Più ci allontaniamo dalle montagne e più migliora la strada, si alza la media di percorrenza. Incontriamo un matrimonio, ci invitano alla festa ma purtroppo non abbiamo tempo per fermarci, peccato. Breve sosta ad un mercato di frutta per strada, compriamo ottime albicocche. Pranzetto volante in un ristorantino da camionisti, ci preparano la “aloo parantha” il pane con patate e “pickles” (sott’aceti piccanti), divertenti e saporitissimi!
28 June 2005
27 June 2005
15° g - 27 GIU: Sarchu – Manali 220 KM ORE 8
Attraversamento di varie vallate, incontri con tribù nomadi che ci invitano nelle loro tende. Li vediamo cucinare ed anche lavorare la lana. Alcuni pastori tosano le capre Pashm, per ricavarne la famosa lana pashmina. Ci offrono il thè salato con burro ed orzo. Continuiamo il tortuosissimo cammino giù per le valli fino ad arrivare a Manali in prima serata.
Manali è una destinazione di turismo indiano ma non offre grandi spunti di interesse culturale. Col bel tempo ci sono montagne stupende per camminate, giri in bicicletta, ma in questa stagione piove! C’è uno spettacolo musicale in albergo, frequentato da molti turisti indiani, noi siamo gli unici occidentali. Ottima cena buffet sempre in albergo, lo Snow Crest Manor.
Manali è una destinazione di turismo indiano ma non offre grandi spunti di interesse culturale. Col bel tempo ci sono montagne stupende per camminate, giri in bicicletta, ma in questa stagione piove! C’è uno spettacolo musicale in albergo, frequentato da molti turisti indiani, noi siamo gli unici occidentali. Ottima cena buffet sempre in albergo, lo Snow Crest Manor.
Location:
Manali, Himachal Pradesh, India
26 June 2005
14° g - 26 GIU: Tso Moriri – Debring (cambio automezzi) – Sarchu 180 KM ORE 7
Lungo trasferimento attraverso le montagne verso il Himachal Pradesh. A Debring incontriamo il minibus mandatoci da Delhi e lasciamo i nostri due autisti con le Toyota. Spazi enormi, infiniti, terra brulla, quasi desertica. Silenzio interrotto solo dai diesel delle jeep.
Proseguiamo fino al campeggio attrezzato di Sarchu, dove passiamo la notte. Un posto piacevole in una verde vallata, apprezzo particolarmente i colori crepuscolari dell’ora blu. Dormiamo al campeggio “Sarchu Height Adventure India Camp” ;600 Rps cena un po’ scarsa.
Proseguiamo fino al campeggio attrezzato di Sarchu, dove passiamo la notte. Un posto piacevole in una verde vallata, apprezzo particolarmente i colori crepuscolari dell’ora blu. Dormiamo al campeggio “Sarchu Height Adventure India Camp” ;600 Rps cena un po’ scarsa.
25 June 2005
13° g - 25 GIU: trasferimento x lago Tsomoriri 220 KM ORE 7
Partenza presto. Alle 6.30 siamo già per strada. Lungo trasferimento su per le montagne. An un certo punto troviamo un interessante cimitero con tombe di soldati cristiani e musulmani morti nei frequenti conflitti con il Pakistan, questa è stata zona di bombardamenti, l’ultima volta nel 1999. Incontriamo vari gruppi di nomadi, che ci accolgono nelle loro tende. Tessono tappeti, producono lana pashmina, ci fanno vedere come cucinano – il combustibile più comune è lo sterco di capra.
Location:
Tso moriri
24 June 2005
12° g - 24 Giugno: Valle NUBRA, ritorno a Leh 180 KM ORE 6
Rientro verso Leh, risaliamo verso il passo di Khardung-la, ma ci fermano per aspettare l’orario di percorrimento nel nostro senso previsto per le 13 (poi ci faranno lo sconto e a mezzogiorno siamo in strada). Il posto di blocco comunque si trova presso un ameno praticello, con torrente glaciale adiacente, vari baretti, sedie, tavoli... tutto sommato un bel posto dove fermarsi a godere del panorama himalayano.
