16 August 2010

5° g - 16 Ago: Da Sarahan a Sangla (2680 mslm), 89km

La mattina presto andiamo ad assistere alla puja (preghiera) al tempio. Ancora a letto, alle 5, ne sentiamo la versione registrata che gracchia dagli altoparlanti posti in alto sulla torre. Poi, verso le 7, il richiamo di tamburi e piatti di ottone chiama i fedeli per la cerimonia vera e propria. Entrati nella torre e saliti al piano superiore vediamo un celebrante che agita un piattello con su cinque candele, quindi si mette a pulire per terra con una scopa di crine di cavallo. Infine serve una specie di riso soffiato ai fedeli e ci lava le mani con acqua. Il tutto alquanto mestamente, in silenzio.

Facciamo una semplice colazione, preparata come sarà sempre dai nostri nei locali del monastero, tè, chapati, miele. Quindi si parte per la valle dello Sutlej, paesaggi mozzafiato e strade a precipizio. Andatura molto lenta, sia per le frane, sia per le soste fotografiche.

Incontriamo varie dighe, l'India sta sbarrando un po' tutti i principali fiumi himalayani per produrre energia elettrica, di cui ha disperato bisogno. Ovviamente il paesaggio ne soffre, ma siamo un po' tutti d'accordo che il gioco vale la candela. In fondo è energia rinnovabile, sicura e pulita. E comunque le dighe scalfiscono solo in piccola parte la maestosità delle montagne e delle valli. Per ospitare gli operai e le loro famiglie si sta costruendo un'intera nuova città accanto alla diga.

[Aggiornamento 2013: i problemi dell'energia in India non sono risolti, ed il paese soffre del peggior black-out mai accaduto al mondo, con quasi 700 milioni di persone senza corrente elettrica.]

Pranziamo per strada, all'ombra di un albero su una curva a precipizio sul fiume Sutlej. Arrivati a Sangla nel primo pomeriggio andiamo in auto al tempio Bordhi Yashal e al Forte Mamru, vista eccezionale. Il Forte Mamru è un antico torrione in legno, ma è chiuso, adiacente ad un altrettanto antico tempietto.

Scendiamo fino al tempio Bering Nag, dove è appena finita una festa. Non ho il cappello e siccome per entrare bisogna coprirsi la testa prendo in prestito un maglione da Luisa e la mia pelata è protetta da sguardi indiscreti! All'interno gruppi rigorosamente separati di uomini e donne. Sono perlopiù seduti su lunghi gradoni che contornano il recinto del tempio. Preparano del cibo, sgranocchiano carne, pane (mi offrono una deliziosa piadina calda!) e dolci. Daranno poi a Puran, la nostra guida, un piattone di dolci per la nostra cena. I bambini sono a loro volta da un'altra parte, accuditi da alcune signore; scherzano e ridono in giro per i cortili del tempio.

Nel villaggio qualche incontro con curiosi locali, siamo praticamente gli unici turisti in città, qui siamo fuori dai circuiti più battuti. Case li legno fatiscenti ma aggraziate, spesso sostituite da nuove abitazioni in mattoni e cemento, alcune anche carine, altre molto meno!

Cerco di comprare un cappelletto tipico di qui, in lana colorata rossa e verde ma non ne trovo della mia taglia, ho un testone da 60 cm e non me ne entra neanche uno :-((

Qui ci sono solo cappelli di taglia 22 pollici (55 cm), come se tutti gli abitanti avessero la testa uguale! Ma il 22" mi sta appena in equilibrio sulla mia calotta cranica liscia e già abbronzata dopo pochi giorni di viaggio, non c'è speranza, mi volerebbe via subito! Devo rinunciare, pazienza, comunque il problema è meno grave di quello che devo affrontare quando cerco scarpe numero 39. Sono sempre le prime a finire, non se ne trovano mai ai saldi. Non capisco perché i produttori non lo abbiano capito e non ne aumentino la produzione. Io comprerei molte più scarpe se le trovassi! Vita grama per chi ha testa grossa e piedi piccoli...

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