio!) e costa 450 Rp.

Appuntamento in aeroporto a notte fonda ed imbarco senza problemi con la fedelissima Royal Jordanian per Amman; stavolta il bagagliaio è ben chiuso!

Sull'aereo della Jordanian i monitor delle TV indicano sempre la direzione della Mecca, anche se non ho mai visto nessuno pregare.

Ad Amman noto con curiosità che le molte ufficialesse al controllo di sicurezza sono tutte a testa coperta da veli solitamente neri. Al contrario, le commesse e le cassiere dei negozi non hanno mai il velo, anzi sono acconciate in modo decisamente accattivante.

Mi viene da pensare come l'Islam sia stato, nei secoli, la cerniera tra Europa ed India. Tra poco siamo a casa.

Anche questo mio terzo viaggio in India è finito, ma più ci vengo e più so che ci tornerò!