20 August 2010

9° g - 20 AGO: Nako - Tabo (3260 mslm), 89km

Partiamo verso le 8.30 ma dopo pochi chilometri ci dobbiamo fermare perché una frana blocca la strada. L'acqua che viene giù dai ghiacciai taglia la strada con allegri ruscelletti. Le auto affondano con tutte le ruote nell'acqua prima di passare. Ancora strade scassate, frane, allagamenti. Le auto fanno un po' di fatica ad attraversare i punti più allagati. Sosta a Changlo per visita al monastero di monache. Nuovo e ben fatto. Statuette fatte di tsampa e molte statue antiche custodite in bacheche di vetro.

Oggi lasciamo il Kinnaur per entrare nello Spiti, vedi cartine qui.

Arriviamo a Tabo verso mezzogiorno, piove e le sale del vecchio monastero sono chiuse, dovremo aspettare fino al pomeriggio per visitarle. Pranzo nel refettorio del monastero antico, dove dormiamo in piccole celle con bagni in comune. Ambienti però molto sporchi, non si capisce perché debbano prestare così scarsa attenzione all'igiene. Dopo pranzo, metre aspettiamo che i monaci ci conducano nel monastero vecchio, giro per il paesetto. I negozi aprono apposta per noi! Oggettistica varia, anche cose belle ma sparano prezzi spropositati a casaccio, ad ognuno di noi che va a chiedere un prezzo diverso! Non compriamo nulla.

Notiamo che qui non c'è elettricità se non quella delle lampadine alimentate dai pannelli solari sul tetto del monastero, non funziona neanche il telefono.

Nel pomeriggio giro dei gompa guidato da un monaco, molto interessanti come sempre gli affreschi. Quindi salita alle caverne trogloditiche dall'altra parte della strada, narrate da Tucci. Ne vale la pena anche per la vista sul paese e sul monastero.

Tornando al monastero a fine pomeriggio incontriamo alcuni bambini per strada e faccio molte foto che poi gli spedirò. Atmosfera rilassata, sorrisi spontanei.

La sera cena nel refettorio del monastero, il nuostri autisti hanno preparato tutto praticamente al buio, non c'è elettricità ed hanno solo qualche candela. Gli affettati italiani fanno il giro del tavolo. Dopo cena chiacchiere con Francesco, Luisa e Gianni sul tetto del monastero, c'è la luna che riflette la sua debole luce sulle montagne e rapidamente disegna la sua parabola quotidiana nel cielo nero-blu, per nascondersi verso le 23 dietro alle montagne nere. Un ambiente di enorme suggestione.

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