02 May 2003

Recensione: A Est dell'Avana, di Roberto Goracci, *****

Sinossi

Organizzatore di crociere charter nel Mediterraneo, dopo qualche anno di lavoro d'ufficio, Roberto Goracci decide di riprendersi la libertà che fino a quel momento aveva venduto agli altri. Acquista un catamarano, va a Cuba e si ferma vicino a Holguin sulla costa orientale. Per tre anni abita in una capanna sulla spiaggia, col suo cane Hush, e porta in giro i turisti con la barca. E intanto vive in prima persona la musica, la danza, il ron, l'embargo, i burocrati, il sesso, la miseria, l'orgoglio: tutta la vera Cuba, uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Con una nota di Luca Barbarossa.

Recensione
Uno dei migliori libri su Cuba che abbia letto. Goracci narra la sua vita vissuta in modo disincantato, direi cinico, ma per questo assolutamente illuminante. Sempre al di là di tutti gli stereotipi, Goracci guarda in faccia la realtà e la racconta pari pari. Tipico il suo atteggiamento verso le donne cubane, che fanno "innamorare" tanti stranieri: lui confessa che proprio non riesce ad innamorarsene, e che dopo una notte di sesso è tutto finito. Anche il suo malcelato disprezzo per gli "animalisti" che vogliono proteggere i pesci dai pescatori mi rassicura in questi momenti di follia ambientalista in occidente.

Anche di Castro Goracci scrive con spregiudicata fattualità, pro e contro, senza peli sulla lingua. Castro che a Cuba non si può neanche nominare senza guardarsi le spalle. Personalmente sono assolutamente d'accordo con la sua tesi che senza l'inutile embargo americano il socialismo sarebbe caduto da tempo per cause naturali, ma così ogni problema viene addebitato al bloqueo e il regime ...regge.

Goracci spiega Cuba chiaramente, come l'ha vista, senza preoccuparsi di essere politically correct, e meno male: i negri sono negri, non "neri", perché la parola indica precise caratteristiche somatiche degli africani Bantu, che non caratterizzano altre etnie con la pelle scura. Del resto Senghor e Martin Luther King usavano il termine "negro" e non erano certo razzisti...

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