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06 February 2021

Recensione: Fantasmi: Dispacci dalla Cambogia, di Tiziano Terzani (2008) ****

Sinossi

La Cambogia è stato uno dei grandi amori di Tiziano Terzani. La storia di questo piccolo regno, che custodisce al suo interno i misteriosi templi di Angkor, divenne per lui emblematica della storia dei paesi dell'Asia travolti nel corso del XX secolo dai giochi delle grandi potenze (USA, Cina, URSS). Terzani visitò più volte il Paese tra il 1972 e il 1994, divenne amico del suo re e nemico indignato degli assassini khmer rossi, per denunciare infine come ipocrita e immorale anche l'operato di pace da parte delle Nazioni Unite. 

Il libro, fondato sui reportage di Terzani dalla Cambogia, contiene anche il racconto scritto in prima persona della sua cattura da parte di combattenti ragazzini, dell'attimo in cui si salvò la vita con una risata - come amava raccontare - e circa cinquanta fotografie originali, scattate spesso da lui stesso.


Recensione

Terzani ci racconta gli orrori della Cambogia dei Khmer Rossi. In realtà ci racconta dei racconti che ha ascoltato, perché in quel periodo lui, come tutti i corrispondenti stranieri, in Cambogia non poteva entrarci.

Ciononostante il libro è una miniera d'oro di informazioni, e le riflessioni che Terzani ci propone molti anni dopo la fine del regime lo sono ancora di più.

Unica pecca, che ricorre negli scritti di Terzani sull'Indocina, è il persistente atteggiamento anti-americano e anti-modernità. Lui riconosce, con grande onestà intellettuale, di essersi sbagliato sui Khmer Rossi, ma negli anni settanta sembrava cercare sempre un motivo per dubitare delle denunce che urlavano gli scampati. Mentre ogni occasione è buona per accusare gli americani, che pure di colpe ne hanno avute tante, o anche i giapponesi, per il loro imperialismo economico.

Poi si rammarica che anonimi palazzi abbiano preso il posto delle catapecchie, ma non pensa che anche ai cambogiani possano servire acqua corrente e elettricità. Insomma una testimonianza appassionata e consigliata, ma viziata da un pregiudizio ideologico di fondo.

27 January 2021

Recensione: Mekong Story. Lungo il cuore d'acqua del Sud-Est asiatico (2006) di Massimo Morello,

Sinossi

Giornalista e viaggiatore, Massimo Morello presenta questo diario di viaggio nel Sud-Est asiatico lungo il Mekong: dal delta, sul Mar della Cina, sin quasi alle sorgenti, in un monastero buddhista nell'altopiano himalayano della remota regione del Qinghai. 

L'autore narra un percorso sul fiume e dintorni attraverso Vietnam, Cambogia, Thailandia, Birmania, Los, Cina e Tibet, tra foreste, montagne, paludi e valli incantate, piste polverose, sentieri di fango e superstrade, villaggi e metropoli, hotel di superlusso e locande malfamate. Un viaggio che l'autore ha compiuto da solo, in battello, bus, auto, a piedi, in un susseguirsi di avventure e disavventure che gli hanno permesso di osservare più da vicino quella che viene definita la nuova Asia.

Recensione

Un viaggio di sei mesi lungo un fiume lunghissimo. Anzi un meta-viaggio, dato che il percorso Morello lo ha fatto a varie riprese. Osservatore informato, ci racconta le sue esperienze rendendole rilevanti ed interessanti perché ci aiutano a capire i paesi che visita. Un libro di viaggio ma anche di storia e di politica, di costume e di gastronomia. Un ottimo compagno per chi vuol viaggiare in quelle terre, o lungo quel fiume.

Leggi qui altre mie recensioni di libri sull'Indocina.

19 January 2021

Recensione libro: Italiani a Shanghai (2010) by Achille Rastelli, *****

Sinossi

Alla fine del XIX secolo il grande impero cinese era oggetto di un vero e proprio assalto coloniale da parte di Francia, Gran Bretagna, Germania e Giappone. Anche l'Italia decise di partecipare alla corsa per accaparrarsi zone d'influenza in quel lontano mondo, cercando di ottenere concessioni e trattati commerciali a lei favorevoli. 

 Adempimento che i marinai pagarono a duro prezzo, perché furono poi abbandonati dal sistema politico e militare italiano, in totale disfacimento. Un libro che cerca di tracciare la storia dell'evanescente penetrazione italiana in Cina, ma anche una narrazione mossa dal desiderio di restituire la dignità a centinaia di ragazzi italiani che furono lasciati soli, in balia di una storia più grande di loro.


Recensione

Come sempre, Rastelli è meticoloso nella sua ricerca e spesso avvincente nella sua narrazione. Racconta della marina militare italiana in estremo oriente, dalle prime avventure, poco dopo l'unità d'Italia, alla tragedia della seconda guerra mondiale.

