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19 October 2019

Arte ed ostriche a Chongqing

Visita al monumento della liberazione, una grande stele che commemora le vittime della guerra contro il Giappone. Chongqing era la capitale cinese provvisoria durante la guerra.

SI trova a Times Square, con un grattacielo copia molto approssimativa del Chrysler Building di New York! Ovunque Cartelloni elettronici di pubblicità come nella Time Square originale.

Marche superbrands, Giorgio Armani, Longines, Rolex di fronte al negozio un tipo si avvicina e mi chiede con grande naturalezza se sono interessato a comprare dei Rolex finti a prezzi molto convenienti.

Pranzo in un food court non so come tradurre, ma è una zona che assomiglia ad un mercato coperto con molti ristoranti che servono pietanze cotte al momento da piccole cucine. Per mangiare ci si sistema su tavolate comuni a tutti i ristoranti, spesso condividendo tavola e sedie con perfetti sconosciuti.

Anche un negozio di Apple computers è praticamente una fotocopia di quello di New York, solo che qui sta accanto ad una grande fioriera che commemora i 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, con tanto di bandiera rossa e stellette, che a New York mancano!

Mangiamo ottimo pollo con ortaggi e riso. Poi Lifang trova una specialità: ostriche grigliate in salsetta piccante (dopo tutto siamo in Sichuan!) che dopo aver superato una prima ritrosia si sono rivelate squisite.

Museo delle Belle Arti, edificio rosso molto moderno, circondato da giardini on famiglie che giocano e un paio di signori di mezza età che corrono. Panchine di pietra, Lifang si fa una siesta mentre io guardo il mondo che mi passa davanti.

Nel museo, gratuito, due piani di quadri di autori di Chongqing e di Taiwan. Chissà perché questo gemellaggio, fra l'altro in un momento politicamente delicato per i rapporti "tra le due parti dello stretto" come si dice in termini diplomatici. Misto di quadri moderni, anche astratti, e soggetti più classici e politici, come soldati comunisti che liberano il paese.

Andiamo a piedi verso Hongyadong, non ci orientiamo e il mio navigatore Google Maps sul telefono non funziona perché Google è censurata in Cina. Il navigatore di Lifang non ci indica la strada giusta ma ogni volta che chiediamo indicazioni cercano di venderti qualcosa, un tour organizzato, un pranzo, persino un guardia della sicurezza stradale!

Ci arriviamo dopo un po’ di tentativi, troppa gente, troppo commerciale, ha perso il fascino che aveva una volta. Comunque restano alcuni scorci interessanti, soprattutto la sera quando si accendono le luci gialle sui tetti, che creano un'atmosfera antica.

Strapaghiamo un cocktail in un bar che però offre una vista strepitosa sullo Yangtse dalla terrazza di legno.



Il bar ha anche un utilissimo bagno, le due porte del quale (uomini e donne) sono indicate da un segnale speciale: una pipa per gli uomini e due orecchini per le donne. A ognuno il suo.

Ancora due passi dopo il bar. Lungo una scalinata che si arrampica su per il ripido pendio sulla riva destra del fiume vedo molti pezzi di carta attaccati al muro, con una descrizione e numero di telefono per contatto. Mi spiega Lifang che si tratta di annunci matrimoniali, attaccati dai genitori di celibi e nubili, che decantano le qualità della prole e specificano le caratteristiche ricercate per eventuali futuri coniugi.

Noto un curioso cartello lungo la stessa scalinata, vicino ad un idrante: "In caso di incendio non usare l'equipaggiamento anti-incendio". Mmmmhhh...

Torniamo a casa in metropolitana, pulita, veloce e con frequenti treni che portano in tutta la città. Accanto alla stazione di Shapingba vicino casa un Carrefour ed un supermercato cinese, si chiama Bravo, che mi ripropongo di andare a visitare.

17 February 2019

Fruit market and calligraphy exhibition

In the morning we walked to the flower market, just opposite the jade market I visited last week.

Some European food for sale, interesting to see prosciutto, salami and mortadella from Italy, and Iberico from Spain.



Lots of flowers but also wood carvings, tableware, exotic (for me) fruits.

Afterward, it was time to head back to the Sun Yat-Sen memorial for the calligraphy exhibition we heard about would be taking place today.



As we arrive we are welcomed by a lively scene of families, elderly people, some with their carers,

A whole huge room of the memorial is reserved for this event.
first children, then high school students followed by professors and finally masters. It is amazing to see all this talent pooled together to honor and perpetuate the ancient art of Chinese calligraphy.

At 5 o'clock sharp the staff start packing everything up, seats tables...

