17 August 2010

6° g - 17 Ago: Da Sangla via Rekong Peo (2278mslm) a Kalpa (2960mslm), 58km

Lasciamo le nostre camere umidiccie e puzzolentine e partiamo verso le 9. Continuiamo a risalire il corso del fiume Baspa discendendo la strada tagliata nella roccia. Arrivati alla confluenza con lo Sutlej (o Satluj) giriamo a destra e riprendiamo il percorso interrotto ieri verso Rekong Peo dove bisogna ottenere i permessi per la zona di frontiera: moduli, timbri, fotografie ecc. Un modulo ci chiede di indicare quali persone "ci conoscono bene". Ci devo pensare un po', non credo di conoscermi bene neanche io, figuriamoci altri. Poi ho scritto qualche nome di amico, così a caso, non credo mai nessuno li disturberà per conoscermi meglio! Poi fotocopie del passaporto e del visto, e quindi una bella foto digitale che il funzionario fa con cura a ciascuno di noi con la sua webcam fissata allo schermo del computer.





Fortunatamente non c'è molta gente a far la fila all'ufficio dei permessi. Una strana coppia attacca bottone, lei svizzera di Berna, tutta ripulitina, lui un costaricense n po' sinistro con un sorrisi forzato, finto, che cerca di essere simpatico ma, per me, non ci riesce. Anche una coppia di grassoni francesi aspetta il suo turno, e qualche moticiclista, oggi non passano più di una ventina di persone da qui. Anche il nostro aiuto cuoco nepalese, come tutti gli stranieri, deve fare la trafila nonostante sia residente in India da tempo. Meno male che non è pachistano o bengalese, o sarebbero stati guai, per i cittadini di quel paese sono richieste verifiche ancora più complicate, altri moduli, domande...

Letto, riletto, sottoscritto, firmato, controfirmato, dopo un'oretta siamo liberi di proseguire!

Visitiamo il tempio buddista in cima al paese. Il tempio è chiuso ma lo possiamo aprire noi stessi ed entrare. Non c'è molto, qualche stautetta insignificante ("è nuova!" le liquida Luisa) ed un paio di cataste di libri avvolti come d'uso in stoffe rosse e protetti da due tavolette di legno.

Interessanti incontri alla scuola elementare adiacente al grande Budda dorato situato accanto tempio, i bambini stanno pranzando, in maggioranza seduti per terra a gustarsi il pasto portato da casa in piccole scatolette di plastica o metallo. Tutti in uniforme con maglioncino rosso bordeaux. Si divertono a guardarsi nel display delle fotocamere digitali e soprattutto le bambine sono contentissime di posare per me!

Arriviamo verso le 15 dopo aver percorso gli ultimi km lungo una strada larga poco più delle nostre Toyota Qualis! A Kalpa e prendiamo possesso delle fetide camere dell'Hotel White Nest, da evitare! Non arriva neanche l'acqua corrente ma per oggi non ci sono alternative, almeno a sentire la nostra guida Puran, che però forse non si rende conto che sta scherzando con la sua mancia a portarci in queste topaie...

Usciamo alle 16 e visitiamo il paesino in lungo ed in largo. Il villaggio è carino, qualche bella casa di legno. C'è anche un tempio induista dove un falegname lavora alacremente al restauro. Alcuni buffi bassorilievi erotici attirano l'attenzione vicino al portone di ingresso del tempio. Una ridente signorina locale pesta albicocche in un catino, forse per fare una confettura? Lì vicino entriamo in una casa comunale dovo sono assembrati una decina di locali, le donne ci offrono il tè, c'è un'atmosfera calorosa, peccato che la barriera linguistica limiti il contatto a pochi convenevoli. Ci sono quattro generazioni di donne tutte insieme.

Tutt'intorno poca gente, nessun fedele in preghiera nel tempio. Da qui si vede, anzi si dovrebbe vedere, il Kinner Kailash anche se la vetta è coperta, Gianni è disperato! Infatti questo è uno dei motivi principali per cui ha deciso di intraprendere questo viaggio!

In un tempio buddista molto vissuto alcune donne spennellano strisce di carta stampata di mantra con una specie di colla trasparente, forse per preservarle meglio. Sull'uscio un paio di ragazze sulla trentina cuciono quelli che sembrano paramenti cerimoniali.

Serata tranquilla, cena e a letto presto, non c'è niente da fare qui, all'imbrunire il villaggio si spegne, non si può neanche camminare perché non si vede assolutamente nulla!

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