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04 December 2019

Lakeland Car Museum, England

Today visit the Lakeland Motor Museum. Lots of vintage oldies, I was struck by the Amphicar the most.






Amphicar



 



09 November 2019

Gita intorno a Guiyang

Gran bella giornata di sole oggi. Decidiamo di portare Cindy a fare una passeggiata in campagna intorno a Guiyang.

Prendiamo un Didi (la compagnia concorrente di Uber, di cui ora Uber è uno dei principali azionisti dopo aver venduto loro le operazioni in Cina) e andiamo in un parco ad una quindicina di chilometri. Siccome siamo  in periferia l'autista chiede 5 rmb extra rispetto al tassametro, perché probabilmente dovrà tornare indietro vuoto. Non so se è consentito dalle regole, ma non vogliamo perdere tempo e la cifra  non è eccessiva, quindi accettiamo.

Prima cosa che ci si presenta in quello che doveva essere un parco fiorito? Una porcilaia in disuso! Però, interessante. Si avvicina un signore vuole che vuole farsi una foto con me, sono chiaramente lo spettacolo del giorno oggi!



Bel giro, Cindy è felice, scorrazza in lungo e in largo, non ne poteva più di stare nell'appartamento di Guiyang tutto il tempo con questo sole!

Dopo un po’ abbiamo fame e ci avviamo verso una costruzione con su scritto "Ristorante". Solo che non c'è nessuno, né personale né avventori. Stagione finita. Dopo qualche minuto esce una simpatica ragazza che dice di non poterci cucinare nulla ma se vogliamo cogliere dei mandarini nel loro campo siamo benvenuti.

Cosa che facciamo con grande divertimento, i mandarini sono buonissimi, ne buttiamo giù un bel po' durante la raccolta (con il permesso, anzi l'incoraggiamento dei padroni di casa!). Alla fine ne compriamo 3 chili. Anzi 6 jin come si dice qui, un jn è circa mezzo chilo. Dunque il prezzo è sempre proposto in jin: 4 rmb al jin.

(Tradizionalmente un jin era uguale a 604.79 grammi, non so perché, ed era diviso in 16 liang. Poi c'erano anche altri jin di vario peso a secondo del materiale che si voleva pesare! Oggi però la Cina ha adottato il sistema metrico e un jin vale 500 grammi, meno male che ci semplifica la vita!)

Continuiamo la scampagnata in un campo di fiori. In stagione si paga il biglietto per entrare, ma adesso siamo alla fine e si entra gratis. Fortunatamente ci sono ancora un sacco di fiori per il nostro godimento e le nostre fotografie!


In un laghetto adiacente una contadina o raccoglie molluschi dal fango, sono delle conchigliette a spirale tipo lumachine, di color grigio molto scuro, e sono ottime!



Infine prima di tornare a casa passiamo per una foresta di acacie, un'attrazione turistica della zona. Arrivano gruppi per vedere le foglie che diventano rosse ma in realtà sono ancora verdi, o quasi, sui rami. Lifang mi riferisce di signore dal Guandong che parlano cantonese che sono un pochino deluse. Non so perché, è una bella foresta di acacie, se vai a visitare una foresta di acacie che ti aspetti se non molti alberi di acacia? Qui ce ne sono a migliaia.

Cindy corre irrefrenabile in tutte le direzioni, vuole che la prenda e la faccia roteare in aria senza fine.

Facciamo fatica a trovare un Didi per tornare a casa, siamo abbastanza fuori. Ci preoccupiamo un po' perché comincia a far buio e anche un po' freschetto, non tanto per noi ma la bambina non è abituata ad avventure!

Poi troviamo un parcheggio e  vediamo un'auto con una coppia che sta per partire, ci avviciniamo e chiediamo un passaggio che gentilmente ci concedono. Due giovani simpatici, non parlano inglese ma ci scambiamo un po’ di convenevoli tramite Lifang. Avevamo chiesto di portarci ai margini della città per continuare a piedi, anche perché loro vanno da un'altra parte, ma gentilmente ci portano fino a casa.

Cena al nostro preferito ristorantino di quartiere, il "claypot rice" che serve solo riso cucinato in cocci su fornelli alimentati a mattoncini cilindrici di carbone sulla strada. Semplice e genuino, vera cucina locale.


14 October 2019

Hail a ride in Singapore

Grab is the local version of Uber. You download the app, add a credit card and you are good to go. But you have to be in Singapore to do it, can't activate it from abroad for some reason.

Uber was present in Singapore but sold its business to Grab in exchange for a 30% share in the company I was told. My driver tells me there are some 5,000 drivers as far as he knows, many like himself are part-time: have another full-time job and drive when they want to make an extra buck. Grab is top now, though an Indonesian company called Go-Jek provides competition. They are popular in Indonesia where they run lots of motorcycle taxis, but in Singapore, they are not allowed, only cars.

Fares are marginally cheaper than taxis but can't beat the convenience especially during rush hours or when it rains. Chinatown to the airport is SGD 26.

My driver is a typical Singaporean: half Chinese and half Malay on his father's side, half European and half Indian on his mother's side. Well maybe not so typical, most Singaporeans belong more clearly to one of the ethnicities which make up the cosmopolitan island. They keep to their food, their religions and their language, though of course everyone speaks English and feels equally Singaporean. He tells me mixed marriages are on the increase now.

Graffitis are mostly forbidden in Singapore. Quite a few people have been sentenced to flogging for vandalizing walls in public spaces, including many foreigners. However there are designated areas where street art is allowed, even encouraged.


05 October 2019

Partenza in bus per Changsha e arrivo a Chongqing

Partiamo alle 7 di mattina da casa, una rapida corsa in Didi e siamo alla stazione dei bus. Siamo costretti a prendere il bus per Changsha, da cui parte il volo per Chongqing, perché i comodissimi treni veloci sono pieni, è la settimana della festa nazionale, anniversario della fondazione della repubblica popolare, e tanti cinesi ne approfittano per andare a casa o in vacanza, non è restato che qualche posto in bus, e dobbiamo considerardi fortunati, Lifang ha controllato tre giorni fa, quando li abbiamo comprati, e dopo un'ora anche il bus era tutto esaurito!

Stazione nuova di zecca, pulita. Passiamo come di regola i bagagli ad una macchina di raggi X e, come sempre capita, sentiamo un sacco di BEEEEEEP, come quelli prima di noi e come quelli dopo di noi, ma l'impiegato in uniforme addetto al controllo non batte ciglio e fa passare tutti senza controllare nessun bagaglio.

Un passeggero in attesa si mette a fumare nel bel mezzo della sala proprio vicino al cartello che dice che è vietato. Arriva una bigliettaia e lo fa smettere ma altri se ne fregano e contunuano a fumare. A quel punto anche l'impiegata si arrende e nell'ampio salone a comincia a spandersi una lieve cortina fumogena.

Fila per salire sul bus, un vecchietto passa davanti a tutti i passeggeri in attesa di salire e prendere posto sul vecchio bus scalcagnato, Lifang lo ferma e gli intima di aspettare il suo turno ma lui insiste che deve salire perché ha fretta di partire! ... 😁

Anche qui un paio di persone fumano, compreso l'autista, però smettono quando partiamo. Dopo un'ora tra risaie e villaggi il bus scalcagnato ci deposita ad un grande incrocio e l'autista ci rassicura: in mezz'ora arriverà bus per changsha... Speriamo!

Viaggio verso changsha ma hanno annullato corsa diretta, solo 4 passeggeri. Quindi ci tocca andare a Liufengzhen e cambiare. Apettiamo una buona mezz'ora l'arrvo della coincidenza, non c'è niente e nessuno, stiamo al sole, seduti sulle valigie.
Lottare per la felicità del popolo e il risveglio della nazione

Combattere le tenebre per la stabilità



Grande poster davanti a noi: lottare per la felicità del popolo e il risveglio della nazione.