As I see some blank paper, a brush and an inkpot that have not been packed away yet, I call my wife and she paints my Chinese name on a white scroll in beautiful calligraphy!

In addition to local calligraphers, there are many participants from Japan and the United States.

As we are about to leave we met Mr. Zheng, a slim and tall Chinese who was born in Malaysia but emigrated to California in 1980. He is an active member of the American Association for calligraphy...

His main hobby however is painting and he's also been performing Peking opera for over 30 years.

His brother lives in London, his sister in Australia but his 98-years-old mother is still in Malaysia. They try to get all together with her as often as possible!

Before parting ways he wants to take a picture together, then the official photographer of the event comes up and wants to shoot us too, what an honor!

16 February 2019

CKS Memorial and stroll around Taipei

CKS Memorial
Visit to an important landmark of the city of Taipei, whatever you think of the history behind the man.

The most obviously awesome sight is the change of the guard in front of the huge statue of CKS sitting between flags of the Republic of China. It takes over ten minutes for the procedure to complete, and there always are lots of people watching.

A highly controversial man he was: the museum takes you through the various phases of his life, from a traditional Chinese background to world leader dealing with Churchill and Roosevelt.

His father died when he was very young and he grew up attached to his mother.

He was married off to his first wife at age 14! Much later he met Soong Meili, the woman of his life..... but still had a concubine in traditional Chinese royal fashion!

CKS car


The exhibition lavishes praise on him but I would not say there is a
cult of personality. his political and military failures and defeats are also covered in text and photos.

There are other art exhibitions in the mausoleum, one about Andy Worhol and another by YawaiMeika, a young (born 1990) lady painter who belongs to an aboriginal tribe in Taiwan.

We also try our luck at the concert hall and theater but there is not much going on, the next concert is in a week's time! perhaps because of the New year celebrations, oh well.

A pleasant walk around the mausoleum, lots of people walking around, children playing, elderly watching on wheelchairs, it is a weekend family day out despite a cloudy and windy day. Many exotic plants, the grapefruit flowers gift us the most intense scent of the afternoon.

Lunch at a simple but friendly eatery just outside the memorial complex, Steamed chicken, pork intestines. Shared formica tables, paper napkins and metal chopsticks which I don't really like, too slippery. I later noticed packs of single-use wooden chopsticks but they are for takeout clients. As I was thinking to ask for permission to use them a Deliveroo driver came by to pick up an order.

pork intestines


On the way to the hotel, past lots of lit paper balloons for CNY,  a well-deserved foot and body massage, a popular feature of central Taipei, 1200 ntd, 1 hour foot and 1 hour body.


15 February 2019

National Palace Museum and Shilin night Market

Per la terza volta al National Palace Museum di Taipei. Mai abbastanza anche se certamente non c'è più l'effetto novità. Vero che le circa 700.000 opere delle collezioni imperiali sono esposte a rotazione (solo l’1% è visibile, il 99% sta negli scantinati) sono probabilmente diverse da quelle che ho visto nel 2002 e nel 2010. Non sono però in grado di ricordare, e tanto meno valutare, le differenze tra diversi capolavori.

Fa sempre impressione ricordare la storia di questa collezione. Per secoli a Pechino nella città proibita, poi portata via da Chiang Kai-shek in ritirata e trasportata a Taiwan quando i comunisti di Mao vinsero la guerra civile. C'erano molte più opere, ma i militari di Chiang non poterono portare via tutto. Alla fine comunque qualche migliaio di bauli sono adesso protetti nella motagna adiacente a Taipei, a prova di attacco nucleare!

Il possesso della collezione è vista, in sé, come una sorta di legittimazione del potere politico, per questo a Pechino sono così arrabbiati. Il direttore del museo che organizzò la prima esposizione è visto come una sorta di usurpatore, vilipeso quasi quanto Chiang. Molti a Taiwan pensano che sia un bene che le opere siano qui, avrebbero potuto essere distrutte durante la Rivoluzione Culturale di Mao.

Ottima audioguida multlingue, ma sono sorpreso che bisogni pagare in contanti, Taiwan dovrebbe essere all'avanguardia tecnologica ma invece no.

Nel museo i cartelli esplicativi sono in inglese e cinese, e anche traslitterati in Pinyin (il sistema inventato negli anni 50 in Cina e ora adottato in tutto il mondo) e Wade-Giles, il vecchio sistema della Cina imperiale.

C'è molta gente, soprattutto scolaresche, poi dopo le 5 tutto più calmo e ci possiamo godere le opere d'arte con calma.

Uber a Shilin in prima serata, il "mercato notturno" per antonomasia. Sicuramente un pochino turistico ma comunque interessante. Ci sono turisti ma anche molti locali.

