31 December 2003

8° g - 31 DIC: VISITA DI PETRA

Giornata intera di visita a Petra, meglio arrivare presto la mattina per vedere la luce del sole che piano piano si estende sul “Tesoro”.

Mi è piaciuto visitare Petra da solo, o con uno o due compagni di viaggio al massimo, soffermandosi a contemplare i mille scorci che offre questa incredibile sistemazione urbanistica, ad assaporarne i colori ed a meditare sulla sua sfortunata storia.

Inutile affannarsi a vedere ogni tomba ed ogni pietruzza (servirebbero settimane) meglio concentrarsi su una selezione si siti e goderseli a fondo, respirando l’atmosfera del passato, immaginandosi come i Nabatei abbiano potuto vivere in questi spazi mistici.

30 December 2003

7° g - 30 DIC: WADI MUSA – PICCOLA PETRA 10KM ORE 0,50

In bus fino a Piccola Petra, minicaricatura e brutta copia della vera Petra, la cosa più interessante è la panoramica camminata che da lì si fa per andare appunto a Petra. Tre ore circa andando piano e si arriva al “monastero” da cui poi si scende verso gli altri siti.

Ho scelto questo itinerario per “arrivare” a Petra in crescendo, come ci sono arrivati tanti nell’antichità. Però poi, ripensandoci, penso sarebbe stato meglio tralasciare ed allungare il tempo di permanenza a Petra stessa, che necessita di molte ore per essere assaporata appropriatamente. Pomeriggio in giro per Petra, ci disperdiamo a fare foto, arrampicarsi sulle rocce ecc ecc.

29 December 2003

6° g - 29 DIC Wadi Rum, Petra by Night – 100KM ORE 2

All’alba, prima di colazione, passeggiata per le dune intorno al campo, la luce del primo mattino rende la sabbia e le rocce particolarmente fotogeniche. Poi si parte con i due pick-up per un giro di 5 ore nel deserto del Wadi Rum, con varie soste, scalate di dune colossali, arrampicate su rocce multiformi e coloratissime. Pranzetto al sacco con i nostri salumi e formaggi portati dall’Italia.

Peccato che i pick-up siano abbastanza scassati, ci fanno perdere molto tempo per continue riparazioni improvvisate e precarie, ma in fondo siamo in pieno deserto e anche queste pause forzate fanno parte del viaggio.

Alle 4 del pm siamo di nuovo al campo e ripartiamo per Wadi Rum dove puntuale ci viene a prendere il bus dell’albergo di Petra. Dopo 4 ore siamo a Wadi Musa, il paesino adiacente a Petra. Cena buffet in albergo e uscita (12 JD, no TLF) per Petra by night, che consiglio, ma attenzione perché non c’è tutti i giorni. Per arrivarci c’è la navetta gratuita dell’hotel. AL ALAMBATI, niente ci ché, anonimo e FREDDO!! Io mi sono preso un brutto raffreddore perché la camera non era riscaldata, lo stesso era successo ad altri gruppi, esigete dal proprietario che accenda bene il riscaldamento, prima che voi arriviate in albergo. Altrimenti lui l’accende solo quando arrivate, e ci vogliono ore prima che la stanza sia calda! A parte questo, si sta bene, e il buffet è soddisfacente.

28 December 2003

5° g - 28 DIC: RISERVA DI DHANA – WADI RUM, 150KM ORE 3

Mattinata in giro per il parco di Dhana per 2h30. Volendo si può anche camminare più a lungo, il paesaggio lunare fornisce anche ottimi spunti fotografici. La riserva è una pregevole iniziativa ambientalistica ma anche volta a valorizzare l’artigianato, il turismo ed i prodotti agricoli della regione.

Finita la passeggiata riprendiamo le nostre cose in albergo e partiamo per il deserto del Wadi Rum, dove finisce il trasporto compreso nella quota di partecipazione e salutiamo i nostri autisti.

Qui ci aspetta Hussein, un organizzatore di tour locale con cui mi aveva messo in contatto una conoscente, con due camion scoperti che ci porta al suo campo, locato circa 9km all’interno. La sistemazione è essenziale, come previsto, un tendone con materassini e coperte. Cena piuttosto frugale, pollo alla griglia e insalata, yoghurt. Chiedo il narghilè, ma non c’è tabacco... dopo qualche insistenza Hussein va a comprarlo e passiamo una piacevole ora a fumare intorno al fuoco. Poi passeggiata notturna nel deserto, suggestivamente appena rischiarato dalla luna, e a letto!

27 December 2003

4° g - 27 DIC: AMMAN – MADABA (S. GIORGIO), MONTE NEBO, WADI MUJIB, CASTELLO KARAK – RISERVA DI DHANA, 250KM ORE 4

In mattinata partiamo per Madaba, che necessita di un’ora per vedere l’essenziale, meglio due ore per girarla con calma. I mosaici sono da non perdere.

Proseguiamo per il Monte Nebo (1 ora) ed il castello di Karak (2 ore) per finire la giornata alla riserva di Dhana, dove arriviamo nel pomeriggio e passiamo piacevoli ore davanti al camino dell’albergo, semplice ma gradevolissimo. Alloggiamo e mangiamo all’ottimo Dhana Center.

26 December 2003

3° g - 26 DIC: AMMAN – CASTELLI DESERTO – AMMAN, 300KM ORE 5

Giro di tutta la giornata ai castelli dei crociati. Tutto sommato deludente, i siti non sono niente di speciale e neanche il deserto circostante è particolarmente suggestivo.

Rientriamo in tempo per visitare il teatro romano di Amman, molto ben preservato, il sito più importante della città, e la cittadella in cima alla collina. Girando vediamo anche alcune chiese, non ci sono problemi in questo paese per la comunità cristiana.

In serata andiamo a fare sauna e massaggi da “Al Pasha Turkish Bath” 15 JD per il trattamento completo, fantastico, rilassante, molto piacevole ed è anche interessante l’ambiente (un vero Hammam turco!) e gli incontri che ci si possono fare. Uomini e donne separati ma possono andare insieme se siete un gruppo consistente e prenotate tutto il locale, mettersi d’accordo con Ammar e riconfermare le prenotazioni.

25 December 2003

2° g - 25 DIC: AMMAN – UMM QUAIS – JERASH – AJLUN – AMMAN, 300KM ORE 5

Partenza in alle 7:30, la strada è buona, in 1h30 siamo a Umm Quais, che merita una visita con calma.