Secondo poster è biblico: "Combattere le tenebre per la stabilità".

La campagna dell'Hunan è tappezzata di piccoli appezzamenti, orti familiari. Nessuna economia di scala pare. Mezzi rudimentali, pochi investimenti in macchine ed infrastrutture.

Casette a due piani ovunque fino ad arrivo a Changsha.

Oggi fa un caldo torrido, i colori cielo e della terra sono sbiaditi.

La strada è buona e il traffico di media intensità fila liscio, l'autista del nostro bus è bravo.

Arriviamo all'aeroporto di Changsha e ci dirigiamo verso il terminal dei voli interni. A parte noto quello per "voli internazionali + Hong Kong + Taiwan + Macau" le parti della Cina che godono di uno status diverso e per andare ai quali occorre passare una vera e propria frontiera, controllo passaporti ecc.

Il volo Chongqing Airlines, parte del gruppo China Southern, niente di speciale. Arrivo a Chongqing in serata, bell'aeroporto, migliaia di taxi ad aspettare. Ne prendiamo uno ma non è molto gentile. Non lo sono mai, non aiutano con le valige, parlano poco, spesso fumano.

A Chongqing aeroporto grande e ordinato, pulito. Centinaia di taxi che aspettano clienti, partiamo e arriviamo a casa, in centro della megalopoli, in poco più di mezz'ora, traffico abbastanza intenso ma scorrevole. Lifang paga con WeChat (Of course, no cash we are Chinese) e siamo a casa.

Sistemati i bagagli scendiamo a cena. Vivremo per un mese in un quartiere abbastanza moderno, con molti negozi e ristoranti. Tra questi innumerevoli hot pot, la specialità del Sichuan di cui Chongqing fa culturalmente parte.

Grande padellone al centro del tavolo con brodo piccante o no, spesso entrambi in vaschette separate, in cui i commensali mettono pezzi di carne, pesce e verdure per cuocerli a loro piacimento.



22 September 2018

Train from Hangzhou to Chenzhou

Grey sky drizzling. We pack our stuff check out of the hotel and are off to station with an ever reliable didi car.

At the station we are welcomed by a very crowded waiting hall, lots of people going home for the mid-autumn day celebrations.

Lifang goes to get the tickets she has booked online while I wait in line to check-in. I've got all our suitcases and proceed with some difficulty. It's all the more difficult because the wheels of one suitcase are broken, so I have to drag it. But instead of helping me people try to jump the queue and get ahead of me. I manage to keep them behind me and make slow progress.

When she's back we go through to the waiting room a huge hall with thousands of people waiting for their train. From here batches of  travelers are admitted to the platform in the order of departure of their train.

Lifang manages to buy some bananas and processed duck meat for the trip, we've skipped lunch after all. I like the boneless duck bums especially!

The station is quite impressive. Electronic boards show the next 3 or 4 departing trains: red letters and numbers when you need to wait, yellow when you need to get ready and green when the gates (which look like those at the London subway) are open. We slip our tickets through and take the escalator down to the platform.

Then it's time to take position at the color-coded marks on the ground which indicate where each car will stop.

When the train arrives and stops with millimetric precision where it is supposed to stop I'm pleasantly surprised to see departing passengers patiently let arriving travelers off the train first!

We board and struggle to find a place to put our luggage, the aisle is so crowded.

We're off at 300+kmh through Zhejiang province toward Hunan. We barrel through fields of farms, many towns and cities where modern tall and thin residential buildings contrast with old traditional houses.

Too many screaming Chinese children on train, parents could do better to calm them down. Or not. Half the passengers are listening to their favorite TV program or playing a video game online, and not one of them is using earphones. the result is a somewhat less than enjoyable persistent monotonous and loud cacophony.

Once we get to Chenzhou we need a taxi (or Didi) to Guiyang. There is a taxi stand by the station, the fare is 100 Rmb. We try and get something cheaper but end up wasting time with an unofficial taxi before calling a Didi and getting home for dinner! Lesson learned: you may save a few Rmb by using unofficial and/or pooled transportation, but it's probably not worth the hassle!

14 September 2018

Treno per Suzhou

Oggi ce ne andiamo a Suzhou in treno.

Stazione nuova e ben organizzata, tranne che per i controlli di sicurezza, che sono organizzati qui, come in tutte le stazioni ferroviarie cinesi, e persino in molte stazioni della metropolitana delle grandi città, sul modello di quelli degli aeroporti.

Solo che a differenza di quelli degli aeroporti qui a Suzhou le guardie non prestano alcuna attenzione a quello che passa. La suoneria non scatta mai quando un passeggero che attraversa il cancelletto a rilevatore magnetico, nonostante non ci abbiano chiesto di toglierci le cinte o le scarpe, o di levare dalle tasche oggetti metallici. Anche i bagagli vengono infilati in una grande macchina a raggi X e qualcuno butta un occhio stanco sui monitor, ma nessun bagaglio viene controllato. Speriamo bene.

La novità oggi sono i massaggi automatici in sala l'attesa, 20 Rmb per 20 minuti su una comoda poltrona nera dentro alla quale si agitano meccanismi misteriosi che producono colpetti di piacevole pressione, a sorpresa, su varie parti del corpo, soprattutto schiena e gambe.

Ma sono i treni che sono impressionanti. Arrivano puntuali, a pochissimi minuti l'uno dall'altro, e all'avvicinamento di ogni convoglio il relativo numerino sul tabellone diventa prima giallo poi verde e via giù tutti al binario a mettersi in fila ordinata davanti al punto, preciso al centimetro, dove è indicato che ci saranno le porte quando il missile si sarà fermato.

All'arrivo prendiamo le camere nel bell'albergo Pan Pacific costruito nelle mura della città vecchia, fa parte dell'antica muraglia adesso, dormiamo dentro un pezzo di storia.



E poi via nel giardino/museo Pan con la torre di Ruiguang, adiacente, con la carta magnetica della stanza l'ingresso è gratuito. Tipico giardino cinese, rigorosamente dotato degli elementi essenziali che ogni giardino deve avere: uno o più ponti, una pagoda o a volta una struttura architettonica alternativa, una roccia con cascata d'acqua in un lago, (i pesci rossi nel lago sono un optional quasi obbligatorio) e molti fiori, tra i quali non manca mai il loto nel lago.













12 September 2018

Zhujiajiao, un'altra "Venezia" cinese


Today we take the metro from Shanghai for this special village. Good system, the trains run frequently and are comfortable and, unlike the subway stations, are air-conditioned. The ticket one way is 8 Rmb (1 euro) for a longish ride, I did not keep track of time but maybe one hour.

Comfortable and fast ride, only waited a few minutes, trains are quite frequent. One reason the trains are comfortable is that the A/C works well, which cannot be said for the stations where it feels a bit sticky.

While we wait for the trains I notice some lines on the platform, which mark the place where people should stand in a queue to board, after having let passengers get off first. The train comes to a gentle halt a few seconds after a polite voice announces its arrival  in Chinese and English - but it does not say "mind the gap!" No one stays in line, most people rush for the door without worrying about passengers who try to get off. I recall much more disciplined tube riders in Singapore and Hong Kong...

Zhangjiajie is a small village which now lives of tourism, there are myriad restaurants and souvenir shops everywhere, but it does still have a charming atmosphere. And lots of canals, for which is it often referred to as the "Venice of China" One of the Venices of China actually, the most well-known one is Suzhou. How come every town in the world with a few canals has to call itself "Venice"?? Anyway, true to its nickname, there are no cars, not even bikes; just canals and stone bridges.

When we get out of the subway station it's just a short walk to the old village, but an entrepreneurial middle-aged man approached us and offers a ride on his tricycle to "the heart of the town". He expects a tip of course, but this is much less than the cost of the ticket we would have to pay to enter the historic center of town, an attraction in and of itself.