Sauté di vongole, zuppa di costolette di maiale e poi ostriche e uova. Poi andando via siamo stati imbrogliati da una venditrice di frutta fresca. Ottimi prodotti ma prezzi triplicati rispetto agli altri mercati "normali" della città. Non era così quando ero venuto in passato, nel 2010 l'ultima volta, era più genuino!












Abbiam preferito un Uber, aspettanto qualche minuto, invece che prendere uno dei tanti taxi che aspettavano all'uscita del museo, perché TUTTI i tassisti erano incalliti fumatori e le auto puzzavano in modo indecente.

Qualche colpetto sulla app e mi arriva una email annunciando l'arrivo della macchina. Pulita e profumata. La cosa strana è che a Taiwan non è consentito lasciare una mancia agli autisti Uber, vai a capire.

14 February 2019

San Valentino a Taipei: pranzo e Sun Yatsen memorial

Avevo prenotato un pranzetto a sorpresa per la San Valentino, ristorante ad un piano altissimo del "Taipei 101", il grattacielo orgoglio della città. Lo avevo visto in costruzione già nel 2002, ci misero anni a finirlo ma ora è un centro di commercio, affari e attività culturali.

Arrivati alla base, vedo un uomo sulla sessantina solo, sta dimostrando di fronte all'ingresso del grattacielo. In una mano tiene un cartello giallo, con su scritto frasi di amicizia.

Nell'altra mano una bandiera cinese, della Repubblica Popolare della Cina (RPC). Ci parlo, mi dice che i suoi concittadini trattano male i "mainlanders", cioè i cinesi della RPC, che invece lui li vuol far sentire benvenuti a Taiwan, sono fratelli. Però non se lo fila nessuno. Lo ignorano.

Ma ovviamente è libero di dimostrare i suoi sentimenti, cosa che non sarebbe mai possibile ad un cinese della RPC che volesse sventolare una bandiera di Taiwan nel bel mezzo di una delle principali piazze di Pechino.

View from Taipei 101


















Saliamo al piano per il pranzo, che si rivela discreto, ma il motivo principale di scegliere questo ristorante sarebbe stata la vista. Devo usare il condizionale passato perché il piani alti dell'imponente edificio sono completamente circondati dalle nuvole! Non si vede proprio nulla di nulla! Sarà per un'altra volta.

Dopo pranzo passeggiata fino al non lontano mausoleo a Sun Yat-sen, il padre della patria per la Cina moderna, venerato sia qui che a Pechino. Fu lui a creare la repubblica dalle ceneri dell'impero Qing, nel 1912.


















Un momento spettacolare è il cambio della guardia.
Leggiamo che l'architetto dell'edificio ebbe il suo da fare a convincere Chiang Kai-shek ad approvare un progetto moderno anche se richiamante motivi tradizionali cinesi. Il Generalissimo voleva un edificio nello stile imperiale Qing. Forse per mania di grandezza, forse perché pensava che la repubblica non sarebbe stato il destino della Cina.

Alla fine il progetto fu ispirato a tre principi: economia, praticità e semplicità. Che poi, si potrebbe argomentare, erano tre principi a cui la vita stessa di Sun era stata ispirata. Ed un certo desiderio di voler essere più vicini alla gente, in un'epoca in cui il feudalesimo imperiale faceva ancora parte della memoria di tanti.

Oggi il mausoleo è utilizzato per mille scopi: mostre artistiche, attività di associazioni, manifestazioni culturali. E naturalmente per tener viva la memoria di Sun, con l'enorme statua ed il cambio della guardia ad ogni ora del giorno.

Anziani in sedia a rotelle vengono accompagnati, chissà forse sono veterani dell'esercito di Chiang. Due milioni di cinesi, in buona parte soldati, vennero qui dopo la disfatta del 1949, quando Mao prese il potere a Pechino. Anche molti bambini. Sun è morto da quasi un secolo ma è ancora vivo.

13 February 2019

Taipei tour, food and baths


Giro guidato con Chen (non il suo vero nome) una guida di "Toursbylocals", un'originale agenzia che mette in contatto turisti e guide locali. 

Spesso queste non sono professionisti, ma persone che conoscono la propria città e desiderano presentarla ai visitatori nel migliore dei modi. Non sono professionisti, a volte sono pensionati.

Con Chen abbiamo parlato un po' di tutto nel corso della giornata. Ci racconta come i taiwanesi si autodefiniscono "locali", per distinguersi non solo dai cinesi della repubblica popolare (la "terra madre") ma anche da quelli che da lì sono venuti qui con Chiang Kai-shek e nei decenni a seguire.

