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19 October 2019

Arte ed ostriche a Chongqing

Visita al monumento della liberazione, una grande stele che commemora le vittime della guerra contro il Giappone. Chongqing era la capitale cinese provvisoria durante la guerra.

SI trova a Times Square, con un grattacielo copia molto approssimativa del Chrysler Building di New York! Ovunque Cartelloni elettronici di pubblicità come nella Time Square originale.

Marche superbrands, Giorgio Armani, Longines, Rolex di fronte al negozio un tipo si avvicina e mi chiede con grande naturalezza se sono interessato a comprare dei Rolex finti a prezzi molto convenienti.

Pranzo in un food court non so come tradurre, ma è una zona che assomiglia ad un mercato coperto con molti ristoranti che servono pietanze cotte al momento da piccole cucine. Per mangiare ci si sistema su tavolate comuni a tutti i ristoranti, spesso condividendo tavola e sedie con perfetti sconosciuti.

Anche un negozio di Apple computers è praticamente una fotocopia di quello di New York, solo che qui sta accanto ad una grande fioriera che commemora i 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, con tanto di bandiera rossa e stellette, che a New York mancano!

Mangiamo ottimo pollo con ortaggi e riso. Poi Lifang trova una specialità: ostriche grigliate in salsetta piccante (dopo tutto siamo in Sichuan!) che dopo aver superato una prima ritrosia si sono rivelate squisite.

Museo delle Belle Arti, edificio rosso molto moderno, circondato da giardini on famiglie che giocano e un paio di signori di mezza età che corrono. Panchine di pietra, Lifang si fa una siesta mentre io guardo il mondo che mi passa davanti.

Nel museo, gratuito, due piani di quadri di autori di Chongqing e di Taiwan. Chissà perché questo gemellaggio, fra l'altro in un momento politicamente delicato per i rapporti "tra le due parti dello stretto" come si dice in termini diplomatici. Misto di quadri moderni, anche astratti, e soggetti più classici e politici, come soldati comunisti che liberano il paese.

Andiamo a piedi verso Hongyadong, non ci orientiamo e il mio navigatore Google Maps sul telefono non funziona perché Google è censurata in Cina. Il navigatore di Lifang non ci indica la strada giusta ma ogni volta che chiediamo indicazioni cercano di venderti qualcosa, un tour organizzato, un pranzo, persino un guardia della sicurezza stradale!

Ci arriviamo dopo un po’ di tentativi, troppa gente, troppo commerciale, ha perso il fascino che aveva una volta. Comunque restano alcuni scorci interessanti, soprattutto la sera quando si accendono le luci gialle sui tetti, che creano un'atmosfera antica.

Strapaghiamo un cocktail in un bar che però offre una vista strepitosa sullo Yangtse dalla terrazza di legno.



Il bar ha anche un utilissimo bagno, le due porte del quale (uomini e donne) sono indicate da un segnale speciale: una pipa per gli uomini e due orecchini per le donne. A ognuno il suo.

Ancora due passi dopo il bar. Lungo una scalinata che si arrampica su per il ripido pendio sulla riva destra del fiume vedo molti pezzi di carta attaccati al muro, con una descrizione e numero di telefono per contatto. Mi spiega Lifang che si tratta di annunci matrimoniali, attaccati dai genitori di celibi e nubili, che decantano le qualità della prole e specificano le caratteristiche ricercate per eventuali futuri coniugi.

Noto un curioso cartello lungo la stessa scalinata, vicino ad un idrante: "In caso di incendio non usare l'equipaggiamento anti-incendio". Mmmmhhh...

Torniamo a casa in metropolitana, pulita, veloce e con frequenti treni che portano in tutta la città. Accanto alla stazione di Shapingba vicino casa un Carrefour ed un supermercato cinese, si chiama Bravo, che mi ripropongo di andare a visitare.

12 October 2019

Tempio Sikh e ristorante italiano

Mi avvio a piedi verso un tempio Sikh, ma fa troppo caldo e mi piego alla forza maggiore ordinando un "Grab" la versione locale di Uber, solo più economica e rapidissima.

Arriviamo dopo pochi minuti, scendo e mi avvio all'interno. Da fuori non dice nulla, non ci sarei mai entrato se non me lo avesse consigliato un conoscente locale.

Al tempio vengo accolto un po' freddamente da un omone al botteghino, mi presta un fazzoletto per coprirmi la testa. C'è una piccola sala per pregare e una molto più grande sala per mangiare.

In una enorme cucina con pentoloni che sembrano piccole vasche da bagno sono al lavoro i cuochi. Uomini e donne al lavoro, gli uomini cucinano mentre le donne preparano l'impasto per somoza. Alcuni ragazzi sulla trentina, sorridenti e disinvolti, scaldano l'olio nei pentoloni mentre altri pre

Prima scaldano olio, ne versano forse 30 litri in una pentola, quando bolle ci versano impasto vegetariano. Intanto su una griglia grande come un tavolo da biliardo preparano le cialde rotonde e riso e quando sono pronti ne assaggio un piatto molto saporito.








La sera cambio radicalmente cucina!

vera caprese italiana

Carpaccio di ricciola
La sera cedo ad una tentazione come non faccio mai: vado ad un ristorante italiano all'estero. Non conviene quasi ma, quello buoni costano troppo e quelli economici fanno pena. Ha ragione mia moglie a dire che il rapporto qualità prezzo è molto meglio in quelli cinesi. Buon italiano estero diventa troppo spesso alta cucina. Ma non mangio italiano da oltre un mese e ne ho voglia.