The first thing I notice once we are on our own is gondolas. They are not nearly as elaborate and impressive as those in the real Venice, but still, they do take tourists around the canals for a picturesque view of the village from the water. For a fee of 80 Rmb per boat, not per person, we get less than 10 minutes, a rip-off as bad as the real Venice, luckily we share with 4 others. Never mind.

Of course, like for everything else, Lifang pays for this with her omnipresent and seemingly omnipotent Wechat pay app. She has yet to use cash once since we arrived in China. I am the only one to do so it seems, I feel so old!

Lunch at a quaint restaurant by the water. Lots of different dishes, I loved slightly spicy fresh-water snails and chicken paws.


 


We don't have an internet connection but the waitress sets up a mobile Hotspot and all Lifang needs to do is to scan the restaurant s bar code and we're done! sometimes a shop will scan her barcode, on her phone, same thing...

Shopping is interesting, we find a small workshop that sells cotton embroidered shoes made by a local shoemaker, 250 Rmb for a pair. Very comfortable and you can only buy them here. he says he does not want to sell online, I wonder why. Maybe he does not have enough to satisfy online demand and cannot scale up. The shoes are pretty, comfortable and affordable.

Dinner by the main bridge. A nice table by the canal. The owner is quite loquacious, he comes over and is quite willing to spend time with us. Perhaps because I seem to be the only tourist around, at least the only non-Chinese tourist. He said the restaurant has been around since 1938, and his family has always lived upstairs. He also worked also during the Japanese occupation. Unline most Chinese I meet to he does not seem to feel much resentment toward Japan. Not anymore anyway.

After the Communist victory in 1949, his family was no longer allowed to run the restaurant as a private enterprise and they all got jobs as workers or employees in the public sector.

in 1998 he lost his job, thought about what to do with the rest of his life, and as he had some money saved away the following year reopened the restaurant in the same location where his father had it before. This is one of the few times we paid with cash, we're offline somehow!

Dinner is big black seashells stuffed with pork, bizarre pairing but it tastes good, a strong flavor yet not spicy! Shoots of water bamboos, fried chicken to complete the menu.

Partly because of the tasty portions that kept landing on my plate, partly because I enjoyed listening to the stories of the owner, and perhaps most of all because of the romantic setting I was enjoying with my wife, especially after they turned on the amber lights of the bridge, suddenly we realized it was getting late and we risked missing the last subway train back to Shanghai.

Easier said than done. It is actually difficult to exit. First, some threatening barking dogs blocked the way to "Exit n. 1", which is the closest to the subway station. Slightly worried, we rushed to "Exit n. 2" on the other side of town but from there we would need a bus to the subway station.

Exit n. 2 was not easy to find. We asked many local people working in the shops for directions, it was the end of the day and business had slowed down, some shops were beginning to shut down. Still, they were all busy with their phones and we had to insist every time to get their attention.

When we finally got out of the old city we waited at the bus station but no bus materialized. By now clearly worried we might have to spend the night here, Lifang asked a couple on an electric motorcycle and they pointed to another bus station a few hundred meters away. When we arrived we're the only passengers for the lonely bus in the empty parking lot, the last of today. The driver sat casually in his office playing with his phone. He said we needed 1 Rmb per person to buy our tickets: cash only! No cards, no Alipay, no Wechat pay. It must be the last place in China to require cash.

Well, we are in luck, I thought, as I pulled a 10 yuan note from my wallet. (Lifang did not have any cash, I think she has not used any in China for the last decade.) But no, the driver does not have any change. I was ready to give him 10 yuan for 2 yuan worth of tickets, of course, just to get out of here, but this would have meant being overcharged by 400% and Lifang would not countenance that option at all.

She ran to the last car in the adjacent parking lot as it was leaving and asked them to change our bill, but they did not have any change either. However, they did give her a 1 yuan coin. She thanked them and pointed her open hand (the Chinese never use the index finger to point at someone or something) to me, and said something along the lines that it would have been nice to take her husband back to Shanghai as well. So the generous car driver gifted us another coin. 

How generous! In my limited experience, the Chinese usually are not so generous. I've never seen anyone giving any change to a beggar in the street. Maybe that's one reason why there are not so many beggars, it's not a good use of their time on the street.

Or on the subway for that matter. When we finally reached the subway and caught the very last train to Shanghai, we saw a musician walking along the train car playing a strange kind of clarinet but no one gave him any money at all.

09 September 2018

Shanghai dopo 20 anni

Dopo vent'anni sono di ritorno a Shanghai, la città il cui nome significa "sul mare". All'arrivo in aeroporto mi sorprende una lunga fila di macchine che raccolgono le impronte digitali dei viaggiatori stranieri in arrivo. Poi al controllo passaporti me le riprendono comunque. Chiedo alla guardia sorridente il perché e mi dice che è per essere sicuri!

Il profilo della città è cambiato drammaticamente. Nel 1998 c'erano cantieri che lavoravano 24/7, tre turni al giorno, tutti i giorni dell'anno salvo forse il capodanno cinese. Adesso hanno finito il loro lavoro, vedo pochi lavori in corso per tirar su altri grattacieli. Forse un sintomo dell'eccesso di offerta di immobiliare di cui si legge soffrano alcune grandi città cinesi.

Ma anche senza cantieri edili l'attività è frenetica come e più di allora. Sul Bund, la "banchina", tradizionale lungomare cittadino, si scatena la vita dei giovani. Coppiette che si vengono a far fotografare il giorno delle nozze e musica per tutti la sera. Non pochi poliziotti passeggiano tranquilli avanti e indietro, ma non hanno molto da fare, la gente è educata.

Qualche negozietto sotto la banchina vende spuntini ai turisti, prezzi come a Londra e qualità mediocre, dopo un timido tentativo di ravioli al vapore lasciamo perdere, basta allontanarsi qualche decina di metri e si trovano ottimi ristorantini locali dove mangiare genuino, anche se Shanghai è sempre cara per gli standard cinesi cui sono abituato con la famiglia in Hunan.

Un panino ripieno di maiale e gamberi costa 50 Rmb, 5 euro circa, molto per la Cina ma è ottimo. Tofu di sangue di anatra con crostini e ortaggi misti è comunque il piatto del giorno, sapore dolce e amaro, a me è piaciuto molto.

L'altra cosa che non c'era nel 1998 era il motorino elettrico. Adesso ce ne sono milioni, anzi sono tutti elettrici, puliti e silenziosissimi, non abbiamo visto neanche un vecchio due tempi, ci hanno detto che sono stati vietati. Primo passo verso l'elettrificazione completa del trasporto cittadino. L'unico problema è che non li sento arrivare, e un paio di volte sono stato quasi investito! 

Tofu di sangue di anatra con verdura

Altra cosa ancora più buffa è che si ricominciano a vedere un po’ di biciclette! Quaranta anni fa naturalmente c'erano solo biciclette. Poi sono sparite per far spazio alle auto. Nel 1998 non se ne vedevano praticamente più. Adesso son tornate, vuoi per il traffico che le rende più veloci delle auto per i brevi percorsi, vuoi per la coscienza ambientalistica che si sta diffondendo.

Oggi ho accompagnato Lifang ad un centro di massaggi per sole donne. Al decimo piano di un anonimo palazzo, però la vista era molto ampia sui quartieri centrali della megalopoli. Cosa curiosa, il quartiere residenziale di Laoximen, dove ci troviamo, sempra essere diviso in tre: una parte di case tradizionali, a 2 o 3 piani, le vecchie case cinesi che spesso avevano (e molte ancora hanno) il negozio a piano terra e l'abitazione al primo e casomai al secondo piano. Sicuramente la parte più piacevole per me oggi per passeggiare, più umana.