Proseguiamo per Jerash, dove restiamo varie ore (attenzione cercheranno di appiopparvi una guida “obbligatoria” ma in realtà non c’è obbligo dunque prendetela solo se la volete). Rimane sempre un motivo di malcelato orgoglio vedere ricchezza culturale romana in giro per il mondo, anche per me che non sopportu più Roma e non ci voglio più tornare a vivere. Ma i Romani che hanno portato la romanità per tutto il mediterraneo non sono i romani di oggi.

Pranzetto lungo la strada in un ristorantino consigliato dall’autista, niente male.

Ultima visita della giornata ad Ajlun, molto suggestivo! Rientriamo per le 7.

Cena di Natale al ristorante Fakr El Din, ottimo, molte portate di assaggi diversi di carne, pesce, ortaggi, frutta, anche un vinello giordano tutto sommato bevibile; consiglio fortemente, vale i suoi 15JD. E’ interessante anche per come è frequentato: la Amman benestante, i borghesi cosmopoliti che non vediamo in televisione durante le manifestazioni... donne a capo scoperto, e non solo quello... Bellina soprattutto la sala da tè.

Iran: La fortezza di Bam tra il ricordo e la speranza

Dicembre 2003: sono in Giordania per un breve viaggio natalizio quando una guida mi riferisce le prime incerte notizie: “Terremoto in Iran, migliaia di morti, è crollata una fortezza.” Chiedo dettagli, quale fortezza? “Non so, non ho capito il nome, una fortezza con una doppia cinta di mura.” Non ce ne sono molte, in Iran... La conferma arriva inesorabile con il notiziario serale della BBC sulla radiolina ad onde corte: il sisma ha obliterato Bam dalla carta geografica...

24 December 2003

1° g - 24 DIC: ROMA – AMMAN

Riunione del gruppo a Fiumicino. Partenza in ritardo per guasto tecnico, ma a parte questo inconveniente Royal Jordanian da un buon servizio. All’arrivo c’è ad attenderci Nadir, il corrispondente con i due pullmini che useremo nei prossimi giorni che ci accompagna in albergo, lo Sheperd, a 13 JD colazione compresa. Gli impiegati sono abbastanza antipatichelli ma l’albergo è buono e la colazione pure.

03 November 2003

Bibliography: Books on the Western Himalayan regions of India

A selection of my readings on this region, which I visited four times beetween 2003 and 2010. They are divided according to the administrative division of India: Jammu and Kashmir, Uttarankhand and Himachal Pradesh. Click on the links to read my reviews and buy these books.

01 November 2003

Book Review: Trekking in the Indian Himalaya, by Garry Weare, *****

Synopsis
Our expert author, trekking the Indian Himalaya since 1970, will be your guide to some of the world's most awesome trekking. This book covers the region's top treks, through the Buddhist villages and high passes of Ladakh, the spectacular mountains and verdant valley of Himachal Pradesh, and the sacred pilgrimage sites and high-altitude meadows of Uttarakhand. Whether you are an experienced trekker or a first-timer, you're sure to find the ultimate trekking experience here.

31 October 2003

15° g - 31 OTT: Fine del viaggio

Giornata di riposo, riflessioni finali e bagno di sole. Facciamo una gita per i laghetti delle valli adiacenti, un uno di questi affittiamo anche una barca a remi e su di essa ci godiamo un paio d’ore di quiete totale sgranocchiando noccioline e ripensando un po’ a tutto il viaggio che si sta per concludere e naturalmente al prossimo... con Fabrizio consideriamo che, avendo visto qui dove nasce il Gange, e già prima il suo massimo sviluppo, il suo cuore pulsante, a Varanasi, potremmo pensare ad un terzo viaggio in India dove esso muore nell’oceano, in Bengala...

30 October 2003

14° g - 30 OTT: Ranikhet e trasferimento a Nainital

In mattinata altra camminata per le montagne afforestate di Ranikhet, circa 8km in 4 ore. Il paesaggio è idilliaco, il clima ideale per una camminata. Alcune scimmie ci accompagnano per la strada, bisogna stare attenti che non si avvicinino troppo perché potrebbero essere tentate di sgraffignare qualcosa!

Alla fine raggiungiamo i Chaubatia Gardens, dove volendo si può pernottare in una caratteristica casa coloniale ristrutturata ad albergo. La posizione è imbattibile e sono molto gentili. Noi però, tanto per cambiare, non abbiamo tempo, e tiriamo dritto.

A Chaubatia ci aspetta Pappu e proseguiamo per Nainital senza problemi, strade con molti tornanti ma ben asfaltate, ormai ci pare tutto facile, tutto procede rapidamente, inizia un rilassamento generale che a fine viaggio ci sta proprio bene!

29 October 2003

13° g - 29 OTT: trek da Kausani a Bajinath

In mattinata trek in discesa dalla cima di Kausani, dove si trova l’albergo, a Bajinath, in fondo valle. Si attraversano fattorie, campi coltivati, incontri occasionali con contadini e studenti. Si alternano dirupi e terrazzamenti, fiumiciattoli e burroni, ed anche sezioni di foresta vergine. Ci mettiamo circa 3 ore e mezzo a fare gli 11 km di discesa. Ci avevano offerto una guida, che noi abbiamo deciso di non utilizzare, ed in effetti in un paio di occasioni forse non abbiamo fatto la strada più diretta o sicura, tra i campi è facile perdersi; ma alla fine anche perdersi tra le colline fa parte di questo viaggio.

Incontriamo molte donne intente al lavoro dei campi, a me sorprende sempre come le indiane siano sempre in qualche modo eleganti nei loro vestiti sgargianti, anche quando lavorano la terra o trasportano sterco per combustibile! Hanno un'espressione serena, qualche volta persino sorridente.

Anche molti ragazzi nelle loro uniformi scolastiche si riavviano verso casa nella luce calda del sole calante. Continuiamo anche se su percorso incerto, basta scendere sempre e si arriva a valle! In serata siamo a Ranikhet.

