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04 December 2019

09 November 2019

Gita intorno a Guiyang

Gran bella giornata di sole oggi. Decidiamo di portare Cindy a fare una passeggiata in campagna intorno a Guiyang.

Prendiamo un Didi (la compagnia concorrente di Uber, di cui ora Uber è uno dei principali azionisti dopo aver venduto loro le operazioni in Cina) e andiamo in un parco ad una quindicina di chilometri. Siccome siamo  in periferia l'autista chiede 5 rmb extra rispetto al tassametro, perché probabilmente dovrà tornare indietro vuoto. Non so se è consentito dalle regole, ma non vogliamo perdere tempo e la cifra  non è eccessiva, quindi accettiamo.

Prima cosa che ci si presenta in quello che doveva essere un parco fiorito? Una porcilaia in disuso! Però, interessante. Si avvicina un signore vuole che vuole farsi una foto con me, sono chiaramente lo spettacolo del giorno oggi!



Bel giro, Cindy è felice, scorrazza in lungo e in largo, non ne poteva più di stare nell'appartamento di Guiyang tutto il tempo con questo sole!

Dopo un po’ abbiamo fame e ci avviamo verso una costruzione con su scritto "Ristorante". Solo che non c'è nessuno, né personale né avventori. Stagione finita. Dopo qualche minuto esce una simpatica ragazza che dice di non poterci cucinare nulla ma se vogliamo cogliere dei mandarini nel loro campo siamo benvenuti.

Cosa che facciamo con grande divertimento, i mandarini sono buonissimi, ne buttiamo giù un bel po' durante la raccolta (con il permesso, anzi l'incoraggiamento dei padroni di casa!). Alla fine ne compriamo 3 chili. Anzi 6 jin come si dice qui, un jn è circa mezzo chilo. Dunque il prezzo è sempre proposto in jin: 4 rmb al jin.

(Tradizionalmente un jin era uguale a 604.79 grammi, non so perché, ed era diviso in 16 liang. Poi c'erano anche altri jin di vario peso a secondo del materiale che si voleva pesare! Oggi però la Cina ha adottato il sistema metrico e un jin vale 500 grammi, meno male che ci semplifica la vita!)

Continuiamo la scampagnata in un campo di fiori. In stagione si paga il biglietto per entrare, ma adesso siamo alla fine e si entra gratis. Fortunatamente ci sono ancora un sacco di fiori per il nostro godimento e le nostre fotografie!


In un laghetto adiacente una contadina o raccoglie molluschi dal fango, sono delle conchigliette a spirale tipo lumachine, di color grigio molto scuro, e sono ottime!



Infine prima di tornare a casa passiamo per una foresta di acacie, un'attrazione turistica della zona. Arrivano gruppi per vedere le foglie che diventano rosse ma in realtà sono ancora verdi, o quasi, sui rami. Lifang mi riferisce di signore dal Guandong che parlano cantonese che sono un pochino deluse. Non so perché, è una bella foresta di acacie, se vai a visitare una foresta di acacie che ti aspetti se non molti alberi di acacia? Qui ce ne sono a migliaia.

Cindy corre irrefrenabile in tutte le direzioni, vuole che la prenda e la faccia roteare in aria senza fine.

Facciamo fatica a trovare un Didi per tornare a casa, siamo abbastanza fuori. Ci preoccupiamo un po' perché comincia a far buio e anche un po' freschetto, non tanto per noi ma la bambina non è abituata ad avventure!

Poi troviamo un parcheggio e  vediamo un'auto con una coppia che sta per partire, ci avviciniamo e chiediamo un passaggio che gentilmente ci concedono. Due giovani simpatici, non parlano inglese ma ci scambiamo un po’ di convenevoli tramite Lifang. Avevamo chiesto di portarci ai margini della città per continuare a piedi, anche perché loro vanno da un'altra parte, ma gentilmente ci portano fino a casa.

Cena al nostro preferito ristorantino di quartiere, il "claypot rice" che serve solo riso cucinato in cocci su fornelli alimentati a mattoncini cilindrici di carbone sulla strada. Semplice e genuino, vera cucina locale.


14 October 2019

Hail a ride in Singapore

Grab is the local version of Uber. You download the app, add a credit card and you are good to go. But you have to be in Singapore to do it, can't activate it from abroad for some reason.

Uber was present in Singapore but sold its business to Grab in exchange for a 30% share in the company I was told. My driver tells me there are some 5,000 drivers as far as he knows, many like himself are part-time: have another full-time job and drive when they want to make an extra buck. Grab is top now, though an Indonesian company called Go-Jek provides competition. They are popular in Indonesia where they run lots of motorcycle taxis, but in Singapore, they are not allowed, only cars.

Fares are marginally cheaper than taxis but can't beat the convenience especially during rush hours or when it rains. Chinatown to the airport is SGD 26.

My driver is a typical Singaporean: half Chinese and half Malay on his father's side, half European and half Indian on his mother's side. Well maybe not so typical, most Singaporeans belong more clearly to one of the ethnicities which make up the cosmopolitan island. They keep to their food, their religions and their language, though of course everyone speaks English and feels equally Singaporean. He tells me mixed marriages are on the increase now.