In effetti, dopo la morte del dittatore, con il consolidarsi della democrazia a Taiwan, i "locali", precedentemente sottoposti ai cinesi, hanno cominciato a far valere le loro ragioni culturali, politiche ed economiche.

I "cinesi" vengono in gran parte, per il 70 percento dice Chen, dalla provincia del Fujian. Invece ci sono 16 tribu aborigene di Taiwan.

Adesso il partito DPP (Partito Popolare Democratico) ha rallentato molto i contatti con la Repubblica Popolare, e di conseguenza il turismo dei cinesi a Taiwan, che negli anni precedenti era costantemente cresciuto, è crollato. Lui è un ex militare, in pensione da qualche anno e gli piace portare in giro i turisti. Parla un ottimo inglese. 

Dice che fa fatica a far capire ai suoi figli che le loro due generazioni sono state fortunate a godere di 70 anni di pace. I figli lo danno per scontato, e sbagliano. Naturalmente è preoccupato dalla possibilità di un conflitto con la Cina, l'unica possibile minaccia per Taiwan nel contesto geopolitico attuale.

A Taiwan esiste un problema demografico, si fanno pochi figli, ben al di sotto della soglia minima, necessaria a mantenere il livello della popolazione, di 2.1 bambini per ogni donna. Di conseguenza la popolazione si riduce di numero e invecchia.

Arrivano fortunatamente immigrati dal sud-est asiatico, dall'Indonesia e dalle Filippine. Molti sono preparati, studiano anche il cinese prima di venire, per non trovarsi spiazzati.

Visitiamo il ponte sospeso di Jiufen, dove ci fanno salire al massimo in 100 persone alla volta.


Mangiamo un curioso frutto, un misto tra una mela e una banana!

Poi un frutto Sakyamuni, molto dolce (metti foto)

A seguire una "giada dell'amore", della quale si mangiano solo i semi, e con cui si fa una gelatina quasi liquida, da bere. Gusto di limone un po’ acido per bilanciare il quale si aggiunge, a piacere, zucchero di canna integrale.

Il piatto principale oggi sono 5 polpette assortite, di maiale, pesce, calamaro, manzo e bamboo, grigliate sulla carbonella in un bugigattolo tra i tanti che ci capitano davanti. Chen lo conosce e ce lo consiglia, quindi noi ovviamente ci accomodiamo. Lui è molto gentile, ci consiglia e ci serve.




 

Today is the day when the locals send a paper balloon, kept aloft with a small fire, and inscribed with their wishes, up into the air, I wonder where do they all go and if any of them ever started a fire!



We also visit a Japanese movie theater, opened in 1930s, then closed then open again when the director of Sad City won golden lion in Venice 1989.

It is an old-fashioned cinema, it reminds me of the theatre of Nuovo Cinema Paradiso the Oscar-winning film by Tornatore.

There is no toilet paper in bathroom, I asked lady guardian and she said they took paper rolls out because there are too many Koreans! I looked at her slightly perplexed... She said they use too much and throw it all over the place and also steal rolls! To be honest I find it hard to believe her, but then who knows. 





 





La prossima tappa della giornata è al museo dell'oro. Furono i giapponesi a iniziare l'estrazione in grande scala dell'oro, anche se i locali avevano sfruttato le mine per secoli. Ci fanno anche visitare la casa del direttore dei tempi dell'occupazione giapponese, mezzo secolo giusto dal 1895 alla fine della guerra mondiale, nel 1945. 

In bella vista c'è un lingotto che ci dicono essere il più grande del mondo, e non faccio fatica a crederci dato che pesa 220 kg. La regola è che si può toccare, accarezzare e fotografare attraverso due grandi buchi sulla bacheca. E chi riesce a sollevarlo può portarselo a casa!

Chiang, oltre ai tanti reperti del National Palace Museum, portò via da Pechino anche tanto oro, che ora fa parte delle riserve della banca centrale di Taiwan.

Non lontano dal museo aureo il nostro Chen ci vuol far sostare alle cosiddetta "Cascate d'oro". No, non sono d'oro, solo la roccia è giallognola per sedimenti minerali che fuoriescono dalle falde, ma comunque spettacolare!










La giornata finisce nella zona di Beitou, famosa per le terme. Prima però facciamo una passeggiata nel bel giardino antistante le terme. Flora lussureggiante, bacino d’acqua con pesci, insomma un vero giardino tradizionale cinese. Ci voleva, rilassante dopo il trambusto di oggi.

Il punto di forza è la prima biblioteca "verde" di Taiwan, aperta nel 2006, opera speciale perché usa pannelli solari per l'elettricità e acqua piovana per i bagni. Legno sostenibile e molta luce naturale durante il giorno, cosa non sempre riscontrabile nelle biblioteche tradizionali, che spesso sono buie e pesanti.