Location:
Leh
23 June 2005
11° g - 23 Giugno: Leh – Valle di NUBRA , Diskit, Hunder 150 KM ORE 5
Partenza da Leh per il passo di Khardung-la, forse il più alto passo carrozzabile del mondo a oltre 5600mlsm. Attenzione alla programmazione di questo trasferimento, perché la strada non è aperta tutti i giorni, o lo è ma a sensi alternati (giorni pari o dispari, mattina/pomeriggio) e non sempre prevedibili, in quanto decidono anche da un giorno all’altro in base alla situazione neve.
Location:
Nubra River
22 June 2005
10° g - 22 Giugno: Valle INDO NORD, da Alchi a Likir, Phyiang, Spitok, e ritorno a Leh, 80 KM ORE 3
Altra giornata in giro per manasteri. Cominciamo da Likir, con un grandissimo Budda seduto dorato. Gruppo in ordine sparso in giro per il monastero. Passo una buona ora da solo in compagnia di un monaco e mi immedesimo alquanto nella sua meditazione. Ripresa la strada, ci fermiamo per un pranzetto sul presto in un tipico ristorantino indiano, mangiamo il “puri”, simile ad una crescentina bolognese (a detta dei bolognesi del gruppo!), però non lievitata, solo farina integrale e acqua impastata e fritta in olio vegetale, va mangiata calda appena fatta, ottima! Poi somoza, frittelle varie... e santa Coca Cola che ci salva sempre dalla sete nelle situazioni più inverosimili. Io non capisco come possano tanti ideologizzati anti-globalizzazionisti ad avercela tanto con la Coca Cola (poi però se la bevono). Mi ricordano tanto gli animalisti che poi non sono vegetariani e si vestono con indumenti di pelle.
Location:
Leh
21 June 2005
9° g - 21 Giugno: Valle INDO NORD da Dha Hanu fino ad Alchi 150 KM ORE 4
Lungo trasferimento per Alchi, tante soste per foto sulla strada e arrivo nel primo pm. Visita al monastero, diverso dagli altri, oggi è solo un museo e non è più utilizzato per la pratica religiosa. Interessantissimi i dipinti murali, e qualche statua, meno le architetture. Alchi è speciale rispetto agli altri gompa, e non solo perché non è più in uso. Rappresenta infatti una tipologia architettonica unica ed è ricco di affreschi eccezionalmente conservati.
Ottima cena al ristorante adiacente l’albergo, Lo Zimskhang, costa 300 rupie.
Oggi qui ad Alchi, sotto suggerimento di PG, cinquantenne calvo come una palla di biliardo, per la prima volta mi sono rasato a zero! Via barba e capelli, mi sento tutto nuovo!!
Ottima cena al ristorante adiacente l’albergo, Lo Zimskhang, costa 300 rupie.
Oggi qui ad Alchi, sotto suggerimento di PG, cinquantenne calvo come una palla di biliardo, per la prima volta mi sono rasato a zero! Via barba e capelli, mi sento tutto nuovo!!
Location:
Alchi
20 June 2005
8° g - 20 Giugno: Valle INDO NORD, da Lamayuru a Dah, via Khalsi 120 KM ORE 4
Partenza da Lamayuru sul presto. Arriviamo in tarda mattinata al campeggio di Dha Hanu, ci sistemiamo e proseguiamo per il villaggio di Dha, abitato dai Brokpa, a volte scritto "Drok Pa", una etnia indoeuropea dalle origini non certe ma probabilmente ex nomadi del Caucaso. Non ci sono gli uomini, che sono andati a lavorare nei campi, e neanche tante donne, ma in compenso in cima al villaggio c’è la scuola, ben sistemata proprio accanto ad una enorme antenna parabilica.
Spontanea fraternizzazione, insegnamo a cantare canzoncine italiane dello zecchino d’oro (tra i partecipanti c’era una ragazza che effettivamente vi aveva cantato!) e naturalmente tante foto, tè, ecc Vale la pena!
La sera un gruppo di Brokpa ci fanno uno spettacolo di danze, sempliciotto assai, secondo me erano un gruppo di passanti più o meno raccogliticci che si sono messi i costumi da festa per noi (2500 Rs per tutto il gruppo dopo quache trattativa). D’altra parte qui arriva ancora poca gente, e per loro è un’occasione di sfoggiare... e guadagnare.
