Showing posts with label trekking. Show all posts
Showing posts with label trekking. Show all posts

07 October 2016

Trekking in the New Territories of Hong Kong

Meeting Stanley at my hotel in Mong Kok. He is a late-twenty-someting Hongkonger who freelances as a tourist guide.

We hop on the ever trustworthy MTR and are whisked to a station in the New Territories called Tai Po Market. From there it's a short taxi ride to the start of the trek. We walk through thick forests, and come within sight of the mainland: Shenzhen in just across the narrow bay.

At our destination we meet with David, a local local Hakka guide. He speaks German as he lived and worked in Germany for 20 years came back to revive village. With not a little pride he shows us around the Hakka village. Simple dwellings, a school, a temple. Hi brother cooks a delicious lunch for us: duck, pork and tuna. I am not sure which I liked the most, I ate too much of all of three. Yet I don' feel guilty, we are going to walk a lot today, some 20km all in all perhaps, so I need the calories.

The village is "protected" by a Feng Shui wall, which serves the dual purpose of keeping the evil spirits out and good fortune in (good fortune gets into the village through the gate, which somehow the evil spirits can't muster). The gate is impressive, very pretty and solid. Next to the door, on two golden panels, one can read the names of the people who live in the village, a kind of census. Next to each name a number: the amount of money each donated toward the restoration of the village.

It is called the Lai Chiwo (lychee) Village because in the early days people found the fruits in the surrounding area.

On the main square I am impressed by an austere building, the old school, now shut.

The temple is, as always, a deep experience. David insists, and I oblige, that I don't take pictures directly to the face of the deities who are watching us from the top of the altars.

Villagers mostly live off sustainable agriculture. They grow many different vegetables, notably rice and sunflower.

Toward the end of the tour we meet two ladies working in the fields, they speak good English, too good to be farmers of an isolated village. After talking to them I discover they are actually academics, have MAs and PhDs but do this farm work for free when they have time to keep their old village alive.

It's almost sunset, we are going back. Stanley takes me to another route, so I have a chance to see a different area. Lush valleys and rolling hills, I would never have expected Hong Kong to have this hidden face to show a curious traveler who digs deeper than shopping and dim sum. At one point Stanely tells me we are almost home, ie to the bus terminus: then I see a sign that says we have 5km to go! Distances are relative. It's a bit exhausting for me but I enjoy it. Stan walks ahead of me but never forgets to look back and check on me. there are no other trekkers around. I enjoy the solitude of the moment though I can also anticipate with enthsiasm the moment I will lower myself into a hot bath back at the hotel.

29 April 2011

6. - 29 APR: Shangri-la, lake Bitahai, Shudu and visit of town, shopping

Lake Bitahai
In the morning we make a trip to lake Bitahai, the highest in Yunnan at 3500msl. Nice walk along the river, abou three kilometers. We also take a short ride on a boat, a rip-off at 5 dollars to sail 10 minutes locked inside an ugly ferry. Would have been nicer to walk that distance as well. Then a drive to lake Shuduhai and another pleasant walk of a kilometer and a half. Tons of Chinese tourists all around. Not as many yaks as we had hoped to see, but still we see lots of the archetycal animal of this region in the meadows that paint this landscape.

25 August 2010

14° g - 25 AGO: Kaza – Kunzum La (4550 m) – Chandra Taal (4270 m) km 102

Sveglia prestissimo e colazione indiana alle 7! Che vi devo dire? A me il chai con ceci e patate a colazione proprio piace da pazzi! Ma sono praticamente l'unico. Gli altri saltano la colazione, salvo sgranocchiare qualche pezzo di pane con burro. Mi sento un po' in colpa perché avevo chiesto specificatamente (ma di nascosto) a Puran di farci la colazione indiana... Il nostro cuoco era tutto contento! Però pensandoci bene non mi sento in colpa, dopo tutto, in fondo sto cercando solo di far apprezzare il viaggio ai miei compagni anche sotto l'aspetto gastronomico. Pane burro e marmellata, certamente miglio di di quelle che ci propongono qui, li possono mangiare anche in Italia. Arrivo (apposta) per ultimo a tavola, con Francesco cui avevo confidato la cosa all'ultimo momento, e trovo tutti gli altri affamati e disperati! :-D Alla fine anche Aleardo ci prova e si trangugia un bel po' di ceci e patate. Io e Francesco facciamo strage! OTTIMO!