Leggiamo dei primi timidi contatti diplomatici e militari in Cina e Giappone - una volta le due ambasciate erano unificate, con sede a Tokyo! Poi delle presuntuose aggressioni degli italiani, assieme a molti paesi occidentali, Russia e Giappone, contro la Cina in disfacimento del tardo impero Qing. Ma erano tempi diversi, l'aggressione imperialista era in auge.

Infine passiamo gli anni della guerra con i nostri marinai, lontani dalla patria e, con l’8 settembre, lasciati alla loro sorte dal nuovo governo di Roma e spesso dai loro stessi ufficiali.

Una storia triste, sarebbe bello se Rastelli ci raccontasse il seguito, più incoraggiante, con le missioni amichevoli delle navi italiane in oriente presso gli stessi porti cinesi e giapponesi. E magari dell'intervento delle nostre navi per salvare i "boat people" scappati dal Vietnam dopo la riunificazione violenta del paese.


28 December 2020

Recensione libro: Caduti dal Muro (2009) di Paolo Ciampi e Tito Barbini, *****

Sinossi 

C'era una volta il Muro e sembrava dovesse esarci per sempre. Poi però il Muro si sbriciolò e con esso crollò un impero che da Berlino arrivava al Pacifico. Di colpo tramontò il "sole dell'avvenire", sparirono mappe geografiche, bandiere, nomenclature. Ma cosa ne è stato di quei paesi? Per capirlo serve un viaggio lento, zaino in spalla e treno attraverso due continenti, dall'Europa orientale alla Russia, dalla Cina al Vietnam, dalla Cambogia ai Tibet. Un viaggio e un dialogo tra due scrittori divisi dall'anagrafe e dalle parabole della politica ma uniti dalla leggerezza e dalla fame di nuovi orizzonti. 


Recensione 

Riflessioni di viaggio (di Tito) e di storia (di entrambi) nelle terre che erano governate da regimi comunisti fino alla fine degli anni 80 del XX secolo. Il viaggio di Tito è occasione di ricordare un mondo che non esiste più, un mondo nel quale gli autori avevano creduto, assieme a milioni di idealisti in occidente che non avevano visto quello che veramente succedeva al di là del muro. Si impara molto leggendo questo libro, soprattutto chi non è stato in quei luoghi, in quei tempi. Prosa fluida, in certi punti del libro sembra di essere con loro, sia nel luoghi, sia nei tempi storici richiamati alla memoria. Unica piccola pecca: se abbondano le critiche a quei comunisti che hanno perso (URSS, Europa orientale) manca una critica dei crimini commessi da quei comunisti che hanno "vinto"specialmente in Vietnam. Per esempio durante la guerra contro l'invasore americano. Se i crimini americani sono giustamente evidenziati, non altrettanto lo sono quelli commessi dai nord vietnamiti e Viet Cong.

06 June 2017

Recensione libro: Tramonto alle Maldive (1993) by Anne Weale, ***

Sinossi

Le Maldive: spiagge bianche profumate d'Oriente... Pur conoscendo per motivi professionali tutti i possibili inconvenienti tecnici di una crociera alle Maldive, l'accompagnatrice turistica Charlotte non può certo accettare di condividere la stessa cabina con un uomo, anche se l'affascinante Dean sarebbe un ottimo compagno di stanza per le sue vacanze. E infatti, qualche giorno dopo...


Recensione

Il romanzo è ambientato alle Maldive, ma potrebbe essere anche altrove. Mare tropicale, caldo, sensualità e un triangolo amoroso sono gli elementi principali della storia che si snoda piacevolmente tra spiagge, barche e noci di cocco. Il lettore che non sia mai stato alle Maldive viene portato per mano per le isole e può assaporare qualche assaggio dell'atmosfera locale. La storia in se stessa è un po' prevedibile, ed il finale quasi scontato, ma ciononostante mi ha fatto piacere leggerla. Alcuni dei personaggi sono dipinti a colori vividi e realistici.


27 October 2015

Recensione: Pillole di Cina (2013), di Massimo Donda, ****

Sinossi

Lo scritto “la Cina in pillole” non vuole essere un libro, ma una serie di appunti, utili per meglio comprendere. Esso nasce da una passione, quasi un innamoramento, dell’universo sinico da parte dell’autore causato da oltre 20 anni di frequentazioni e da rilevanti letture. Tanto da considerarsi occidentale fuori, ma “cinese” dentro.

L’autore ha voluto affrontre l’argomento Cina da moltissime angolature. Approfondendo la parte storica, sempre pero’ “utilizzandola” per meglio chiarire le forti influenze sul presente. Approfondendo la parte sul pensiero cinese (la “filosofia”) perché  fondamentale non tanto per una miglior comprensione ma proprio per “la” comprensione delle differenze tra la mentalità occidentale e quella sinica.