05 October 2019

Partenza in bus per Changsha e arrivo a Chongqing

Partiamo alle 7 di mattina da casa, una rapida corsa in Didi e siamo alla stazione dei bus. Siamo costretti a prendere il bus per Changsha, da cui parte il volo per Chongqing, perché i comodissimi treni veloci sono pieni, è la settimana della festa nazionale, anniversario della fondazione della repubblica popolare, e tanti cinesi ne approfittano per andare a casa o in vacanza, non è restato che qualche posto in bus, e dobbiamo considerardi fortunati, Lifang ha controllato tre giorni fa, quando li abbiamo comprati, e dopo un'ora anche il bus era tutto esaurito!

Stazione nuova di zecca, pulita. Passiamo come di regola i bagagli ad una macchina di raggi X e, come sempre capita, sentiamo un sacco di BEEEEEEP, come quelli prima di noi e come quelli dopo di noi, ma l'impiegato in uniforme addetto al controllo non batte ciglio e fa passare tutti senza controllare nessun bagaglio.

Un passeggero in attesa si mette a fumare nel bel mezzo della sala proprio vicino al cartello che dice che è vietato. Arriva una bigliettaia e lo fa smettere ma altri se ne fregano e contunuano a fumare. A quel punto anche l'impiegata si arrende e nell'ampio salone a comincia a spandersi una lieve cortina fumogena.

Fila per salire sul bus, un vecchietto passa davanti a tutti i passeggeri in attesa di salire e prendere posto sul vecchio bus scalcagnato, Lifang lo ferma e gli intima di aspettare il suo turno ma lui insiste che deve salire perché ha fretta di partire! ... 😁

Anche qui un paio di persone fumano, compreso l'autista, però smettono quando partiamo. Dopo un'ora tra risaie e villaggi il bus scalcagnato ci deposita ad un grande incrocio e l'autista ci rassicura: in mezz'ora arriverà bus per changsha... Speriamo!

Viaggio verso changsha ma hanno annullato corsa diretta, solo 4 passeggeri. Quindi ci tocca andare a Liufengzhen e cambiare. Apettiamo una buona mezz'ora l'arrvo della coincidenza, non c'è niente e nessuno, stiamo al sole, seduti sulle valigie.
Lottare per la felicità del popolo e il risveglio della nazione

Combattere le tenebre per la stabilità



Grande poster davanti a noi: lottare per la felicità del popolo e il risveglio della nazione.

Secondo poster è biblico: "Combattere le tenebre per la stabilità".

La campagna dell'Hunan è tappezzata di piccoli appezzamenti, orti familiari. Nessuna economia di scala pare. Mezzi rudimentali, pochi investimenti in macchine ed infrastrutture.

Casette a due piani ovunque fino ad arrivo a Changsha.

Oggi fa un caldo torrido, i colori cielo e della terra sono sbiaditi.

La strada è buona e il traffico di media intensità fila liscio, l'autista del nostro bus è bravo.

Arriviamo all'aeroporto di Changsha e ci dirigiamo verso il terminal dei voli interni. A parte noto quello per "voli internazionali + Hong Kong + Taiwan + Macau" le parti della Cina che godono di uno status diverso e per andare ai quali occorre passare una vera e propria frontiera, controllo passaporti ecc.

Il volo Chongqing Airlines, parte del gruppo China Southern, niente di speciale. Arrivo a Chongqing in serata, bell'aeroporto, migliaia di taxi ad aspettare. Ne prendiamo uno ma non è molto gentile. Non lo sono mai, non aiutano con le valige, parlano poco, spesso fumano.

A Chongqing aeroporto grande e ordinato, pulito. Centinaia di taxi che aspettano clienti, partiamo e arriviamo a casa, in centro della megalopoli, in poco più di mezz'ora, traffico abbastanza intenso ma scorrevole. Lifang paga con WeChat (Of course, no cash we are Chinese) e siamo a casa.

Sistemati i bagagli scendiamo a cena. Vivremo per un mese in un quartiere abbastanza moderno, con molti negozi e ristoranti. Tra questi innumerevoli hot pot, la specialità del Sichuan di cui Chongqing fa culturalmente parte.

Grande padellone al centro del tavolo con brodo piccante o no, spesso entrambi in vaschette separate, in cui i commensali mettono pezzi di carne, pesce e verdure per cuocerli a loro piacimento.



22 September 2018

Train from Hangzhou to Chenzhou

Grey sky drizzling. We pack our stuff check out of the hotel and are off to station with an ever reliable didi car.

At the station we are welcomed by a very crowded waiting hall, lots of people going home for the mid-autumn day celebrations.

Lifang goes to get the tickets she has booked online while I wait in line to check-in. I've got all our suitcases and proceed with some difficulty. It's all the more difficult because the wheels of one suitcase are broken, so I have to drag it. But instead of helping me people try to jump the queue and get ahead of me. I manage to keep them behind me and make slow progress.

When she's back we go through to the waiting room a huge hall with thousands of people waiting for their train. From here batches of  travelers are admitted to the platform in the order of departure of their train.

Lifang manages to buy some bananas and processed duck meat for the trip, we've skipped lunch after all. I like the boneless duck bums especially!