Una seconda parte, tagliata di netto da qualche viale di asfalto, di palazzi sui setto o otto piani. Ed infine una terza parte di grattacieli, i "fiammiferi" li chiamava una interprete che avevo usato quando facevo la guida, che sembrano appunto piammiferi in una scatola, 25  piani e oltre. Tutto ordinato e ben pianificato, sarebbe difficile ogni abuso edilizio qui, si noterebbe subito. 

Una volta lasciata la moglie nelle abili mani delle massaggiatrici me ne vado a spasso. Avevo visto su Google Maps che c'è un tempio Tao qui vicino, ma ho fatto fatica a trovarlo. Per quanto ben preservato, è praticamente inghiottito dall'edilizia residenziale e commerciale moderna. Panta rei.

Arrivato al tempio ho trovato tutto chiuso. Anzi il cancello era socchiuso, ma non c'era nessuno. Erano le 4:45 del pomeriggio e i raggi del sole che cominciavano ad arrossarsi disegnavano sinuose curve con le ombre degli alberi del giardino del tempio. Dopo aver aperto il cancello sono entrato timidamente nel cortile antistante il tempio ed ho trovato la biglietteria, dove un impiegato era pronto a sprangare bottega e andare a casa. In qualche modo capisco che si chiude fra 10 minuti. 

Mi fa cenno di entrare, niente biglietto, visita gratis, ma devo sbrigarmi. Il tempio è piccolissimo, e non c'era nessuno. Mi sarebbe piaciuto fermarmi di più, magari a meditare solo soletto per un paio d'ore, ma oggi non si può.



Continuo a passeggiare nei viottoli "hutong" delle case a tre piani, e incontro tante signore che passano il pomeriggio a chiacchierare sedute, qualcuna fa il bucato. Una nonnina regge con le braccia allungate un pargoletto, all'inizio non capisco poi vedo che questo è il modo per non sporcarsi mentre il piccolo libera il proprio intestino sul marciapiede. Nessuno dei presenti fa notare un qualsiasi tipo di reazione alla cosa, tutto normale. Be’ almeno avrebbe potuto farla accanto ad uno dei tanti alberi delle strade, almeno sarebbe stato un buon concime. Shanghai cambia ma alcune vecchie abitudini restano.

Spuntino al ristorantino di Papa Chan, il cui motto, scritto in cinese e inglese a grandi caratteri sulla cucina a vista, dice:

"Piccoli Dim Sum ma grande sforzo, 
per una reputazione eterna, 
al di là di questa breve vita."

La dice lunga su come si muove la Cina oggi.

Un negozio di pianoforti Schimmel, tedeschi purosangue. La musica occidentale è molto seguita in Cina. Ho letto che si fabbricano più pianoforti qui che nel resto del mondo, e la qualità ha raggiunto livelli di eccellenza. Come il talento dei giovani pianisti cinesi. Penso a Lang Lang, che è diventato famoso in tutto il mondo e fa un po’ troppo la primadonna, ma anche a tanti altri che si avvicendano nelle sale da concerto di Londra. 


Mi viene in mente il libro (recensito in questo blog) "The Secret Piano" che racconta di quando avere un pianoforte era considerata una forma di corruzione culturale, se non un crimine da "borghese".

27 February 2018

Banca, dentista e manicure a Guiyang

Giornata di commissioni varie che dobbiamo sbrigare in giro per la città. Cominciamo con la banca, dove dobbiamo cambiare alcune banconote di euro che ho portato per fare qualche regalino.

Le regole per cambiare valuta straniera in Cina sono un po’ complicate, e cambiano con una certa frequenza. Tanto per cominciare, solo la Banca di Cina (Bank of China) è autorizzata a cambiare. Poi, in questo periodo non fanno cambiare contante agli stranieri, quindi devo dare i soldi a mia moglie per cambiare a nome suo. Mi pare strano, come fanno tutti i turisti e gli uomini d'affari che vengono qui e non possono cambiare? Vero che pochi ormai portano contante. Forse gli alberghi lo accettano ancora, non se sono sicuro, la Cina è decisamente avanti con il denaro elettronico.

Quando arriviamo alla filiale della Banca di Cina prendiamo un numero e aspettiamo un'ora che arrivi il nostro turno. Non è particolarmente piacevole aspettare: l'ambiente è alquanto tristanzuolo, le sedie non particolarmente comode ed i fumatori appestano l'aria. Quando arriva il nostro turno ci dicono che l'unico impiegato autorizzato a cambiare valuta estera oggi non c'è. Riproveremo.

Ci rechiamo quindi presso un'altra banca, la International Commerce Bank of China (ICBC) per aiutare mia suocera in alcune operazioni sul suo conto. Lei non ama particolarmente le nuove tecnologie elettroniche per maneggiare il denaro.

Mentre Lifang fa le sue cose scambio qualche elementare convenevole con un impiegato in divisa blu che sta in piedi vicino alla porta d'ingresso, sembra una guardia della sicurezza. Mentre aspetto lo vedo camminare su e giù davanti alla porta che si apre liberamente, non ci sono metal detectors o altri controlli per evitare che maleintenzionati entrino in filiale, magari armati.

Dopo un po’ lo vedo avvicinarsi ad una vecchietta che è in difficoltà al bancomat, ed aiutarla sul touchscreen con l'operazione che non riusciva a completare. Poi se ne torna a fare la guardia.

Passa ancora un po’ di tempo - Lifang ci mette un po’ a far quello che deve fare - e noto che la guardia ha impugnato una scopa ed una pattumiera e sta pulendo per terra. Quando ha finito si allontana per tornare con un secchio d'acqua ed un mocio col quale pazientemente si mette a lavare tutti i pavimenti. Poi prende un lavavetro telescopico con un secchio d'acqua e cominciare a pulire le grandi vetrate della banca, che effettivamente ne avevano proprio bisogno! Infine, non pago, prende una grande busta di plastica e comincia a svuotare i secchi dell'immondizia

Dunque il bravo impiegato svolge tre funzioni in banca: guardia, spazzino e impiegato alla cassa, almeno quella elettronica. Non male. Mi immagino la reazione di qualche bancario italiano se si dovesse trovare a fare lo stesso: Abbasso lo sfruttamento! Inaccettabile! Sciopero! 

Mi dice Lifang che guadagna sui 1200-1400 Rmb al mese, più o meno quello che mette in tasca una donna delle pulizie che lavora a tempo pieno nel nostro condominio.

Tornando a casa ci godiamo una bella passeggiata lungo il giardino chiamato "Parco della Giada" a due passi dal nostro comprensorio. Fa freddo ma c'è un bel sole, siamo bene imbacuccati e ce la godiamo. Noto sui marciapiedi alcune signore, sulla settantina direi, ma potrebbero essere più giovani, che lustrano le scarpe. Hanno un banchetto su sui si siedono ed un altro, più alto, sui cui fanno accomodare i clienti. Ogni lustrata di scarpe costa 3 Rmb e ci mettono una mezz'oretta. Per gli stivali di Lifang però ne chiedono 5, mi pare giusto, sono alti fino al ginocchio!

La strada oggi non smette di regalare sorprese. Almeno per me sono sorprese, ma in realtà qui sono cose normali. Per la sorpresa più sorprendente è proprio questo, che siano cose normali!

Ad un incrocio vedo un uomo, tra i sessanta ed i settanta, che dirige il traffico. Non è un vigile. Veste abiti civili ma ha una grande fascia rossa sul braccio e una paletta del tipo in dotazione ai Carabinieri in Italia. Oltre a dirigere il traffico, intervenendo soprattutto quando cambia la luce del semaforo, declama poesie in dialetto hunanese. 

Che bel modo di passare il tempo in modo utile durante la pensione! Penso che forse potrei farlo anche io a Roma, recitare Trilussa mentre aiuto i pedoni a sopravvivere nel traffico selvaggio della mia città.

Nel pomeriggio accompagnamo mia suocera dal dentista, nella zona pedonale di Guiyang. Lo studio dentistico, come spesso succede qui (e a Londra, ma mai in Italia) è al piano terra, con accesso diretto dal marciapiede.