Parte rilevante hanno i capitoli sul diritto in Cina e sulla storia e sul pensiero filosofico che stà alla base del diritto. Si parla anche della vastità della geografia cinese e dell’importanza dei flussi migratori e turistici cinesi all’estero. Un accenno perfino al bon ton e alle principali regole di comportamento laddove differiscono con quelle occidentali, per non creare imbarazzi reciproci.

L’autore, fedele alla propria sinizzazione, non nasconde nemmeno l’uso disinvolto, per la mentalità occidentale, della copia: infatti applica alla lettera il detto di Confucio che disse:”Io tramando non creo”.


Recensione

Interessante il libriccino di Donda. Il titolo è molto azzeccato. Non si tratta di una narrazione organica infatti, ma di una pioggia di informazioni che vengono lanciate al lettore curioso. Si spazia, senza ordine e senza un filo conduttore, dalla politica alla filosofia, dall'arte all'educazione, dall'istruzione pubblica all'economia all'agricoltura alla geografia e via così, in un lunghissimo soliloquio da maratoneta.

La quantità delle informazioni è enorme, la qualità è diseguale. Si percepisce come in alcuni argomenti l'autore sia più ferrato, in altri molto meno. Una imperdonabile ripetitività mi ha quasi fatto smettere di leggere in svariati punti del libro, ma alla fine sono arrivato all'ultima pagina e lo consiglio, magari per una lettura spesso più veloce che attenta.

Una valanga di informazioni, disordinata e spesso ripetitiva, ma utile e divertente!


Altri libro sulla Cina che ho recensito in questa piccola bibliografia.

05 March 2015

Recensione: I Due Viaggiatori (2010) di Paolo Ciampi, *****

Odoardo Beccari

Sinossi

C'è Odoardo, l'uomo che abbraccia il mondo con la sua irrequietezza, con la sua voglia di conoscere popoli e continenti, di toccare con mano. Il battito di ali di una farfalla sconosciuta vale più di una cattedra universitaria. Dategli una foresta vergine e si sentirà al settimo cielo. La sua giovinezza è tutta qui. E c'è Emilio, l'uomo che se ne rimane a casa, però è attratto da tutto quanto è remoto, sconosciuto, diverso. Un nome che profuma di esotico è quanto basta per giocare con i sogni. E lui no, ma i suoi personaggi attraversano tutti i continenti, si muovono per spirito di avventura, di scommessa, di sfida. Odoardo Beccari ed Emilio Salgari. L'esploratore e lo scrittore. Lo scienziato e l'inventore di storie. L'uomo che ha toccato il mondo con mano e l'ufficiale di marina mancato. Così diversi, ma anche così simili. Il viaggiatore in carne e ossa, che calpesta il mondo con i suoi piedi. Il viaggiatore della fantasia, per cui l'avventura non presuppone uno spazio fisico, ma solo gli orizzonti che la mente può scorgere. I due modi di viaggiare. E chissà chi è andato più lontano.


Recensione

Emilio Salgari
Originalissimo il viaggio di Paolo Ciampi tra Malesia e Indonesia. In compagnia di due grandi scrittori di avventure italiani: uno, Emilio Salgari, arcinoto anche se non era un viaggiatore; e l'altro, Odoardo Beccari, Viaggiatore con la V maiuscola, sconosciuto ai più.

Ciampi più che un viaggio percorre un quello che definirei un metaitinerario: parte vero viaggio (ha visitato alcuni dei posti ove si svolgono le narrazioni di "Emilio e Odoardo", come li chiama lui dopo che, avendone letti e riletti gli scritti, ne diventa amico.

E parte ricostruzione delle peripezie che hanno costellato le vite mirabolanti dei due scrittori. Alla fine della lettura si ha quasi l'impressione di aver letto due biografie in parallelo. Così tra cacciatori di teste e foreste (anche adesso) impenetrabili, Ciampi ci accompagna a scoprire il Borneo (oggi Kalimantan) e Celebes (oggi Sulawesi). Terre che si fa una certa fatica a definire ospitali ma che forse proprio per questo conservano, anche a distanza di molti decenni dal tempo di Emilio e Odoardo, un fascino inalterato. Posso confermarlo anche personalmente sulla base di un mio viaggio al nord di Sulawesi, destinazione che mi sento di consigliare a quei viaggiatori che ancora sentono il bisogno di uscire dal sentiero battuto.



Compra il libro qui:



Dello stesso autore anche questo libro sulle scoperte di Odoardo Beccari.



Questo è un ebook sull'archivio di Beccari.