Il ristorante italiano stasera si chiama "Otto", perché 8 è il numero fortunato dei cinesi e perché han cominciato nel 2008. Il patron Paolo è ligure con socio chef di Treviso, Sta da 11 anni a Singapore, propone un Fine Dining creativo. Scelgo un menù degustazione. Piatti caldi, buon segno.

Maialino da latte croccante



ravioli al brasato di vitello

L'olio d'oliva è servito in un padellino microscopico, devo sempre chiedere di rabboccare come fosse oro liquido ma sono molto gentili e generosi e me lo rabboccano un sacco di volte.

Il menù è di grande soddisfazione, sia di quantità che di qualità. L'ho recensito qui.

Accanto a me un tavolo di malesi, evidentemente danarosi, Paolo mi dice che sono clienti abituali. Partono di Solaia, resto colpito ma solo per poco per minuto dopo Paolo stappa un Sassicaia 2003! Costa 808 sing dollari, prezzi finiscono quasi sempre in 8, per invogliare i clienti cinesi.





06 October 2019

Pranzo e polizia a Chongqing

Complesso residenziale moderno, quattro palazzi con 25 piani di sinuose linee curve, tutti con balcone, su cui si vedono panni stesi ad asciugare.

Molti terrazze sui palazzi sono verdi, alberelli ma anche orti di famiglia. Spesso si sentono molti cani che abbaiano, sempre meno cinesi li mangiano e sempre più se li portano negli appartamenti. Anche qui, come in Italia, non sempre i padroni evitano di dare fastidio al prossimo, con gli escrementi dei loro quadrupedi, il loro abbaiare a tutte le ore ed il lasciarli girare senza guinzaglio, liberi di leccare o impaurire chi si trovi a passare.

Alle 10 mi viene a prendere il sig. Wang, un ragazzo gentile che gestisce l'appartamento dove soggiorniamo per accompagnarmi alla stazione di polizia dove devo registrare la mia presenza in città. Ci tien a precisare che va fatto subito oggi, dato che siamo arrivati ieri. Lifang resta a casa, deve preparare gli ultimi dettagli per il corso che comincia domani. Sono leggermente preoccupato di mettermi nelle mani della polizia cinese da solo, e Wang parla pochissimo inglese.

Dopo dieci minuti di taxi siamo accolti da una rubiconda poliziottona che mi fa entrare, da solo, e mi accompagna in un ufficio dove c'è una collega in jeans, minuta e dal viso delicato di porcellana, che lavora ad un computer in compagnia di un orsacchiotto grigio. Mi chiede quando comincerò a lavorare, dando per scontato che un lavoro possa essere l'unico motivo che mi porta a Chongqing, non si immagina che sono qui per accompagnare mia moglie.

Anche mio suocero, quando lo verrà a sapere, sarà sorpreso: una moglie, o una madre, che accompagna il marito (o il figlio) per lavoro in un'altra città si può capire, ma non il contrario. Almeno il suocero ne sarà contento, lo leggerà come un segnale del mio amore per la figlia e per l'importanza del lavoro della stessa.

Comunque rispondo, in cinese, che mia moglie lavora, io cucino a casa. Il che è vero e poi conosco tutte le parole che servono a dirlo. Lei mi guarda e ripete le mie parole, poi sorride! È fatta.

La scena mi tranquillizza anche se la poliziottina non parla inglese. Decido che la cosa migliore sia di spiegare che mia moglie è cinese e forse sarebbe più facile se si parlassero direttamente fra loro. Nel frattempo arriva Wang, forse chiamato per dare spiegazioni. Comunque lei controlla il passaporto ed il visto, fa un paio di fotocopie, mi restituisce il passaporto tenendolo con due mani e sono libero, ufficialmente registrato!

Pranzetto di zuppa di spaghetti cinesi di riso con fettine di manzo. Sulla fotografia 4 grandi fettine ma nella scodella mi trovo quattro schegge, così chiedo alla cameriera che chiama la cuoca che mi dice di aver messo quattro pezzi. Col mio cinese maccheronico provo a dire che i 4 pezzi sì ci sono ma sono piccolissimi, loro confabulano un po’ e poi me ne portano altri due! Non so se provare più soddisfazione per il manzo recuperato o per essere riuscito a comunicare in cinese! E poi la zuppa ê molto saporita, 18 Rmb ben spesi.

Zuppa di spaghetti con manzo peperoncino e uovo sodo


serata ancora fuori, andiamo ad un "ristorante di carne bovina" e ordiniamo un hot pot (tradizione del Sichuan, di cui Chongqing fa culturalmente parte) di manzo. La cameriera accende il gas sotto un enorme wok che riempie di acqua minerale e ogni genere di verdure: pomodori, cavoli, yam, turnips, datteri, goji e una mezza dozzina di strisce di manzo.

05 October 2019

Partenza in bus per Changsha e arrivo a Chongqing

Partiamo alle 7 di mattina da casa, una rapida corsa in Didi e siamo alla stazione dei bus. Siamo costretti a prendere il bus per Changsha, da cui parte il volo per Chongqing, perché i comodissimi treni veloci sono pieni, è la settimana della festa nazionale, anniversario della fondazione della repubblica popolare, e tanti cinesi ne approfittano per andare a casa o in vacanza, non è restato che qualche posto in bus, e dobbiamo considerardi fortunati, Lifang ha controllato tre giorni fa, quando li abbiamo comprati, e dopo un'ora anche il bus era tutto esaurito!

Stazione nuova di zecca, pulita. Passiamo come di regola i bagagli ad una macchina di raggi X e, come sempre capita, sentiamo un sacco di BEEEEEEP, come quelli prima di noi e come quelli dopo di noi, ma l'impiegato in uniforme addetto al controllo non batte ciglio e fa passare tutti senza controllare nessun bagaglio.