Appena entrati la segreteria, un banchetto bianco con una segretaria in camice che registra le generalità e poi chiama il professionista adatto. Si può venire senza appuntamento.

I riuniti sono disposti in un grande spazio aperto, con tanti dentisti che lavorano fianco a fianco circondati da vetrine nelle quali sono esposti, come oggetti in un museo di gioielli, dentiere e ponti. Dalle grandi vetrate si vede la strada e, quindi, i passanti possono godere dello spettacolo dei pazienti sdraiati a bocca aperta che vengono trapanati!

Mia suocera ha bisogno di un'igienista e poi avrebbe anche necessità di installare un ponte. Costano 300 Rmb (40 euro circa) con il metallo meno pregiato, 800 Rmb (110 euro) in lega nobile. Vedremo.

Poi mia suocera va a casa e noi restiamo un giro. Lifang decide di farsi dipingere le unghie, qui c'è un negozio dove sono molto bravi. Per 80 Rmb, in due ore di lavoro, le decorano tutte le unghie con squisite miniature floreali, peonie e loti. 

La ragazza dipinge con un pennellino sottilissimo, linee micromillimetriche si intrecciano per un risultato realistico e creativo al tempo stesso. Sul dito medio Lifang chiede e ottiene la replica del disegno della linea "Diva" di Bulgari, un classico che fu dedicato a Liz Taylor credo negli anni cinquanta.

Io passo due ore a zonzo, guardo vetrine e la gente che passa. Ma fa freddo e dopo un po’ torno al negozio. Sono molto gentili, le ragazze mi offrono una poltroncina e del tè caldo. Qualche domanda sull'Italia e su Londra. Sono chiaramente un'attrazione, quasi sicuramente il primo italiano che hanno mai visto, e per la maggior parte di loro probabilmente anche l'ultimo.

Tornando a casa la giornata è suggellata dall'acquisto di un paio di chili di "castagne d'acque", 20 Rmb al chilo, ottime, non le conoscevo. 

24 February 2018

Leiyang to Guiyang by bus

After some more trying to get two train tickets (no chance) and some trepidation at the thought of spending the rest of our Chinese New Year holiday here, we manage to get two tickets on a bus home, to Guiyang, where family is waiting for us.

The bus too is fully booked, but we get two seats in the back.

Three men board and take seats without tickets, when collector asks for tickets they say they could not buy them because they were sold out. They  argue, they want to go home. Then three more passengers with tickets board but can't find any seats because they've been taken by the three men. A long argument ensues then finally the three men leave.

Very noisy trip, people suck their drinks loudly, a car-sick girl vomits no one cleans up.

Meanwhile, it's been raining all day long.

We pass through some old villages. Old houses with pagoda roofs quite charming though need restoration.

New housing on the other hand mostly has with flat roof, just boxes of brick and mortar, no character but popular because can dry fruit on top . good for farmers who move to town but still grow crops in village plots.

Once at the Guiyang coach station we find a Didi (Chinese Uber) taxi driver who is rude and unhelpful. He does not move from his seat and keeps smoking while we load and unload heavy suitcases. But anyway we are home!

It is 4pm or so by the time we get to the apartment, and it is very cold. Hunan houses don't have a central heating system but many (including ours) have electric systems but people don't turn them on. In the evening it's 11 degrees inside, essentially the same temperature as outside.

22 February 2018

Changsha to Leiyang

Amazing buffet at the Changsha Intercontinental hotel, eastern and western, hot and cold, sweet and savory, chopsticks and forks and knives and spoon, it is a real celebration.

Some of the highlights: I was first attracted by the local cold noodles, roughly grated with a special tool from a big boulder of dough. You then add spices and bits and pieces of veggies and meats. Also interesting the hot soup with veggies, pork, mushrooms, taylor-made for each of us by a dedicated chef.

After breakfast the real challenge of the day awaits us: find tickets to Leiyang for the wedding ceremony of Carrie, one of our best Chinese friends, but no seats were available to purchase online as usual. It is still the Chinese new year rush, with over half a billion people moving around the country to spend the holidays at home. We went to the station and tried our luck at the ticket office, but no way.

We were then approached by some scalpers who wanted 300 Rmb, not for tickets but as a fee to smuggle us on a train then we could then, supposedly, buy standing tickets. However I have never seen anyone standing on the fast train we need, and the slow train would take way too long, maybe up to 4 hours as opposed to 1. The whole thing is fishy, we give up.

We're stuck! My wife then remembers that there is an alternative: get bus tickets instead. We manage to catch the last bus to Chenzhou at 5:30pm, but must pay for the whole ride to Chenzhou even if we plan to get off at Leiyang. Actually at a highway station which is the stopover for Leiyang-bound passengers. But that's the way it is and we're lucky to be able to get (close) to our destination! Carrie's husband and his brother (who owns a car) will come and pick us up. Very kind for someone who's getting married tomorrow!

Meanwhile great buffet (40 Rmb pp) with unlimited food and beer at a restaurant by the gas station. Tons of meat (great), fish (so so) and veggies (again great). Beer is a local brand, kind of light, but tasty. No fresh fruit however. I loved the chicken paws and the pork belly. Also black fungus with quail eggs was juicy and inviting.

Gas station buffet, Hunan











10 August 2017

Rooftop garden, taxi, treno e volo per Xi'an


Stamattina vado sul tetto del nostro palazzo a vedere gli ortaggi ed erbe che i condomini coltivano in scatole di polistirolo espanso.

Aglio, cipolla, erba cipollina, melanzane e altre verdure che non so riconoscere. me le hanno pure spiegate ma sono troppo strane, la prossima volta prenderò appunti e fotografie più dettagliate. Per innaffiare riciclano l'acqua con cui hanno lavato i piatti, rifiuti e detersivo compresi. Molti proprietari ed inquilini sono originari delle campagne circostanti Guiyang, e l'origine contadina si fa sentire. Gli viene strano andare a comprare ortaggi al supermercato quando possono farseli da soli. 

Pur rispettando le usanze locali quando sono all'estero cerco di far capire che forse non è una buona idea. Va bene riciclare ma non per mangiarsi detersivi. A Roma si dice... "ma va a magnà il sapone!" quando si vuol mandare a quel paese qualcuno, ma questo non gliel'ho detto.
Coscia di anatra

Dopo pranzo prendiamo un Didi per la stazione ferroviaria di Chenzhou Ovest. La conducente (una donna, per la prima volta!) è molto gentile, parla a bassa voce, ha un portamento elegante, viso rubicondo leggermente truccato e qualche gioiellino d'oro. 

L'auto, bianca e pulitissima, è di una marca cinese che non ho riconosciuto, solida, silenziosa, ben rifinita. Noto che ha una guida al limite dell'aggressivo, diciamo così che è chiaramente appassionata del suo lavoro. Mi sottolinea che le piace il cambio automatico, vuole essere avere il controllo assoluto della macchina in ogni fase di traffico.

Il suo stile di guida mi ricorda Roma: sta spesso in mezzo a due corsie, non si fa problemi di parlare al telefono mentre sorpassa. Ma almeno, a differenza dei romani, si ferma sempre ai semafori rossi e non si incavola con gli altri autisti.



Alla stazione piccola sosta al negozio di Shunhua, specializzato in parti di anatra leggermente piccante sottovuoto. Ogni volta i prezzi aumentano, e c'è sempre fila, sono spuntini ideali per il viaggio. Non credo siano il massimo del salutare ma sono buoni!

Poi l'ormai solito treno superveloce per Changsha, 300km e spicci all'ora, viaggiatori tutti rigorosamente tengono stretto il telefonino con il volume a palla, a giocare schizofrenici videogiochi o guardare video punteggiati di accese battaglie piuttosto che alterchi tra bellissimi attori di commedie romantiche.