22 May 2014

Recensione: Il mappamondo con la Cina al centro (2007), di Margherita Redaelli, ****

Matteo Ricci in Cina
Sinossi

Confrontarsi con la Cina: una sfida dei nostri tempi? L'impresa non è nuova se già quattrocento anni fa Matteo Ricci (1552-1610), gesuita e missionario, vi riuscì con risultati sorprendenti, utilizzando tecniche di gestione della diversità culturale che hanno ancora oggi molto da insegnare.

Il libro analizza il contenuto di queste tecniche e la ragione del loro successo. Rintraccia le idee filosofiche e scientifiche della cultura occidentale che Ricci divulgò in Cina e mette a confronto per la prima volta i suoi scritti con i classici greci e latini ai quali faceva riferimento. Si fa chiaro, allora, che la cultura umanistica del Ricci, ricostruita qui attraverso nuove ricerche d'archivio, gli permise di farsi mediatore tra due grandi civiltà.

Tra i tanti contributi del gesuita alla società che lo ospitò, spicca quello geografico. Infatti Ricci produsse la prima carta geografica del mondo per l'imperatore Ming, ed in questa carta la Cina appariva, come è logico, al centro.

clicca qui pervedere il mappamondo in dimensione originale
Il mappamondo con la Cina al centro di Matteo Ricci
Recensione

Originalissimo libro di una studiosa italiana su uno dei più importanti contatti tra Europa e Cina al tempo della dinastia Ming. Ricci era un gesuita ma anche un uomo di scienza e come tale fu accolto ed apprezzato alla corte di Pechino. Curioso che, mentre Ricci insegnava geografia ed astronomia in Cina, a Roma Giordano Bruno veniva messo al rogo e Galileo obbligato a rinnegare la propria scienza.

La parte più interessante del libro è la seconda, che racconta del Ricci in Cina. La prima, forse troppo lunga (62 pagine) è sulla sua formazione in Italia.

Contributo centrale del Ricci è il metodo dell'inculturazione tramite il quale egli si integra culturalmente nelle alte sfere della civiltà cinese senza però cadere in trappole sincretistiche. Ricci non solo imparò il cinese, ma studiò il confucianesimo ed il buddismo per trovare punti di contatto tramite i quali perseguire l'opera di proselitismo.

Il libro contiene anche ricche appendici documentative. Quello che purtroppo manca è una descrizione più dettagliata della vita del Ricci in Cina, dei suoi problemi quotidiani, dei suoi contatti con la corte imperiale.




Trovi qui in questo blog la mia bibliografia sulla Cina.

You can read an English bio of matteo Ricci here.

03 December 2013

Recensione: 700 ore in India - sulla scomoda sella di una Royal Enfield 500 (2013), di Giuseppe Santucci, *****

Sinossi

Questo libro parla di un viaggio. In India. Da solo. In motocicletta. Una Royal Enfield 500 Bullet Machismo. Monocilindrica. Tremila chilometri, divisi tra la parte sud ovest della catena dell’Himalaya (la zona in cui scorrono le sorgenti del Gange) e i deserti del Rajasthan. Conditi da duecentocinquantamila colpi di clacson (circa). L'autore Giuseppe Santucci è professore associato all' Università degli studi di Roma “La Sapienza” e tiene corsi di Ingegneria Informatica. Questo è il suo secondo libro che non ha nulla a vedere con il suo lavoro. Né con il suo primo libro.


Recensione

Breve ma emozionante libro che racconta un viaggio in moto. L'autore prende per mano il lettore, se lo carica sulla motocicletta e lo porta in giro per l'India per tre settimane. La narrativa è coinvolgente al punto che l'autore, contrariamente a quanto scrive ripetutamente, non viaggia più da solo ma fa sentire il lettore come se fosse seduto sulla sella, dietro di lui, a cavalcare le buche delle strade indiane.

Questo libro non è, e non pretende di essere, un saggio analitico sul paese e neanche una guida su come visitarlo in moto. Riesce però a trasmettere un'esperienza, con dovizia di particolari, che ti far venir voglia di partire. Ho visitato personalmente, in vari viaggi intrapresi negli anni passati, tutti i luoghi percorsi da Santucci con la sua Enfield e mi ci sono ritrovato. Ad ogni curva ho rivissuto la mia esperienza (in auto, iin treno, a piedi) e posso garantire l'autenticità delle descrizioni.

Il libro centra dunque l'obiettivo che si è prefissato: raccontare un viaggio. Un viaggio difficile, che avrebbe potuto essere diverso e che sarebbe sicuramente diverso per chi decidesse di intraprenderlo. Ma questa è la differenza tra un saggio analitico ed un racconto. Ho letto questo volume in poche ore, è difficile metterlo giù, vien quasi paura che la moto non riparta! Consigliatissimo a chi conosce l'India ma anche a chi, non potendoci andare di persona, ha voglia di assaggiarla restando seduto a casa.




