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26 October 2020

Arrivo a Roma da Londra e tampone COVID-19

Decido di andare in Italia, e prendo l'aereo. Volo British Airways, partenza in orario. 

Dopo il decollo ci danno 3 moduli da compilare per le autorità italiane. Una pagina ciascuno, scritto fittissimo, con un carattere dimensione 4 o 5, quasi illeggibile. Bisogna inserire sempre le stesse informazioni: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, ecc. firma con data e ora, OK fatto. 

Appena arrivati in aeroporto la polizia di dice che uno dei moduli non va bene, è vecchio, e ne dobbiamo riempire un altro, che però è identico! Passato il controllo doganale ci informano che la postazione aeroportuale per effettuare il test COVID-19 è chiusa, funziona solo fino alle 18. Invece ce ne sta un'altra, aperta 24 ore, al parcheggio di lunga sosta, a qualche km di distanza. Mi consigliano di andarci adesso (sono le 22) perché se tornassi domani, come sarebbe mia facoltà fare, troverei una fila d'attesa più lunga. 

Ritiro l'auto in affitto e vado al parcheggio lunga sosta, dove arrivo alle 22.30. 

C'è una fila di un centinaio di macchine, non male dopotutto. Passa una mezz'ora e sono arrivato allo sbarramento, l'impiegato mi fa passare e... mi trovo a fare un'altra fila in un parcheggio adiacente! 

Passa ancora un'ora e finalmente ci fanno passare, ci dicono di andare dritto e poi a sinistra, seguendo i cartelli. Detto, fatto, ed eccoci in un terzo parcheggio, con ancora centinaia di auto davanti a noi. Sono le 23.30 circa.

Qui la fila dura circa due ore. Arriviamo quindi alla postazione della Croce Rossa per fare il test e ci chiedono se avevamo compilato "il modulo". Quale modulo? Un altro modulo con nome, cognome ecc che però nessuno ci ha dato. Un impiegato ce lo fornisce e ci dobbiamo mettere da parte per riempirlo, mentre ci passano davanti quelli arrivati dopo di noi. Uno si è addormentato in macchina, l'addetto a smistare il traffico bussa sul finestrino, gli strilla di svegliarsi, niente. Alla fine apre la porta della sua auto e il tizio si sveglia di soprassalto. Sono le 2 di mattina. 

Finalmente una crocerossina brasiliana (si capisce dall'inconfondibile accento, anche se parla un ottimo italiano) molto gentile e professionale ci fa il tampone, poi ci dice di aspettare in un parcheggio adiacente per il risultato, che ci sarà mandato per SMS. Però i nostri numeri di telefono sono inglesi, ci chiede se abbiamo un numero di cellulare italiano. No, non ce l'abbiamo. Come non ce l'hanno tutti i visitatori stranieri che arrivano a Fiumicino! 

Ci dice di aspettare comunque, e se non riceviamo nulla entro mezz'ora meglio tornare a chiedere. Intanto sono le 02:30 di mattina, son 4 ore che siamo qui. Non c'è modo di avere nulla da mangiare, neanche acqua da bere. 

Però c'è un bagno, a circa 500 metri di distanza, molto pulito e ben illuminato. Ne approfitto...

Ecco che dopo mezz’ora arriva il sospirato SMS, sul mio cellulare col numero inglese, sono negativo, buona notizia, si va a casa. Sono le 3 del mattino.



12 February 2017

Massage and electric treatment

Today Ouyang takes us to his favorite Spa for a session of massage and hot tub bath. To get there, I ride on his motorbike while my wife rents a moto-taxi. None of us has any helmet, in keeping with local practice. I am not sure if I am more scared of hurting my head or making my cold worse. In the end everything goes smoothly.

It is a great couple of hours. He knows this town very well, he says he does not like to travel and spends some time every day taking care of his body at various salons. He is in his mid-forties and looks a good ten years younger. He has a membership card with many and the staff clearly know him very well as a regular.

Two minute Chinese ladies perform a powerful and very professional massage in a dimly lit room. Massage sessions alternate with dips in a very hot tub filled with water and herbs. A thin sheet of plastic is laid on the tub's surface before it is filled up with steaming water, ensuring proper hygiene. We get nice slippers and disposable undies, as well as soft towels. Quite a break compared to the chilly weather outside. At the end, we are served herbal tea in the waiting room, and Ouyang joins us for a chat with the owner, a lady she knows well for being a regular. Our two masseuses stand by. I can only speak to them with the help of translation, but I want to make sure they know I really enjoyed their treatment and look forward to coming back soon.

Electric practitioner diplomas and Chairman Mao

Traditional Chinese herbs
We then go to a practitioner who Ouyang says can treat my cold. Upon arrival I am offered a potion of tea and herbs to drink. He then performs a kind of electric treatment by gently rubbing my back with his hands while electricity flows through his body. He can adjust power with a pedal. It is a bit uncomfortable at first but then I get used to it.

My muscles contract when he revs up the current. All of this lasts about 45 minutes. More herbal tea is served at the end.



As we leave the practice, I feel a bit shaken up by the electricity, but overall I do feel better. My cold is still there, we'll see the results later.

Street vendor of fruits and veggies
Just outside a lady with balancing baskets on her shoulders approaches. We buy some from her, she is quite friendly and the prices are good, so says my wife. It is a pleasure to find these sellers in a day and age where supermarkets (which I think do have a role to play, so convenient!) seem about to take over even in smaller Chinese towns like this.


