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01 November 2020

Film review: The Barolo Boys (2014) by Paolo Casalis and Tiziano Gaia, ****

The story of a group of Barolo producers, friends, colleagues and competitors at the same time, who broke with tradition to find their own call.

Barolo was mostly cheap, unknown and unloved until the early 1980s. It was a difficult wine, harsh, unfriendly, tannic, and it required a very long time to age and become more pleasant.

A bunch of producers, led by Gaia and Altare among others, decided to change that: they started reducing yields by green harvesting (removing some bunches before they ripen, so as to leave fewer but better bunches on the vine) and using new and small oak barrels.

The result was amazing, Barolo became well known, expensive and veery much loved. But not everyone was happy





 

26 October 2020

Arrivo a Roma da Londra e tampone COVID-19

Decido di andare in Italia, e prendo l'aereo. Volo British Airways, partenza in orario. 

Dopo il decollo ci danno 3 moduli da compilare per le autorità italiane. Una pagina ciascuno, scritto fittissimo, con un carattere dimensione 4 o 5, quasi illeggibile. Bisogna inserire sempre le stesse informazioni: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, ecc. firma con data e ora, OK fatto. 

Appena arrivati in aeroporto la polizia di dice che uno dei moduli non va bene, è vecchio, e ne dobbiamo riempire un altro, che però è identico! Passato il controllo doganale ci informano che la postazione aeroportuale per effettuare il test COVID-19 è chiusa, funziona solo fino alle 18. Invece ce ne sta un'altra, aperta 24 ore, al parcheggio di lunga sosta, a qualche km di distanza. Mi consigliano di andarci adesso (sono le 22) perché se tornassi domani, come sarebbe mia facoltà fare, troverei una fila d'attesa più lunga. 

Ritiro l'auto in affitto e vado al parcheggio lunga sosta, dove arrivo alle 22.30. 

C'è una fila di un centinaio di macchine, non male dopotutto. Passa una mezz'ora e sono arrivato allo sbarramento, l'impiegato mi fa passare e... mi trovo a fare un'altra fila in un parcheggio adiacente! 

Passa ancora un'ora e finalmente ci fanno passare, ci dicono di andare dritto e poi a sinistra, seguendo i cartelli. Detto, fatto, ed eccoci in un terzo parcheggio, con ancora centinaia di auto davanti a noi. Sono le 23.30 circa.

Qui la fila dura circa due ore. Arriviamo quindi alla postazione della Croce Rossa per fare il test e ci chiedono se avevamo compilato "il modulo". Quale modulo? Un altro modulo con nome, cognome ecc che però nessuno ci ha dato. Un impiegato ce lo fornisce e ci dobbiamo mettere da parte per riempirlo, mentre ci passano davanti quelli arrivati dopo di noi. Uno si è addormentato in macchina, l'addetto a smistare il traffico bussa sul finestrino, gli strilla di svegliarsi, niente. Alla fine apre la porta della sua auto e il tizio si sveglia di soprassalto. Sono le 2 di mattina. 

Finalmente una crocerossina brasiliana (si capisce dall'inconfondibile accento, anche se parla un ottimo italiano) molto gentile e professionale ci fa il tampone, poi ci dice di aspettare in un parcheggio adiacente per il risultato, che ci sarà mandato per SMS. Però i nostri numeri di telefono sono inglesi, ci chiede se abbiamo un numero di cellulare italiano. No, non ce l'abbiamo. Come non ce l'hanno tutti i visitatori stranieri che arrivano a Fiumicino! 

Ci dice di aspettare comunque, e se non riceviamo nulla entro mezz'ora meglio tornare a chiedere. Intanto sono le 02:30 di mattina, son 4 ore che siamo qui. Non c'è modo di avere nulla da mangiare, neanche acqua da bere. 

Però c'è un bagno, a circa 500 metri di distanza, molto pulito e ben illuminato. Ne approfitto...

Ecco che dopo mezz’ora arriva il sospirato SMS, sul mio cellulare col numero inglese, sono negativo, buona notizia, si va a casa. Sono le 3 del mattino.