14 November 2013

Recensione: Ombra Bianca (2013) di Cristiano Gentili, *****

Albino model in a Tanzanian blog
Sinossi


C'è un luogo nel cuore dell'Africa, dove non arrivano gli echi chiassosi del turismo, dove non ci sono resort né safari per viaggiatori in cerca di avventura, dove un giorno una giovane donna posa sulle ginocchia di un uomo europeo una neonata dai lineamenti africani ma dalla pelle bianca come il latte. Lui è un ricco proprietario di una miniera d'oro, discendente di coloni inglesi. Lei è una bambina africana albina, un'anomalia per i suoi conterranei. Entrambi lottano per sopravvivere in un ambiente ostile fino a quando, per un capriccio del destino, le loro vite s'intrecceranno in una spirale di dipendenza reciproca dove la posta in gioco è la vita stessa. È l'inizio di un'avventura in cui saranno messi a confronto amore e odio, emarginazione e riscatto, magia nera e fede. Un viaggio nell'Africa misteriosa e nei meandri delle più intime emozioni umane, sullo sfondo di una cultura strangolata da un capitalismo senza morale che affonda le sue radici nel colonialismo moderno.


Albinos in Africa, read more here.
Recensione

Questo è un romanzo ma potrebbe essere considerato un saggio. Perché, oltre a raccontare, spiega. Spiega che non c'è solo la grande Africa nera ma anche quella bianca, piccola, nascosta, ostracizzata. L'Africa bianca non è quella dei colonialisti europei o dei mercenari, neanche quella dei missionari o degli esploratori. Invece è quella degli albini Bantu, quella che siamo abituati a considerare nera. Quella di cui era orgoglioso Senghor quando parlava di "negritude".

10 April 2013

Recensione: Magnitudo Emilia (2013) di Annalisa Vandelli e Luigi Ottani, ****

Sinossi

Magnitudo Emilia esprime la grandezza di un'Emilia colpita al cuore da un sisma che ha fatto tremare anche lo sguardo delle persone sulle cose, mutandolo per sempre.

La giornalista e scrittrice Annalisa Vandelli, insieme al fotoreporter Luigi Ottani, si sono posti una domanda che è allo stesso tempo una sfida: come si racconta la devastazione della propria terra e della propria gente? Gli autori rispondono così: "Questo libro vorrebbe essere un microfono della terra, dell'urlo straziante che ha interrotto le nostre abitudini. Così abbiamo lasciato che il racconto si raccontasse da sé, senza porci limiti nella ricerca e seguendo piste imprevedibili. Abbiamo lasciato che un incontro tirasse l'altro, come pure i territori e gli eventi, così da non dominare una storia ma da darle la libertà di costruirsi, di esprimersi. E da qui la struttura del libro, calcolatamente casuale (...). Questo libro non si conclude col nostro lavoro, ma comincia da esso, perché il lettore ha un ruolo fondamentale, diventa autore nel fare sue e continuare queste storie o suggestioni. E allora questo libro ha l'ambizione di creare anche identità intorno a sé, di sostenere o affiancare lo scatto d'orgoglio che emerge e che non deve essere taciuto".


Recensione

Un centinaio di fotografie in bianco e nero costituisco l'ossatura di questo commovente volume. Le foto testimoniano il coraggio e la perseveranza delle genti emiliane colpite dal sisma, ma anche il grande sforzo di solidarietà dell'Italia intera. Un libro di grande formato che rende giustizia alle fotografie, che sono accompagnate da testi ben amalgamati ed istruttuvi.

Il libro è stato presentato oggi, ad un anno dal sisma del 2012, presso la Galleria 28 di Francesca Anfosso, a Piazza di Pietra, a Roma.

Compra il libro qui oppure contatta la Galleria 28.


07 April 2013

Book review: Good to Eat. Riddles of Food and Cultures (1986), by Marvin Harris, *****

Eating injera with hot spices at Lalibela, Ethiopia
testo italiano di seguito

Synopsis

Why are human food habits so diverse? Why do Americans recoil at the thought of dog meat? Jews and Moslems, pork? Hindus, beef? Why do Asians abhor milk? Harris leads readers on an informative detective adventure to solve the world's major food puzzles.

He explains the diversity of the world's gastronomic customs: what appear at first glance to be irrational food tastes turn out really to have been shaped by practical, or economic, or political necessity. In addition, he sheds wisdom on such topics as why there has been an explosion in fast food, why history indicates that it's "bad" to eat people but "good" to kill them, and why children universally reject spinach.

Good to Eat is more than an intellectual adventure in food for thought. It is a highly readable, scientifically accurate, and fascinating work that demystifies the causes of myriad human cultural differences.