Spontanea fraternizzazione, insegnamo a cantare canzoncine italiane dello zecchino d’oro (tra i partecipanti c’era una ragazza che effettivamente vi aveva cantato!) e naturalmente tante foto, tè, ecc Vale la pena!
La sera un gruppo di Brokpa ci fanno uno spettacolo di danze, sempliciotto assai, secondo me erano un gruppo di passanti più o meno raccogliticci che si sono messi i costumi da festa per noi (2500 Rs per tutto il gruppo dopo quache trattativa). D’altra parte qui arriva ancora poca gente, e per loro è un’occasione di sfoggiare... e guadagnare.
Tags (click on a tag to read posts on same topic):
India,
minorities,
VIAGGIO
Location:
Dah, Jammu & Kashmir, India
19 June 2005
7° g - 19 Giugno: Valle INDO NORD, Rizong, Julichen, Lamayuru 120 KM ORE 4
Si parte alle 7, percorriamo la valle dell’Indo fino alla spettacolare confluenza dello stesso con lo Zanskar. Paesaggio brullo. Arriviamo al monastero di Rizong, abbarbicato sul costone di una montagna, ci vogliono circa 15 min per salir su.
Riscesi andiamo all’adiacente Julichen, l’unico monastero femminile della regione. Ci accolgono calorosamente, ci fanno vedere le aule della scuola e ci preparano un thè salato, la tsampa, fatto con tè, farina di orzo, burro e sale. All’inizio siamo tutti un po’ esitanti, io poi finisce che me ne faccio una bella scorpacciata, e vi assicuro che è ottimo e nutriente, praticamente ci ha quasi fatto da pranzo. Volendo contattarli si può scrivere a rizongnunnery@yhaoo.com.
Arriviamo quindi a Lamayuru, dove dormiamo all’Hotel “Niranjana”, adiacente al monastero, camere senza bagno ma ottima posizione panoramica. Discreta vegetariana cena in hotel, integrata dai nostri insaccati e formaggi.
Riscesi andiamo all’adiacente Julichen, l’unico monastero femminile della regione. Ci accolgono calorosamente, ci fanno vedere le aule della scuola e ci preparano un thè salato, la tsampa, fatto con tè, farina di orzo, burro e sale. All’inizio siamo tutti un po’ esitanti, io poi finisce che me ne faccio una bella scorpacciata, e vi assicuro che è ottimo e nutriente, praticamente ci ha quasi fatto da pranzo. Volendo contattarli si può scrivere a rizongnunnery@yhaoo.com.
Arriviamo quindi a Lamayuru, dove dormiamo all’Hotel “Niranjana”, adiacente al monastero, camere senza bagno ma ottima posizione panoramica. Discreta vegetariana cena in hotel, integrata dai nostri insaccati e formaggi.
Location:
Lamayuru
18 June 2005
6° g - 18 Giugno: Festival di Hemis 90 KM ORE 3
La seconda giornata del festival di Hemis è stata un po’ in tono minore. Se doveste decidere di assistere solo ad una delle due, certamente andate alla prima.
Oggi incontro Albertina D’Urso, una simpatica fotografa milanese che gira l’India per i suoi reportage, un bell’esempio di intraprendenza e capacità realizzativa abbinata ad una passione per il mondo che ci trasmette con le sue fotografie.
Per chi ne avesse abbastanza di danze sacre e volesse effettuare una variante di camminata, si può percorrere un sentiero/scalinata che da dietro il monastero porta su per circa 2 km fino ad una fonte di acqua con vicino villaggio.
Oggi incontro Albertina D’Urso, una simpatica fotografa milanese che gira l’India per i suoi reportage, un bell’esempio di intraprendenza e capacità realizzativa abbinata ad una passione per il mondo che ci trasmette con le sue fotografie.
Per chi ne avesse abbastanza di danze sacre e volesse effettuare una variante di camminata, si può percorrere un sentiero/scalinata che da dietro il monastero porta su per circa 2 km fino ad una fonte di acqua con vicino villaggio.