10 April 2020

Film review: Résistence naturelle (2014), By Jonathan Nossiter, **

Synopsys

Ten years after the landmark wine documentary Mondovino, filmmaker Jonathan Nossiter returns to the subject, documenting the drastic shifts that have affected the industry in the time since. Natural Resistance follows four Italian winegrowers.

First is Giovanna Tiezzi lives in a converted 11th-century monastery, and grow grains, fruit, and wine in a way that links to their ancient heritage. She laments that much of Tuscany's vineyards have been bought up by foreigners, but then is proud that her region is a leader in quality vine cultivation.

Corrado Dottori is a refugee from industrial Milan, who inherited his grandfather's farmstead and tends to it as an expression of agricultural social justice. he studied capitalism at the Bocconi, he says, so as to criticize it better.

Elena Pantaleoni works her father's vineyards and strives to create a utopian reality.

Finally, Stefano Belloti, the controversial radical farmer poet, disrupts the long-established rules of farming from his avant-garde property in Piedmont. (Synopsys partly from IBMD.com)


Review

A lot of ideology in this hastily put together film, which is really only a compilation of Nossiter's chats with the above growers over some wine.

The title "resistance" recalls the fighters of World War II against fascism and nazism, and it is not by chance. Nossiter, inserts several clips of Mussolini speaking from a balcony and SS guards rounding up civilians in this movie, and contrasts them with the heroic organic farmers, his partisans of today.

The other word in the title is "natural". The film compares and contrasts it with "artificial". And artificial (made by man with material that exists in nature) is not the same as "synthetic" (made through synthesis, transforming elements that do not exist in nature). Of course, all wine is artificial, it does not exist in nature.

Several of the protagonists complain about the DOC rules being abstract, detached from the criteria for quality that was the original reason for being created. In this they are right, and it has long widely been accepted that many top-quality Italian wines do not have, seek or need DOC certification.

The film nostalgically recalls when, in Italy, but the numbers are similar in other European countries, 60% of the people lived and worked on farms. Now it is about 2-3% depending on how you count it. Of course, every country that modernizes and develops moves from the primary sector of the economy (agriculture) to the secondary (manufacturing) and on to the tertiary (services). This brings higher standards of living, I find it hard to argue one should go back to the happy past.

The speakers are generally critical of the European Union Common Agricultural Policy (CAP). They argue it is a conspiracy to hand agriculture to big multinational corporations. Let alone that in several countries, Italy among them, EU subsidies (managed by regional administrations) are often left unused because small farmers do not bother to claim them.

They also argue that hygiene checks are targeted to create problems for small wine producers while they close an eye on the big ones. I do not know about the accuracy of this sweeping statement but they do not provide any evidence.

I also noticed a bias when a farmer shows Nossiter the difference between rich organic soil and standard vineyard next to it. The organic soil is a dark rich color and fluffy texture while the standard soil is hard and grey. But Belotti digs his organic sample near a plant and the other one on a pathway where constant traffic is expected to compact the soil. A careless test at best.

In sum, this film is more of an emotional call to arms than an analysis of the undoubted biological benefits of organic farming.


You can buy the DVD here

12 October 2019

Tempio Sikh e ristorante italiano

Mi avvio a piedi verso un tempio Sikh, ma fa troppo caldo e mi piego alla forza maggiore ordinando un "Grab" la versione locale di Uber, solo più economica e rapidissima.

Arriviamo dopo pochi minuti, scendo e mi avvio all'interno. Da fuori non dice nulla, non ci sarei mai entrato se non me lo avesse consigliato un conoscente locale.

Al tempio vengo accolto un po' freddamente da un omone al botteghino, mi presta un fazzoletto per coprirmi la testa. C'è una piccola sala per pregare e una molto più grande sala per mangiare.

In una enorme cucina con pentoloni che sembrano piccole vasche da bagno sono al lavoro i cuochi. Uomini e donne al lavoro, gli uomini cucinano mentre le donne preparano l'impasto per somoza. Alcuni ragazzi sulla trentina, sorridenti e disinvolti, scaldano l'olio nei pentoloni mentre altri pre

Prima scaldano olio, ne versano forse 30 litri in una pentola, quando bolle ci versano impasto vegetariano. Intanto su una griglia grande come un tavolo da biliardo preparano le cialde rotonde e riso e quando sono pronti ne assaggio un piatto molto saporito.