Review

This is a highly readable account of why the world's diverse civilizations eat what they eat; why peoples in different parts of the world grow to abhor certain readily available foodstuffs; and why they usually don't eat each other.

The starting point of the book is man's generalized craving for animal food (meat, fish, milk, eggs), because it is a source of more and better proteins than vegetarian alternatives. Only soybeans approach animal food in this respect, though plant food provide indispensable fibers. Despite the evil effects of too much meat, grain eaters tend to live less. Top primates, including man, tend to be omnivorous, an obvious advantage over animals dependent on fewer food categories.

Harris explains why Indians don't (by and large) eat beef, though they did in the past. It was at the time of Asoka (3rd century B.C.) that once widespread animal sacrifices were stamped out to prevent loss of animal plow-pulling power, dung and milk. And yet, beef is eaten in India and calfs are regularly slaughtered when not needed.

In the Middle East, the problem with pork is not so much its being prone to carry disease in hot weather or if not cooked properly: that is not unique to pork or to the Middle East. Pork is a staple in hot climates from the Indian ocean to the Pacific. It is the fact that in Middle Eastern circumstances pigs need extra shelter, water and lots of plant food that humans themselves can eat. Pigs are sometimes seen as dirty, but given enough water they are anything but. In Papua, women will sometimes breastfeed a pig if somehow it gets separated from the sow.

Horses were banned from the grill in the middle ages because they were more useful alive to be mounted in war. A war horse was worth more than a slave. later, horses never became a main source of meat because cattle and pigs are far more efficient producers of proteins.

Dairy products are not eaten by most peoples in East Asia. They can not digest lactose. Why? Because the condition of their agriculture never required as much plowing as elsewhere and therefore not as much milk producing animals.

Most people in the world eat insects. Europeans and Americans are the exception rather than the rule. At least now: the ancient Greeks and Romans did eat cicadas and grasshoppers. That's because for us it is less efficient to chase insects than raise animals in a farm as a source of food. There are billions of insects out there to provide us with proteins, but they are small and mostly hard to get.

And the book goes on, discussing at great length why people, by and large, don't eat one another... but I'll leave that to the reader to discover in the book!

Highly recommended.

Buy on Amazon




Recensione italiana

Racconto molto leggibile sul perché le culture del mondo si sono sviluppate in modo molto diverso fra di loro. Il libro spiega perché mangiamo quello che mangiamo e perché aborriamo quello che evitiamo di mangiare.

Il punto di partenza è che il genere umano generalmente cerca cibo di origine animale (carne, pesce, uova) perché è fonte di proteine più che il cibo di origine vegetale, anche se le piante ci forniscono le indispensabili fibre. I primati più sviluppati, tra cui noi umani, sono onnivori, un evidente vantaggio su altri animali che sono dipendenti da un numero più limitato di fonti di nutrimento. Nonosante il danno che viene dall'abuso di carne, e culture che mangiano solo vegetali tendono a vivere meno di quelle onnivore.

Harris spiga perché in India (di solito) non si mangia carne bovina, anche se ciò avveniva in passato: i buoi servono di più a tirare gli aratri, e forniscono latte e sterco combustibile. indispensabili per le culture di quel paese. E comunque i bovini vengono macellati e mangiati in India più di quanto appaia a prima vista.

Nel medio oriente, il problema del maiale è che consuma molta acqua, che lì è scarsa e quindi preziosa.

I cavalli erano banditi dalla tavole nel medio evo perché più utili in guerra. Un cavallo poteva costare più di uno schiavo, e maiali e bovini fornivano la carne necessaria in modo più efficiente.

In Asia orientale non si mangiano latte e formaggi. Quei popoli non digeriscono il lattosio. Perché? Harris spiega che il tipo di agricoltura prevalente lì, a differenza che in India, non richiede aratri (e quindi buoi) e quindi i bovini diventano iù convenienti come fonte di carne che di latte e formaggi.

La maggior parte dei popoli del mondo mangia insetti, spesso perché, pur essendo piccoli e non facili da catturare, sono economici e non richiedono conoscenza di allevamento.

Il libro spiega anche perché gli umani, in genere, non si mangiano a vicenda, ma questo lo lascio scoprire al lettore...

Altamente consigliato!




02 March 2013

Recensione: "Il mio cuore è più stanco della mia voce" (2012 postumo) di Oriana Fallaci, ****

Fallaci in Vietnam
Sinossi

Prima il Vietnam, poi Città del Messico e infine la storia d’amore con Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, simbolo dell’opposizione a qualunque regime liberticida. (Puoi leggere le sue poesie qui.) Dopo la pubblicazione di Un Uomo, Oriana riesce a creare un incantamento globale: vorrebbero essere come lei i tanti giovani e molte donne, per le quali la scrittrice rappresenta la realizzazione di un sogno.