Un passeggero in attesa si mette a fumare nel bel mezzo della sala proprio vicino al cartello che dice che è vietato. Arriva una bigliettaia e lo fa smettere ma altri se ne fregano e contunuano a fumare. A quel punto anche l'impiegata si arrende e nell'ampio salone a comincia a spandersi una lieve cortina fumogena.

Fila per salire sul bus, un vecchietto passa davanti a tutti i passeggeri in attesa di salire e prendere posto sul vecchio bus scalcagnato, Lifang lo ferma e gli intima di aspettare il suo turno ma lui insiste che deve salire perché ha fretta di partire! ... 😁

Anche qui un paio di persone fumano, compreso l'autista, però smettono quando partiamo. Dopo un'ora tra risaie e villaggi il bus scalcagnato ci deposita ad un grande incrocio e l'autista ci rassicura: in mezz'ora arriverà bus per changsha... Speriamo!

Viaggio verso changsha ma hanno annullato corsa diretta, solo 4 passeggeri. Quindi ci tocca andare a Liufengzhen e cambiare. Apettiamo una buona mezz'ora l'arrvo della coincidenza, non c'è niente e nessuno, stiamo al sole, seduti sulle valigie.
Lottare per la felicità del popolo e il risveglio della nazione

Combattere le tenebre per la stabilità



Grande poster davanti a noi: lottare per la felicità del popolo e il risveglio della nazione.

Secondo poster è biblico: "Combattere le tenebre per la stabilità".

La campagna dell'Hunan è tappezzata di piccoli appezzamenti, orti familiari. Nessuna economia di scala pare. Mezzi rudimentali, pochi investimenti in macchine ed infrastrutture.

Casette a due piani ovunque fino ad arrivo a Changsha.

Oggi fa un caldo torrido, i colori cielo e della terra sono sbiaditi.

La strada è buona e il traffico di media intensità fila liscio, l'autista del nostro bus è bravo.

Arriviamo all'aeroporto di Changsha e ci dirigiamo verso il terminal dei voli interni. A parte noto quello per "voli internazionali + Hong Kong + Taiwan + Macau" le parti della Cina che godono di uno status diverso e per andare ai quali occorre passare una vera e propria frontiera, controllo passaporti ecc.

Il volo Chongqing Airlines, parte del gruppo China Southern, niente di speciale. Arrivo a Chongqing in serata, bell'aeroporto, migliaia di taxi ad aspettare. Ne prendiamo uno ma non è molto gentile. Non lo sono mai, non aiutano con le valige, parlano poco, spesso fumano.

A Chongqing aeroporto grande e ordinato, pulito. Centinaia di taxi che aspettano clienti, partiamo e arriviamo a casa, in centro della megalopoli, in poco più di mezz'ora, traffico abbastanza intenso ma scorrevole. Lifang paga con WeChat (Of course, no cash we are Chinese) e siamo a casa.

Sistemati i bagagli scendiamo a cena. Vivremo per un mese in un quartiere abbastanza moderno, con molti negozi e ristoranti. Tra questi innumerevoli hot pot, la specialità del Sichuan di cui Chongqing fa culturalmente parte.

Grande padellone al centro del tavolo con brodo piccante o no, spesso entrambi in vaschette separate, in cui i commensali mettono pezzi di carne, pesce e verdure per cuocerli a loro piacimento.



29 September 2019

Amici, cena di pesce e sigaro

Nel pomeriggio a trovarci un'amica di liceo di Lifang si fa chiamare Mosquito, zanzara! Curioso soprannome. Prendiamo il tè da noi lei ci porta un dragon fruit molto dolce. Le lascio chiacchierare tra di loro, non voglio pesare chiedendo sempre di tradurre e Zanzara non parla inglese.

Poi viene a prenderci il marito in auto, appassionato di sigari, vivono in un a Pechino dove ha un buon humidor per vino e sigari! Andiamo tutti a cena resort poco fuori città, ristorante presso laghetto. Lunga passeggiata lungo il laghetto prima di cena, al tramonto.

Il ristorante è costituito, come spesso da queste parti, di grandi sale chiuse che vengono affittate a gruppi di amici o famiglie, che così mangiano in privato. C'è anche un grande acquario pieno di pesci che assomigliano a salmoni, e che vengono cucinati su richiesta degli avventori. Grande piatto rotondo girevole al centro del nostro tavolo, abbondante menu di carne pesce... Insalata di pelle di pesce con cetrioli e peperoncino. Slurp



Mosquito vuole parlare di politica lei è membro del CPC vuole sapere cosa penso di Hong Kong, dove da vari mesi si susseguono manifestazioni anche violente di dimostranti che vogliono mantenere le libertà della loro città. Le rispondo che sono d'accordo con la frase "un paese due sistemi" escogitato da Deng Xiaoping. Lei mi chiede se quindi penso che Hong Kong faccia parte della Cina e gli altri paesi debbano farsi i fatti loro. Rispondo che sì è questione interna cinese perché "un paese", ma è altrettanto importante rispettare i "due sistemi", impegno di Deng con Thatcher.

Dopo cena fumiamo un bel sigaro insieme al marito. Non possiamo parlare, ma ci capiamo.


27 September 2019

Cena da amici a Guiyang

Siamo invitati a cena da una compagna di liceo di Lifang che abita poco lontano da casa nostra. Erano a liceo insieme ma poi Lifang andò a Pechino, e poi in Europa e lei lavora in un'altra città, per cui non si vedono da oltre 10 anni, non capitava mai che fossero entrambe a Guiyang allo stesso tempo.