Finiamo la giornata in una delle terme di Beitou, anche se il nostro obiettivo di visitare la più vecchia salta perché è chiusa il mercoledì. Così ci accontentiamo della "Gold bathhouse", dove ci danno una stanza con vasca, aromi e idromassaggi per 90 minuti al prezzo di 1198 NTD, circa 35 euro.

Notare sempre il finale 8 nei prezzi cinesi, di buon auspicio. In questo caso di buon auspicio soprattutto per loro, è piuttosto caro rispetto alla media locale, e sono molto severi in viso quando ci dicono che se staremo oltre i 90 minuti ci sarà addebitato il tempo extra.

Comunque la saletta è accogliente, una bella vasca con capiente e luci soffuse. C’è anche una teiera con due tazze per un'infusione di erbe che nel contesto ...ci sta! Dalla finestra, stando a mollo nella vasca di acque sulfuree, si vede il giardino della biblioteca. Piove.

Quando usciamo abbiamo fame! Per fortuna ha smesso di piovere e possiamo fare due passi in direzione della stazione della metropolitana, decideremo poi se prendere un Uber, ma intanto buttiamo un occhio nei mille ristorantini che ci si propongono davanti. Alla fine decidiamo per una zuppa di noodles e maiale!



11 February 2019

Taipei Tianhou and Qingshui temples

Giornata dedicata ai templi, una parte così importante di Taipei. Per primo il tempio di Tianhou (la principessa del cielo) dedicato a Mazu. 

Il tempio è talmente seppellito in anonimi palazzoni moderni che quasi non si vede, anzi senza quasi, non si vede proprio se uno non lo cerca. Quando ci siamo arrivati non lo abbiamo neanche notato, mi credevo di aver sbagliato con il mio navigatore. Ma avendo notato su Googlemaps che c'era un importante tempio sulla nostra strada abbiamo cercato meglio.

Il tempio è talmente seppellito in anonimi palazzoni moderni che quasi non si vede, anzi senza quasi, non si vede proprio se uno non lo cerca. Noi stavamo andando altrove (vedi sotto) e confesso che lo abbiamo trovato solo quando ho aguzzato gli occhi, avendo notato su Googlemaps che c'era un importante tempio sulla nostra strada. 

Nello stesso edificio c'è un museo della moda, che per un attimo ci ha distratto ma poi abbiamo lasciato perdere.

Un posto dove si respira misticismo. Molte donne. 

Alcune offrono il tradizionale incenso, ma ce n'è un gruppo che canta preghiere.

 

 Dopo il museo acciuffiamo un rapido spuntino: zuppa di intestino di maiale, si chiama "lu rou fan" ed è molto tipica di Taiwan. Sapore agrodolce, consistenza morbida ma corposa.

Taipei si conferma il paradiso dello "street food", ma il meglio verrà più tardi.



Bangla Qingshui temple found by chance on my way to Bangka old street.


 

Infine Lunshan temple, bombes mosquitoes people escaped Buddha not hurt (to be completed)

Cena al mercato notturno di Huazi: jiao zi, raviolone al vapore con grasso di maiae e noccioline grattugiate e spolverato di coriandolo. E poi ... "deretani di gallina allo spiedo"! Ottimo, caldo e croccante, anche se c'è molta pelle del pollo, che il mio dottore mi ha detto di non mangiare se possibile, ma stasera il mio dottore non c'è e ho deciso che non glielo dirò!




10 February 2019

Taipei, Jade market and night food

It's a late morning wakeup, we are tired from our travels returning from Palau and need a good sleep.

As we leave our hotel in the cranky elevator I went to push the 1 button to get to the ground floor and noticed that there is no floor number 4. They skip from floor 3 to floor 5. 

This is because anything number 4 in China is bad luck, as the pronunciation of the number is similar to that of the character for "death".

I thought it was some kind of old superstition that only old people in villages believe, but no, it is here in one of the best hotels in the high-tech capital of modern Taiwan.

A short walk and we are out in the lazy Sunday traffic.

Trip to the Jade Market, which has become a bit touristy, a lot actually, but is still interesting. Open only on weekends from 10 to 6 in the evening.

Mostly jewels, lots of handicraft and even live anumals, like a few friendly parrots.

Many coins from the Qing dynasty are available, a souvenir full of history. Some may be fakes, but they are quite common and cheap, I don't think it would pay to mint fakes.

In the end I bought a pair of jade earrings from the Qing dynasty for my wife. They dynasty reigned for almost 300 years so it's hard to date the stuff, but it does not really matter.