In quegli anni Fallaci accetta i sempre più frequenti inviti a incontrare i suoi lettori stranieri, nelle città e nelle università del mondo. Questo libro raccoglie alcune delle sue conferenze di maggior rilievo, pagine rimaste finora inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l’impegno civile, la sua “ossessione per la libertà”.

È il suo autoritratto più autentico, una sorta di manifesto in cui Oriana rivendica e difende con vigore il diritto a “stare dalla parte dell’umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro che sia un futuro migliore del presente” (dalla sovracoperta del libro)

Ad Oriana Fallaci  è dedicato un sito web.


16 January 2013

Recensione: Giapponesi poverini! (2012), di Lio Gallini, ****

Tokyo
Sinossi

Lo scopo di questo scritto è dimostrare che il sistema giapponese, applicato alla vita quotidiana ed alle relazioni umane, genera una realtà tragicomica, inimmaginabile per chiunque, popolazione locale inclusa. Lo stile di vita nipponico rappresenta una ideale ricetta della infelicità, per le persone che nascono, crescono, studiano, lavorano e vivono al suo interno.

Lio Giallini vive e lavora in Giappone dal 1995, dove ha anche svolto una approfondita indagine sulla mentalità nipponica e sugli effetti che produce, nella società e nella vita delle persone. Ha pubblicato “Soumei nanoni, nazeka koufuku ni narenai nihonjin” (Fusosha Publishing Inc. Tokyo – Giugno 2010).


14 January 2013

Recensione: 101 motivi per non vivere in Giappone (2012) di Mattia Butta, *****

Foto di un uomo saggio, Tokyo
Sinossi

Questo libro racconta il lato nascosto del Giappone, quello che di solito non si legge nelle guide. In 101 punti vengono elencate le magagne che l'autore ha incontrato nella vita quotidiana, durante i due anni che ha passato in Giappone. Tutte quelle cose che non vivi da turista e con cui ti scontri quando in Giappone ci vivi e lavori. Un lungo viaggio nel Giappone tra il serio e lo scherzoso alla scoperta di quello che i Jappo-fan non vi diranno mai.


05 January 2013

Recensione: Da capo a piedi (2002) di Debora Gatelli, *****

Sinossi

"Da capo a piedi" é la prima esperienza letteraria di Debora Gatelli e rappresenta un breve ma intenso viaggio attraverso la sua personalitá e i suoi pensieri. Dal testo traspare una certa propensione alle atmosfee dense di introspezione dove aleggia sovente una velata malinconia, alternata peró a momenti di ispirazione umoristica. Il piacere di scrivere domina comunque in ogni singola pagina, sfociando in una continua riflessione interiore dove Debora Gatelli non é disposta a fare sconti a nessuno, soprattutto a se stessa.




L'autore

Debora Gatelli è nata a il 30 maggio 1976 a Varese, dove ha frequentato la Scuola Europea. Laureata in Scienze Statistiche Demografiche e sociali, lavora come statistical advisor per la Commissione Europea a Bruxelles. Ha collaborato per il quotidiano “La Prealpina” scrivendo articoli di cronaca sul suo paese e fin da piccola scrive poesie e racconti. Nel 2002 pubblica il libro “Da capo a piedi”, edizioni Montedit, ora riproposto a distanza di anni in questa nuova versione.

30 November 2012

Libro: Viaggio alle Maldive (2a edizione, 2015) di Marco Carnovale


Sinossi

Racconto dei molti viaggi alle Maldive dell'autore, che ha navigato in lungo e i in largo per gli atolli, incontrando la gente e cercando di capirne storia e cultura. Gironzolando sempre in barca, Marco ci porta a spasso per villaggi tranquilli, dove la tradizione cerca un difficile equilibrio con l'innovazione e la tecnologia. Ci guida per le strade della brulicante capitale Male', nei suoi angoli nascosti spesso trascurati dal turismo frettoloso. Durante decine di immersioni subacquee, egli è testimone della ricchezza faunistica e dei colori sfavillantii di questi mari. Ma le isole stanno affrontando gravi problemi e rapidi cambiamenti, e non sono sempre il paradiso che sembrano. Le Maldive sono ad una svolta, con cambiamenti politici, economici ed ambientali che pongono difficili sfide al governo ed alla nazione.

Ho anche fatto molte fotografie alle Maldive, sopra e sotto la superficie dell'acqua. Ne ho pubblicato una selezione nella mia pagina Flickr.

Puoi ascoltare un'intervista sul libro che è andata in onda il 17 Gennaio 2013 a Radio Alma, una radio italiofona di Bruxelles.