28 October 2003

12° g - 28 OTT: Auli, Pipalkoti, lasciamo il Garwal e trasferimento in Kumaon

Mattinata ad Auli, stazione sciistica per la classe media indiana, impianti rudimentali ed scassatelli ma paesaggio da sogno. Si prende una funivia (un po’ cigolante, ma ci fidiamo) da Joshimath e si raggiunge in cima un’ampia radura che domina la valle e dalla quale si vede, stagliata nel blu cristallino del cielo, la maestosa cima del Nanda Devi, la più alta montagna interamente in India, quasi 8000 metri. Chiacchieriamo con una famiglia di Goa, marito curioso di noi stranieri, moglie grassottella, bambini anch’essi ipernutriti e iperabbigliati, un po’ come in Italia, solo che qui fanno più impressione perché contrastano con i fisici asciuttissimi della maggior parte dei pellegrini che abbiamo incontrato in queste terre – e degli Indiani in generale, che tra i tanti problemi che hanno non annoverano certo, per ora, quello dell’eccesso adiposo! Per loro, che vengono dalla regione costiera e sono abituati a palme e temperature tropicali, stare qui è ancora più strabiliante di quanto non lo sia per noi, che in fondo siamo abituati alle Alpi e all’Appennino. Il panorama è veramente eccezionale, volendo si possono fare passeggiate in quota ma il tempo è sempre tiranno e se vogliamo arrivare in Kumaon prima che faccia buio dobbiamo ripartire.

27 October 2003

11° g - 27 OTT: Escursione in auto a Badrinath, visita ai Bhotia di Mana

Lunga gita in auto su e giù per le montagne, attraversando il Saraswati (è sempre lui, il Gange, ma qui si chiama così), per arrivare al tempio di Badrinath, l’ultimo dei tre alle sorgenti. Non c’è alcun trek da fare qui, tutto in auto in un paesaggio durissimo con strapiombi da brivido e tornanti formato budello da far girare la testa, per fortuna c’è Pappu al volante, siamo tranquilli. Il tempio è chiuso e comunque, da fuori, non sembra particolarmente interessante, sicuramente meno degli altri due che abbiamo già visitato, almeno ai nostri occhi profani di visitatori e non di pellegrini. Oggi piove, e le nubi cupe rendono l’atmosfera che circonda le montagne particolarmente suggestiva.

26 October 2003

10° g - 26 OTT: trasferimento da Rudraprayag a Joshimath

Lungo, lunghissimo trasferimento, infinite frane rallentano la marcia, i tempi di percorrenza sono imprevedibili su queste strade affascinanti ma tortuosissime, evidentemente sempre senza parapetto... Sosta pranzo nella piazza principare di un simpatico paesino, Pipalkoti, dove assaggiamo un’ottima Pakhoda (frittelle ripiene) in uno dei vari ristorantini senza nome lungo la strada – è quello di fronte al barbiere, se per caso vi trovaste a passare di lì.... Arriviamo a Joshimath verso le 3 del pm, troviamo l’albergo e ci facciamo una passeggiata per il paese bardato a festa, infatti in questi giorni è il Divali, la festa delle luci, che dal punto di vista sociologico è un po’ come il nostro Natale... è la principale festa dell’anno, riunioni di famiglia, grandi mangiate, regali. E’ l’unica volta che vediamo Pappu triste, è lontano dalla moglie e dai bambini, ma ci è abituato, è il suo lavoro e lei sa che lui sta sempre in giro a scarrozzare turisti per tutta l’India.

25 October 2003

9° g - 25 OTT: Da Kedarnath a Rudraprayag

In mattinata visita al tempio di Kedarnath. Una dozzina di sadhu si godono l’ultimo sole della stagione seduti per terra nel cortile antistante. Qualche famiglia di fedeli viene a pregare, si ode a tratti il tocco della batteria di campane poste in cima alla scalinata che conduce al tempio, dove si può entrare ma non fotografare. Un netturbino raccoglie l’immondizia, la depone in una sbilenca carriola, da fuoco al tutto e si avvia tranquillo, trascinandosi dietro il suo carico incendiato! Poi ci incamminiamo verso il lago Gandhi Sarovar dove furono disperse le ceneri del Mahatma; si sale per poco più di un’ora, facile camminata tranne per un punto dove si deve attraversare una cascata al guado, togliendosi le scarpe e le calze e immergendosi fino a metà polpaccio nell’acqua cristallina e freddissima.

24 October 2003

8° g - 24 OTT: trasferimento a Kedarnath

Sveglia all’alba e raduno di pellegrini (tanti) e turisti (solo noi) all’inizio del camminamento verso il tempio, fa freddo. Decine di cavalli masticano biada e pompano vapore dalle narici; i rispettivi cavallanti imbacuccati li bardano e si preparano alla giornata; si negoziano le tariffe, Fabrizio e Simona si fanno a piedi i 14 km di salita, io invece imito i pellegrini indiani e salgo su un cavallino... tanto per immedesimarmi nella vita SPIRITUALE locale! Pellegrini a cavallo, a piedi, i più anziani o ricchi sul “doli” una portantina che 4 uomini si caricano sulle spalle per tutto il tragitto (circa 6-7 ore, 1600 metri di dislivello, 2000 Rs, circa 40 Euro, 10 a testa, sembra una miseria ma è una settimana di stipendio medio per un indiano). Il sentiero di pietra si abbarbica sul costone della valle del fiume Mandakini, la terza componente del Gange che incontriamo nel nostro viaggio. Paesaggi maestosi, tempo perfetto, solo qualche nuvola sporca il cielo nel primo pomeriggio, cade qualche goccia d’acqua verso le 5 ma la sera è di nuovo limpido.

23 October 2003

7° g - 23 OTT: trasferimento in auto a Gaurikund

Estenuante trasferimento in auto tra le montagne, che pur di grande effetto scenografico mettono a dura prova la nostra resistenza, meno male che abbiamo un autista veramente eccezionale. Pappu pennella i tornanti con sicurezza, è magistrale nell’accelerare quando si può, ma anche a frenare dolcemente quando necessario, senza esitazione alcuna, ma anche senza scossoni. Passiamo per lo sconfinato cantiere della controversa diga di Tehri, una enorme vallata interamente rivoltata come un pedalino, che sbarrando il Bhagirath (nome di questo braccio del Gange) fornirà elettricità a tutta la regione (e sì che n’è ben bisogno, qui si va ancora avanti con la corrente che va e viene nei momenti più impensati!) ma al prezzo di devastare una regione e obbligare allo spostamento un’intera città, Tehri appunto, e già stanno costruendo Nuova Tehri a monte. D’altra parte l’India cresce a ritmi vertiginosi, 8-9% l’anno, e l’energia elettrica, si sa, è il prezzemolo della crescita, senza di lei non c’è modello di sviluppo che tenga.