C'è anche il marito che fa il vigile stradale. Hanno un appartamento in un complesso edilizio adiacente al tribunale di Guiyang, alloggi assegnati ai dipendenti, ed infatti il padre della nostra amica lavorava nell'amministrazione della giustizia, non ho capito bene in che ruolo. Lo chiamo Shushu, equivalente a "zio", e stasera cucina lui.

Ci sono anche altri amici, nessuno però parla inglese. In compenso in camera da pranzo/salotto c'è un enorme manifesto della Elisabeth Tower di Londra, con dentro il Big Ben!

Il vigile è appassionato di calcio e tifoso accanito del Milan, mi mostra con orgoglio varie borse sportive con il distintivo rossonero e il diavoletto. Mi dice che gli dispiace che Berlusconi abbia venduto: lui era un vero appassionato invece i cinesi che hanno comprato il Milan non ci capiscono nulla, vogliono solo riciclare soldi guadagnati illecitamente.

Ci sediamo intorno ad un tipico tavolo riscaldato dell'Hunan, e Shushu continua a portare piatti caldi e freddi. Tutti buonissimi, ho il solito problema di vole assaggiare tutto.

16 September 2019

Fiori e tortini di luna del mezzo autunno

A casa mia suocera prepara sempre spaghetti (di riso o grano) per colazione, di solito al brodo con qualche pezzo di carne. Mi piace, ci sono abituato, ma ogni tanto mi stufo e cambio. Oggi ho fatto una frittata. Uova di oca, più grandi e con un enorme tuorlo, cipollotto e aglio.

Oggi è il "giorno di mezz'autunno" del calendario lunare cinese. È anche il terzo anniversario del mio matrimonio di Sanya. In realtà quel giorno era il 15 settembre solare, oggi è il 16, ma siccome si conta il calendario lunare la data nel nostro calendario gregoriano cambia tutti gli anni. Basta saperlo...

Esco da solo, non sono ancora mai andato a far compere per conto mio ma ci provo. Compro un mazzo di fiori per 90 Rmb per un bel mazzo, mi regalano anche qualche fiore in più.

Poi compro i classici tortini per il mezzo autunno, 100 Rmb per 10 poi me ne faccio regalare un altro ma so che comunque mi ha fregato anche se sono molto buoni e hanno ben due tuorli al centro!

Quanto torno a casa Lifang è contenta dei fiori, per una volta sono riuscito a farle una sorpresa gradita! Mio suocero è sorpreso pure, per il fatto che sia andato a far spese da solo senza parlare la lingua. Non che sia stato difficile, e poi mi hanno pure fregato sul prezzo, ma non importa: comunque ho guadagnato qualche punto.

La sera andiamo a cena ad un ristorantino particolare, si chiama "Golden Claypot Rice" cioè il "riso nella ciotola di terracotta dorata". Un posticino speciale, dove cucinano il riso in ciotole di terracotta, appunto, su fornelli alimentati a carbone posti sul marciapiede antistante la porta d'ingresso.

Poi dal menù si sceglie cosa abbinare al riso: carne, pesce, ortaggi vari. Quando hanno finito il riso chiudono, non servirebbero mai carne o pesce senza riso. Sennò la terracotta dorata che ci sta a fare?

25 February 2019

Pasta alla gricia and espresso

The highlight of this day is dinner with relatives who came over to visit.

I cooked "pasta alla gricia" with guanciale from Lubriano kindly gifted to us by friends Jacopo and Luciana who came to China with us.

I only cooked 300 grams of spaghetti even though there are eight of us because lots of food was already cooked, and che Chinese like to have a little bit of many dishes at every meal.

I was slightly concerned at first. Despite the fact that pork fat is a familiar taste in China, its combination with Italian spaghetti is new for them and my friends and family are not always very curious to try new foods and flavors they are not familiar with. I slightly over-cooked the pasta, a couple of minutes over my usual al dente texture to make it easier for them, as Chinese noodles are always on the soft side compared to their Italian counterparts. I also avoided adding cheese, though the recipe would call for pecorino romano.

Amazingly, the gricia went down well, it was all finished in 5 minutes! And we used the traditional Chinese chopsticks of course, no forks or table knives in this home!

I then decided to push my luck and offered everyone coffee. I have a Nespresso machine here which I took with me from Europe. I actually tried this before, but my in-laws never liked my nespresso, they said it smelled and tasted like something burnt.

The other relatives and friends loved it though it may be in part because I offered to add a little bit of sugar. Even the little kids wanted it, and I gave them some decaf with brown sugar!








16 February 2019

CKS Memorial and stroll around Taipei

CKS Memorial
Visit to an important landmark of the city of Taipei, whatever you think of the history behind the man.

The most obviously awesome sight is the change of the guard in front of the huge statue of CKS sitting between flags of the Republic of China. It takes over ten minutes for the procedure to complete, and there always are lots of people watching.

A highly controversial man he was: the museum takes you through the various phases of his life, from a traditional Chinese background to world leader dealing with Churchill and Roosevelt.

His father died when he was very young and he grew up attached to his mother.

He was married off to his first wife at age 14! Much later he met Soong Meili, the woman of his life..... but still had a concubine in traditional Chinese royal fashion!

CKS car


The exhibition lavishes praise on him but I would not say there is a
cult of personality. his political and military failures and defeats are also covered in text and photos.

There are other art exhibitions in the mausoleum, one about Andy Worhol and another by YawaiMeika, a young (born 1990) lady painter who belongs to an aboriginal tribe in Taiwan.

We also try our luck at the concert hall and theater but there is not much going on, the next concert is in a week's time! perhaps because of the New year celebrations, oh well.