02 July 2010

Book Review: Exploring Kinnaur and Spiti in the Trans-Himalaya, by D Sanan and D. Swadi, ****

Review
This book fills a gap in the literature in that while there are a number of guides and travelogues on Ladakh, Kahsmir and Uttarankhand, this region has been somewhat neglected. A great book about travels here is by Giuseppe Tucci: "Dei, demoni e oracoli", but it dates back to 1933 and as far as I know has not been translated in English.

18 August 2006

Book Review: Trekking in Ladakh, by Charlie Loram, *****

Synopsis
This is the fully revised third edition of Charlie Loram's practical guide to low-impact trekking in this high altitude region of northwest India. The spectacular natural landscape of immense mountains, wild deserts and deep gorges, combined with a thriving Tibetan-Buddhist culture makes Ladakh (Little Tibet) one of the most fascinating destinations in the Himalaya.

06 August 2006

14° g - 6 AGO: Padum – Karsha – Padum

In marcia attraverso la pianura dello Zanskar. Lungo il percorso attraversiamo molti campi coltivati ad orzo, dove le locuste stanno banchettando indisturbate. Non si curano molte neanche quando mi avvicino a pochi millimetri per fotografarle in macro. Incontriamo molti muri di mani, e Gyalpo ci porta anche nella casa di uno scultore che incide le pietre votive. Ovviamente a casa sua ne ha a centinaia, sono in vendita a 100 Rs le più piccoline e fino a 300 Rs le più grandi. Dopo due ore e siamo nel paese di Karsha alle pendici del monte sul quale è costruito il gompa di Karsha, anzi i due gompa, dato che sulla sinistra ce n’è un altro, più piccolo, femminile. Dalla piazza del paese si sale a piedi lungo una rampa a gradoni per circa 30 minuti fino al gompa vero e proprio. Durante la visita passo davanti ad una cucina e vedo Gyalpo, che sta già dentro masticando a quattro ganasce, e mi aiuta a chiedere ai monaci di assaggiare gli intrugli che stanno preparando. Buona minestra di verdure, non male anche il “timo”, una specie di cornetto di pasta, le solite lenticchie, ma mi accorgo con non poca sorpresa che ci sono anche pezzetti di carne di yak!! Ma come, non sono vegetariani nei monasteri??? Manco per niente... eppure i monaci qui sono i “berretti gialli” che in teoria sarebbero la setta, minoritaria rispetto ai “berretti rossi”, più ligia alle tradizioni e morigerata nei costumi.

01 August 2006

9° g - 1 AGO: Lamayuru – trek Wanla – Kargil

La mattina una parte del gruppo decide di fare un breve trek fino a Wanla, ci facciamo guidare da uno degli autisti. Ci vogliono quasi 4 ore, andando molto piano. Pioviggina, poi smette ma resta coperto, clima ideale per il trek, con il sole sarebbe stato troppo caldo. Per questa camminata ho scelto il senso in discesa, da Lamayuru si perdono circa 300 metri di dislivello, ma se ne salgono circa 300, dunque in tutto 300 a salire e 600 a scendere. Il paesaggio è drammatico, lunare. Incontriamo carovane di cavalli, donne, bambini, e poi nella valle di Wanla anche campi di orzo e contadini. Arrivati al gompa di Wanla troviamo che è chiuso, ma dopo un po’ un monachello apre ad alcuni di noi che hanno insistito, ci sono affreschi di stile simile a quello di Alchi.





La cartina qui sopra è presa da questo libro, forse la migliore guida per i trek in Ladakh.


09 August 2004

14° g - 9 AGO: Maupiti, trek sul vulcano

La mattina Janine ci porta con la sua barca sull’isola principale. Dal porto partiamo per una camminata fino quasi in vetta al vulcano (circa 400mt), ci vogliono due ore di cammino per salire ed una per scendere, non difficile ma neanche proprio banalissimo... in vari punti è necessario trovare appigli con le mani; indispesabili buone scarpe da camminata.

01 November 2003

Book Review: Trekking in the Indian Himalaya, by Garry Weare, *****

Synopsis
Our expert author, trekking the Indian Himalaya since 1970, will be your guide to some of the world's most awesome trekking. This book covers the region's top treks, through the Buddhist villages and high passes of Ladakh, the spectacular mountains and verdant valley of Himachal Pradesh, and the sacred pilgrimage sites and high-altitude meadows of Uttarakhand. Whether you are an experienced trekker or a first-timer, you're sure to find the ultimate trekking experience here.