12 January 2012

Book Review: The Skeptical Environmentalist, by Bjorn Lomborg, *****

Pollution in the Maldives
Synopsis

Lomborg, an associate professor of statistics in the Department of Political Science at the University of Aarhus and a former member of Greenpeace, challenges widely held beliefs that the world environmental situation is getting worse and worse. Using statistical information from internationally recognized research institutes, Lomborg systematically examines a range of major environmental issues that feature prominently in headline news around the world, including pollution, biodiversity, fear of chemicals, and the greenhouse effect, and documents that the world has actually improved. He supports his arguments with over 2500 footnotes, allowing readers to check his sources.

02 October 2010

Recensione: Tecnosciamani, di Carlo Pizzati, ***

Sinossi

La spiritualità può coesistere con le macchine? Gli androidi sono il nostro futura o sono già tra noi? I robot possono provare il piacere del sesso o possono solo essere programmati per simularlo? Perché un uomo applica sui denti dei propri pazienti dei granuli bianchi per curare il mal di schiena? "Tecnosciamani" è un iranico ed esaustivo libro che cerca di dare delle risposte a questi e a molti altri quesiti, perlustrando il mondo alla ricerca di luoghi dove la tecnologia e la spiritualità s'intersecano. La forza motrice è la ricerca di una cura per il mal di schiena cronico dell'autore, che lo tortura da vent'anni. Armato di un taccuino e della sua lunga esperienza di reporter, Carlo Pizzati, con la mente e il cuore aperti a qualsiasi cura, incomincia il suo viaggio nell'ambulatorio di un posturologo di Vicenza; la curiosità lo spinge a girare il mondo, in una specie di ricerca medica picaresca post-moderna che lo porterà dalle Cinque Terre all'India.



Recensione

Originalissimo l'approccio dell'autore, a metà strada tra il curioso, lo scanzonato ed il dissacratore trasgressivo, che però non perde la sua lucidità quando si imbarca in avventure al limite del credibile.

L'essenza del libro è in due citazioni che appaiono a pagina 71:

"L'Esistenza è infinita, quindi non può essere definita", di Lao Tzu.

"Il misticismo è una scappatoia. Se trovi che le teorie della fisica e della matematica sono troppo difficili, ti rivolgi al misticismo", di Stephen Hawking.

A queste io ne aggiungerei una terza: "La scienza non è un illusione, ma un'illusione sarebbe cercare altrove ciò che essa non ci può dare", di Sigmund Freud.

Se la scienza non può curare il mal di schiena, è futile cercare rimedi altrove, ed il libro snocciola racconti di una serie di incontri, divertenti quanto inconcludenti, dell'autore con guaritori, sciamani, medici alternativi e millantatori vari. Alla fine è la tecnologia a risolvere il problema del mal di schiena, in modo razionale, semplice ed economico...







28 August 2005

10° g - 28 Ago: Mwanza, presso il Lago Vittoria

In mattinata andiamo in visita al villaggio tradizionale di Lamadi. Sulla strada ci fermiamo al paese moderno di Lamadi per qualche acquisto. Compriamo dei palloni con cui poi giocheremo con i locali. Io mi cimento in una partita a biliardo all’americana con dei ragazzi di un localino... riesco a vincere solo all’ultima pallina, pffiiùùù, atmosfera cordialissima e distesa. Si respira una vera atmosfera africana, frenetica, caotica, ritmata.

Arrivati al villaggio ci aggreghiamo ad una battuta di pesca del giorno. Si esce in grandi barche a remi, i marinai ci fanno sfoggio di canti di esortazione alla voga e poderose remate, poi si buttano le reti in mare, che vengono ritirate con una discreta pescata, soprattutto piccoli pesci che loro usano come mangime per i polli. Rientriamo lentamente al villaggio. La spiaggia è piena di enormi cicogne, bambini che giocano, adolescenti perdigiorno con le loro biciclette, tanti polli.

Quando rientriamo attraversiamo a piedi tutto il villaggio, incrociando una mandria di bovini dall’aspetto appetitoso, fino ad arrivare ad un gruppo di case dove ci stanno preparando il pranzo. Assistiamo alla cucina dello stesso in una casa, le mura sono di paglia e fango ma la padrona sfoggia un bel cellulare... a dispetto di qualcuno che si lagna di come la tecnologia stia “rovinando” il paese, a me fa piacere vedere come la comunicazione sia alla portata anche dei ceti meno abbienti e contribuisca a modernizzare la Tanzania. Pranzo luculliano, carne, pesce, riso, fagioli, l’”ugali” tipico. Ci vanno a prendere delle birre in un negozio (pagate ovviamente a parte).

Dopo pranzo, per aiutare la digestione, ci mettiamo a giocare a pallone con i bambini, e verso le 4 andiamo a visitare un guaritore tradizionale, tale Manembe, che ci accoglie con le sue due mogli. Questo è un ruolo ereditario, i segreti delle pozioni vengono tramandati di padre in figlio e gelosamente protetti perché danno status sociale e soldi al guaritore. Infatti i malati pagano con mucche o con lavoro (anche anni) se vengono guariti. La religione su cui si basano i loro riti è una specie di sincretismo, credono in Dio ma non passano per la Chiesa ed inoltre coltivano il rapporto con gli antenati, cui chiedono aiuto in caso di problemi seri o malattie gravi. Ci dicono che così ottengono circa il 50-60% di guarigioni... mah! Vai a sapere...

Tornando in albergo ci fermiamo ad una festa popolare religiosa nel villaggio di Lamadi moderno. Ci accolgono benissimo, siamo gli unici stranieri in mezzo a centinaia di persone, grandi cori “spiritual”. Ci invitano a ballare e cantare con loro, l’atmosfera è veramente coinvolgente.

Cena in hotel, lenti ma la cucina è buona.