A pleasant walk around the mausoleum, lots of people walking around, children playing, elderly watching on wheelchairs, it is a weekend family day out despite a cloudy and windy day. Many exotic plants, the grapefruit flowers gift us the most intense scent of the afternoon.

Lunch at a simple but friendly eatery just outside the memorial complex, Steamed chicken, pork intestines. Shared formica tables, paper napkins and metal chopsticks which I don't really like, too slippery. I later noticed packs of single-use wooden chopsticks but they are for takeout clients. As I was thinking to ask for permission to use them a Deliveroo driver came by to pick up an order.

pork intestines


On the way to the hotel, past lots of lit paper balloons for CNY,  a well-deserved foot and body massage, a popular feature of central Taipei, 1200 ntd, 1 hour foot and 1 hour body.


15 February 2019

National Palace Museum and Shilin night Market

Per la terza volta al National Palace Museum di Taipei. Mai abbastanza anche se certamente non c'è più l'effetto novità. Vero che le circa 700.000 opere delle collezioni imperiali sono esposte a rotazione (solo l’1% è visibile, il 99% sta negli scantinati) sono probabilmente diverse da quelle che ho visto nel 2002 e nel 2010. Non sono però in grado di ricordare, e tanto meno valutare, le differenze tra diversi capolavori.

Fa sempre impressione ricordare la storia di questa collezione. Per secoli a Pechino nella città proibita, poi portata via da Chiang Kai-shek in ritirata e trasportata a Taiwan quando i comunisti di Mao vinsero la guerra civile. C'erano molte più opere, ma i militari di Chiang non poterono portare via tutto. Alla fine comunque qualche migliaio di bauli sono adesso protetti nella motagna adiacente a Taipei, a prova di attacco nucleare!

Il possesso della collezione è vista, in sé, come una sorta di legittimazione del potere politico, per questo a Pechino sono così arrabbiati. Il direttore del museo che organizzò la prima esposizione è visto come una sorta di usurpatore, vilipeso quasi quanto Chiang. Molti a Taiwan pensano che sia un bene che le opere siano qui, avrebbero potuto essere distrutte durante la Rivoluzione Culturale di Mao.

Ottima audioguida multlingue, ma sono sorpreso che bisogni pagare in contanti, Taiwan dovrebbe essere all'avanguardia tecnologica ma invece no.

Nel museo i cartelli esplicativi sono in inglese e cinese, e anche traslitterati in Pinyin (il sistema inventato negli anni 50 in Cina e ora adottato in tutto il mondo) e Wade-Giles, il vecchio sistema della Cina imperiale.

C'è molta gente, soprattutto scolaresche, poi dopo le 5 tutto più calmo e ci possiamo godere le opere d'arte con calma.

Uber a Shilin in prima serata, il "mercato notturno" per antonomasia. Sicuramente un pochino turistico ma comunque interessante. Ci sono turisti ma anche molti locali.

Zuppa di costolette di maiale e poi ostriche e uova. Poi andando via siamo stati imbrogliati da una venditrice di frutta fresca. Ottimi prodotti ma prezzi triplicati rispetto agli altri mercati "normali" della città. Non era così quando ero venuto in passato, nel 2010 l'ultima volta, era più genuino!

Abbiam preferito un Uber, aspettanto qualche minuto, invece che prendere uno dei tanti taxi che aspettavano all'uscita del museo, perché TUTTI i tassisti erano incalliti fumatori e le auto puzzavano in modo indecente.

Qualche colpetto sulla app e mi arriva una email annunciando l'arrivo della macchina. Pulita e profumata. La cosa strana è che a Taiwan non è consentito lasciare una mancia agli autisti Uber, vai a capire.

10 February 2019

Taipei, Jade market and night food

It's a late morning wakeup, we are tired from our travels returning from Palau and need a good sleep.

As we leave our hotel in the cranky elevator I went to push the 1 button to get to the ground floor and noticed that there is no floor number 4. They skip from floor 3 to floor 5. 

This is because anything number 4 in China is bad luck, as the pronunciation of the number is similar to that of the character for "death".

I thought it was some kind of old superstition that only old people in villages believe, but no, it is here in one of the best hotels in the high-tech capital of modern Taiwan.

A short walk and we are out in the lazy Sunday traffic.

Trip to the Jade Market, which has become a bit touristy, a lot actually, but is still interesting. Open only on weekends from 10 to 6 in the evening.

Mostly jewels, lots of handicraft and even live anumals, like a few friendly parrots.

Many coins from the Qing dynasty are available, a souvenir full of history. Some may be fakes, but they are quite common and cheap, I don't think it would pay to mint fakes.

In the end I bought a pair of jade earrings from the Qing dynasty for my wife. They dynasty reigned for almost 300 years so it's hard to date the stuff, but it does not really matter.

The most interesting encounter is with a Tibetan couple who came to Taiwan 11 years ago. In broken English, they tell us their stories and show us their wares. They did not feel safe in Tibet and decided to leave, but it was not clear to me why they decided to come to Taiwan. I did not want to be intrusive and did not ask.

I bought a curiously intriguing red Buddha carved in I am not sure what. Maybe some resin or perhaps animal bone.



Funny that they only take cash everywhere in the market. I did not expect Taiwan to be so backward. In any similar market in China these days everyone, including illiterate farmers, would accept electronic payments.

Liaoning night food market for dinner. Taipei is famous for its night markets, again it can be a touristy experience but the food is good and generally cheap.

Tonight for me it's goose intestine with chili, ginger and spring onion. All washed down with cool local beer.


Followed by pig blood curd soup. Usually we have our soups first, but you can't really plan a meal at a night market in Taiwan, it depends what you stumble into first.