La sera cambio radicalmente cucina!

vera caprese italiana

Carpaccio di ricciola
La sera cedo ad una tentazione come non faccio mai: vado ad un ristorante italiano all'estero. Non conviene quasi ma, quello buoni costano troppo e quelli economici fanno pena. Ha ragione mia moglie a dire che il rapporto qualità prezzo è molto meglio in quelli cinesi. Buon italiano estero diventa troppo spesso alta cucina. Ma non mangio italiano da oltre un mese e ne ho voglia.

Il ristorante italiano stasera si chiama "Otto", perché 8 è il numero fortunato dei cinesi e perché han cominciato nel 2008. Il patron Paolo è ligure con socio chef di Treviso, Sta da 11 anni a Singapore, propone un Fine Dining creativo. Scelgo un menù degustazione. Piatti caldi, buon segno.

Maialino da latte croccante



ravioli al brasato di vitello

L'olio d'oliva è servito in un padellino microscopico, devo sempre chiedere di rabboccare come fosse oro liquido ma sono molto gentili e generosi e me lo rabboccano un sacco di volte.

Il menù è di grande soddisfazione, sia di quantità che di qualità. L'ho recensito qui.

Accanto a me un tavolo di malesi, evidentemente danarosi, Paolo mi dice che sono clienti abituali. Partono di Solaia, resto colpito ma solo per poco per minuto dopo Paolo stappa un Sassicaia 2003! Costa 808 sing dollari, prezzi finiscono quasi sempre in 8, per invogliare i clienti cinesi.





16 April 2019

Telefonata al Comune di Roma

Oggi ho chiamato il numero 060606, Comune di Roma, per avere alcune informazioni.

-Buongiorno qui il comune di Roma sono Daniela come posso aiutarla?

-Salve, sono proprietario di un appartamento a Roma ma risiedo all'estero, vorrei verificare la situazione dei miei pagamenti per la Tarsu [tassa per raccolta rifiuti].

-Non spetta a noi, posso passare la pratica al collega dell'AMA [azienda nettezza urbana capitolina] che la richiamerà entro dieci giorni lavorativi.

-OK il mio numero è 0044....

-Ah però non possiamo chiamare l'estero. Non ha un numero italiano?

-No, anche perché siamo in Europa e non c'è più roaming. OK allora chiamo io, mi dica chi chiamare, anche perché vorrei avere le informazioni più rapidamente di dieci giorni lavorativi.

-No non si può, dobbiamo chiamare noi anzi devono chiamare loro dell'AMA, ma non un numero all'estero, altrimenti deve venire allo sportello.

-Posso contattare l'addetto per email?

-No non si può, non siamo abilitati alla corrispondenza email dall'estero.

-Ma io ho un indirizzo Gmail, che differenza fa estero o no?

-No guardi se lei è all'estero le consiglio di andare allo sportello oppure mandare una persona di cui si fida.

-Ah dunque quelli che vivono a Roma li contattate per telefono o email, quelli che vivono all'estero devono prendere l'aereo e venire di persona. Va bene mi arrendo.

-Buona giornata, grazie per avere chiamato il comune di Roma siamo sempre a sua disposizione se ha bisogno di ulteriori informazioni ci chiami pure.

25 May 2017

Book review: Living in Italy: The Real Deal - How to Survive the Good Life - an expat guide (2017) by Stef Smulders, ***

Synopsis

Stef is a Dutch expat who moved to Italy in 2008, accompanied by his husband and dog, to start their bed and breakfast Villa I Due Padroni in the Oltrepò Pavese wine region, just 50 km (30 miles) south of Milan. In 2014 Stef published his first book (in Dutch) about their life in Italy. This is the English translation that is available since November 2016.


Review

The author sent me the book asking to review it, and I am grateful for that. It is at times interesting reading, though so many foreigners have come to Italy to renovate a quaint property that one hardly finds anything new: bureaucratic complications, delays, Italians who have funny habits and don't know what they are doing but are so charming.