The station is quite impressive. Electronic boards show the next 3 or 4 departing trains: red letters and numbers when you need to wait, yellow when you need to get ready and green when the gates (which look like those at the London subway) are open. We slip our tickets through and take the escalator down to the platform.

Then it's time to take position at the color-coded marks on the ground which indicate where each car will stop.

When the train arrives and stops with millimetric precision where it is supposed to stop I'm pleasantly surprised to see departing passengers patiently let arriving travelers off the train first!

We board and struggle to find a place to put our luggage, the aisle is so crowded.

We're off at 300+kmh through Zhejiang province toward Hunan. We barrel through fields of farms, many towns and cities where modern tall and thin residential buildings contrast with old traditional houses.

Too many screaming Chinese children on train, parents could do better to calm them down. Or not. Half the passengers are listening to their favorite TV program or playing a video game online, and not one of them is using earphones. the result is a somewhat less than enjoyable persistent monotonous and loud cacophony.

Once we get to Chenzhou we need a taxi (or Didi) to Guiyang. There is a taxi stand by the station, the fare is 100 Rmb. We try and get something cheaper but end up wasting time with an unofficial taxi before calling a Didi and getting home for dinner! Lesson learned: you may save a few Rmb by using unofficial and/or pooled transportation, but it's probably not worth the hassle!

14 September 2018

Treno per Suzhou

Oggi ce ne andiamo a Suzhou in treno.

Stazione nuova e ben organizzata, tranne che per i controlli di sicurezza, che sono organizzati qui, come in tutte le stazioni ferroviarie cinesi, e persino in molte stazioni della metropolitana delle grandi città, sul modello di quelli degli aeroporti.

Solo che a differenza di quelli degli aeroporti qui a Suzhou le guardie non prestano alcuna attenzione a quello che passa. La suoneria non scatta mai quando un passeggero che attraversa il cancelletto a rilevatore magnetico, nonostante non ci abbiano chiesto di toglierci le cinte o le scarpe, o di levare dalle tasche oggetti metallici. Anche i bagagli vengono infilati in una grande macchina a raggi X e qualcuno butta un occhio stanco sui monitor, ma nessun bagaglio viene controllato. Speriamo bene.

La novità oggi sono i massaggi automatici in sala l'attesa, 20 Rmb per 20 minuti su una comoda poltrona nera dentro alla quale si agitano meccanismi misteriosi che producono colpetti di piacevole pressione, a sorpresa, su varie parti del corpo, soprattutto schiena e gambe.

Ma sono i treni che sono impressionanti. Arrivano puntuali, a pochissimi minuti l'uno dall'altro, e all'avvicinamento di ogni convoglio il relativo numerino sul tabellone diventa prima giallo poi verde e via giù tutti al binario a mettersi in fila ordinata davanti al punto, preciso al centimetro, dove è indicato che ci saranno le porte quando il missile si sarà fermato.

All'arrivo prendiamo le camere nel bell'albergo Pan Pacific costruito nelle mura della città vecchia, fa parte dell'antica muraglia adesso, dormiamo dentro un pezzo di storia.



E poi via nel giardino/museo Pan con la torre di Ruiguang, adiacente, con la carta magnetica della stanza l'ingresso è gratuito. Tipico giardino cinese, rigorosamente dotato degli elementi essenziali che ogni giardino deve avere: uno o più ponti, una pagoda o a volta una struttura architettonica alternativa, una roccia con cascata d'acqua in un lago, (i pesci rossi nel lago sono un optional quasi obbligatorio) e molti fiori, tra i quali non manca mai il loto nel lago.













12 September 2018

Zhujiajiao, a "Venice" of China


Today we take the metro from Shanghai for this special village. Good system, the trains run frequently and are comfortable and, unlike the subway stations, are air-conditioned. The ticket one way is 8 Rmb (1 euro) for a longish ride, I did not keep track of time but maybe one hour.

Comfortable and fast ride, only waited a few minutes, trains are quite frequent. One reason the trains are comfortable is that the A/C works well, which cannot be said for the stations where it feels a bit sticky.

While we wait for the trains I notice some lines on the platform, which mark the place where people should stand in a queue to board, after having let passengers get off first. The train comes to a gentle halt a few seconds after a polite voice announces its arrival  in Chinese and English - but it does not say "mind the gap!" No one stays in line, most people rush for the door without worrying about passengers who try to get off. I recall much more disciplined tube riders in Singapore and Hong Kong...

Zhangjiajie is a small village which now lives of tourism, there are myriad restaurants and souvenir shops everywhere, but it does still have a charming atmosphere. And lots of canals, for which is it often referred to as the "Venice of China" One of the Venices of China actually, the most well-known one is Suzhou. How come every town in the world with a few canals has to call itself "Venice"?? Anyway, true to its nickname, there are no cars, not even bikes; just canals and stone bridges.

When we get out of the subway station it's just a short walk to the old village, but an entrepreneurial middle-aged man approached us and offers a ride on his tricycle to "the heart of the town". He expects a tip of course, but this is much less than the cost of the ticket we would have to pay to enter the historic center of town, an attraction in and of itself.

The first thing I notice once we are on our own is gondolas. They are not nearly as elaborate and impressive as those in the real Venice, but still, they do take tourists around the canals for a picturesque view of the village from the water. For a fee of 80 Rmb per boat, not per person, we get less than 10 minutes, a rip-off as bad as the real Venice, luckily we share with 4 others. Never mind.