27 September 2018

Grey day and wedding

Grey day at home working on the English edition of my Maldives book.

Mother in law and niece went to a wedding of some neighbors from Yan Jia village who are throwing a party in Chenzhou.

We had decided to go for lunch to a Korean restaurant in town, one of many new restaurants with foreign food which are open for business trying to attract the up and coming local middle class. Been there before, but would love to go again, look forward to some different kind of food. However, the clouds and especially the cold drizzle eventually act as a powerful deterrent and we decide to stay home.

Mother comes back with plastic bags full of of food, left overs from banquet: fruits sweets even a half kilo or so of delicious spicy prawns. It's the custom here: invitees to wedding receptions take home their share of leftovers. She said they took away the least compared to everyone else at the party. Some parents unabashedly tell their children to grab as much as possible as fast as possible!

19 September 2018

Hangzhou: Confucius temple and pork intestine

Large temple dedicated to Confucius near our hotel. I am almost the only visitor or maybe just three or four couples share the quiet air conditioned rooms and courtyards with me

There is a large collection of Stèles inscribed with figures of wise men and confucian texts. Many have been heavily damaged over the centuries but have now been meticulously restored and preserved. A serene place that I am sorry to leave.

I reflect how this is in stark contrast with the way that treasures were treated in recent past when doing the cultural revolution the red the guards destroyed with abandon anything that had to do with ancient Chinese culture.

Later took a walk around the west lake shore. I sat down and absorbed the landscape on a bench by the water. Lots of Chinese tourists and and all the German or French here and there. it is very hot and humid otherwise I would have taken a ride on one of the gondolas that ferry tourists around the lake.

I have lunch at the Grandma restaurant, which served all kinds of enticing food whose pictures were printed on a large menu together with the English translation . Today I went for green peas and braised intestine of pig. Peas are not that different from how we would prepare them in Italy, sweet tendency. Intestine is tender, a tad on the rubbery side but not chewy. It melts well in the mouth with minimal effort.

When I was finished the waiter presented the alipay barcode to me to pay electronically which however I could not do it. I am not allowed to open an Alipay account without a Chinese identification. I will have to look more into it as I have seen Alipay used outside China. So I have to pay with cash which made me look very much XIX century. Everybody else paid with their phones. I am not sure they even take credit cards I haven't seen anybody using credit cards in China these days except perhaps at big hotels. It seems China has leapt forward from cash to electronic payments via mobile telephone, largely skipping the credit card era together.

After lunch I walked around a bit more and then made it back to my hotel just in time before the heavens opened up and a heavy downpour put an end to my explorations for the day.

22 February 2018

Changsha to Leiyang

Amazing buffet at the Changsha Intercontinental hotel, eastern and western, hot and cold, sweet and savory, chopsticks and forks and knives and spoon, it is a real celebration.

Some of the highlights: I was first attracted by the local cold noodles, roughly grated with a special tool from a big boulder of dow. You then add spices and bits and pieces of veggies and meats. Also interesting the hot soup with veggies, pork, mushrooms, taylor-made for each of us by a dedicated chef.

After breakfast the real challenge of the day awaits us: find tickets to Leiyang for the wedding ceremony of Carrie, one of our best Chinese friends, but no seats were available to purchase online as usual. It is still the Chinese new year rush, with over half a billion people moving around the country to spend the holidays at home. We went to the station and tried our luck at the ticket office, but no way.

We were then approached by some scalpers who wanted 300 Rmb, not for tickets but as a fee to smuggle us on a train then we could then, supposedly, buy standing tickets. However I have never seen anyone standing on the fast train we need, and the slow train would take way too long, maybe up to 4 hours as opposed to 1. The whole thing is fishy, we give up.

We're stuck! My wife then remembers that there is an alternative: get bus tickets instead. We manage to catch the last bus to Chenzhou at 5:30pm, but must pay for the whole ride to Chenzhou even if we plan to get off at Leiyang. Actually at a highway station which is the stopover for Leiyang-bound passengers. But that's the way it is and we're lucky to be able to get (close) to our destination! Carrie's husband and his brother (who owns a car) will come and pick us up. Very kind for someone who's getting married tomorrow!

Meanwhile great buffet (40 Rmb pp) with unlimited food and beer at a restaurant by the gas station. Tons of meat (great), fish (so so) and veggies (again great). Beer is a local brand, kind of light, but tasty. No fresh fruit however. I loved the chicken paws and the pork belly. Also black fungus with quail eggs was juicy and inviting.

Gas station buffet, Hunan











25 December 2015

Dies Natalis Solis Invicti

Roman Imperial repoussé silverdisc of Sol Invictus (3rd century), found at Pessinus (British Museum)
The birthday of the unconquered sun marked the end of the Saturnalia since 274 AD when Aurelian apparently wanted to revive a much older cult of the Sun in Rome.

Saturnalia was originally a holiday created by Emperor Augustus to celebrate Saturn, on 17th December -- my birthday! It then developed into a week-long festival, the craziest week in ancient Rome, where people made merry with food, wine and more and even slaves were allowed to indulge in excesses that would have been punished by death at any other time.

The date coincides, closely enough, with the shortest day of the year (which the Romans believed to be 25 December whereas we know it is 21 December). Light prevails over darkness and days start getting longer again, an occasion to celebrate indeed.

Then the Christians took it over during the reign of Emperor Constantine, who had accepted Christianity as a religion of the Empire. The Church decided that Christ had chosen to be born on the shortest day of the year, after which light again starts to prevail, to symbolize his contribution to the rebirth of humankind.

I feel it's too bad that the ancient tradition of Saturnalia is gone. Not so much for the sake of Saturn, of course. But rather for what it symbolized: fun and naughtiness for a week but strict rule of Roman law for the whole year!



