29 September 2016

Changsha theater





Street theater performance downtown Changsha.

27 September 2016

Bus ride to Changsha and a dip in a pool

Morning packing in our room. It's a grey dull sky, not conducive to one last effort to do more sight-seeing. Last great breakfast buffet at the hotel. Pork bites and taro is my favorite.

At 3pm we board a two-level bus to Changsha. No staff is around to help stow our bags in the hold. Or I should say there was quite a few staff around, but no one thought of the possibility of helping passengers, some of whom were older travelers. Once we are done we can climb to the top level for a better view.

The bus was almost empty. The seats were quite comfortable and so was the temperature, though the aircon unit was noisier than might have been hoped. We left on time and I began to enjoy the rolling Hunanese landscape careening in front of the window as the driver kept a crispy, almost hurried pace.

After a short drive in Wulingyuan, the town near the Zhangjiajie park, the bus stops to pick up some packages for delivery to Changsha. The driver takes some cash from someone who is clearly the sender of the package but issues no receipt. Maybe it's an extra income on the side...

The highway smooth and clean, like many in China these days. I can't stop admiring the amazing work that's been done for the national transportation infrastructure over the last few decades. The fields seem to be mostly in good shape, industrious farmers at work. The small urban areas we encounter are not exactly charming, with lots of grey concrete and houses with no character, but I suppose they probably took the place of muddy huts with no running water, and if so it is an improvement.

Lots of unfinished construction along the way and no one is working on almost any of the sites that pan in view of our windows. Some buildings look like they could become pretty smart condominiums if they ever make it to completion. I have read that there has been a boom of construction in parts of China in recent years, a rush to buy property, and this created a bubble that might be about to burst. Many Chinese today seem to believe, like many Italians did in the past until they got burned, that real estate never goes down. I hope not as we have just finalized the purchase of our family apartment in Guiyang!

The taxi stand at the Changsha West Station too crowded, Lifang decides to go for a taxi. This driver comes forward and talks to her and offers to take us, but after we load our bags in his trunk he refuses to go by meter and asks for 60 Rmb )about 9 euros) to take us to our hotel, the Intercontinental. Lifang thinks it is a rip-off and she must be right. We choose another one and he takes us down to his "brother" at the proper taxi stand. He was obviously a scout who hoped for a cut from taxi drivers to whom he brought business. The new driver accepted to go by the meter then as we go Lifang notices the meter running too fast, it is already way past 60 Rmb and we are not even close to our destination, it must have been tricked. Lifang is furious and after a long discussion whose exact content I can only guess, he agrees to a flat fee of 50 Rmb.

We can finally check-in at the Hotel Intercontinental, and are pleased to learn that they have decided to add free breakfast for free to our reservation. We were tired and really wished for an hour or two in the spa or pool, and smiled when they told us it was open until 1:00am. However, after rushing to drop our bags in the room and change, it was 11pm, the pool was just closing down. The lady at the spa reception smiled but said there was nothing to be done. Well, she might have been right under normal circumstances, but Lifang is not one to take no for an answer. Not when she'd been promised a dip in the pool after a long and tiring bus ride.

In the end, the director shows up and they open the pool just for us! They are clearly trying to impress, and they certainly did.


26 September 2016

Zhangjiajie and Tianmenshan

Partiamo tardi. Ancora più tardi del solito! Lifang non sta benissimo, abbiamo quasi rinunciato alla gita ma poi siamo partiti comunque alle 14. Autobus verso la montagna di Tianmenshan, la "montagna della porta del cielo" drammatici paesaggi di picchi  acuminati che si stagliano sulle lussureggianti foreste verde scuro. Anche se oggi il cielo della "porta del cielo" è coperto, i colori attenuati, quasi una visione in bianco e nero ma comunque affascinante.


Lunga fila per prendere la cabinovia, 256 Rmb il biglietto di ieri del "Peak" di Zhangjiajie non vale. Una volta in cima comincia una lunga camminata in mezzo alle montagne, letteralmente! Spericolati camminamenti in vetro spesso qualche centimetro sono attaccati con staffe di metallo alla roccia. Si infilano le scarpe in apposite  galosce per non graffiare il vetro e via lungo il costone della montagna, in posti che normalmente sarebbero accessibili solo a uccelli e qualche lucertola.

Mi sento un alpinista ardito, ma invece che piccozza e imbragatura ho solo la mia macchina fotografica e posso camminare facilmente. Il fatto che fortunatamente non soffro di vertigini aiuta, perché guardando in basso, attraverso il vetro, la vista è da paura!

In un'altra parte del parco i sentieri sono sempre appesi alla parete ma fatti di cemento, meno impressionanti ma ugualmente scenografici.

Un ascensore di vetro che sale e scende lungo la parete a picco ci aiuta negli spostamenti ed aggiunge un ulteriore tocco di iperbole al ricordo del pomeriggio.

Siamo gli ultimi ad andare via, le guardie ci scortano fino all'uscita. L'ultimo bus ci deve aspettare, gli altri sono abbastanza scocciati, e li capisco. Cerchiamo di essere gentili e scusarci ma senza molto successo. Mi dispiace far aspettare, ancora di più che aspettare io stesso. Cercheremo di evitare in futuro.




La sera a cena al ristorante "Xiangsi" (estern Hunan)  con una bella terrazza ma illuminazione al neon un po' tristanzuola. Tofu e cavolo cinese in zuppa, rana piccante, rapa piccante. Beviamo "vino" di riso, deve essere un distillato perché fa 32 gradi di alcol! Lo vendono al kilo! Dobbiamo parlarci un po' per convincerli che a noi due ne bastano, e avanzano, 250 grammi per la cena...