Though I do not doubt they sincerely love Italy I feel the authors do not really think highly of Italians. Once Barzini, the great journalist, said "Italians respect Germans but don't like them. Germans like Italians but don't respect them". I feel the Dutch couple in the oltrepò pavese feels the same.

Also I don't understand why the text is interspersed with Italian words. Yes, sometimes there is no obvious translation, but why write "architetta" instead of the English "architect"? It does not add much at all.

More broadly, the book's title is a bit misleading. It is not a book about life in Italy, but about the couple's renovation project, which takes virtually all of the book.

"How to survive the good life" kind of gives it away: it seems to suggest Italy has a lot to offer except they make so difficult for you... if only it could be run by Dutchmen...






29 December 2016

Film review: Alamar (2009) by Pedro Gonzalez Rubio, ***

Synopsis

Jorge and Roberta have been separated for several years. They simply come from opposite worlds: he likes an uncomplicated life in the jungle, while she prefers a more urban existence. He is Mexican and she is Italian, and she has decided to return to Rome with their five-year-old son, Natan. Before they leave, Jorge wishes to take young Natan on a trip, hoping to teach him about his Mayan origins in Mexico. At first the boy is physically and emotionally uncomfortable with the whole affair, and gets seasick on the boat taking them to their destination. But as father and son spend more time together, Natan begins a learning experience that will remain with him forever.


Review

The real life of a family of mixed ethnic background. Or, rather, of what could have been a family but wasn't. Not sure what the point is about this film. You can get a glimpse of a lesser known part of Mexico, yes, and pristine waters along the Banco Chinchorro, one of the largest and most stunning coral reefs in the world. But then what? The little kid is going to grow up and probably wonder what were his parents thinking when they made him. What was his mother, especially, thinking to get pregnant with a man she knew she could never live with. Or perhaps she could have but she did not want to. She preferred her cosy life in Rome to giving her son a family. The father too, he might have moved to Rome, but didn't. Maybe the movie is an indictment of irresponsible love adventures by careless travelers, and if so maybe it does have a purpose after all. Beautiful photography.


You can buy this film here.

18 September 2014

L'arrotino, l'ombrellaio

Sono nel mio appartamento a Roma, sto scrivendo. Sento passare per strada l'arrotino, da anni sempre la stessa registrazione, me lo ricordo almeno dagli anni ottanta. Chissà se è sempre lui?

Arriva in strada, annunciato dal megafono applicato sulla macchina. Si ferma, aspetta che scenda qualche cliente. Fa il suo lavoro e procede per la prossima strada. Così da decenni.

"Donne è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio, arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto. Ripariamo ombrelli. Se avete perdite di gas, noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo, noi togliamo il fumo dalla vostra cucina a gas. Abbiamo i pezzi di ricambio delle cucine a gas. Lavoro subito, immediato."


22 May 2014

Recensione: Il mappamondo con la Cina al centro (2007), di Margherita Redaelli, ****

Matteo Ricci in Cina
Sinossi

Confrontarsi con la Cina: una sfida dei nostri tempi? L'impresa non è nuova se già quattrocento anni fa Matteo Ricci (1552-1610), gesuita e missionario, vi riuscì con risultati sorprendenti, utilizzando tecniche di gestione della diversità culturale che hanno ancora oggi molto da insegnare.

Il libro analizza il contenuto di queste tecniche e la ragione del loro successo. Rintraccia le idee filosofiche e scientifiche della cultura occidentale che Ricci divulgò in Cina e mette a confronto per la prima volta i suoi scritti con i classici greci e latini ai quali faceva riferimento. Si fa chiaro, allora, che la cultura umanistica del Ricci, ricostruita qui attraverso nuove ricerche d'archivio, gli permise di farsi mediatore tra due grandi civiltà.

Tra i tanti contributi del gesuita alla società che lo ospitò, spicca quello geografico. Infatti Ricci produsse la prima carta geografica del mondo per l'imperatore Ming, ed in questa carta la Cina appariva, come è logico, al centro.

clicca qui pervedere il mappamondo in dimensione originale
Il mappamondo con la Cina al centro di Matteo Ricci
Recensione

Originalissimo libro di una studiosa italiana su uno dei più importanti contatti tra Europa e Cina al tempo della dinastia Ming. Ricci era un gesuita ma anche un uomo di scienza e come tale fu accolto ed apprezzato alla corte di Pechino. Curioso che, mentre Ricci insegnava geografia ed astronomia in Cina, a Roma Giordano Bruno veniva messo al rogo e Galileo obbligato a rinnegare la propria scienza.