Una volta arrivati nella capitale provinciale qualche minuto a piedi per prendere il trenino a levitazione magnetica che in una ventina di minuti ci porta all'aeroporto, e poi via in volo per Xi'an.

05 October 2016

Migrazioni e maglev back to Hong Kong

Colazione molto proteica con gli avanzi di ieri: il mio preferito è il tortino di pesce. Anche l'anatra. Lo stufato di cane francamente non fa per me, sapore e aroma non mi convincono. E tanto riso, come sempre servito, anzi preso da ciascuno per sé nel cucinariso in cucina, durante la seconda metà del pasto. non dovrò mangiare per molte ore! 

Saluti sbrigativi con la famiglia, non usa abbracciarsi, tantomeno baciarsi, neanche tra genitori e figli. Il contrario diametrale di quello che sarebbe stata una partenza simile in Italia. O in Belgio, dove ho vissuto tanti anni, e i baci sulle guance sono addirittura tre invece di due. Io ci ho provato ad abbracciarli, un po' perché ci sono abituato, un po' perché gli voglio bene, hanno fatto tanto per Lifang, e un po' per vedere come reagivano. Sono stati gentili, hanno accennato a ricambiare l'abbraccio ma sono rimasti distaccati, quasi come se volessero fare attenzione a non farmi male! Credo non ci ripoverò, bisogna rispettare il loro modo di fare.

Ma non ho dubbi che nel cuore i genitori di Lifang siano altrettanto dispiaciuti di vederla partire come lo sarebbero genitori italiani. Anche se ci sono abituati, è da quando ha 12 anni che parte di casa, per studio, per lavoro, e adesso anche per amore, per me.


Poi via in Didi, l'Uber cinese, fino alla modernissima stazione ferroviaria di Chenzhou, da dove prendo il treno veloce per Changsha. La stazione è molto ben organizzata, a parte i controlli a raggi x dei bagagli cui le guardie della sicurezza non sembrano prestare alcuna attenzione. C'è moltissima gente, la prima settimana di ottobre è di festa in Cina, il 1° Ottobre infatti cade l'anniversario della fondazione della Repubblica Popolare, nel 1949, e tutta la settimana è di festa. 

La folla è ordinata, si sta tutti stretti nella enorme sala d'attesa aspettando che il tabellone indichi con caratteri verdi il numero e la destinazione del proprio treno, e solo allora è permesso scendere al binario. Ordinata ma non sempre educata: c'è chi occupa due posti, magari con il bagaglio di qualcuno che è andato al ristorante, mentre altri sono costretti a stare in piedi. Mamme che mettono i bambini a dormire occupando tre posti e guardano dall'altra parte se qualcuno si avvicina, magari un'altra mamma con bambino: è la giungla!

Una volta giù al binario devo trovare sa scritta del mio treno, ciascuna carrozza di ciascun treno è indicata con un diverso colore. Tutti in fila davanti al punto dove si apriranno le porte, e puntualissimo il treno si ferma con precisione millimetrica proprio lì. Un po' di trambusto per sistemare i bagagli (non c'è mai abbastanza posto, abbiamo tutti tante valigie, regali per le famiglie, cibarie fatte in casa che i cinesi amano riportarsi verso il luogo di lavoro.

E non solo i cinesi: anche io ho la valigia piena di noccioline coltivate dai miei suoceri (imbattibile per fragranza e croccantezza), bottiglie di salsa piccante al peperoncino, aglio e zenzero, germogli di bambù selvatici raccolti con fatica in mezzo a rovi spinosi dalla mia suocera nelle colline circostanti il villaggio di famiglia di YanJia. Stamattina me ne hanno dato più di quanto potessi farne entrare in valigia, il resto li porterà Lifang che resta qualche giorno in più per aspettare il compleanno del padre.

E poi tutti seduti e  via il treno accelera con decisione verso nord. L'annunciatrice ci spiega in perfetto inglese che siamo benvenuti sul treno "Dell'armonia" della compagnia CHR (China High-speed Railways). Poi ci raccomanda anche di non fumare, "perché come tutti sanno il fumo fa male alla salute e  potrebbe attivare l'annunciatore e causare l'arresto del treno. Poi finisce con il raccomandare a tutti di fare attenzione al momento di lasciare il treno e aiutare gli anziani ed i bambini. In caso di incidente, infine, esorta a non uscire da treno e soprattutto a non fumare. Peccato che l'annunciatrice non dica che non è consentito ascoltare video con il volume a palla durante tutto il tragitto perché questa è l'attività piuttosto fastidiosa (per me!) che sembra accomunare tutti i miei compagni di vagone!

A Changsha scelta amletica: come andare in aeroporto? Bus o trenino navetta? Scelgo senz'altro il secondo, perché sono curioso di provare le carrozze a levitazione magnetica. A parte il fatto che ovviamente ci mettiamo molto meno tempo del bus, devo dire che però mi aspettavo più velocità, più silenziosità, mentre il trenino è sì comodo ma sobbalza un po', insomma non sembra così speciale, ma forse sono un incontentabile!

All'arrivo a Hong Kong si nota subito che la temperatura è decisamente più alta, direi tropicale, anche se siamo relativamente vicini, ma le montagne dello Hunan isolano la provincia anche climaticamente. E c'è che è preoccupato anche della temperatura corporea dei viaggiatori in arrivo: alcuni di noi, credo a caso, vengono avvicinati da impiegati dell'aeroporto con un termometro che viene mirato alla fronte, ma per fortuna siamo tutti sani e  possiamo passare.

Mi sistemo all'hotel Cordis, a Mong Kok, gran bel posto senza i prezzi dei concorrenti più famosi di Kowloon.

30 September 2016

Arriviamo a casa... per la prima volta!

Camera con vista, Changsha


Sveglia presto, oggi è il grande giorno: andiamo a casa, dove non siamo ancora mai stati! Per me ovviamente è la prima volta a Guiyang, la "piccola cittadina" come insiste a chiamarla mia moglie (poco meno di 1 milione di abitanti, ma si sa che i numeri sono grandezze relative).

Lasciamo una Changsha grigia, preda di una pioggerellina che rinfresca ma fa fatica a spazzare via lo smog per cui la capitale dell'Hunan è famigerata. Lifang mi dice che ogni volta che viene qui è sempre così, in tutte le stagioni: grigio. Meno male che non mi sono sposato una ragazza di Changsha!

Dall'ultimo piano dell'hotel si vede il fiume, sarebbe una bella vista se ci fosse qualche colore in più Proprio sotto di noi una struttura avveniristica. Ci dicono essere un nuovo museo delle belle arti, mi ripropongo di andarlo a vedere la prossima volta.

Dall'albergo alla stazione mezz'ora ininterrotta di grattacieli, perlopiù residenziali ma anche, ovviamente, uffici. Grandi cartelloni commerciali, ma non molti di tema politico. Qualche slogan del partito che esorta a costruire il socialismo, niente di più.

Intercontinental Hotel lobby, Changsha

La stazione ferroviaria è affollatissima, domani comincia la settimana di vacanza per la festa nazionale: il 1 ottobre 1949, infatti, Mao  Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese dal balcone della città proibita che affaccia sulla grande piazza Tiananmen (la porta della pace celeste), a Pechino. 

Chiedere a un cinese quante ferie ha non è facile: c'è chi non ne ha mai! Molti lavoratori senza contratto, per esempio, lavorano tutti i giorni dell'anno, forse si prendono una giornata di riposo per capodanno, e basta. A volte sono lavori a tempo parziale, ma comunque... Molti altri, centinaia di milioni, hanno una settimana all'anno di ferie pagate. I più fortunati, che lavorano per aziende internazionali nelle grandi città, arrivano ad avere un mese, più o meno come in Europa.