Of course, like for everything else, Lifang pays for this with her omnipresent and seemingly omnipotent Wechat pay app. She has yet to use cash once since we arrived in China. I am the only one to do so it seems, I feel so old!

Lunch at a quaint restaurant by the water. Lots of different dishes, I loved slightly spicy fresh-water snails and chicken paws.


 


We don't have an internet connection but the waitress sets up a mobile Hotspot and all Lifang needs to do is to scan the restaurant s bar code and we're done! sometimes a shop will scan her barcode, on her phone, same thing...

Shopping is interesting, we find a small workshop that sells cotton embroidered shoes made by a local shoemaker, 250 Rmb for a pair. Very comfortable and you can only buy them here. he says he does not want to sell online, I wonder why. Maybe he does not have enough to satisfy online demand and cannot scale up. The shoes are pretty, comfortable and affordable.

Dinner by the main bridge. A nice table by the canal. The owner is quite loquacious, he comes over and is quite willing to spend time with us. Perhaps because I seem to be the only tourist around, at least the only non-Chinese tourist. He said the restaurant has been around since 1938, and his family has always lived upstairs. He also worked also during the Japanese occupation. Unline most Chinese I meet to he does not seem to feel much resentment toward Japan. Not anymore anyway.

After the Communist victory in 1949, his family was no longer allowed to run the restaurant as a private enterprise and they all got jobs as workers or employees in the public sector.

in 1998 he lost his job, thought about what to do with the rest of his life, and as he had some money saved away the following year reopened the restaurant in the same location where his father had it before. This is one of the few times we paid with cash, we're offline somehow!

Dinner is big black seashells stuffed with pork, bizarre pairing but it tastes good, a strong flavor yet not spicy! Shoots of water bamboos, fried chicken to complete the menu.

Partly because of the tasty portions that kept landing on my plate, partly because I enjoyed listening to the stories of the owner, and perhaps most of all because of the romantic setting I was enjoying with my wife, especially after they turned on the amber lights of the bridge, suddenly we realized it was getting late and we risked missing the last subway train back to Shanghai.

Easier said than done. It is actually difficult to exit. First, some threatening barking dogs blocked the way to "Exit n. 1", which is the closest to the subway station. Slightly worried, we rushed to "Exit n. 2" on the other side of town but from there we would need a bus to the subway station.

Exit n. 2 was not easy to find. We asked many local people working in the shops for directions, it was the end of the day and business had slowed down, some shops were beginning to shut down. Still, they were all busy with their phones and we had to insist every time to get their attention.

When we finally got out of the old city we waited at the bus station but no bus materialized. By now clearly worried we might have to spend the night here, Lifang asked a couple on an electric motorcycle and they pointed to another bus station a few hundred meters away. When we arrived we're the only passengers for the lonely bus in the empty parking lot, the last of today. The driver sat casually in his office playing with his phone. He said we needed 1 Rmb per person to buy our tickets: cash only! No cards, no Alipay, no Wechat pay. It must be the last place in China to require cash.

Well, we are in luck, I thought, as I pulled a 10 yuan note from my wallet. (Lifang did not have any cash, I think she has not used any in China for the last decade.) But no, the driver does not have any change. I was ready to give him 10 yuan for 2 yuan worth of tickets, of course, just to get out of here, but this would have meant being overcharged by 400% and Lifang would not countenance that option at all.

She ran to the last car in the adjacent parking lot as it was leaving and asked them to change our bill, but they did not have any change either. However, they did give her a 1 yuan coin. She thanked them and pointed her open hand (the Chinese never use the index finger to point at someone or something) to me, and said something along the lines that it would have been nice to take her husband back to Shanghai as well. So the generous car driver gifted us another coin. 

How generous! In my limited experience, the Chinese usually are not so generous. I've never seen anyone giving any change to a beggar in the street. Maybe that's one reason why there are not so many beggars, it's not a good use of their time on the street.

Or on the subway for that matter. When we finally reached the subway and caught the very last train to Shanghai, we saw a musician walking along the train car playing a strange kind of clarinet but no one gave him any money at all.

27 February 2018

Banca, dentista e manicure a Guiyang

Giornata di commissioni varie che dobbiamo sbrigare in giro per la città. Cominciamo con la banca, dove dobbiamo cambiare alcune banconote di euro che ho portato per fare qualche regalino.

Le regole per cambiare valuta straniera in Cina sono un po’ complicate, e cambiano con una certa frequenza. Tanto per cominciare, solo la Banca di Cina (Bank of China) è autorizzata a cambiare. Poi, in questo periodo non fanno cambiare contante agli stranieri, quindi devo dare i soldi a mia moglie per cambiare a nome suo. Mi pare strano, come fanno tutti i turisti e gli uomini d'affari che vengono qui e non possono cambiare? Vero che pochi ormai portano contante. Forse gli alberghi lo accettano ancora, non se sono sicuro, la Cina è decisamente avanti con il denaro elettronico.