The most interesting encounter is with a Tibetan couple who came to Taiwan 11 years ago. In broken English, they tell us their stories and show us their wares. They did not feel safe in Tibet and decided to leave, but it was not clear to me why they decided to come to Taiwan. I did not want to be intrusive and did not ask.

I bought a curiously intriguing red Buddha carved in I am not sure what. Maybe some resin or perhaps animal bone.

Funny that they only take cash everywhere in the market. I did not expect Taiwan to be so backward. In any similar market in China these days everyone, including illiterate farmers, would accept electronic payments.

Liaoning night food market for dinner. Taipei is famous for its night markets, again it can be a touristy experience but the food is good and generally cheap.

Tonight for me it's goose intestine with chili, ginger and spring onion. All washed down with cool local beer.


Followed by pig blood curd soup. Usually we have our soups first, but you can't really plan a meal at a night market in Taiwan, it depends what you stumble into first.




30 January 2019

Palau politics and passport

Palau is one of the fewer and fewer countries that still recognize Taiwan as the legitimate government of China, much to the chagrin of Beijing. And this despite the fact that Chinese tourists now provide a large amount of business. 

This is because, despite the above-mentioned policy, Chinese nationals can travel to Palau visa-free, which of course makes it a very attractive destination for a tropical vacation.

China recently tried to make the point that enough is enough, and made it more difficult for tour operators to organize trips to Palau. But there are still quite a few who do come, so much so that there are a number of Chinese restaurants in Koror which cater mostly to them.

Some of these Chinese settle in Palau, some try and become naturalized citizens. For one, foreigners can't buy land or businesses alone, they can only be only co-owners with a local Palauan partner.

Another reason is that a Palau passport is one of the most coveted ones in the region, as its proud owners can travel visa-free in 118 countries around the world, including the USA. Though a far cry from Japan's 190 visa-free destinations, it is much better than most. Chinese nationals can go to 74 countries visa-free. Taiwanese can travel to 148 countries, exactly twice as many.

I should be quite happy with Italy's 188 destinations, which puts my country at the n.5 spot in the world, after Japan with 191, Germany with 190, Singapore and South Korea with 189.

18 January 2019

Chinese tourists in Palau

Mrs Wan, who runs some restaurants and hotels in Palau, came over from Guangzhou some fifteen years ago with her husband. She speaks Cantonese and Mandarin but only basic English. Their kids grew up here in Palau and speak good English.

She takes a liking to us since we keep coming back every day for dinner and comes over to chat. We come back because the food is excellent, the price is fairly low and they come and pick us up from our hotel for free. And take us back after our meal. Oh, and because my wife is Chinese and there are no Italian restaurants in Koror. None that could be called that really. And not many good restaurants, period. Lots of hamburgers and junk food I am sorry to say.

Mrs Wang also gave us free food a couple of times: a delicious crab one day and fresh yellow fin tuna just caught by her cousin another evening.

She says business is slow these days because the numbers of Chinese tourists are down. In fact during a whole week we've only seen very few patrons in the restaurant, all of them Chinese, which is surprising since there are quite a few western tourists around. I guess they prefer hot dogs and hamburgers. Oh well.

The biggest table in the restaurant, a big one with a lazy Susan in the middle, is always that of Mrs Wan's family and their visiting friends!

She came to talk to us a few times. She says fewer Chinese come to Palau these days despite the allure of a not too far sunny tropical destination accessible visa-free, an unusual combination of attractive factors for the rising middle class of China. The reason, she explained, is that Palau recognizes the government of Taipei as the legitimate government of China, and not that in Beijing.

So Beijing has forbidden Chinese travel agencies to sell group tours to the country. Since most Chinese still prefer group organized travels this has had a major impact.

Tom, an American dive guide who has lived here for decades, would later explain to us that another reason for fewer Chinese is that Palau's government has withdrawn the license it had given to Chinese charter flights. The reason is that too many Chinese were flying over but not spending much money. They would stick to their tour operator's activities, eat at Chinese restaurants, even bring their own food from China. Tom said the Palau government would rather do without them and try to attract bigger spenders like Americans, Japanese, and Koreans as well as the relatively few European divers who make it all the way down here.

These days they are opening a new Chinese resort, Palau Royal Garden. Some fear Chinese intrusion into Palau, some politicians think they will use investment as a political tool. That is not inconceivable I suppose though people like Mrs. Wang are just hard-working entrepreneurs who go and find opportunity where they can find it in the world, just like the Chinese have always done.

11 August 2015

Film review: Three times (2005) di Hou Hsiao Hsien, ***

Taipei temple
Sinossi

Un film diviso in tre episodi in cui si riflette sulla impossibilita' dell'amore.