29 October 2003

13° g - 29 OTT: trek da Kausani a Bajinath

In mattinata trek in discesa dalla cima di Kausani, dove si trova l’albergo, a Bajinath, in fondo valle. Si attraversano fattorie, campi coltivati, incontri occasionali con contadini e studenti. Si alternano dirupi e terrazzamenti, fiumiciattoli e burroni, ed anche sezioni di foresta vergine. Ci mettiamo circa 3 ore e mezzo a fare gli 11 km di discesa. Ci avevano offerto una guida, che noi abbiamo deciso di non utilizzare, ed in effetti in un paio di occasioni forse non abbiamo fatto la strada più diretta o sicura, tra i campi è facile perdersi; ma alla fine anche perdersi tra le colline fa parte di questo viaggio.

Incontriamo molte donne intente al lavoro dei campi, a me sorprende sempre come le indiane siano sempre in qualche modo eleganti nei loro vestiti sgargianti, anche quando lavorano la terra o trasportano sterco per combustibile! Hanno un'espressione serena, qualche volta persino sorridente.

Anche molti ragazzi nelle loro uniformi scolastiche si riavviano verso casa nella luce calda del sole calante. Continuiamo anche se su percorso incerto, basta scendere sempre e si arriva a valle! In serata siamo a Ranikhet.

22 October 2003

6° g - 22 OTT: Si riscende fino a Gangotri

Lunga discesa per tornare a Gangotri, le ginocchia ne risentono un po’. Incrociamo gli ultimissimi pellegrini della stagione che salgono – a cavallo la più parte, mica a piedi come quelli di Avventure! Ci fermiamo per qualche spuntino, fotografie sui precari ponticelli fatti da semplici tronchi posti di traverso a qualche ansa del fiume che si suddivide in frizzanti torrenti lungo la discesa, per poi ricomporsi più a valle.

21 October 2003

5° g - 21 OTT: Da Bojbhasa alle sorgenti del Gange ed oltre...

Sveglia all’alba e partenza. Decidiamo di portare tutto con noi, non sappiamo se, ammesso di raggiungere Tapoban, torneremo giù, o se il possibile peggioramento delle condizioni meteo nel pomeriggio ci obbligherà a rimanere la notte con i sadhu e tornare il giorno dopo. Il sentiero diviene più accidentato, si comincia ad attraversare il ghiacciaio dal quale sgorga il Gange; superiamo i 4000mt di quota, l’altitudine comincia a farsi sentire, il ritmo del passo cala, l’affanno aleggia sulle nostre teste come un avvoltoio; arriviamo in poco più di un’ora alle sorgenti del Gange senza troppa difficoltà, a Gaumuk. Io mi fermo lì, il paesaggio è incantevole, il cielo azzurro e cobalto, il sole si staglia tra qualche nuvoletta passeggiera, la suggestione mistica infinita, ma le mie gambe cittadine ultraquarantenni mi avvertono che se insisto troppo potrebbero presto scioperare; in ogni caso l’obbiettivo del trek, la sorgente del Gange, è raggiunto.

20 October 2003

4° g - 20 OTT: Da Gangotri a Bojbhasa, trek in quota

Sveglia alle 6. Appuntamento con i portatori, “chai” (thè indiano al latte e spezie come cannella – o cardamomo, o noce moscata o quant’altro viene in mente a chi lo prepara – e zucchero) e partenza alle 7.15. Importante caricare gli zaini di quanta più acqua potabile possibile (i portatori si caricano fino a 20kg ciascuno, sarà quasi la metà del loro peso corporeo; sono magri, scuri, tosti, un fascio di muscoli e nervi) perché poi non se ne trova più. Ci cominciamo ad inerpicare sul sentiero di pietra. Lasciando il paese si entra nel parco nazionale, un milite di guardia ci fa pagare l’entrata. Alcuni cavallanti ci propongono i loro servizi, ma noi abbiamo deciso di andare a piedi. Dopo 9 km siamo a Cheerbasa, poco più che una stazione di ristoro, alcuni piumoni scoloriti del locale rifugio sono stesi al sole ad asciugarsi. Il cammino è facile, il tempo ottimale, siamo partiti intirizziti all’alba avvolti da strati di felpe, poi ci sbucciamo gradualmente e per le 10 siamo in maglietta a maniche corte!

26 August 2002

19. - 26 AUG: Muang Sing market, trek in the jungle

Muang Sing market

Six o’clock in the morning and the market is already in full swing. Ladies from around the province are deployed to their negotiating positions behind tightly packed stands: fruits, vegetables, spices, sweets, the usual suspects as far as country markets go. But some not so usual foodstuffs did make me wonder what kind of recipes would be prepared that evening in some of Muang Sing’s homes: roasted and live beetles, whole raw pig heads, buckets of chicken paws…