La parte più interessante del libro è la seconda, che racconta del Ricci in Cina. La prima, forse troppo lunga (62 pagine) è sulla sua formazione in Italia.

Contributo centrale del Ricci è il metodo dell'inculturazione tramite il quale egli si integra culturalmente nelle alte sfere della civiltà cinese senza però cadere in trappole sincretistiche. Ricci non solo imparò il cinese, ma studiò il confucianesimo ed il buddismo per trovare punti di contatto tramite i quali perseguire l'opera di proselitismo.

Il libro contiene anche ricche appendici documentative. Quello che purtroppo manca è una descrizione più dettagliata della vita del Ricci in Cina, dei suoi problemi quotidiani, dei suoi contatti con la corte imperiale.




Trovi qui in questo blog la mia bibliografia sulla Cina.

You can read an English bio of matteo Ricci here.

05 July 2013

Recensione film: La Spiaggia (1954), di Alberto Lattuada, *****

Sinossi

Anna Maria, una giovane donna che vive in una "casa chiusa", si prende una vacanza per condurre al mare la propria bimba, Caterina. Le circostanze la obbligano a prendere alloggio in un albergo di lusso, frequentato dalla ricca borghesia: ella si spaccia per vedova e il suo contegno serio e dignitoso le concilia le generali simpatie. Tutto va bene fino al giorno in cui nell'albergo prende alloggio un tale che conosce Anna Maria e sa quale sia la sua vera condizione.

Egli tenta di abbordarla con galanti proposte: respinto, si vendica rivelando ad un amico il doloroso segreto che la donna ha finora potuto custodire. Un incidente fa si che la verità venga ben presto conosciuta da tutte le ospiti dell'albergo, le quali, benchè il loro contegno sia tutt'altro che irreprensibile, si mostrano indignate e reclamano l'espulsione della pecora nera.

La sera stessa però si produce un colpo di scena: un maturo miliardario, che è il più ricco proprietario del luogo e nutre per la donna un onesto interesse, le offre il suo braccio e le fa percorrere tutta la passeggiata tra i reverenti saluti dei villeggianti. Anna Maria può ritornare a fronte alta al suo albergo.


Recensione

Questo film inizialmente mi ha annoiato: la solita storia neorealista di una poveraccia disperata e della dura vita nell'Italia del dopoguerra. Invece mi ha gradualmente appassionato mano mano che emergeva il vero fine dell'opera: denunciare l'ipocrisia, il perbenismo, l'invidia di chi non è contento della propria vita e cerca di rifarsi rovinando quella degli altri. La denuncia non è contro i ricchi ma contro quelli che vorrebbero esserlo, non ci riescono e invece di accontentarsi e godersi una vita comunque agiata, ne soffrono.

Interessante comunque vedere, attraverso la vita di spiaggia, un'Italia che non c'è più, e meno male: formalista, puritana, bigotta. Lattuada lancia anche una denuncia dell'"Italietta" che invece, purtroppo, esiste ancora sessant'anni dopo la realizzazione del film: furba, arrangiona, arrivista e arrampicatrice sociale.

Due grandi verità vengono sciorinate dal riccone del film: primo, pecunia non olet, ed il "miliardo" attira riverenza comunque e dovunque. Secondo, la vita è ingiusta, e prima i bambini se ne rendono conto, meglio è. Inutile schermarli facendogli credere che la vita sia una favola.

Grande interpretazione di Martine Carol.

