29 August 2017

Film review: A United Kingdom (2016) by Amma Asante, *****

Synopsis

From director Amma Asante, starring David Oyelowo (Selma) and Rosamund Pike and set against the breath-taking backdrops of the African savannah and period London, A United Kingdom celebrates the inspiring real-life romance of Seretse Khama, King of Bechuanaland (modern Botswana), and Ruth Williams, the London office worker he married in 1948 in the face of fierce opposition from their families and the British and South African governments.


Review

A historical narrative of one sad page of the decline and fall of the British Empire after WW II. There are two levels to the story: a personal tale of love and a non-fiction account of the birth of a new African country.

Churchill is depicted for what he was: an anti-democratic imperialist, who would go back on his promises to try and salvage the decomposing British empire. But the prejudice of blacks against whites is displayed as well at length.

In the face of all these difficulties, it was a remarkable feat for the young leader to pull off a national reconciliation that would make Botswana a unique success story in post-colonial Africa. One of very few examples where the leaders who took over power from the colonial rulers actually improved their nation's lot and did not squander national resources for personal gain.

Highly recommended movie to understand a very special part of Africa.










11 August 2017

Xi'an easy visit and catching up

Late start for our first day visiting the town. We met Fang at our hotel and went to the old city walls. Today is spent mostly chatting and catching up with her, not really visiting the city. We reminisce about our time in London, and she tells us about her adjustment to her own home town, her job, her family.

You can walk all around it, but it would take a couple of hours at least, maybe more if you do not rush. I wish we had started earlier. Anyway, we have a good idea of the impressive fortifications of the ancient Chinese capital.

Most interesting museum, I am especially attracted to the gold statuettes. 

I remember when I came here in 1998 and the staff at the museum shop sold me a painting of Mulan. They wanted 1000 dollars, and I refused to even start a negotiation. Then, as I was making my way to the exit, they came after me and asked how much I was willing to pay. I hesitated, I said I could not make a reasonable offer. They insisted. They just wanted me to come up with a number. So I said "100 dollars", as the euro did not exist yet. And they said, faster than the blinking of an eye, "OK, it's yours". I always wondered about the provenance of that painting, which came with its own certificate but never knew and never will know more.

Dinner with street food in Muslim street, so many more tourists compared to 19 years ago. Lots of different food, especially lamb and seafood, notably grilled squid and crabs. Obviously not pork, it is still a Muslim street after all.

Lovely freshly squeezed juices of pomegranate, sugar cane, I prefer coconut.

10 August 2017

Rooftop garden, taxi, treno e volo per Xi'an

Stamattina vado sul tetto del nostro palazzo a vedere gli ortaggi ed erbe che i condomini coltivano in scatole di polistirolo espanso.

Aglio, cipolla, erba cipollina, melanzane e altre verdure che non so riconoscere. me le hanno pure spiegate ma sono troppo strane, la prossima volta prenderò appunti e fotografie più dettagliate. Per innaffiare riciclano l'acqua con cui hanno lavato i piatti, rifiuti e detersivo compresi. Molti proprietari ed inquilini sono originari delle campagne circostanti Guiyang, e l'origine contadina si fa sentire. Gli viene strano andare a comprare ortaggi al supermercato quando possono farseli da soli. 

Pur rispettando le usanze locali quando sono all'estero cerco di far capire che forse non è una buona idea. Va bene riciclare ma non per mangiarsi detersivi. A Roma si dice... "va a manga’ il sapone!" quando si vuol mandare a quel paese qualcuno, ma questo non gliel'ho detto.
Coscia di anatra

Dopo pranzo prendiamo un Didi per la stazione ferroviaria di Chenzhou Ovest. La conducente (una donna, per la prima volta!) è molto gentile, parla a bassa voce, ha un portamento elegante, viso rubicondo leggermente truccato e qualche gioiellino d'oro. 

L'auto, bianca e pulitissima, è di una marca cinese che non ho riconosciuto, solida, silenziosa, ben rifinita. Noto che ha una guida al limite dell'aggressivo, diciamo così che è chiaramente appassionata del suo lavoro. Mi sottolinea che le piace il cambio automatico, vuole essere avere il controllo assoluto della macchina in ogni fase di traffico.

Il suo stile di guida mi ricorda Roma: sta spesso in mezzo a due corsie, non si fa problemi di parlare al telefono mentre sorpassa. Ma almeno, a differenza dei romani, si ferma sempre ai semafori rossi e non si incavola con gli altri autisti.