28 February 2014

Drive to London

Today I am driving to the UK for a couple of months. It's a test stay, to see whether it might be a good idea to move there later for a longer time. Probably not for good. But then again nothing is for good.

I arrive at Le Shuttle terminal in Calais and I am surprised that my number plate is immediately recognized by CCTV and I am welcomed by a screen that reads "Welcome Mr. Carnovale". All I have to do is push a button and pick up a hanger that is printed out and the access bar lifts to let me through.

Moments later I am sitting behind my wheel of my car, engine off, parking brake on, inside a train car with few small windows and a rather depressing feel to it.

But in about half an hour I am on the other side of the English Channel. Very convenient.

Another two hours' drive and I am in London. I always loved London as a tourist, let's see what it's like to live here for a couple of months.

In the evening a friend invites me to dinner at "Il salotto", an Italian restaurant run by Giorgio, entrepreneurial Italian who came here to renovate buildings and instead found himself opening a restaurant in the City which serves top notch Italian food and wines. On the first floor (the second floor for Americans) there is a men's clothing store! Giorgio says this is their passion. Not sure it will be economically viable, real estate is so expensive in the City.




08 January 2014

33. - 8 Jan.: Cape Town wine tasting and Langa, Khayelitsha and Gugulethu townships

Morning drive to Hout Bay. It is windy and drizzling, but the view of the costline is impressive nonetheless. In a somber, austere way.

On the way the driver stops at a viewpoint and I notice, not far away, a crew of about 15 workers, about half men and half women, huddling under the roof of a delapidated house. It looks like it has been hit by the weather for years, abandoned and now filled with sand.  Wet sand now: it looks like it's been soaking rain for a few hours at least.

It's an eerie but somehow attractive scene, it could be the stage for a movie by Sergio Leone, were it not for the fact that it does not rain much in his movies. I approach and ask them what they are up to and if I can photograph. They are there to cleare the scene of sand and debris, but can't work under the rain. The light rain is not so intimidating to me but they have no raincoats. We chat for a while, I snap a few shots of their green overalls against the red bricks of the house and the white sand, and off I go.

On the way back to Cape Town it occurs to me that we are close to the Groot Constantia winery, the oldest in South Africa. We have to stop and go for a tasting. As we approach, we drive by the Pollsmoor prison, where Mandela was held after his Robben island years until he was finally freed in 1990.

The tasting is fun: for a small fee you can taste five of their wines, and for a little extra cash you get a small cheese platter, nicely served on a small wooden board with a small wooden knife. A white lady and a black man operate two serving stations in the huge tasting room. Lots of tables in the middle allow wine lovers to mingle and take their time as they get the various wines poured into their glasses.

We take our time but I keep an eye on my watch: it's not far from town but we don't want to be late to what promises to be the highlight of the day: a township tour with Sabelo, the bright young tour leader who took me and Yan for a music evening last month. I called him yesterday to organize another musical evening (we'll do that tomorrow) and mentioned in passing whether he also organized some visit of townships surrounding the Cape Town. Of course!

He is at our hotel at 14:00 hours, punctual as a Swiss watch, with a small van and Daniel, a jovial driver who will be at the wheel for the afternoon while Sabelo explains and shares his vast knowledge of the townhips.  He actually does not live here but in another township, which however he does not think is safe to visit, even in his company.

The first townships we visit is Langa. It means "Sun" and was built in the 1920s to host blacks evicted from other neighborhoods such as Ndabeni that were too close to rich white areas for comfort. All this decades before apartheid was even formally the law of the land.

First stop at Cape Town tourism center in Langa, this township is not as well known as Soweto but it is trying to find its way in the tourism business. Some artists display their paintings and sculptures, musicians who demonstrate traditional music, students study in a reading room.  We are kindly offered a music lesson by a drummer.

Ladies by the gate, not particularly busy with anything, fun to talk to anyway.I snap some pics of a lady by a wall mosaic and she seems to appreciate the attention. With them, a security guard is listening to some music from the radio. He wears a loose khaki uniform and a red tie, with a badge on his arm that reads "Security - Distinctive Choice". Somehow I find myself in agreement with the general thrust of the idea.

Just by the entrance two men in their thirties are exchanging banter and I join them for a few minutes. After the usual questions about Italian football, Totti etc, they tell me a bit about their life. In a nutshell, their message is that they have a normal life, Langa is a normal place with its good and bad, dos and don'ts, happy and sad. Maybe that is the main point I will come away with at the end of the day. Townships are becoming "normal" places, normal for South Africa anyway.


Self-portrait at the hairdresser


Lots of kids play music of some sort, and I am attracted to an especially photogenic girl with a drum, who plays on the sidewalk surrounded by a couple of dozen children.  It's still the school holidays so they are free even though it is a weekday.

Street music in Langa


Outside the visitor center a man with no feet sits quietly in a wheelchair. He does not beg for money, does not reciprocate my greetings and does not bat an eyelid when I ask him to take a photograph. He hardly seems alive. Maybe that is the saddest condition of all, having lost the desire to live.

On the contrary, the people I meet as we proceed to walk around the township are anything but. At first I am a bit hesitant, I do feel some emotional pressure as this is the first "real" township I visit, it's not tourist-filled Soweto. But the ice is easily broken. Most people are happy to chat and all kids are elated to have their pictures taken.



After a half hour of walking I run into a team of ladies who are busy cooking a whole pile of sheep heads. Yes sheep heads. They sit on a chair and each have a not-so-small fire next to them. They protect the skin of their faces from the heat with some special cream,  The heads are cooked and then placed on a large table by the roadside, presumably for sale though I am the only one who comes forward and buys one. I have to try! Well it's good, tender meat, the cheeks expecially. No one else wants to try. Too bad (for them).