Compre il DVD qui


05 June 2013

Recensione film: La meglio gioventù (2003), di Marco Tullio Giordana, *****


Sinossi

E' la storia di due fratelli attraverso quarant'anni di vita italiana, dal 1960 a oggi. Attraverso questo piccolo nucleo di personaggi rivivono ne "La meglio gioventù" avvenimenti e luoghi cruciali della storia del nostro paese: dalla Firenze dell'alluvione alla Sicilia della lotta contro la mafia, dalle grandi partite della nazionale contro la Corea e la Germania alle canzoni che hanno fatto epoca, dalla Torino operaia degli anni settanta alla Milano degli anni ottanta, dai movimenti giovanili del terrorismo, dalla crisi degli anni novanta al tentativo di inventarsi e costruire un paese moderno.


Recensione

Sono sei ore di film, e forse ne sarebbero bastate di meno, ma è un piacere gustarsi questo semi-documentario su 40 anni di storia d'Italia. Gli attori sono bravi ma non eccellenti, il che, paradossalmente, secondo me è un pregio, perché fa apparire questo film più realistico, meno recitato. Le storie dei vari personaggi si intrecciano bene ed il ritmo è sempre incalzante.

Dal miracolo economico degli anni sessanta alle prime crisi sindacali, al terrorismo, passando per l'abolizione dei manicomi, la vittoria della Coppa del Mondo del 1982, tangentopoli e fino a ritrovare i nostri protagonisti con i capelli bianchi ed i figli che si sposano.

Credo che questo film possa essere utile soprattutto agli stranieri per capire meglio il nostro paese, magari prima di venirci in viaggio, con le sue luci, le sue ombre e le sue contraddizioni, senza romanticismi e luoghi comuni.


10 April 2013

Recensione: Magnitudo Emilia (2013) di Annalisa Vandelli e Luigi Ottani, ****

Sinossi

Magnitudo Emilia esprime la grandezza di un'Emilia colpita al cuore da un sisma che ha fatto tremare anche lo sguardo delle persone sulle cose, mutandolo per sempre.

La giornalista e scrittrice Annalisa Vandelli, insieme al fotoreporter Luigi Ottani, si sono posti una domanda che è allo stesso tempo una sfida: come si racconta la devastazione della propria terra e della propria gente? Gli autori rispondono così: "Questo libro vorrebbe essere un microfono della terra, dell'urlo straziante che ha interrotto le nostre abitudini. Così abbiamo lasciato che il racconto si raccontasse da sé, senza porci limiti nella ricerca e seguendo piste imprevedibili. Abbiamo lasciato che un incontro tirasse l'altro, come pure i territori e gli eventi, così da non dominare una storia ma da darle la libertà di costruirsi, di esprimersi. E da qui la struttura del libro, calcolatamente casuale (...). Questo libro non si conclude col nostro lavoro, ma comincia da esso, perché il lettore ha un ruolo fondamentale, diventa autore nel fare sue e continuare queste storie o suggestioni. E allora questo libro ha l'ambizione di creare anche identità intorno a sé, di sostenere o affiancare lo scatto d'orgoglio che emerge e che non deve essere taciuto".


Recensione

Un centinaio di fotografie in bianco e nero costituisco l'ossatura di questo commovente volume. Le foto testimoniano il coraggio e la perseveranza delle genti emiliane colpite dal sisma, ma anche il grande sforzo di solidarietà dell'Italia intera. Un libro di grande formato che rende giustizia alle fotografie, che sono accompagnate da testi ben amalgamati ed istruttuvi.

Il libro è stato presentato oggi, ad un anno dal sisma del 2012, presso la Galleria 28 di Francesca Anfosso, a Piazza di Pietra, a Roma.

Compra il libro qui oppure contatta la Galleria 28.


02 March 2013

Recensione: "Il mio cuore è più stanco della mia voce" (2012 postumo) di Oriana Fallaci, ****

Fallaci in Vietnam
Sinossi

Prima il Vietnam, poi Città del Messico e infine la storia d’amore con Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, simbolo dell’opposizione a qualunque regime liberticida. (Puoi leggere le sue poesie qui.) Dopo la pubblicazione di Un Uomo, Oriana riesce a creare un incantamento globale: vorrebbero essere come lei i tanti giovani e molte donne, per le quali la scrittrice rappresenta la realizzazione di un sogno.