Alla stazione piccola sosta al negozio di Shunhua, specializzato in parti di anatra leggermente piccante sottovuoto. Ogni volta i prezzi aumentano, e c'è sempre fila, sono spuntini ideali per il viaggio. Non credo siano il massimo del salutare ma sono buoni!

Poi l'ormai solito treno superveloce per Changsha, 300km e spicci all'ora, viaggiatori tutti rigorosamente tengono stretto il telefonino con il volume a palla, a giocare schizofrenici videogiochi o guardare video punteggiati di accese battaglie piuttosto che alterchi tra bellissimi attori di commedie romantiche.

Una volta arrivati nella capitale provinciale qualche minuto a piedi per prendere il trenino a levitazione magnetica che in una ventina di minuti ci porta all'aeroporto, e poi via in volo per Xi'an.

09 August 2017

Dim sum (jiao zi), e spa


Mattina a lavorare a casa, mi insegnano a preparare i ravioli al vapore, dim sum come termine generico o jiaozi questi in particolare. Sembra semplice quando guardo i miei familiari all'opera, ma poi tra il dire e il fare...


Dopo pranzo Ouyang, l'ex padrone di casa con cui abbiamo fatto amicizia, ci invita al suo centro di massaggi e spa preferito. Ci offre un trattamento completo, con massaggi alternati in acqua calda aromatizzata con un sacchetto di erbe e infusioni calde per idratare il corpo. Sublime! Le massaggiatrici sono evidentemente divertite dalla mia presenza, sono sicuramente il primo straniero che abbiano mai massaggiato. Forse il primo straniero che abbiano mai incontrato di persona. In questi anni non ne ho mai visti o sentiti a Guiyang.

08 August 2017

Mercato, supermercato e karaoke a Guiyang


Oggi torniamo al mercato n.2 a comprare carne. Andiamo subito dopo colazione, verso le 8, mia suocera si dice che si compra meglio ed anche io sono contento perché c'è più vita, meglio per osservare e fotografare.

Sulla strada verso il mercato, prima di arrivare alla zona dei banconi propriamente designata alla compravendita, sfiliamo davanti a decine di venditori informali, piccoli contadini delle campagne vicine che vengono a vendere i loro prodotti. Agricoltura di sussistenza che qualche volta regala troppo raccolto e allora perché non venderlo e racimolare qualche yuan in più? Si trova un po’ di tutto: fagioli, frutta secca assortita, ortaggi.

Lo fanno anche i miei suoceri, che sono bravissimi a coltivare la loro terra e producono regolarmente più di quanto consumiamo in famiglia. Dopo aver fatto un po’ di regali a vicini e parenti ne resta da vendere. Le arachidi in particolare, sono saporitissime, croccanti e fragranti, e vanno a ruba. 

Dopo gli ortaggi c'è il marciapiede del pollame. Galline, galli, anatre di tutte el taglie e colori, e un'infinità di uova.

Poi arriviamo al mercato vero e proprio, coperto. C'è anche la polizia a sorvegliare. Un ufficiale in uniforme si avvicina e mi dice con tono amichevole di non fotografarlo. In realtà non avevo nessuna intenzione e nessun interesse a farlo, molto più interessanti gli agricoltori e i loro prodotti.

Qui i protagonisti sono i macellai e i pescivendoli. Semplici banconi di legno, gran vociare delle contrattazioni e violenti colpi di mannaia che echeggiano da tutte le direzioni.

I pescivendoli, una minoranza, sono tutti provvisti di vasche di polistirolo piede di acqua in cui nuotano i pesci, tutti rigorosamente vivi. Sono anche attrezzati con piccole pompe elettriche che arieggiano l'acqua per fornire ossigeno alle branchie degli animali. Non ho visto neanche un pesce morto in vendita in tutto il mercato. Sono tutti pesci di acqua dolce, il mare è lontano. Maggioranza di pesci gatto, dai tipici baffoni, e tanti altri che non so riconoscere. Qualcuno vende lumache di fiume, chioccioline nere con delicato mollusco che si cucina al vapore o i padella con spezie.

La maggioranza dei commercianti sono macellai. I cinesi sono super carnivori, e soprattutto amano la carne di maiale. In cinese dire "carne" vuol dire carne di maiale. Un po’ come in Argentina dire "carne" vuol dire carne bovina. I macellai espongono la mercanzia in bella vista, su tavolacci di legno, senza refrigerazione e senza vetrine per proteggere dagli insetti e dalla polvere.