Some adolescent girls are clearly flattered and after a polite invitation offer flirting poses to my lens. One in particular, whom I approach at the gate of her house, gets very much into the model mode. She is a fine interpereter of "moods": as if your boyfriend just sent you flowers, as if your boyfriend just made you mad, as if you want to seduce a boy...



Next stop is Khayelitsha, a large township of 400.000 people that lies 22 kilometers to the East down the N2 road. The first place we visit is the rather grandly named "Department of Coffee" coffee shop, just next to the large railway station. A micro enterprise by Wongama, a former fire guard and two friends of his who decided to open this shop when they realized there was no place to get a warm drink for the thousands of people using the railway every day and saw an opportunity. They say at first people were sceptical but now business is briks and they are thinking of opening another shop. "CAPPUCCINO" for 8.5 Rand is at the top of their red menu board hanging from the wall of their small bar.

Our second stop in the township is at the Velokhaya cycling academy. The word Velokhaya is derived from the French word for cycling (velo) and the Xhosa word for home (khaya) – as such, we’re regarded as the ‘home of cycling’ in Khayelitsha. A school of cycling but also of life, where kids from the townships are offered a chance to develop a skill but also, and perhaps more importantly, personal discipline and a sense of purpose. Co-founder Glyn Broomberg explains in this video. And the other co-founder Amos Ziqubu gives his story. Unfortunately we are still in school holidays so there are no kids training here.

You can understand more about Khayelitsha township in the video "My mother built this house" on housing problems here. See a trailer for the film "A wooden camera" on this township here.

No vegetarians at Mzoli's
The third and final township of the day is Gugulethu. Here out target is Mzoli's, a butcher who had the idea of not only selling meat but also setting up a huge grill and serving his streaks and sausages to customers who wanted to eat there. His humble restaurant has become increasingly popular with locals and increasingly with tourists, both South African and foreign. Prices are cheap, the meat is excellent and the atmosphere is warm and welcoming.

Bye bye Gugulethu
Music is loud but pleasant in the terrace next to the shop where simple tables are continuously filled with trays of hot meat, but no cutlery or napkins, so I am soon in dire straits trying to juggle sausages and lenses without making a mess of either. No alcohol can be served but Mr. Mzoli has no objections if we buy it next door and take it in. After a while most locals, seeminly regular patrons, are dancing, soon to be joined by the ladies in my group!

After such an intense day, what would otherwise have been a pleasant walk and dinner becomes a pretty insignificant evening at the Waterfront.



06 January 2014

31. - 6 Jan.: Mossel Bay to Hermanus

In the morning I realize that yesterday I forgot my kangaroo leather hat at the Bartolomeu Dias museum. It would sadden me highly to lose it, I have grown very accustomed to it, it fits my head perfectly, it folds easily in any backpack and it contributes considerably to building up my image of an Indiana Jones lookalike. However the museum is in town, going east from out hotel, and today we have to drive to Cape Town, to the west. I am not sure I can reasonably expect everyone to delay the day's program for a hat. Luckily, Paola suggests I would be very sad to lose the hat, as it is a gift from my girlfriend. It is not, and I am not sure where she got the idea, maybe he made it up to help. But I don't contradict her as this strengthen my negotiation powers considerably, at least with the ladies, and it is swiftly agreed that we will go and pick it up, assuming it's still there. Stefano laughs and says surely some cleaner found it and took it home. Or found it and gave it to the ticket lady at the entrance, who surely took it to her home for her husband, her son, her brother, whoever.

Well,quite to the contrary,  as soon as we get there it looked as if the museum staff were waiting for me: the hat is there! Some cleaner did find it and did leave it at the ticket office for me. But the lady there shoved it under the counter. Phew...! My Indiana Jones look is saved. My sense of guilt for making everyone waste at least half an hour is for all this is alleviated when everyone decides to visit the museum after all. 

It's still grey and drizzling when we finally move west at around 11:00 am. Our next stop is Cape Agulhas the tip of Africa, where the Indian ocean we have seen so far meets the Atlantic. It's nothing much really, but one does feel the mightiness of the two great masses of water clashing in what has been a nightmare for mariners ever since Bartolomeu Dias got here.
Between two oceans

At our hotel the view is somber: dark grey clouds merge at the horizon with big foamy waves of the same color. The hotel's walls are crowded with paitings and photographs of whales: from May through December, the humpbacks come right here in good numbers and the hotel is a prime position from which to spot them. We are late, by several weeks.

I ask the young bell boy for a recommendation for a good restaurant. He has no hesitation: "Lapeentoula! Good food, especially fresh fish." So come evening we'll have dinner at "La Pentola" a fusion Italian restaurant about a kilometer away. The owner's wife is of Italian descent which explains the origins of the establishment's name but the food is not really Italian. I tried the springbok carpaccio and fillet of ostrich flambé, either of which you would be hard pressed to find in an Italian restaurant. Both very good though!

Springbok carpaccio
 It's pitch black tonight, windy and raining after dinner. The walk back to the hotel is an opportunity to lit up one of my cigars. A small one tonight, a Toscanello, but it's enough to create the illusion of being a sea-wolf in port, waiting for the ship to be resupplied of fresh water before setting sail again looking for India to the east, around Cape Agulhas, into the unknown.

I am thinking that Dias did not have cigars on his ship, tobacco had not yet been imported from the Americas. I find myself feeling sorry for him, having to fight nature and a reluctant crew with no cigars. Or maybe I just had one glass of South African Chardonnay too many.