Poi però ci sono le vacanze ufficiali cinesi. A capodanno ci sono 3 giorni, lo stesso per la settimana nazionale che comincia domani. Poi un giorno per la giornata dei defunti, uno per il festival di mezzo autunno, e uno per la festa delle barche dei draghi. Infine uno per la festa del lavoro, il 1 maggio. Facendo qualche "ponte" si riesce a far un breve viaggio, oppure ad andare a trovare la famiglia per le feste comandate. Il capodanno cinese è la più grande migrazione della storia umana, oltre mezzo miliardo di persone che si spostano. Gli spostamenti della settimana nazionale non sono di proporzioni altrettanto bibliche ma poco ci manca.

Facciamo appena in tempo a prendere il treno. Sono l'unico straniero e per me non basta obliterare il biglietto come fanno tutti, il che fa scattare la barriera e permette di scendere verso il binario. Io invece devo far vedere il mio passaporto ad una controllore umana, che deve controllare non so cosa. Lifang deve insistere perché la zelante impiegata la faccia finita e ci lasci passare, poi via di corsa verso il treno che, puntualissimo, è fermo al binario, pronto a schizzare verso sud. È la mia prima esperienza su un treno veloce della CHR (China High-speed Railways) e devo dire che ne esco impressionato: puntialità, pulizia, velocità, silenziosità. Certo i biglietti non sono economici per i cinesi a 149 Rmb (quasi 20 euro) per un tragitto di due ore, ma per me li valgono tutti. A Changsha, sull'asse ferroviario che va da pechino fino a Hong Kong, passa un treno veloce ogni pochi minuti e, specialmente di questo periodo, sono tutti pieni a giudicare dalla sala d'attesa traboccante di umanità che abbiamo fatto fatica ad attraversare.

Eppure non bastano ancora, abbiamo avuto difficoltà a comprare i nostri biglietti oggi. Si possono comprare online, con un telefonino, ma quasi sempre la app dice che non c'è posto. Allora c'è un'altra app che prova per te ogni qualche minuto fino a che non agguanta un posto, magari per una cancellazione, o perché non mettono tutti i biglietti disponibili in vendita tutti insieme. A secondo dell'affluenza prevista, la app ti dice che probabilità hai di aggiudicarti un posto su questo o quel treno. Bisogna bilanciare le esigenze di orario con il rischio di restare a terra...

 

 E mantenere un margine di sicurezza, soprattutto se si devono prendere coincidenze internazionali. Lifang è diventata bravissima ed e riuscita ad acchiappare due posti per un treno che ci porterà a Chenzhou in prima serata.

Puntualissimi, in un paio d'ore siamo a Chenzhou, dove ci viene a prendere l'agente immobiliare tramite il quale abbiamo comprato casa. Un giovanotto sulla trentina, si vede che è molto motivato, ci racconta come gli affari vadano benissimo. La classe media cresce a Guiyang, arrivano i soldi dei giovani che sono andati a lavorare nelle grandi città. Si costruiscono tantissime case, ma non c'è pericolo di un eccesso di offerta, la domanda continua a crescere. Speriamo che abbia ragione, e di aver fatto un buon investimento!

Arrivati in città lasciamo i bagagli a casa di uno zio, Xiaoping, da cui staremo qualche giorno prima di inaugurare il nostro appartamento, e poi andiamo a dare una rapida occhiata alla nostra futura prossima dimora, a poche centinaia di metri di distanza. La prima impressione di Guiyang è limitata dal fatto che è già buio, ma si respira un'aria di grande attività, luci accese, gente per strada. L'appartamento è in ottimo stato, avrà solo bisogno di una bella mano di pulizia e siamo pronti.

Poi cena sotto casa sono passate le 8 di sera,  è tardissimo per cenare da queste parti, siamo stanchi e non abbiamo voglia di cercare troppo, quindi prendiamo posto al primo ristorantino che ci capita sotto mano. Si mangia bene, ma prezzi da grande città! Zuppa di non ricordo che carne e ortaggi, succulenti costolette di agnello leggermente piccanti, cavolo cinese ripassato. Servizio approssimativo, locale trasandato. Dopo qualche mese noteremo che il ristorante ha chiuso i battenti.

Ma di ristoranti non ne mancano, abbiamo visto decine di insegne già qui nel nostro quartiere, non vedo l'ora di sperimentare la vera cucina dell'Hunan, oltre ovviamente a quella, che già so essere ottima, dei miei suoceri. Del resto non ci sarà scelta: mi dice Lifang che in questa "piccola cittadina" non ci sono ristoranti di cucine internazionali. Non ancora, ne sono convinto, ma arriveranno. Non ce ne sono molti neanche di cucine di altre province cinesi, siamo in Hunan e si mangia cucina dell'Hunan.

Costolette di agnello, il primo pasto a Guiyang






27 September 2016

Bus ride to Changsha and a dip in a pool

Morning packing in our room. It's a grey dull sky, not conducive to one last effort to do more sight-seeing. Last great breakfast buffet at the hotel. Pork bites and taro is my favorite.

At 3pm we board a two-level bus to Changsha. No staff is around to help stow our bags in the hold. Or I should say there was quite a few staff around, but no one thought of the possibility of helping passengers, some of whom were older travelers. Once we are done we can climb to the top level for a better view.

The bus was almost empty. The seats were quite comfortable and so was the temperature, though the aircon unit was noisier than might have been hoped. We left on time and I began to enjoy the rolling Hunanese landscape careening in front of the window as the driver kept a crispy, almost hurried pace.

After a short drive in Wulingyuan, the town near the Zhangjiajie park, the bus stops to pick up some packages for delivery to Changsha. The driver takes some cash from someone who is clearly the sender of the package but issues no receipt. Maybe it's an extra income on the side...

The highway smooth and clean, like many in China these days. I can't stop admiring the amazing work that's been done for the national transportation infrastructure over the last few decades. The fields seem to be mostly in good shape, industrious farmers at work. The small urban areas we encounter are not exactly charming, with lots of grey concrete and houses with no character, but I suppose they probably took the place of muddy huts with no running water, and if so it is an improvement.

Lots of unfinished construction along the way and no one is working on almost any of the sites that pan in view of our windows. Some buildings look like they could become pretty smart condominiums if they ever make it to completion. I have read that there has been a boom of construction in parts of China in recent years, a rush to buy property, and this created a bubble that might be about to burst. Many Chinese today seem to believe, like many Italians did in the past until they got burned, that real estate never goes down. I hope not as we have just finalized the purchase of our family apartment in Guiyang!

The taxi stand at the Changsha West Station too crowded, Lifang decides to go for a taxi. This driver comes forward and talks to her and offers to take us, but after we load our bags in his trunk he refuses to go by meter and asks for 60 Rmb )about 9 euros) to take us to our hotel, the Intercontinental. Lifang thinks it is a rip-off and she must be right. We choose another one and he takes us down to his "brother" at the proper taxi stand. He was obviously a scout who hoped for a cut from taxi drivers to whom he brought business. The new driver accepted to go by the meter then as we go Lifang notices the meter running too fast, it is already way past 60 Rmb and we are not even close to our destination, it must have been tricked. Lifang is furious and after a long discussion whose exact content I can only guess, he agrees to a flat fee of 50 Rmb.

We can finally check-in at the Hotel Intercontinental, and are pleased to learn that they have decided to add free breakfast for free to our reservation. We were tired and really wished for an hour or two in the spa or pool, and smiled when they told us it was open until 1:00am. However, after rushing to drop our bags in the room and change, it was 11pm, the pool was just closing down. The lady at the spa reception smiled but said there was nothing to be done. Well, she might have been right under normal circumstances, but Lifang is not one to take no for an answer. Not when she'd been promised a dip in the pool after a long and tiring bus ride.

In the end, the director shows up and they open the pool just for us! They are clearly trying to impress, and they certainly did.