Quando arriviamo alla filiale della Banca di Cina prendiamo un numero e aspettiamo un'ora che arrivi il nostro turno. Non è particolarmente piacevole aspettare: l'ambiente è alquanto tristanzuolo, le sedie non particolarmente comode ed i fumatori appestano l'aria. Quando arriva il nostro turno ci dicono che l'unico impiegato autorizzato a cambiare valuta estera oggi non c'è. Riproveremo.

Ci rechiamo quindi presso un'altra banca, la International Commerce Bank of China (ICBC) per aiutare mia suocera in alcune operazioni sul suo conto. Lei non ama particolarmente le nuove tecnologie elettroniche per maneggiare il denaro.

Mentre Lifang fa le sue cose scambio qualche elementare convenevole con un impiegato in divisa blu che sta in piedi vicino alla porta d'ingresso, sembra una guardia della sicurezza. Mentre aspetto lo vedo camminare su e giù davanti alla porta che si apre liberamente, non ci sono metal detectors o altri controlli per evitare che maleintenzionati entrino in filiale, magari armati.

Dopo un po’ lo vedo avvicinarsi ad una vecchietta che è in difficoltà al bancomat, ed aiutarla sul touchscreen con l'operazione che non riusciva a completare. Poi se ne torna a fare la guardia.

Passa ancora un po’ di tempo - Lifang ci mette un po’ a far quello che deve fare - e noto che la guardia ha impugnato una scopa ed una pattumiera e sta pulendo per terra. Quando ha finito si allontana per tornare con un secchio d'acqua ed un mocio col quale pazientemente si mette a lavare tutti i pavimenti. Poi prende un lavavetro telescopico con un secchio d'acqua e cominciare a pulire le grandi vetrate della banca, che effettivamente ne avevano proprio bisogno! Infine, non pago, prende una grande busta di plastica e comincia a svuotare i secchi dell'immondizia

Dunque il bravo impiegato svolge tre funzioni in banca: guardia, spazzino e impiegato alla cassa, almeno quella elettronica. Non male. Mi immagino la reazione di qualche bancario italiano se si dovesse trovare a fare lo stesso: Abbasso lo sfruttamento! Inaccettabile! Sciopero! 

Mi dice Lifang che guadagna sui 1200-1400 Rmb al mese, più o meno quello che mette in tasca una donna delle pulizie che lavora a tempo pieno nel nostro condominio.

Tornando a casa ci godiamo una bella passeggiata lungo il giardino chiamato "Parco della Giada" a due passi dal nostro comprensorio. Fa freddo ma c'è un bel sole, siamo bene imbacuccati e ce la godiamo. Noto sui marciapiedi alcune signore, sulla settantina direi, ma potrebbero essere più giovani, che lustrano le scarpe. Hanno un banchetto su sui si siedono ed un altro, più alto, sui cui fanno accomodare i clienti. Ogni lustrata di scarpe costa 3 Rmb e ci mettono una mezz'oretta. Per gli stivali di Lifang però ne chiedono 5, mi pare giusto, sono alti fino al ginocchio!

La strada oggi non smette di regalare sorprese. Almeno per me sono sorprese, ma in realtà qui sono cose normali. Per la sorpresa più sorprendente è proprio questo, che siano cose normali!

Ad un incrocio vedo un uomo, tra i sessanta ed i settanta, che dirige il traffico. Non è un vigile. Veste abiti civili ma ha una grande fascia rossa sul braccio e una paletta del tipo in dotazione ai Carabinieri in Italia. Oltre a dirigere il traffico, intervenendo soprattutto quando cambia la luce del semaforo, declama poesie in dialetto hunanese. 

Che bel modo di passare il tempo in modo utile durante la pensione! Penso che forse potrei farlo anche io a Roma, recitare Trilussa mentre aiuto i pedoni a sopravvivere nel traffico selvaggio della mia città.

Nel pomeriggio accompagnamo mia suocera dal dentista, nella zona pedonale di Guiyang. Lo studio dentistico, come spesso succede qui (e a Londra, ma mai in Italia) è al piano terra, con accesso diretto dal marciapiede.

Appena entrati la segreteria, un banchetto bianco con una segretaria in camice che registra le generalità e poi chiama il professionista adatto. Si può venire senza appuntamento.

I riuniti sono disposti in un grande spazio aperto, con tanti dentisti che lavorano fianco a fianco circondati da vetrine nelle quali sono esposti, come oggetti in un museo di gioielli, dentiere e ponti. Dalle grandi vetrate si vede la strada e, quindi, i passanti possono godere dello spettacolo dei pazienti sdraiati a bocca aperta che vengono trapanati!

Mia suocera ha bisogno di un'igienista e poi avrebbe anche necessità di installare un ponte. Costano 300 Rmb (40 euro circa) con il metallo meno pregiato, 800 Rmb (110 euro) in lega nobile. Vedremo.

Poi mia suocera va a casa e noi restiamo un giro. Lifang decide di farsi dipingere le unghie, qui c'è un negozio dove sono molto bravi. Per 80 Rmb, in due ore di lavoro, le decorano tutte le unghie con squisite miniature floreali, peonie e loti. 

La ragazza dipinge con un pennellino sottilissimo, linee micromillimetriche si intrecciano per un risultato realistico e creativo al tempo stesso. Sul dito medio Lifang chiede e ottiene la replica del disegno della linea "Diva" di Bulgari, un classico che fu dedicato a Liz Taylor credo negli anni cinquanta.