[Quasi dieci anni dopo: è il 2013 ma i problemi dell'energia in India non sono risolti, ed il paese soffre del peggior black-out mai accaduto al mondo, con quasi 700 milioni di persone senza corrente elettrica.]

22 October 2003

6° g - 22 OTT: Si riscende fino a Gangotri

Lunga discesa per tornare a Gangotri, le ginocchia ne risentono un po’. Incrociamo gli ultimissimi pellegrini della stagione che salgono – a cavallo la più parte, mica a piedi come quelli di Avventure! Ci fermiamo per qualche spuntino, fotografie sui precari ponticelli fatti da semplici tronchi posti di traverso a qualche ansa del fiume che si suddivide in frizzanti torrenti lungo la discesa, per poi ricomporsi più a valle.

21 October 2003

5° g - 21 OTT: Da Bojbhasa alle sorgenti del Gange ed oltre...

Sveglia all’alba e partenza. Decidiamo di portare tutto con noi, non sappiamo se, ammesso di raggiungere Tapoban, torneremo giù, o se il possibile peggioramento delle condizioni meteo nel pomeriggio ci obbligherà a rimanere la notte con i sadhu e tornare il giorno dopo. Il sentiero diviene più accidentato, si comincia ad attraversare il ghiacciaio dal quale sgorga il Gange; superiamo i 4000mt di quota, l’altitudine comincia a farsi sentire, il ritmo del passo cala, l’affanno aleggia sulle nostre teste come un avvoltoio; arriviamo in poco più di un’ora alle sorgenti del Gange senza troppa difficoltà, a Gaumuk. Io mi fermo lì, il paesaggio è incantevole, il cielo azzurro e cobalto, il sole si staglia tra qualche nuvoletta passeggiera, la suggestione mistica infinita, ma le mie gambe cittadine ultraquarantenni mi avvertono che se insisto troppo potrebbero presto scioperare; in ogni caso l’obbiettivo del trek, la sorgente del Gange, è raggiunto.

20 October 2003

4° g - 20 OTT: Da Gangotri a Bojbhasa, trek in quota

Sveglia alle 6. Appuntamento con i portatori, “chai” (thè indiano al latte e spezie come cannella – o cardamomo, o noce moscata o quant’altro viene in mente a chi lo prepara – e zucchero) e partenza alle 7.15. Importante caricare gli zaini di quanta più acqua potabile possibile (i portatori si caricano fino a 20kg ciascuno, sarà quasi la metà del loro peso corporeo; sono magri, scuri, tosti, un fascio di muscoli e nervi) perché poi non se ne trova più. Ci cominciamo ad inerpicare sul sentiero di pietra. Lasciando il paese si entra nel parco nazionale, un milite di guardia ci fa pagare l’entrata. Alcuni cavallanti ci propongono i loro servizi, ma noi abbiamo deciso di andare a piedi. Dopo 9 km siamo a Cheerbasa, poco più che una stazione di ristoro, alcuni piumoni scoloriti del locale rifugio sono stesi al sole ad asciugarsi. Il cammino è facile, il tempo ottimale, siamo partiti intirizziti all’alba avvolti da strati di felpe, poi ci sbucciamo gradualmente e per le 10 siamo in maglietta a maniche corte!

19 October 2003

3° g - 19 OTT: Da Uttarkashi a Gangotri

Sveglia, facciamo quella che sarà l’ultima doccia per vari giorni e iniziamo il trasferimento verso il cuore dell’Himalaya, inerpicandoci attraverso montagne di grande maestosità. Sosta a Jahla, piccolo villaggio sul percorso, e breve trek di 1 ora fino al villaggio vecchio per sgranchirci le gambe e ammorbidire gli scarponi, alcune vecchie case presentano interessanti lavori di intaglio sulle porte, incontriamo i contadini locali, socievoli, ma è ovviamente impossibile comunicare.

18 October 2003

2° g - 18 OTT: Haridwar e in strada per Uttarkashi

Mattinata in visita a Haridwar. I due principali templi, Manda Devi e Chanda Devi, si raggiungono in funivia, i pellegrini sono pochi, siamo alla fine della stagione, tanti invece i mendicanti, gran panorama. Proseguiamo per Rishikesh, la mitica Rishi degli anni sessanta e settanta, oggi molto commercializzata, qualche residuato dei figli dei fiori, oggi sulla sessantina, i capelli grigi ma sempre lunghissimi, si aggira senza meta per le strade con un’aria di decadimento e di triste abbandono... ci fermiamo poco, è un capitolo chiuso nell’approccio alternativo all’India da parte della protesta occidentale.

17 October 2003

1° g - 17 OTT: Partenza per le sorgenti del Gange

Eravamo in India centrale, avevamo appena lasciato Varanasi, e dirigevamo verso Aurangabad. Il fumo delle cremazioni viste in riva al Gange ci spiralava ancora davanti agli occhi, l’odore acre della carne umana bruciata ristagnava nelle narici. Il bus si era fermato per l’ennesima volta per una delle periodiche riparazioni lungo la strada, non avremmo capito mai se fosse il radiatore o una sospensione, un giunto... inutile fare troppe domande. Fabrizio, informatico padovano, era sceso a fumarsi una sigaretta e insieme notammo che, sul parabrezza, il nostro autista Kumar aveva apposto un grande adesivo raffigurante un misterioso santone. Interrogato, ci spiegò che lo aveva messo lì quando aveva portato un gruppo di pellegrini alle sorgenti del Gange, nel Garhwal. Già, il Gange, il fiume più sacro dell’induisimo, ...

30 September 2003

Bibliography: Books on India

ETERNAL WORK IN PROGRESS!!

There is just way too much published on India to even begin to make a bibliography. This is just my totally arbitrary list of stuff I found interesting or just stumbled upon and considered you might enjoy too. Your comments and suggestions are welcome!

See also my specific bibliography on India's Western Himalaya in this blog.

14 September 2003

Bibliography: Books on Iran

Just a small selections of books I found interesting, your suggestions are welcome.