24 September 2016

Depart to Zhangjiajie

Oggi ci spostiamo su Zhangjiajie, il secondo polo turistico della provincia dell'Hunan. Decidiamo di prendere un'auto privata invece che affidarci ai mezzi pubblici, che avrebbero tempi lunghi e non ci porterebbero fino all'albergo che abbiamo prenotato. Sarebbe comunque necessario un taxi, quindi prenotiamo un Didi, l'Uber cinese. Una startup cresciuta rapidamente con ingenti finanziamenti, nazionali ed esteri. Anche Apple ha investito in Didi.

Anzi per essere precisi l'ex Uber cinese: proprio poche settimane fa l'azienda americana infatti ha venduto la sua branca americana, Uber China, a Didi, per 35 miliardi di dollari. Non in contanti ma in cambio di una compartecipazione, e Didi ha a sua volta ottenuto una piccola quota di Uber. Il tutto, pare, perché Uber perdeva soldi anche se sperava in una crescita a medio termine ed anche per pressione politica. Al partito non piace un'azienda straniera che sia venuta a conquistare un mercato immenso come quello dei taxi in Cina. Comunque alla fine tutti contenti, più o meno, Uber continua a far soldi con le sue azioni di questa società ex concorrente destinata a dominare il mercato più grande del mondo.

Didi adesso spopola: la usano tutti, si prenota e si paga come con un'app, proprio come Uber, si paga con Alipay o Wechatpay. Sono arrivati dopo ma hanno copiato bene. Adesso sta nascendo un universo informatico cinese,  spero non sarà staccato da quello del resto del mondo, sarebbe un peccato per tutti.

Per ridurre i costi accettiamo di condividere l'auto con una coppia cinese che va nella nostra stessa direzione. Il tutto organizzato da Xiao Tao (Piccola Onda) un simpatico ragazzone che abbiamo conosciuto ieri assieme alla sua ragazza durante il giro in barca. Non abbiamo lingue in comune, neanche mezza, ma comunichiamo! Credo che abbia negoziato una tariffa non ufficiale con un autista Didi, senza passare per la app, non so bene come, forse ha prenotato e poi cancellato, non faccio troppe domande.

Ce la caviamo con 268Rmb, o almeno così pensavamo. L'autista all'inizio è gentile, ci ha persino portato una bottiglia d'acqua a testa, e ci aiuta a caricare i bagagli, cosa non scontata in Cina. (O a Londra dove vivo: i Black Cab drivers sono carissimi e non staccano le chiappe dal sedile per aiutare con i bagagli neanche morti!)

La corsa è piuttosto scomoda, anche se ho avuto la fortuna di sedere davanti, accanto all'autista. Abbiamo tutti borse e bagagli tra le gambe, in braccio, persino dietro la testa di quelli seduti dietro. I due cinesi per fortuna parlano poco, sono presi con i loro telefonini a chattare con chissà chi, ma sono di stazza . Autostrada ottima, liscia e pulita. Si paga pedaggio, c'è un botteghino giusto fuori dalla città di Fenghuang. Accanto al quale svetta un enorme poster di Xi Jinping che esorta il popolo a costruire il socialismo, o qualcosa del genere, siamo partiti troppo in fretta perché mia moglie potesse tradurmelo. Ne vedremo altri. Uno recita "Everyone helps build and manage our home. A canyon of culture in Xianxi (un altro nome della provincia di Hunan)." Culto della personalità in fieri forse?

Arrivati in periferia di Zhangjiajie le due ragazze scendono, credo siano arrivate o prenderanno un bus. E lui si rifiuta di andare oltre. Noi siamo ancora ad almeno 45 minuti dal nostro albergo, fa caldo, abbiamo un bel po' di bagagli. Non capiamo, avevamo concordato 268 Rmb (sempre una cifra che finisce in 8, porta fortuna...) ma adesso vuole di più. Non ho ovviamente capito nulla della discussione tra lui e mia moglie, ma so che dopo qualche minuto eravamo da soli, io e lei, sul marciapiede, in mezzo ad una campagna, sotto un sole a picco. Non abbiamo pagato l'autista ovviamente. Non so come abbia fatto con Didi, la corsa è registrata sulla app. Comunque non importa, adesso dobbiamo trovare un'altra auto. Per fortuna l'app di Didi funziona bene e troviamo un'altra auto, 90Rmb e siamo in albergo!

Bagno ristoratore in piscina del Pullmann Hotel, la multinazionale è arrivata qui ma ha mantenuto il carattere cinese di questo albergo. Sul bordo della piscina leggo  "No Rough and Tumble and wear a swimming cap"!


01 July 2013

I sold my Mercedes 500SL today

Good by to a companion of exactly eighteen years. We had a great time together but, as she approached adulthood, like many adolescents, began to give me too many problems. I will probably never again have a car like her, and I will never forget her.

20 April 2012

Film Review: Space Tourists (2009), by Christian Frei, ***

Synopsis
Frei's film takes a humorous and laconic view of the way billionaires depart our planet earth to travel into outer space for fun. Space Tourists succeeds in surprising its audience with images and situations that have very little to do with the futuristic fantasy of space-tourism. The Swiss filmmaker sets up encounters with the least likely people imaginable: places even stranger and more unknown than outer space itself. The film investigates the emotional oscillations of an expensive enterprise and questions the meaning and boundaries of the human spirit and our hunger for adventure and discovery.

Anousheh Ansari is a billionaire who allegedly spent some twenty million dollars (expensive but, as she puts it, how do you put a price on a dream?) for a 10 day flight to the International Space Station. She explains in her own words why she did this and what her Spiritual experience was. An interesting personality, an Iranian who left her country after the revolution and became American but never forgot her cultural roots. She specifically greeted the Iranian people from space, though she was not allowed to do so in Farsi. She also wore the Iranian flag, but significantly without the Islamic writings in the white part.

Review
This film is another Frei foray into the lives and vicissitudes of the most unusual of people. Ansari is a genuine enthusiast of space, her youthful and genuine passion transpires at all times in the film. She has a child-like naivete for looking at the earth from above, but at the same time a high degree of maturity when she speaks of her travel as a symbol for women's rights, especially in the region of the world where she comes from, where women often do not receive the same opportunities that men do. A spoiled girl's whim? Perhaps, but a great adventure nonetheless. And I can say I would have done what she has done if I had had the money! Go for it Anousheh and thanks Christian Frei for bringing her to us.

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12 January 2012

Book Review: The Skeptical Environmentalist, by Bjorn Lomborg, *****

Pollution in the Maldives
Synopsis

Lomborg, an associate professor of statistics in the Department of Political Science at the University of Aarhus and a former member of Greenpeace, challenges widely held beliefs that the world environmental situation is getting worse and worse. Using statistical information from internationally recognized research institutes, Lomborg systematically examines a range of major environmental issues that feature prominently in headline news around the world, including pollution, biodiversity, fear of chemicals, and the greenhouse effect, and documents that the world has actually improved. He supports his arguments with over 2500 footnotes, allowing readers to check his sources.

12 September 2011

In treno in giro per l'Italia

La settimana scorsa ho deciso di prendere il treno per andare da alcuni amici a Vicenza. Aperta la pagina delle prenotazioni di Trenitalia ho indicato le stazioni di partenza e di arrivo, Roma e Vicenza, e ho scelto data e ora per il mio viaggio. Per un biglietto Frecciargento di prima il prezzo era di 116 Euro. Non proprio regalato, i prezzi dei treni sembrano ormai paragonabili a quelli degli aerei. A titolo di paragone sono andato a vedere quanto costano biglietti simili in altri paesi, sempre in 1a classe. In Francia Parigi-Bordeaux costa dai 40 ai 75 euro, un affare. Per la verità in Germania sembra il treno costi ancora di più, Francoforte-Monaco si vende a 140 euro. In Inghilterra da Londra a Newcastle costa sui 150 euro. In Spagna da Madrid a Barcellona si pagano dagli 80 ai 210 euro a seconda del servizio. Ma andiamo per ordine e cominciamo dall'inizio: la prenotazione.