Io passo due ore a zonzo, guardo vetrine e la gente che passa. Ma fa freddo e dopo un po’ torno al negozio. Sono molto gentili, le ragazze mi offrono una poltroncina e del tè caldo. Qualche domanda sull'Italia e su Londra. Sono chiaramente un'attrazione, quasi sicuramente il primo italiano che hanno mai visto, e per la maggior parte di loro probabilmente anche l'ultimo.

Tornando a casa la giornata è suggellata dall'acquisto di un paio di chili di "castagne d'acque", 20 Rmb al chilo, ottime, non le conoscevo. 

24 February 2018

Leiyang to Guiyang by bus

After some more trying to get two train tickets (no chance) and some trepidation at the thought of spending the rest of our Chinese New Year holiday here, we manage to get two tickets on a bus home, to Guiyang, where family is waiting for us.

The bus too is fully booked, but we get two seats in the back.

Three men board and take seats without tickets, when collector asks for tickets they say they could not buy them because they were sold out. They  argue, they want to go home. Then three more passengers with tickets board but can't find any seats because they've been taken by the three men. A long argument ensues then finally the three men leave.

Very noisy trip, people suck their drinks loudly, a car-sick girl vomits no one cleans up.

Meanwhile, it's been raining all day long.

We pass through some old villages. Old houses with pagoda roofs quite charming though need restoration.

New housing on the other hand mostly has with flat roof, just boxes of brick and mortar, no character but popular because can dry fruit on top . good for farmers who move to town but still grow crops in village plots.

Once at the Guiyang coach station we find a Didi (Chinese Uber) taxi driver who is rude and unhelpful. He does not move from his seat and keeps smoking while we load and unload heavy suitcases. But anyway we are home!

It is 4pm or so by the time we get to the apartment, and it is very cold. Hunan houses don't have a central heating system but many (including ours) have electric systems but people don't turn them on. In the evening it's 11 degrees inside, essentially the same temperature as outside.

22 February 2018

Changsha to Leiyang

Amazing buffet at the Changsha Intercontinental hotel, eastern and western, hot and cold, sweet and savory, chopsticks and forks and knives and spoon, it is a real celebration.

Some of the highlights: I was first attracted by the local cold noodles, roughly grated with a special tool from a big boulder of dow. You then add spices and bits and pieces of veggies and meats. Also interesting the hot soup with veggies, pork, mushrooms, taylor-made for each of us by a dedicated chef.

After breakfast the real challenge of the day awaits us: find tickets to Leiyang for the wedding ceremony of Carrie, one of our best Chinese friends, but no seats were available to purchase online as usual. It is still the Chinese new year rush, with over half a billion people moving around the country to spend the holidays at home. We went to the station and tried our luck at the ticket office, but no way.

We were then approached by some scalpers who wanted 300 Rmb, not for tickets but as a fee to smuggle us on a train then we could then, supposedly, buy standing tickets. However I have never seen anyone standing on the fast train we need, and the slow train would take way too long, maybe up to 4 hours as opposed to 1. The whole thing is fishy, we give up.

We're stuck! My wife then remembers that there is an alternative: get bus tickets instead. We manage to catch the last bus to Chenzhou at 5:30pm, but must pay for the whole ride to Chenzhou even if we plan to get off at Leiyang. Actually at a highway station which is the stopover for Leiyang-bound passengers. But that's the way it is and we're lucky to be able to get (close) to our destination! Carrie's husband and his brother (who owns a car) will come and pick us up. Very kind for someone who's getting married tomorrow!

Meanwhile great buffet (40 Rmb pp) with unlimited food and beer at a restaurant by the gas station. Tons of meat (great), fish (so so) and veggies (again great). Beer is a local brand, kind of light, but tasty. No fresh fruit however. I loved the chicken paws and the pork belly. Also black fungus with quail eggs was juicy and inviting.

Gas station buffet, Hunan











10 August 2017

Rooftop garden, taxi, treno e volo per Xi'an

Stamattina vado sul tetto del nostro palazzo a vedere gli ortaggi ed erbe che i condomini coltivano in scatole di polistirolo espanso.

Aglio, cipolla, erba cipollina, melanzane e altre verdure che non so riconoscere. me le hanno pure spiegate ma sono troppo strane, la prossima volta prenderò appunti e fotografie più dettagliate. Per innaffiare riciclano l'acqua con cui hanno lavato i piatti, rifiuti e detersivo compresi. Molti proprietari ed inquilini sono originari delle campagne circostanti Guiyang, e l'origine contadina si fa sentire. Gli viene strano andare a comprare ortaggi al supermercato quando possono farseli da soli. 

Pur rispettando le usanze locali quando sono all'estero cerco di far capire che forse non è una buona idea. Va bene riciclare ma non per mangiarsi detersivi. A Roma si dice... "va a manga’ il sapone!" quando si vuol mandare a quel paese qualcuno, ma questo non gliel'ho detto.
Coscia di anatra

Dopo pranzo prendiamo un Didi per la stazione ferroviaria di Chenzhou Ovest. La conducente (una donna, per la prima volta!) è molto gentile, parla a bassa voce, ha un portamento elegante, viso rubicondo leggermente truccato e qualche gioiellino d'oro. 