I am reviewing these books one at the time...click on the links to read my reviews.


Guidebooks/Maps

Baker, Patricia: "Iran" (Bucks, England: Bradt Guides, 2001, and subsequent editions). Recensione della traduzione italiana su questo blog. Attenzione a comprare l'edizione più aggiornata.


Travelogues

Brandi, Cesare : “Persia Mirabile”, racconti di viaggi nella regione.

Hastam, Mostafer: “Viaggio in Iran”, racconto di viaggio, superficiale, scritto male e poco informativo: NON consiglio di leggerlo.

Pellegatta, Alessandro: “Taqiyya: Alla Scoperta dell'Iran”(Milano, FBE: 2009). Racconto di un viaggio nel 2009, con utili appendici.

Stark, Freya : “Le Valli degli Assassini”, racconto della grande viaggiatrice delgli anni trenta.

Wearing, Alison: "Honeymoon in Purdah", (London: Pan macmillan, 2000). An odd and funny travelogue of an odd couple in Iran.


History and Culture

Ghirsham, Roman: “Arte Persiana” in due volumi, bellissimo ma difficile da trovare.

Kapuscinski, Riszard : “The Shah of Shahs”a great journalist tells the story of the fall of the Shah in 1979. Ho anche recensito la traduzione in italiano.

Wiesehofer, Joseph : “La Persia Antica”, classico di storia, un po’ pesantino da leggere.


From inside the country

Howard, Jane : “Inside Iran: Women’s Lives” the story of a British woman who lived in Iran in the late 1990s.

Mahmoody, Betty: “Not Without My Daughter”,  the story of an American woman married to an Iranian doctor in the U.S. Everything is fine until they travel to Iran with their daughter to visit his family.

Pizzuti, Nadia : “Mille e un giorni con gli Ayatollah”, resoconto della triennale permanenza (1997-2000) della prima giornalista occidentale in Iran dopo la Rivoluzione. Ben scritto, informativo e molto lucido.

Satrapi, Marjane: "Persepolis" (London: Jonathan Cape, 2003).

13 September 2003

Book Review: Not Without My Daughter, by Betty Mahmoody, *****

Synopsis
'You are here for the rest of your life. Do you understand? You are not leaving Iran. You are here until you die.'

Betty Mahmoody and her husband, Dr Sayyed Bozorg Mahmoody ('Moody'), came to Iran from the USA to meet Moody's family. With them was their four-year-old daughter, Mahtob. Appalled by the squalor of their living conditions, horrified by what she saw of a country where women are merely chattels and Westerners are despised, Betty soon became desperate to return to the States. But Moody, and his often vicious family, had other plans. Mother and daughter became prisoners of an alien culture, hostages of an increasingly tyrannical and violent man.

10 September 2003

Recensione: Iran, di Patricia Baker, *****

Sinossi
L'Iran è situato tra l'Iraq e l'Afghanistan, in una delle zone del mondo dove gli equilibri politici sono tra i più fragili. Queste stesse antiche terre sono anche comunemente riconosciute come il gioiello dell'Asia Centrale. Le sue città sono costellate da moschee e da santuari impreziositi con mosaici di colore azzurro, eretti in nome di grandi personaggi della storia locale. La sua gente è generosa e amabile e i suoi paesaggi molteplici, dagli impianti sciistici di Teheran alle sabbie del Mar Caspio. Abbandonate i vostri pregiudizi prima di partire, prendete una copia di questa approfondita guida, alla sua terza edizione, e immergetevi in questi luoghi: tornerete arricchiti dal vostro viaggio.

Recensione
Questa è un'ottima guida per informazioni culturali e storiche sul paese, ed anche per tanti suggerimenti di esperienze da provare ...fuori del sentiero più battuto. Il libro è ben rilegato e di dimensioni pratiche per stare in tasca. Questa guida, come tutte le guide Bradt, NON è concepita per fornire dettagli su alberghi, ristoranti, trasporti. Per questo scopo è molto meglio la Lonely Planet, ed io consiglierei di comprare entrambe le guide e portarle in viaggio con sé. Le due opere sono assolutamente complementari fra di loro.

Book Review: Iran, by Patricia Baker, *****

Synopsis
Bradt’s Iran has both a cultural and historical focus. It covers world-famous sites such as Persepolis, but it also delves into the lesser-known monuments and little-recognized figures of this vast and ancient land. Additionally, the guide covers clothing conundrums (women – buy a $20 manteau as soon as you arrive; men’s shirts should not be garish) and taboos, including the intricacies of when and how to remove your shoes. It suggests what to eat and where to shop, including more serene alternatives to the country’s boisterous bazaars. And, it advises, should you accidentally run up against the authorities, “Women, forget all feminist scruples and cry.”

02 September 2003

Book Review: Inside Iran: Womens' Lives, by Jane Howard, ***

Synopsis
TV crews and foreign correspondents come and go, but former BBC correspondent Jane Howard made her home in Iran for five years (1996-2000), raising her two young children there. Her experience took her beyond the headlines and horror stories and into the lives of everyday Iranian women. Her report takes readers from dinner in a presidential palace to tea in a nomad's tent.

01 September 2003

26° g - 1 SET: Tehran, partenza per l'Italia e fine del viaggio

Ultimo giorno a Tehran, vado al grande bazar, vorrei comprare qualche tappeto. Mi porta M. un iraniano che ho conosciuto tramite amici comuni e che ora vive in Italia ma ora è qui in vacanza. Mi presenta alcuni negozianti suoi amici e dopo un po' di inevitabile negoziato con uno di loro decido per tre tappeti, ma non posso pagare in contanti, e qui in Iran non funzionano le carte di credito. Allora ci mettiamo d'accordo sul prezzo, dico che gli manderò i soldi dall'Italia e lui mi spedirà i tappeti.

31 August 2003

25° g - 31 AGO: Tehran, American Embassy

Oggi vado a spasso per Tehran. Passeggio davanti all'ambasciata americana, o ex ambasciata, quella occupata da sedicenti studenti iraniani nel 1979 dentro la quale furono tenuti in ostaggio 52 americani per 444 giorni. Successivamente, con la rottura delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, l'ambasciata è stata usata come scuola dei Pasdaran, la milizia politica del regime.