1911, Dadaocheng. il tempo della liberta'. il padrone di una piantagione di tè e suo figlio vogliono riscattare il contratto di una giovane cortigiana. avendo capito che la ragazza aspetta un bambino dal figlio, m. chang cerca di accelerare le trattative. la ragazza intanto diventa la concubina del padre e m. chang va in Giappone a raggiungere un rivoluzionario cinese in esilio.

1966, Kaohsiung. il tempo dell'amore. chen incontra may, che lavora in una sala da biliardo che lui frequenta con regolarita'. i due giovani giocano una partita insieme poco prima che lui parta per il servizio militare. durante un permesso, chen torna a trovarla ma lei sembra essere scomparsa.

2005, Taipei. il tempo della giovinezza. Jing e' epilettica e sta perdendo progressivamente la vista dall'occhio destro. abita con la madre e la nonna ed ha un'avventura con una donna, michy. Zhen lavora in un negozio di foto digitali ed abita con blue, la sua ragazza. quando lei scopre che lui la tradisce con Jing, diventa folle di rabbia. che futuro avranno questi quattro giovani? Almeno uno di loro potra' avere una vita serena?

Taipen night market

Recensione

Non il miglior film del regista di Taiwan Hou Hsiao-Hsien a mio parere. Parte con un ritmo difficile e stenta a decollare. È interessante la sequenza storica: la "prima volta" è il 1966, la seconda è il 1911 (si parla dialetto Hokkien sotto occupazione coloniale giapponese) e la terza nella moderna Taiwan degli anni sessanta del XX secolo (si parla mandarino).


Ho trovato difficile entrare nel film, ma penso sia comunque utile a capire alcuni aspetti della storia di Taiwan, questa isola cinese che da oltre un secolo è separata dalla madrepatria.














15 September 2012

Book review: Andrew Zimmern visits Taiwan (2009) by Andrew Zimmern, *

making dim sum in a Taipei restaurant

Synopsis

One chapter of a book about the author traveling around the world to try different foods. This chapter is about Taiwan, or so I thought when I bought it. In reality only half of it is about Taiwan and then only about dim sum.


Review


Disappointing. I bought it to learn about food in Taiwan, and all you get is one restaurant in Taipei he visited. One that is in all the guidebooks and that just about any foreign tourist will probably end up trying. I did too. It was very good, but did not need this audio-book. Anyway, the first half of the piece is about the author's food experiences trying Chinese food in New York!

Look elsewhere if you are interested in finding out more about Taiwanese food. Which, by the way, is absolutely excellent, possibly the best Chinese food in the world. Perhaps because in mainland China the rich traditions of Chinese food were repressed for decades during Maoism, though they are obviously nurtured again to their full, amazing variety.

You can buy this chapter about Taiwan as an audio-book or the whole book by clicking below.


making dim sum in a Taipei restaurant



02 June 2012

Film Review: Eat Drink Man Woman (1994), by Ang Lee, ****

Synopsis

This is not a movie to see on an empty stomach. Writer-director Ang Lee's 1994 Oscar nominee tells a family story about a chef and his three daughters through the meals the chef prepares and serves his family. This touching, dryly funny story of a family coping with personal lives and the way those lives intersect with the family relationships captures a shift in generations in Taipei. The father, a famous chef who has lost his taste buds, still cooks, though he draws no pleasure from eating. His daughters, meanwhile, deal with both the disappointments and surprises of daily living and the way their adult lives compare to the expectations the widowed father had for them. A subtle, amusing--and mouth-watering--comedy of impeccable manners. --Marshall Fine

Review

I found this Taiwanese movie exhilarating. As a lover of food, I was enchanted with the preparations of elaborate Chinese dishes. This is a movie about food, about life in Taiwan and about human nature.

I also found the movie to be an interesting picture into the daily life of a family in Taiwan, a fascinating island with a profound Chinese culture but also a society that has developed in a much different way compared to the mainland.

31 May 2012

Film review: The Wedding Banquet, (1993), by Ang Lee, ****

Synopsis
Dig in! This "funny and poignant comedy of manners" (The New York Times), directed and co-written by Oscar(r) nominee* Ang Lee (Sense and Sensibility), is an absolutely delicious feast! Winner of the Berlin Film Festival's prestigious Golden Bear, The Wedding Banquet is "top-notch comedy" (Leonard Maltin)! Successful New Yorker Wai Tung and his partner Simon are blissfully happy, except for one thing: Wai Tung's conservative Taiwanese parents are determined he find a nice girl to marry! To please them and get a tax break he arranges a sham marriage to Wei Wei, a sexy go-getter in need of a green card. But when his family swoops down for the extravaganza, Wai Tung would do well to remember that at a traditional Chinese wedding banquet, sexual repression takes the night off!