Puoi comprare il libro su Amazon.it cliccando qui. Disponibile in formato ebook kindle oppure copia cartacea:





Per chi vive fuori dall'Italia il libro è disponibile sui vari siti di Amazon:

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PREFAZIONE DEL LIBRO "Viaggio alle Maldive" di Marco Carnovale

ALCUNI ANNI FA, in preparazione del mio primo viaggio alle Maldive, feci il giro delle mie solite librerie, e passai al setaccio anche i principali siti di vendita di libri sul web, per approfondire la conoscenza di questa destinazione. Trovai guide turistiche, in gran parte focalizzate sulla descrizione dei servizi offerti nei villaggi vacanza multistellati, e qualche carta geografica. Con non poca sorpresa dovetti però constatare che non esisteva alcun volume, in italiano, dedicato a storia, politica, economia, arte, ambiente, usi, costumi, società delle Maldive, e neanche un racconto di viaggio. Allargando la ricerca a librerie e siti web internazionali venne fuori che qualcosa di più era stato scritto in altre lingue, frutto del lavoro di politologi indiani, di un esploratore arabo del milletrecento, di uno francese del seicento, di un viaggiatore inglese degli anni trenta e di un archeologo norvegese degli anni ottanta del secolo scorso, e poco altro. Anche se si tratta di una piccola nazione, e non mi aspettavo certo scaffali pieni, la scena letteraria era veramente desolante.

28 November 2012

Recensione: Un alfabeto di lettere (2002) di Debora Gatelli, *****

Sinossi

Questo libro non è un romanzo, non è una raccolta di poesie né un'autobiografia. Nemmeno un diario e neanche un saggio. Sono lettere. Lettere che ho scritto e spedito davvero e lettere inventate (le date non sono casuali, alcune corrono parecchio indietro nel tempo mentre altre spiccano il volo nel futuro). Lettere con ciò che avevo da dire e ho detto, lettere con ciò che ho da dire e non dico. Lettere immaginarie, lettere immaginate, lettere reali, lettere imbucate, lettere strappate, lettere dell'alfabeto. Ad ogni lettera ho dato un titolo; sono titoli di canzoni che mi piacciono (per completezza ho indicato tra parentesi anche il gruppo musicale), colonne sonore di vari momenti importanti e non che in qualche modo si ricollegano al contenuto della lettera alla quale sono associate. Perché la musica accompagna le parole e le parole contornano la musica. In un certo senso con le note si può scrivere e con le lettere si può suonare. Basta volerlo. Io volevo anche delle note per le mie lettere.


12 November 2012

Recensione libro: In Pace e in Guerra (2004), di Enrico Mannucci, ****

Sinossi

I mezzi d'informazione propongono quotidianamente scenari di guerra, convenzionale e non, che richiedono l'utilizzo di forze speciali e quelle di più vasto impiego. Questo libro presenta un quadro completo dei reparti destinati a intervenire con varie funzioni nei diversi teatri di operazione che la cronaca propone. L'autore ne descrive la storia e l'evoluzione nel tempo, la struttura e l'organizzazione, i particolari compiti operativi nei quali ciascuno viene impiegato, l'addestramento, le armi, le attrezzature, oltre agli episodi più significativi o particolarmente drammatici in cui essi sono stati coinvolti, dalla Bosnia al Kosovo, fino a Nassiriya. Con un intervista a Francesco Cossiga.


Recensione

Un libro essenziale per saperne qualcosa di più sui reparti speciali delle forze armate italiane. Narrato con passione ma senza eccitazione, con conoscenza dei dati, delle persone, dei fatti. Ottimi i racconti delle esperienze sul campo ma anche i riferimenti storici.


06 November 2012

Recensione: Viaggio in Antartide (2012) di Robert B. Yonaitis, ***

Map of Antarctic explorations
Sinossi

Viaggio in Antartide racconta la storia di un esperto viaggiatore in procinto di partire per un viaggio unico nella vita di un uomo. Narrato dalla prospettiva di un esploratore del mondo, Viaggio in Antartide è una miscela piacevolissima: da un lato, fornisce consigli pratici e suggerimenti di viaggio, dall'altro troviamo aneddoti, storie e vivaci descrizioni che rendono questo diario davvero memorabile. La narrazione del viaggio segue la nave mentre passa il Canale di Drake, il gruppo di turisti della spedizione mentre si avventurano a piedi sulla terraferma, attraverso lande selvagge, dove si mostra in tutto il suo splendore la natura del deserto più a Sud del mondo. Gli esploratori faranno delle esperienze sorprendenti lungo il viaggio, perfino un campeggio in Antartide. È una storia che dovrebbe essere letta da chiunque stia pensando ad un viaggio nel deserto di cristallo, ma che verrà apprezzata anche dagli amanti della natura e da tutti coloro i quali sono affascinati da questa terra lontana e ghiacciata.