Un venditore di carne (suina quindi) è molto indaffarato con una fiamma a bruciare i peli dalla cotenna dell'animale. E poi da una scottata anche al lardo, lasciando una patina dorata sui tranci di grasso. Scena comune, l'ho vista anche in qualche supermercato. Non so perché non lo facciano prima di esporre la carne per la vendita al dettaglio, ma forse c'è un motivo.

Stavolta decidiamo per un'anatra. Viva, naturalmente. La scegliamo in una grande gabbia tra tante, a me sembrano tutte uguali. La pesano con una antica bilancia tradizionale a contrappeso.

Ce la macellano davanti a noi, tutto sommato in modo abbastanza rapido e incruento. Le piegano il collo a 180 gradi e la sgozzano, facendo fuoriuscire il sangue. Dopo poco l'uccello è esanime e viene preparato per la cottura: prima viene passata in acqua bollente e poi si spiuma; infine si tolgono le interiora, che però si mettono da parte e si mangiano fritte.



Poi in giretto al supermercato, dove mi soffermo al dipartimento camera da letto. Vendono le stuoie di vimini che in Cina sono usate d'estate al posto dei materassi. Ce l'abbiamo anche noi.

Quando siamo arrivati, qualche giorno fa, Lifang mi ha detto che suo fratello ci aveva preparato il letto. "Che carino," pensai, "arriviamo stanchi del viaggio e troviamo il letto fatto."

Fui stupito non poco, entrando in camera da letto, nel vedere due stuoie di vimini affiancate, con un lenzuolo piegato da una parte.

Ma allora dobbiamo farcelo noi il letto, pensai tra me e me, ma non dissi nulla. Ero un po’ deluso date le aspettative ma non era poi così grave. Invece mia moglie entra sorridente e mi dice compiacente: visto che bel letto fresco?

Materassi estivi cinesi


Al supermercato vado a curiosare al dipartimento dei vini e vedo molte etichette cinesi. Qualche nome conosciuto (Dynasty, Great Wall, Changyu, sono tra i principali produttori di vino in Cina) e molti mai sentiti prima e piuttosto bizzarri. Il mio preferito è il "Re Selvatico" (Wild King). Prezzi da supermercato, intorno a 30-50 Rmb la bottiglia, tra i 4 e i 7 euro circa, comunque non poco per le tasche cinesi.


La curiosità del giorno (per me, per loro è normale) sono i vassoi di zampe di gallina bollite. Uno spuntino prelibato. Devo dire che ho avuto la fortuna di assaggiarle varie volte e sono piacevoli, per esempio come aperitivo, invece delle olive e noccioline. Non si mangia molto, soprattutto si sgranocchia la cartilagine, ma piacevole.

Zampe di pollame bollite



Infine la lunga giornata prevede un'altra esperienza molto cinese. Veramente di origine giapponese, ma adesso adottata ovunque in Cina. Un gruppo di amici ha prenotato una stanzetta privata per noi. Siamo una mezza dozzina, conoscenti casuali e indiretti piuttosto che amici. Ma non fa molta differenza. Nella stanzetta buia tutti prendono posto, qualcuno beve, qualcuno fuma, nessuno parla! Il signor Zhang comincia: si avvicina ad uno schermo su cui appaiono immagini di cantanti, ne sceglie uno, si accomoda su un trespolo sistemato su di una piccola piattaforma che fa da palcoscenico e comincia a cantare. E fumare allo stesso tempo!

Intanto gli altri fanno tutti i fatti propri, soprattutto con il telefonino: chattano, fanno acquisti, chissà? Nessuno lo ascolta. Anzi no, lo ascolto io, per un po’, poi devo smettere perché le mie orecchie protestano alle stecche di Zhang!

Scegliamo una canzone




Dopo Zhang tocca ad un'altra "amica", che proprio non ha voce ma si impegna. Faccio uno sforzo per starla a guardare e farle capire che apprezzo il tentativo! Due altre amiche ballano una specie di imitazione-valzer. Non seguono il tempo e sono molto serie in viso, mi chiedono se si stiano divertendo.


Devo dire, con un pizzico di orgoglio, che la migliore voce della serata appartiene a mia moglie Lifang, che si esibisce per ultima ma proprio non c'è paragone con le altre! Ce ne andiamo a casa dopo un'oretta, Zhang ha insistito per offrire da bere anche se abbiamo poi bevuto tutti acqua, fa molto, troppo caldo per l'alcol!