In quegli anni Fallaci accetta i sempre più frequenti inviti a incontrare i suoi lettori stranieri, nelle città e nelle università del mondo. Questo libro raccoglie alcune delle sue conferenze di maggior rilievo, pagine rimaste finora inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l’impegno civile, la sua “ossessione per la libertà”.

È il suo autoritratto più autentico, una sorta di manifesto in cui Oriana rivendica e difende con vigore il diritto a “stare dalla parte dell’umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro che sia un futuro migliore del presente” (dalla sovracoperta del libro)

Ad Oriana Fallaci  è dedicato un sito web.


25 February 2013

Alla biglietteria del trenino di Fiumicino aeroporto (seconda puntata)

Biglietteria automatica n. 1

Rieccomi a cercare di fare un biglietto alla stazione del trenino che da Fiumicino mi porterà in città. Ci avevo già provato, senza successo, l'ultima volta che ero venuto a Roma, qualche settimana fa. Stavolta la terribile macchina bigliettatrice automatica mi ha accolto così come si può vedere nella foto qui sopra. Nessuna connessione al sistema. Almeno non mi ha chiesto se volevo comunque pagare il prezzo del biglietto senza riceverlo, come l'altra volta.


Biglietteria automatica n. 2
Indomito, mi sono recato presso un'altra biglietteria automatica poco lontano, ed ecco qui sopra il risultato. La macchina si connette al sistema ma si rifiuta di vendermi un biglietto per i prossimi treni: "non vendibile". Forse è regalabile? Rubabile? Mah!

A quel punto ho notato due biglietterie umane e mi sono avvicinato. Davanti alla prima una lunga fila, mentre nessuno davanti all'altra. Provo a comprare un biglietto dalla bigliettaia senza fila e la gentile signorina mi chiede 16 euro. Sapevo che il biglietto costava 14 euro, e le ho chiesto spiegazioni. Mi ha risposto che quello è il prezzo della biglietteria pubblica, noi siamo privati e lo vendiamo a 16 euro! Per chi fosse interessato a spendere 2 euro in più per il biglietto l'agenzia si chiama "365".

Rassegnato, ho fatto la fila alla biglietteria pubblica, impiegando circa dieci minuti. Infatti il bigliettaio di turno, con il suo stentato inglese, stava cercando di rimorchiare due ragazze russe che gli chiedevano informazioni. Il tutto mi ha fatto perdere il primo treno per Termini, che la lasciato il binario davanti al mio naso. Ho dovuto aspettare ancora mezz'ora, in piedi, nel terminal non riscaldato, prima di salire sull'agognato trenino Leonardo Express.

Per rasserenarci ecco un paio di bei libri sui treni del tempo che fu!






27 January 2013

Saluti da Bologna!

Le tre "T" di Bologna

Da notare che i veri tortellini sono quelli a sinistra, della grandezza canonica dell'ombelico di Venere. Il ripieno può essere di prosciutto, mortadella, uovo, parmigiano e noce moscata. Quelli a destra sono cappelletti romagnoli, più grandi e di solito ripieni di carne bovina.

In particolare consiglio l'osteria dei Poeti e, fuori concorso per chi cerca la cucina locale, il ristorante spagnolo di Juan Alberto.

Chandra Raga a Bologna


Durante il mio soggiorno ho anche avuto la fortuna di assistere ad un bel concerto di musica indiana con Paolo Avanzo e Stefano Grazia. Il tutto preceduto da un'ottima cena indiana al Centro Natura. Questo è un estratto di un concerto simile dei due musicisti su Youtube.



A Bologna lo spettacolo è stato completato da danze Bharatanatyam di Alessandra Pizza.

In conclusione: tutto vero, le tre T sono un mito! Gran bel weekend a Bologna. Ho anche trovato in saldo due paia di stivali taglia 39, che faccio sempre fatica a reperire. Da ritornarci presto!

23 January 2013

Alla stazione ferroviaria dell'aeroporto di Fiumicino

Biglietteria automatica
Questo è ciò che la macchina bigliettatrice del treno per l'aeroporto di Fiumicino mi ha chiesto dopo aver letto la mia carta di credito. In altre parole: vuoi pagare il biglietto senza riceverlo? Ho avuto un dubbio amletico sul da farsi.
Tra l'altro la domanda mi è stata posta in italiano nonostante io abbia selezionato l'inglese per effettuare la transazione. Se al posto mio ci fosse stato uno straniero che non parlava italiano magari si sarebbe fatto addebitare il costo del biglietto senza poi poterlo ritirare! 


