15 February 2019

National Palace Museum and Shilin night Market

Per la terza volta al National Palace Museum di Taipei. Mai abbastanza anche se certamente non c'è più l'effetto novità. Vero che le circa 700.000 opere delle collezioni imperiali sono esposte a rotazione (solo l’1% è visibile, il 99% sta negli scantinati) sono probabilmente diverse da quelle che ho visto nel 2002 e nel 2010. Non sono però in grado di ricordare, e tanto meno valutare, le differenze tra diversi capolavori.

Fa sempre impressione ricordare la storia di questa collezione. Per secoli a Pechino nella città proibita, poi portata via da Chiang Kai-shek in ritirata e trasportata a Taiwan quando i comunisti di Mao vinsero la guerra civile. C'erano molte più opere, ma i militari di Chiang non poterono portare via tutto. Alla fine comunque qualche migliaio di bauli sono adesso protetti nella motagna adiacente a Taipei, a prova di attacco nucleare!

Il possesso della collezione è vista, in sé, come una sorta di legittimazione del potere politico, per questo a Pechino sono così arrabbiati. Il direttore del museo che organizzò la prima esposizione è visto come una sorta di usurpatore, vilipeso quasi quanto Chiang. Molti a Taiwan pensano che sia un bene che le opere siano qui, avrebbero potuto essere distrutte durante la Rivoluzione Culturale di Mao.

Ottima audioguida multlingue, ma sono sorpreso che bisogni pagare in contanti, Taiwan dovrebbe essere all'avanguardia tecnologica ma invece no.

Nel museo i cartelli esplicativi sono in inglese e cinese, e anche traslitterati in Pinyin (il sistema inventato negli anni 50 in Cina e ora adottato in tutto il mondo) e Wade-Giles, il vecchio sistema della Cina imperiale.

C'è molta gente, soprattutto scolaresche, poi dopo le 5 tutto più calmo e ci possiamo godere le opere d'arte con calma.

Uber a Shilin in prima serata, il "mercato notturno" per antonomasia. Sicuramente un pochino turistico ma comunque interessante. Ci sono turisti ma anche molti locali.

Zuppa di costolette di maiale e poi ostriche e uova. Poi andando via siamo stati imbrogliati da una venditrice di frutta fresca. Ottimi prodotti ma prezzi triplicati rispetto agli altri mercati "normali" della città. Non era così quando ero venuto in passato, nel 2010 l'ultima volta, era più genuino!

Abbiam preferito un Uber, aspettanto qualche minuto, invece che prendere uno dei tanti taxi che aspettavano all'uscita del museo, perché TUTTI i tassisti erano incalliti fumatori e le auto puzzavano in modo indecente.

Qualche colpetto sulla app e mi arriva una email annunciando l'arrivo della macchina. Pulita e profumata. La cosa strana è che a Taiwan non è consentito lasciare una mancia agli autisti Uber, vai a capire.

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