24 November 2011

Book Review: City of Sadness, by Bérénice Reynaud, ****

Synopsis
This work introduces the Western audience to the richness of New Taiwanese Cinema. It revisits a painful episode in Taiwanese history, creating an elliptical and impressionistic picture of Chiang Kai-shek's takeover of the island after the defeat of his Kuomintang army by Mao Zedong.

Review
This is a moving love story that serves as a conduit to illustrate the period right after WW II in Taiwan, when the Japanese colonial administration was replaced by the ruthless and corrupt rule of Chen Yi, a mainland administrator for Chiang Kai-shek. The infamous episode of 2/28/47 is the background against which the story is set.

Taiwan later became an extraordinary success story and today it is a thriving democracy, but the end of Japanese colonial rule did not start under the best auspices...

26 October 2011

Book Review: Formosa Betrayed, by George Kerr, *****

Island of Tatan, off Quemoy with Nationalist flag
By way of background...

"Our experience in Formosa is most enlightening. The Administration of the former Governor Chen Yi has alienated the people from the Central Government. Many were forced to feel that conditions under autocratic rule [Japan's rule] were preferable.

21 February 2010

Taipei: National Palace Museum, 101, Longshan temple

National Palace Museum
My morning is entirely devoted to the National Palace Museum. I was here eight years ago but I am just as excited today. The best museum for Chinese art in the world. The story is well known. Chiang kai-shek took about 20,000 trunks wirth of art from the imperial collection of the forbidden city when he had to leave Beijing during the civil war. All that stuff traveled around China, but when Chiang saw that he was losing to mao, he had his staff pack "only" about 7,000 trunks of the best items and shipped it over to Taiwan. This treasure is still a major bone of contention with Beijing, though in recent years there have been cooperation programs with museums in the mainland.

This is la crème de la crème of Chinese art, collected by emperors as far back as the Tang dynasty. Chiang had a nuclear bomb proof vault buil in a mountain next to Taipei and then, next to the mountain, this museum. The world is lucky that the stuff is here, or it would probably have been dstroyed during the cultural revolution in China. Today, only about one percent of the items are on display, and the Museum's staff rotates it ever so many months. Incredibly refined, pottery, ceramics, calligraphy, jewellery, jade, bronze...

I can see myself coming back here many, many times...

Leaving the Museum I head to the XXI symbol of pride of Taiwan, Taipei 101. When it was completed in 2004 it was the tallest building in the world, and it remained that until last month, when Burj Khalifa opened in Dubai. Taipei 101 is a controversial project. My friend S., who openly sympathizes for the independentist school of thought in Taiwan, says it was not really necessary and it was motly a trick by the Nationalists to impress an increasingly disillusioned electorate.

Taipei 101


Moving fast in 101 elevator
Be that as it may, it is still impressive. Inside, there is a slurpy food center in the basement. Then several floors of shopping mall, and what a shopping mall! Luxur brands from all over the world and a pleasant yet awe inspiring carousel of escalators, lifts, lights, and immense empty spaces that provide a welcoming and warm atmosphere.

At the top, it is cold and windy today. Not the best day to enjoy the landscape. I don't spend much time there, but again I must admit to being impressed: this time by the elevator, the fastest (at this time) in the world, going up and down at 17 meters per second without the slightest discomfort for the user. Well, may I should say the traveler, since it's over half a kilometer up from ground level!
Inside 101


An impressive 730 tons tuned mass damper is installed near the top to absorb shocks caused by wind or earthquakes.

tuned mass damper in 101
In the evening I went to the Longshan temple, where I spent some time looking at the faithful perform Buddhist ceremonies and giving offerings. It is a mystic atmosphere, welcoming and somewhat magic. Free CDs with Buddhist music ara available.
Longshan temple


20 February 2010

Taipei, Taiwan: Shilin night market

After eight years, I am back in Taiwan. Taipei fascinates me, a small capital city of a fiercely proud nation that wants to be a country. It is in fact a country, except the politics of the world don't allow it to call itself so.

I fly in from Hong Kong and check in my hotel in Da 'an. It's sort of late for a proper tour of the city so I opt to go to Shilin night market and have dinner on the go, and watch people.

It's a lively scene, the food available is beyond description, you can sit down at any of the countless stalls and have anything prepared for your as you wait. Actually, as you watch, it is done right there in front of your eyes.





Lots of games of skill around, people have fun, quietly, between a bite and a drink. I wish I had a month to come back every night and taste all of this tempting food!

There is people of all ages. Families with children playing around, adolescents on a date, older people savoring the atmosphere. A bustling yet serene night market.