Per rasserenarci ecco un paio di bei libri sui treni del tempo che fu!




24 December 2012

Immondizia a Roma, 1753-2012

Targa murale del 1753, Roma
Si trova in Via dei Cappellari
ed ecco il 2012, in alto a sinistra la targa del 1753

Passeggiata a Roma, nei pressi di Campo dei Fiori. Mi colpisce una targa posta sul muro oltre due secoli fa, per far divieto di buttare immondizia per strada. Si promette di mantenere il segreto per i delatori. E si minacciano multe e punizioni corporali per gli sporcaccioni che venissero condannati. I padroni sono responsabili per i loro servitori ed i padri per i figli.

Ecco qui nella foto, oggi 24 dicembre 2012, quello che si vede proprio sotto la vecchia targa.

Forse sarebbe il caso di rimettere in pratica questo editto del Monsignore presidente delle strade. O forse chissà, non è mai stata abolita, bisognerebbe solo applicarla.

12 November 2012

Recensione libro: In Pace e in Guerra (2004), di Enrico Mannucci, ****

Sinossi

I mezzi d'informazione propongono quotidianamente scenari di guerra, convenzionale e non, che richiedono l'utilizzo di forze speciali e quelle di più vasto impiego. Questo libro presenta un quadro completo dei reparti destinati a intervenire con varie funzioni nei diversi teatri di operazione che la cronaca propone. L'autore ne descrive la storia e l'evoluzione nel tempo, la struttura e l'organizzazione, i particolari compiti operativi nei quali ciascuno viene impiegato, l'addestramento, le armi, le attrezzature, oltre agli episodi più significativi o particolarmente drammatici in cui essi sono stati coinvolti, dalla Bosnia al Kosovo, fino a Nassiriya. Con un intervista a Francesco Cossiga.


Recensione

Un libro essenziale per saperne qualcosa di più sui reparti speciali delle forze armate italiane. Narrato con passione ma senza eccitazione, con conoscenza dei dati, delle persone, dei fatti. Ottimi i racconti delle esperienze sul campo ma anche i riferimenti storici.


15 August 2012

Giorgio Perlasca (1910-1992): history, books, films.

Today is the twentieth anniversary of the death of Giorgio Perlasca. See his website in Italian. It is surprising to me that someone who, alone, has done so much for so many should still be relatively unknown, especially outside of Italy and perhaps Israel. Perlasca saved over five thousand Jews, far more that Schindler did with his "list" of Hollywood fame.

Anche in Italia indifferenza per la sua morte, con un funerale disertato dalle maggiori autorità politiche, anche locali. Un altro caso di come il nostro paese trascura i suoi eroi. Quelli veri, non quelli costruiti in televisione e in certi libri di storia.

Puoi comprare il box con due DVD in italiano qui




Unfortunately this film is not available in English.

Il film è tratto da materiale contenuto in questo libro:




Altri libri su Giorgio Perlasca sono disponibili qui.

10 April 2012

Recensione film: Il Portaborse (1991) di Daniele Lucchetti, ****

Sinossi

Giovane ministro corruttore cinico, arrogante, dinamico, fintamente colto scopre in un giovane professore di liceo del Sud l'uomo adatto a scrivergli i discorsi e a dargli l'imbeccata per dichiarazioni e interviste.


Recensione

Una storia scritta al crepuscolo della della prima repubblica italiana, nel 1991, ma putroppo mai divenuta obsoleta! Alcune scene di grande efficacia che lasciano immaginare quello che può veramente succedere in situazioni simili con politici veri. In senso più lato ci dà una visione del trasformismo italiano, dove cambiano i nomi dei potenti ma non cambiano i metodi che questi, ciascuno al momento del suo turno, usano. Il portaborse è una parola che in Italia è tutto un programma, per la destra, la sinistra, la prima repubblica e la seconda! Per me uno dei migliori film sulla politica italiana.

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