L'auto, bianca e pulitissima, è di una marca cinese che non ho riconosciuto, solida, silenziosa, ben rifinita. Noto che ha una guida al limite dell'aggressivo, diciamo così che è chiaramente appassionata del suo lavoro. Mi sottolinea che le piace il cambio automatico, vuole essere avere il controllo assoluto della macchina in ogni fase di traffico.

Il suo stile di guida mi ricorda Roma: sta spesso in mezzo a due corsie, non si fa problemi di parlare al telefono mentre sorpassa. Ma almeno, a differenza dei romani, si ferma sempre ai semafori rossi e non si incavola con gli altri autisti.



Alla stazione piccola sosta al negozio di Shunhua, specializzato in parti di anatra leggermente piccante sottovuoto. Ogni volta i prezzi aumentano, e c'è sempre fila, sono spuntini ideali per il viaggio. Non credo siano il massimo del salutare ma sono buoni!

Poi l'ormai solito treno superveloce per Changsha, 300km e spicci all'ora, viaggiatori tutti rigorosamente tengono stretto il telefonino con il volume a palla, a giocare schizofrenici videogiochi o guardare video punteggiati di accese battaglie piuttosto che alterchi tra bellissimi attori di commedie romantiche.

Una volta arrivati nella capitale provinciale qualche minuto a piedi per prendere il trenino a levitazione magnetica che in una ventina di minuti ci porta all'aeroporto, e poi via in volo per Xi'an.

27 September 2016

Bus ride to Changsha and a dip in a pool

Morning packing in our room. It's a grey dull sky, not conducive to one last effort to do more sight-seeing. Last great breakfast buffet at the hotel. Pork bites and taro is my favorite.

At 3pm we board a two-level bus to Changsha. No staff is around to help stow our bags in the hold. Or I should say there was quite a few staff around, but no one thought of the possibility of helping passengers, some of whom were older travelers. Once we are done we can climb to the top level for a better view.

The bus was almost empty. The seats were quite comfortable and so was the temperature, though the aircon unit was noisier than might have been hoped. We left on time and I began to enjoy the rolling Hunanese landscape careening in front of the window as the driver kept a crispy, almost hurried pace.

After a short drive in Wulingyuan, the town near the Zhangjiajie park, the bus stops to pick up some packages for delivery to Changsha. The driver takes some cash from someone who is clearly the sender of the package but issues no receipt. Maybe it's an extra income on the side...

The highway smooth and clean, like many in China these days. I can't stop admiring the amazing work that's been done for the national transportation infrastructure over the last few decades. The fields seem to be mostly in good shape, industrious farmers at work. The small urban areas we encounter are not exactly charming, with lots of grey concrete and houses with no character, but I suppose they probably took the place of muddy huts with no running water, and if so it is an improvement.

Lots of unfinished construction along the way and no one is working on almost any of the sites that pan in view of our windows. Some buildings look like they could become pretty smart condominiums if they ever make it to completion. I have read that there has been a boom of construction in parts of China in recent years, a rush to buy property, and this created a bubble that might be about to burst. Many Chinese today seem to believe, like many Italians did in the past until they got burned, that real estate never goes down. I hope not as we have just finalized the purchase of our family apartment in Guiyang!

The taxi stand at the Changsha West Station too crowded, Lifang decides to go for a taxi. This driver comes forward and talks to her and offers to take us, but after we load our bags in his trunk he refuses to go by meter and asks for 60 Rmb )about 9 euros) to take us to our hotel, the Intercontinental. Lifang thinks it is a rip-off and she must be right. We choose another one and he takes us down to his "brother" at the proper taxi stand. He was obviously a scout who hoped for a cut from taxi drivers to whom he brought business. The new driver accepted to go by the meter then as we go Lifang notices the meter running too fast, it is already way past 60 Rmb and we are not even close to our destination, it must have been tricked. Lifang is furious and after a long discussion whose exact content I can only guess, he agrees to a flat fee of 50 Rmb.

We can finally check-in at the Hotel Intercontinental, and are pleased to learn that they have decided to add free breakfast for free to our reservation. We were tired and really wished for an hour or two in the spa or pool, and smiled when they told us it was open until 1:00am. However, after rushing to drop our bags in the room and change, it was 11pm, the pool was just closing down. The lady at the spa reception smiled but said there was nothing to be done. Well, she might have been right under normal circumstances, but Lifang is not one to take no for an answer. Not when she'd been promised a dip in the pool after a long and tiring bus ride.

In the end, the director shows up and they open the pool just for us! They are clearly trying to impress, and they certainly did.


01 July 2013

I sold my Mercedes 500SL today

Good by to a companion of exactly eighteen years. We had a great time together but, as she approached adulthood, like many adolescents, began to give me too many problems. I will probably never again have a car like her, and I will never forget her.

20 April 2012

Film Review: Space Tourists (2009), by Christian Frei, ***

Synopsis
Frei's film takes a humorous and laconic view of the way billionaires depart our planet earth to travel into outer space for fun. Space Tourists succeeds in surprising its audience with images and situations that have very little to do with the futuristic fantasy of space-tourism. The Swiss filmmaker sets up encounters with the least likely people imaginable: places even stranger and more unknown than outer space itself. The film investigates the emotional oscillations of an expensive enterprise and questions the meaning and boundaries of the human spirit and our hunger for adventure and discovery.