30 August 2003

24° g - 30 AGO: Tehran, volo in parapendio

Oggi ho avuto un'esperienza interessantissima, sia in sé sia per il contatto umano che mi ha permesso di sviluppare con colleghi piloti.

Qualche mese fa avevo visto a Bruxelles un documentario sulle donne che in Iran vogliono imparare a volare in parapendio. Mi ero riproposto di cercare il loro club, e dopo aver chiesto un po' in giro sono riuscito a trovarlo, alla periferia nord di Tehran, su di una collina sovrastante la città, proprio alle pendici dei monti alle spalle della grande megalopoli.

Lì sono stato accolto da Hamid, che parla pochissimo inglese, un simpatico istruttore dell’aeroclub Aseman Abi (Cielo Azzurro), all’estremo nord della città. la sua email è sarajan_h@hotmail.com, cell 0911-201-0789, anche questa è un’occasione per conoscere iraniani (piloti ...e pilotesse in questo caso, interessante vederle volare tutte coperte dai veli) e passare qualche piacevolissima ora.

29 August 2003

23° g - 29 AGO: Tehran, Darakeh

Se siete a Tehran il Venerdì è interessante andare a passeggiare a Darakeh, al nord della città, dove ci si può mischiare a migliaia di giovani iraniani, bere thè, fumare qalyan, far due chiacchiere con chi capita. Vado da solo ma fraternizzo subito con un sacco di gente, tante foto e risate. In qualche caso anche con ragazze anche se la maggior parte dei gruppetti di ragazzi che fanno casino lunto il fiumiciattolo sono divisi per genere, maschi e femmine in gruppi separati.

Giornata stupenda di sole, mette di buon umore vedere tanta gente divertirsi con rilassatezza. Un ragazzo mi racconta che ogni tanti i Basij vengono a ...rompere anche qui, ma in questo periodo, con il “liberale” Khatami alla presidenza, c’è più tolleranza.

28 August 2003

22° g - 28 AGO: Tehran, ambasciata italiana

Oggi sono andato a far visita ad un amico che lavora alla residenza dell’ambasciatore d’Italia, una sfarzosa villa aquisita dal nostro paese in epoca fascista. Impressionante! L'Ambasciata d'Italia possiede due sedi magnifiche, edificate nel XIX secolo in due dei più antichi giardini di Teheran, entrambi di proprietà, per diverse vicende, dell'aristocratica famiglia Farmanfarma imparentata con la dinastia dei Qajar.

Poi mi incontro con S. ed alcuni suoi amici, alcune donne si presentano a casa sua in ciadòr nero, viso coperto e atteggiamento modesto al limite del timido, per poi svelare biancherie molto scollate, direi perfino aggressive! Naturalmente c'è da bere e da fumare... un po' di tutto! Meno male che le finestre erano ben sprangate.


Addendum del 2012:


A distanza di 10 anni, ecco un commento sulla situazione iraniana dall'allora ambasciatore.

27 August 2003

21° g - 27 AGO: Tehran, palazzo dello Scià, shopping

Giornata di visite intense per Tehran. Vado a visitare uno dei palazzi dello Scià. C'è ancora una sua statua, o meglio i piedi della statua, il resto è stato abbattuto, deve essere stata enorme!

Interessantissimo anche il museo dei gioielli, presso la banca centrale (attenzione agli orari, resta aperto solo poche ore al giorno) dove si possono ammirare corone, collane, spille ecc veramente da capogiro, erano naturalmente appartenute alle mogli dello Scià. Da non perdere!

A cena con alcuni amici iraniani al ristorante Raftari, presso il Toos Trading Center, a Nord della città, in cima ad un grattacielo con bella vista. Ci vuole un'eternità per arrivarci, il traffico di fine pomeriggio è supercongestionato, ma alla fine per cinque dollari a testa ci godiamo un abbondantissimo buffet di carne e pesce, ottimo.

26 August 2003

20° g - 26 AGO: Shiraz – Tehran

In mattinata volo per Tehran e resto della giornata libera, ciascuno con le sue priorità: musei, acquisti, giardini...

Per la notte torno con una metà del gruppo allo Shiraz Hotel che avevamo utilizzato in precedenza, vedi 14 agosto. Altri preferiscono invece andare allo Arman, più giù sulla Saadi, altezza Ekbatan, dove risparmiano 3-4 dollari a testa ma si trovano in sistemazioni di gran lunga più scadenti. Lo sconsiglio.

A cena a casa dell’interprete, con la moglie che ha un bel nome, Melody. Simpaticissima serata per la quale dobbiamo essere grati a tutti e due. Ci vengono poi proposti vari tappeti di lana e seta e qualcuno compra.

25 August 2003

19° g - 25 AGO: Shiraz

Visita della città, giro dei siti principali, acquisti nel bazar. Inutili gli sforzi per entrare a Shah-è-Cherag, non fanno entrare i non musulmani. Bello il vecchio Hamam accanto al bazar per una sosta pranzo.

Segnalo in particolare la tomba di Hafez, che noi abbiamo visitato la mattina ma poi alcuni di noi ci sono ritornati la sera, quando gli iraniani si raccolgono intorno alla tomba e si vedono scene molto coinvolgenti. C’è anche un’ottima casa del thè dove spesso anziani dottori leggono i testi di Hafez ai giovani. Vale varie ore anche perché si fa facilmente amicizia con gli iraniani. Incontro Ali, un giovane ventenne che sta facendo il suo servizio militare ed è ora in licenza. Ci legge alcune poesie, anche senza capire il significato che lui poi ci traduce hanno una sonorità musicale che fa piacere ascoltare.

A cena ci dividiamo, alcuni restano in albergo, io ed altri 7-8 andiamo a cenare in una bettolina (solo spiedini di agnello e pollo!) vicino alla porta del Corano, ottima e economica.

24 August 2003

18° g - 24 AGO: Shiraz (Gita a Persepoli e Pasargade)

Intera giornata dedicata all’archeologia, partire presto, c’è tanto da vedere e non si possono non prevedere delle soste di ristoro e di riposo. Pasargade, Naqsh-è-Rostam, Naqsh-è-Rajab. Noi abbiamo lasciato Persepoli alla fine, con il tramonto, ed è stata una buona idea, sia per la luce più favorevole ad apprezzare le rovine, ed a fotografare, sia per la temperatura che altrimenti sarebbe stata insopportabile. Abbiamo deciso di tralasciare Shapur e passare la seconda giornata a disposizione a Shiraz città.

