23 August 2010

12° g - 23 AGO: Kungri – Kaza – Langza (4300 m) – Kaza (3680 m) km 86

La mattina presto un paio di monaci artisti stanno lavorando alle sculture sul tetto del gompa nuovo, modellano l'argilla e poi la dipongono di colori sgargianti. Partenza alle 8.30 e risalita del fiume Pin, spazi infiniti, costoni ripidissimi. Arriviamo presto a Kaza e prendiamo le camere poi a spasso fino a pranzo nel paese, dove c'è qualche negozietto di artigianato. Il paese non dice molto. Dall'albergo si attraversa uun fiumiciattolo saltando sui sassi che emergono dall'acqua, e si arriva al "centro", con negozietti e internet cafè. Rigagnoli di acqua e scarichi di fogne a cielo aperto, puzza notevole, anzi direi un certo schifo, anche perché non si capisce perché non puliscano, non ci vorrebbe molto...

Nel pomeriggio partenza per Langza, 20km di strada strettissima, senza parapetti, anche qui al limite della sicurezza. Qualche masso residuo di recenti frane qua e là; ad un certo punto parte una frana davanti a noi, l'autista si ferma preoccupato ma poi finisce tutto e proseguiamo, noi un po' preoccupati ma lui evidentemente abituato! Arriviamo alla fine a 4400 mslm dopo aver attraversato campi di piselli e patate, dove ci attende un altopiano sovrastato da un gompa ed un enorme Budda che guarda la montagna. Nel gompa alcuni dipinti notevolie statue nelle bacheche, ma sporchissimi, tenuti che peggio non si potrebbe. Niente foto qui :-((-

Paesaggi e monasteri cominciano ad essere ripetitivi, ma non stancano mai, ogni volta è una nuova emozione. Gianni, Riccardo e Francesco continuano a piedi fino a quota 4800, lascio una macchina ad aspettarli e con gli altri torno indietro a piedi. Dopo una mezz'ora incontriamo un contadino che ara un campo con un aratro primitivo tirato da due enormi yak. Un bimbo davanti agli yak li tira con una corda fissata a due anelli di metallo attaccati al naso degli animali che avanzano lentamente, ma con sicurezza, ansimando conla lingue che pende fuori dalla bocca. Gli chiedo se posso provare ad arare, no problem! Non avevo mai arato un campo in vita mia, che fatica!

Poi susuggerimento di Luisa passo la mia Nikon alla moglie del villico chiedendole in linguaggio di mani di farmi una fotografia. Mi guarda e ride, magari non ha mai preso una macchina fotografica in mano in vita sua. Comunque inquadra e scatta, e viene pure una foto carina!!

Stasera a cena ci danno montone, è la prima carne che ci propone il cuoco da che siamo in viaggio! C'è anche la birra, la "Zingaro", appena bevibile, molto peggio della Kingfisher che si trova dappertutto in India, e per me che vengo dal Belgio certamente al limite della sopportabilità. Il grado alcolico indicato sulla bottiglia è " da 5.25% a 8.25%", un bel margine di errore non c'è che dire.

Dopo cena rientriamo in albergo nella città buia come l'inchiostro, anche se la luna è quasi piena ma le fitte nuvole ne bloccano la luce, si fa fatica a non mettere i piedi in qualche canale di fogna scoperto! Un sacco di cani abbaiano senza pace, e continueranno tutta la notte, che palle!, disturbano molto la quiete di questi luoghi.

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