24 September 2016

Depart to Zhangjiajie

Oggi ci spostiamo su Zhangjiajie, il secondo polo turistico della provincia dell'Hunan. Decidiamo di prendere un'auto privata invece che affidarci ai mezzi pubblici, che avrebbero tempi lunghi e non ci porterebbero fino all'albergo che abbiamo prenotato. Sarebbe comunque necessario un taxi, quindi prenotiamo un Didi, l'Uber cinese. Una startup cresciuta rapidamente con ingenti finanziamenti, nazionali ed esteri. Anche Apple ha investito in Didi.

Anzi per essere precisi l'ex Uber cinese: proprio poche settimane fa l'azienda americana infatti ha venduto la sua branca americana, Uber China, a Didi, per 35 miliardi di dollari. Non in contanti ma in cambio di una compartecipazione, e Didi ha a sua volta ottenuto una piccola quota di Uber. Il tutto, pare, perché Uber perdeva soldi anche se sperava in una crescita a medio termine ed anche per pressione politica. Al partito non piace un'azienda straniera che sia venuta a conquistare un mercato immenso come quello dei taxi in Cina. Comunque alla fine tutti contenti, più o meno, Uber continua a far soldi con le sue azioni di questa società ex concorrente destinata a dominare il mercato più grande del mondo.

Didi adesso spopola: la usano tutti, si prenota e si paga come con un'app, proprio come Uber, si paga con Alipay o Wechatpay. Sono arrivati dopo ma hanno copiato bene. Adesso sta nascendo un universo informatico cinese,  spero non sarà staccato da quello del resto del mondo, sarebbe un peccato per tutti.

Per ridurre i costi accettiamo di condividere l'auto con una coppia cinese che va nella nostra stessa direzione. Il tutto organizzato da Xiao Tao (Piccola Onda) un simpatico ragazzone che abbiamo conosciuto ieri assieme alla sua ragazza durante il giro in barca. Non abbiamo lingue in comune, neanche mezza, ma comunichiamo! Credo che abbia negoziato una tariffa non ufficiale con un autista Didi, senza passare per la app, non so bene come, forse ha prenotato e poi cancellato, non faccio troppe domande.

Ce la caviamo con 268Rmb, o almeno così pensavamo. L'autista all'inizio è gentile, ci ha persino portato una bottiglia d'acqua a testa, e ci aiuta a caricare i bagagli, cosa non scontata in Cina. (O a Londra dove vivo: i Black Cab drivers sono carissimi e non staccano le chiappe dal sedile per aiutare con i bagagli neanche morti!)

La corsa è piuttosto scomoda, anche se ho avuto la fortuna di sedere davanti, accanto all'autista. Abbiamo tutti borse e bagagli tra le gambe, in braccio, persino dietro la testa di quelli seduti dietro. I due cinesi per fortuna parlano poco, sono presi con i loro telefonini a chattare con chissà chi, ma sono di stazza . Autostrada ottima, liscia e pulita. Si paga pedaggio, c'è un botteghino giusto fuori dalla città di Fenghuang. Accanto al quale svetta un enorme poster di Xi Jinping che esorta il popolo a costruire il socialismo, o qualcosa del genere, siamo partiti troppo in fretta perché mia moglie potesse tradurmelo. Ne vedremo altri. Uno recita "Everyone helps build and manage our home. A canyon of culture in Xianxi (un altro nome della provincia di Hunan)." Culto della personalità in fieri forse?

Arrivati in periferia di Zhangjiajie le due ragazze scendono, credo siano arrivate o prenderanno un bus. E lui si rifiuta di andare oltre. Noi siamo ancora ad almeno 45 minuti dal nostro albergo, fa caldo, abbiamo un bel po' di bagagli. Non capiamo, avevamo concordato 268 Rmb (sempre una cifra che finisce in 8, porta fortuna...) ma adesso vuole di più. Non ho ovviamente capito nulla della discussione tra lui e mia moglie, ma so che dopo qualche minuto eravamo da soli, io e lei, sul marciapiede, in mezzo ad una campagna, sotto un sole a picco. Non abbiamo pagato l'autista ovviamente. Non so come abbia fatto con Didi, la corsa è registrata sulla app. Comunque non importa, adesso dobbiamo trovare un'altra auto. Per fortuna l'app di Didi funziona bene e troviamo un'altra auto, 90Rmb e siamo in albergo!

Bagno ristoratore in piscina del Pullmann Hotel, la multinazionale è arrivata qui ma ha mantenuto il carattere cinese di questo albergo. Sul bordo della piscina leggo  "No Rough and Tumble and wear a swimming cap"!


18 September 2016

Pre-wedding photo selection

Main activity of today is selecting our pre-wedding photos for including in our albums. These will be beautiful productions with large prints on sturdy photographic paper and glass covers.

Again, while I have a genuinely good time choosing pictures, most other couples seem to take this task so seriously that it looks like it is more stressful than fun for them. Especially for the women, who it seems are hardly ever satisfied with the way they appear in the photos.

The men are unsurprisingly much more accommodating and after four hours I am quite ready to leave. I am also hungry. But I understand this is a very important milestone in our wedding and the photos will stay with us forever, and so it must be done right. I leave it to my wife to choose most of the photos. She is very keen and has a better eye than I do at picking the best.

In the evening we are exhausted, and a well deserved massage in the Pullman hotel spa ( 1h30 for CNY 880) concludes the day. The room is luxuriously appointed, with wooden panels and soft lightings. Mellow music in the background completes the scene while we undress and take our position on the two parallel beds. The two masseuses arrive after a few minutes and begin a heavenly session of oily massage that is perfect, not too hard not too soft on the body, just right.