Siccome il bus si è rotto siamo costretti a non rientrare a Shiraz e mangiare a Persepolis mentre lo riparano. Il ristorante si chiama Parsian, e si trova uscendo dal sito di Persepoli, si cammina sempre dritto forse 1 km o poco più ed è sulla sinistra. Arredamento incredibilmente kitsch, con animali ed alberi di gesso colorato, ma a me è piaciuto! Cucina buona, anche il servizio. 4 USD a testa.

23 August 2003

17° g - 23 AGO: Kerman – Shiraz

Lunghissimo trasferimento in bus attraverso paesaggi desertici, desolati ma a tratti affascinanti. Ci fermiamo per strada a comprare fichi secchi e freschi.

Come albergo stiamo allo Shiraz Eram, ottimo, centrale, 35 USD la doppia, TLF, ottima colazione compresa. A cena in uno dei tanti lungo la strada Chamran, affollata dai locali, sulle colline sovrastanti la città verso nord - ovest. Piacevole ed interessante, si mangia tra migliaia di iraniani che fanno il picnic sulle aiuole, e ci sono spesso mercatini e mostre lungo la strada.

22 August 2003

16° g - 22 AGO: Kerman (gita a Mahan)

Kerman non prende più di mezza giornata, ma Mahan è un gioiellino e vale varie ore. Da segnalare soprattutto il mausoleo di Ali ed i famosissimi giardini, dove si può pranzare con frutta, bere, fumare il qalyan, molto piacevole.

Interessante il Bazar per tappeti, tessuti vari, spezie. A cena in un ristorantino sulla sinistra dell’albergo, verso la piazza Azadi, dall’altra parte della strada, grande sala con musica dal vivo, gradevoli salette intime con tapperi ed arredamenti molto iraniani.

Book Review: Honeymoon in Purdah, by Alison Wearing, ***

Synopsis
With a love of travel, Alison Wearing invites us to journey with her to Iran. She went looking for what lay beneath the media's representation of Iran and found a country made up of welcoming, curious, warmhearted, ambitious men and women. With humor and compassion, Wearing gives Iranians the chance to wander beyond headlines and stereotypes.

21 August 2003

15° g - 21 AGO: Yazd – Bam – Kerman

Lunghissimo trasferimento attraverso il deserto, attraversiamo Rafsanjan, città dei pistacchi, eccellenti, ne facciamo scorta. Proseguiamo quindi per Bam, la patria dei datteri (mai, ma veramente mai mangiati così buoni) e sede della fortezza del film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini, ispirato al libro di Dino Buzzati. Arriviamo in tempo per visitarla per circa un’ora e mezzo, sarebbe stato meglio averne avuto un po’ di più. A Bam ci sono pochissimi alberghi, sono piccoli e spesso, come nel nostro caso, pieni. Dunque prenotare prima per telefono, ma con il cambio dei numeri telefonici noi non ci siamo riusciti, oppure preventivare un rientro a Kerman, come abbiamo fatto noi. Dormiamo all’hotel Akhavan, camere doppie a 26 USD compresa la colazione. Ottime camere, e c’è accesso a internet, anche se lento. A cena in albergo per 4 dollari a testa, buona e abbondante.

Puoi comprare il libro di Buzzati e il DVD del film di Zurlini qui su Amazon.it:



[Sulla visita alla fortezza di Bam, crollata per un terremoto pochi mesi dopo, ho scritto questo post speciale.]

20 August 2003

14° g - 20 AGO: Yazd

Giornata a spasso per i vari siti di Yazd, finiamo nel pomeriggio alle torri del silenzio, un po’ fuori città, impressionanti, da non mancare, anche se dagli anni ’50 è stato proibito agli Zoroastriani di far “purificare” i corpi dei loro cari defunti facendoli sbranare dagli avvoltoi.

Al tramonto siamo di nuovo in città, bella la vista dalla “casa di Hussein”, dotate di un sistema naturale di aria condizionata per cui una specie di camino viene costruito sopra una fontana ed in cima ad esso il vento crea una depressione che favorisce l’evaporazione dell’acqua con conseguente rinfrescamento dell’ambiente circostante, ingegnoso!

Prelibatissimi i prodotti della storica fabbrica di dolci Khalifeh Ali Rahbar, in centro, sulla Amir Chaghmagh, bello lo spettacolo della preparazione dei dolci, che si possono anche assaggiare: ottimi per scorte di calorie in bus!

19 August 2003

13° g - 19 AGO: Esfahan – Nain – Yazd

Partenza alle 9, e sosta alle piccionaie alla periferia di Esfahan prima di incamminarci per Yazd. Sosta a Nain, visita a moschea e Museo, interessante. Il guardiano/guida Mohammed ci porta poi a casa sua, dove la moglie tesse tappeti in un telaio impiantato nel salotto. Accoglienza calorosa ma con una certa circospezione, come se temessero qualcosa, non saprei dire cosa. Forse non conoscono abbastanza bene la nostra guida, potrebbero temere un informatore del regima. Non so. Ci offrono il thè, dolci. Volendo vendono anche i tappeti.

Poi proseguiamo il viaggio fino a Yazd, dove dormiamo all’hotel Nabavi, centrale, per una doppia/tripla circa 32 USD, niente di speciale. Cena al ristorante al Hamum, un vecchio Hamman ristrutturato con annessa sala da thé, bell’ambiente anche se il menu è un po’ ripetitivo, 4 USD.

18 August 2003

12° g - 18 AGO: Esfahan

Se siete a Esfahan di domenica, come a noi è capitato fortunatamente di essere, passate per il quartiere armeno e visitatene le chiese. Noi siamo stati fortunati ad incappare in una cerimonia annuale... delle uve, in cui siamo stati invitati a partecipare alla distribuzione dell’uva ai fedeli. Facile qui conversare con i fedeli alla fine della cerimonia, soprattutto le ragazze hanno molta voglia di comunicare. Ci rivedremo con alcune di loro per un qualyan in un baretto presso uno dei ponti lungo il fiume.