Anousheh Ansari is a billionaire who allegedly spent some twenty million dollars (expensive but, as she puts it, how do you put a price on a dream?) for a 10 day flight to the International Space Station. She explains in her own words why she did this and what her Spiritual experience was. An interesting personality, an Iranian who left her country after the revolution and became American but never forgot her cultural roots. She specifically greeted the Iranian people from space, though she was not allowed to do so in Farsi. She also wore the Iranian flag, but significantly without the Islamic writings in the white part.

Review
This film is another Frei foray into the lives and vicissitudes of the most unusual of people. Ansari is a genuine enthusiast of space, her youthful and genuine passion transpires at all times in the film. She has a child-like naivete for looking at the earth from above, but at the same time a high degree of maturity when she speaks of her travel as a symbol for women's rights, especially in the region of the world where she comes from, where women often do not receive the same opportunities that men do. A spoiled girl's whim? Perhaps, but a great adventure nonetheless. And I can say I would have done what she has done if I had had the money! Go for it Anousheh and thanks Christian Frei for bringing her to us.

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If you live in the US you can get your instant video here






12 January 2012

Book Review: The Skeptical Environmentalist, by Bjorn Lomborg, *****

Pollution in the Maldives
Synopsis

Lomborg, an associate professor of statistics in the Department of Political Science at the University of Aarhus and a former member of Greenpeace, challenges widely held beliefs that the world environmental situation is getting worse and worse. Using statistical information from internationally recognized research institutes, Lomborg systematically examines a range of major environmental issues that feature prominently in headline news around the world, including pollution, biodiversity, fear of chemicals, and the greenhouse effect, and documents that the world has actually improved. He supports his arguments with over 2500 footnotes, allowing readers to check his sources.

12 September 2011

In treno in giro per l'Italia

La settimana scorsa ho deciso di prendere il treno per andare da alcuni amici a Vicenza. Aperta la pagina delle prenotazioni di Trenitalia ho indicato le stazioni di partenza e di arrivo, Roma e Vicenza, e ho scelto data e ora per il mio viaggio. Per un biglietto Frecciargento di prima il prezzo era di 116 Euro. Non proprio regalato, i prezzi dei treni sembrano ormai paragonabili a quelli degli aerei. A titolo di paragone sono andato a vedere quanto costano biglietti simili in altri paesi, sempre in 1a classe. In Francia Parigi-Bordeaux costa dai 40 ai 75 euro, un affare. Per la verità in Germania sembra il treno costi ancora di più, Francoforte-Monaco si vende a 140 euro. In Inghilterra da Londra a Newcastle costa sui 150 euro. In Spagna da Madrid a Barcellona si pagano dagli 80 ai 210 euro a seconda del servizio. Ma andiamo per ordine e cominciamo dall'inizio: la prenotazione.

27 August 2010

16° g - 27 AGO: Manali – Chandigarh, km 350

Partiamo alle 8, Thakur ci affida a due Toyota Innova fiammanti, con due autisti impeccabili e un po' formali e taciturni, ma comunque bravi nel loro mestiere. Scendiamo nella valle di Kullu. Verdissima, meleti e fabbriche di scialli. Ci fermiamo al mercato di Manali, frutta, verdura di più... coloratissimo e puzzonentissimo, ma ovviamente anche molto fotogenico!

26 August 2010

15° g - 26 AGO: Chandra Taal – Manali (2050 m) km 129

Colazione all'aperto contornati dalle montagne, molto suggestivo anche se fa freddo. Partiamo a piedi sulla strada del ritorno mentre l'equipaggio smonta il campo. Un'occasione per godersi il paesaggio con il silenzio e la luce del mattino, anche se per Luisa e Paola il motivo principale sembra essere quello di minimizzare il tempo a bordo dele Toyota su quelle strade strettissime e sgarrupate, con centinaia di metri di strapiombo sotto di noi...!

12 August 2010

1° g - 12 Ago: Partenza per lo Spiti ed il Kinnaur, Himachal Pradesh. Arrivo a Nuova Delhi

Torno in India, sarà la settima o ottava volta, mi sento un po' a casa mia. Questo promette di essere un viaggio di grande interesse culturale, incentrato sul Buddhismo lamaista. Soprattutto nello Spiti, ma in misura minore anche in Kinnaur, c'è una forte presenza di questa religione da secoli, rafforzata recentemente dai profughi del Tibet invaso dalla Cina. Per chi è stato in Ladakh e Zanskar qui i monasteri sono forse meno ricchi, o almeno appariscenti. Ma per chi, come me, è stato stimolato dalle visite del Ladakh e dello Zanskar ad approfondire, questo viaggio sarà senz'altro un valido complemento...

17 August 2006

Road safety signs in Ladakh and Zanskar

These are my top three favorites:

1st prize
LOVE THY NEIGHBOUR
BUT NOT WHILE YOU ARE DRIVING

2nd prize
A CAT HAS NINE LIVES YOU HAVE ONLY ONE

3rd prize
GOD MADE LADAKH, WE CONNECT IT TO THE REST OF THE WORLD (BORDER ROAD ORGANIZATION)