17 August 2003

11° g - 17 AGO: Esfahan

Esfahan è la più bella città dell’Iran, di gran lunga, varrebbe la pena passarci anche più giorni. Giriamo per le principali attrazioni della città, ampiamente descritte nelle guide, cercando di assorbirne l’atmosfera magica. Stranamente qui non ci sono altrettante occasioni di incontri con i locali come altrove. Forse ci sono troppi turisti. Forse hanno meno bisogno di comunicare in quanto comunque mediamente più istruiti e quindi informati del mondo.

Spettacolo dello Zur-khaneh la sera dopo cena, interessantissimo. E’ una specie di lotta ma intrisa di aspetti religiosi legati al sufismo ed ai dervishi e generalmente rappresentata nella forma di esercizi con le “mazze indiane” che pesano dai 4 ai 40 kg e servono a sviluppare la muscolatura. Noi siamo andati al Kamal Ataie, sulla Joubareh, vicino alla grande moschea, DA NON PERDERE.

16 August 2003

10° g - 16 AGO: Kashan – Esfahan

Completiamo la visita di Kashan (case tradizionali, tra cui una appena restaurata, la “Ameri-ha” ed i giardini di Bagh-é Tarikhi) e trasferimento a Esfahan.

Sulla strada visita ad Abyaneh, caratteristico villaggio tradizionale che è diventato meta turistica ma a me non dice veramente molto. Poi a Natanz, dove oltre all’impianto clandestino di arricchimento dell’uranio per fare le bombe nucleari (ma non aperto ai turisti!) c’è un’interessante moschea accanto alla quale c’è un bel negozio di ceramiche, alcune delle quali “vecchie”, si possono scegliere dei pezzi carini, ma contrattare molto sui prezzi.

Come albergo stiamo al Soffeh, molto decentrato ma buono, 35 USD la doppia inclusa colazione. Cena al ristorante Shahrazad, buono, 4 USD, centralissimo.

15 August 2003

9° g - 15 AGO: Tehran – Qom – Kashan

In mattinata visita al mercatino delle pulci che si trova in un garage multipiano tra vie Istanbul e la Ferdosi, interessante, si trovano tanti oggetti particolari, molto frequentato da iraniani. Solo il Venerdì mattina. Lo consiglio, anche se richiede disciplina nel gruppo o altrimenti ci si passa tutto il giorno!!

14 August 2003

8° g - 14 AGO: Gazvin – Valle degli Assassini – Tehran

Questa mattina il gruppo si divide, una parte va direttamente a Tehran in taxi e gli altri vengono con me nella Valle degli Assassini. Il viaggio per la Valle prende circa tre ore, si sale molto e buchiamo persino la coltre di nubi che avviluppa le montagne, il paesaggio sicuramente vale la deviazione.

13 August 2003

7° g - 13 AGO: Hamadan – Gazvin

Al mattino visita alle grotte di Ali Sadr, interessanti soprattutto perché si visitano in barca. Faccio conoscenza di una ragazza imbacuccata ed armata di videocamera che continua a filmarmi mentre io la fotografo... situazione abbastanza comica! Proseguiamo per Hamadan, ma i siti archeologici sono talmente distrutti che sconsiglierei di andarci.

12 August 2003

6° g - 12 AGO: Takab – Takht é Soleyman – Hamadan

Decido su suggerimento di S. di effettuare una deviazione che allunga il percorso ma ci consente di arricchire l’itinerario come segue. Partiamo di buon mattino e raggiungiamo Takht (il “Trono di Salomone”) considerato retaggio culturale dell'umanità dall'Unesco.

11 August 2003

5° g - 11 AGO: Tabriz – Takab

Lasciamo Tabriz e ci dirigiamo verso il sud del paese. Partenza in ritardo in quanto il bus si è rotto di nuovo. Lungo trasferimento e visita alle interessanti tombe mongole di Maraqueh. Poi proseguiamo per Takab, dove pernotteremo e ceneremo all’Hotel Rangi, buono, sulla Engelab, prezzo 32 USD la doppia compresa la colazione.

10 August 2003

4° g - 10 AGO: gita a Qara Kilise e Santo Stefano

Lunga gita verso il nord, stancante ma ne vale sicuramente la pena. Le strade in Iran sono mediamente buone o molto buone. Paesaggi brulli ed aridissimi, montagne che si impennano drammaticamente dalle valli deserte. Arriviamo fino al confine con l’Azerbaijan, la polizia ci fa perdere un sacco di tempo per i necessari permessi dato che siamo in zona di frontiera. Ma la fatica viene ripagata dall'obiettivo della gita...

09 August 2003

3° g - 9 AGO: Tabriz e Kandovan

In mattinata visita a piedi al bazar, colorito e ricco, molti tappeti, ovviamente. Cerchiamo di fare provvista di contante sufficiente per vari giorni al mercato libero, anche se questo comporterà il trasporto di molteplici mattoncini di banconote, e possibilmente tenere una buona scorta di banconote di piccolo taglio per mance, frutta, acqua…

08 August 2003

2° g - 8 AGO: volo Tehran – Tabriz

La mattina alle 4 ricchissima colazione, come sarà sempre qui in Iran, dolce e salata, uova, succhi, fa da gran pasto e permette di tirare fino a cena. La giornata comincia bene! ;-)

07 August 2003

1° g - 7 Agosto 2003: volo Roma – Tehran, inizio del viaggio in Iran

Viaggio di grande interesse umano. Moltissimi iraniani ci hanno avvicinato per farci 1000 domande e raccontarci le loro cose. Spesso la lingua è un ostacolo all’approfondimento della conversazione ma con l’inglese si fa molto. Francese e tedesco pure utili qualche volta. Persino con l’italiano ce la siamo cavata in qualche occasione...

06 August 2003

Itinerario di un viaggio in Iran, 7/31 Agosto 2003




Viaggio in Iran, 7 – 31 Agosto 2003

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Date
itinerario
notte
KM
1
Tehran
0
2
Tabriz
0
3
Tabriz
0
4
Tabriz
600
5
Takab
300
6
Gazvin
200
7
Gazvin
0
8
Tehran
150
9
Kashan
200
10
Esfahan
200
11
Esfahan
0
12
Esfahan
0
13
Yazd
350
14
Yazd
0
15
Kerman
760
16
Kerman
80
17
Shiraz
800
18
Shiraz
0
19
Shiraz
250
20
Tehran
0
21
Tehran
30
22
Tehran
0
23
Tehran
20
24
Tehran
0
25
Tehran
0
26
Italia
0



TOTALE
3.940