Location:
Hemis
17 June 2005
5° g - 17 Giugno: Festival di Hemis 90 KM ORE 3
E’ il punto culminante del viaggio, il più importante festival buddista della valle. Mehraj ci ha riservato dei posti. Ce li dà gratis, avevano rinunciato altri clienti che avevano pagato, mi ha detto, gentile da parte sua, sul tetto del monastero. Sono utili per fare una base, ma poi è meglio (ed è indispensabile per le foto) spostarsi, a secondo della luce, delle coreografie e dell’affollamento. Può essere utile bloccare presto la mattina i posti intorno al recinto per essere più vicini. Interessantissimo anche assistere alla recitazione dei mantra prima delle danze e negli intervalli, nella sala da preghiera. Si può anche fotografare, anche con il flash (che però consiglio di limitare al minimo, sia per non disturbare, sia perché con la luce radente che entra dalle finestre le foto vengono meglio).
Il festival è il più famoso della regione, si svolge con regolarità da tempo immemorabile anche se in passato ci dicono fosse in inverno, ed è poi stato spostato dai monaci all’estate per facilitare l’accesso ai turisti. Forse un peccato di avidità economica, ma non mi sento di criticarli per questo. Il turismo porta il Ladakh nel XXI secolo ed io non sono tra quelli che ritengono di dover impedire la comunicazione mondiale per preservare tradizioni isolate. Certo il turismo può anche essere deleterio, e qui come altrove dipenderà da come sarà gestito. Le coreografie rappresentano la perenne lotta tra il bene ed il male, con la luce che alla fine, naturalmente, prevale sulle tenebre.
Comunque accanto ai turisti che si accalcano fugacemente ai bordi del cortile dove si svolgono le cerimonie (la maggior parte si ferma solo qualche ora, il tempo di fare qualche foto) è molto coinvolgente la partecipazione dei locali, che affluiscono da tutti i villaggi circostanti per l’evento.
Il festival è il più famoso della regione, si svolge con regolarità da tempo immemorabile anche se in passato ci dicono fosse in inverno, ed è poi stato spostato dai monaci all’estate per facilitare l’accesso ai turisti. Forse un peccato di avidità economica, ma non mi sento di criticarli per questo. Il turismo porta il Ladakh nel XXI secolo ed io non sono tra quelli che ritengono di dover impedire la comunicazione mondiale per preservare tradizioni isolate. Certo il turismo può anche essere deleterio, e qui come altrove dipenderà da come sarà gestito. Le coreografie rappresentano la perenne lotta tra il bene ed il male, con la luce che alla fine, naturalmente, prevale sulle tenebre.
Comunque accanto ai turisti che si accalcano fugacemente ai bordi del cortile dove si svolgono le cerimonie (la maggior parte si ferma solo qualche ora, il tempo di fare qualche foto) è molto coinvolgente la partecipazione dei locali, che affluiscono da tutti i villaggi circostanti per l’evento.
Location:
Hemis
16 June 2005
4° g - 16 Giugno: Valle INDO: Takthok, Hemis, Stakna (restauro), Chemrey, 145 KM 5 ORE
Cominciamo con il monastero di Takthok, e visitiamo l’adiacente Lamdon School, dove assistiamo ad un saggio ginnico. Quindi ad Hemis, dove fervono i preparativi per il festival che comincia domani. Per noi era il punto cruciale di tutto il viaggio, luogo del festival. E’ possibile avere ospitalità chiedendo ad un monaco in cameroni con uomini e donne separati, donazione 100 rs. a testa ma per noi non c’era posto a causa del festival.
Location:
Hemis
15 June 2005
3° g - 15 Giugno: Valle INDO: Thiksey, Shey, Matho, Stok, 90 KM, 3 ORE
Partenza alle 6, è importante andare presto prima di tutto a Thiksey per assistere alla puja mattutina, dove i visitatori sono ammessi. Dura fino alle 8.30 circa. Atmosfera suggestiva. Si visita poi il monastero, biglietto di 25 Rs, come per tutti quelli a venire, con qualche dicrepanza di poche rupie in più o in meno.
Location:
Leh
14 June 2005
2° g - 14 Giugno: volo Delhi – Leh
Sveglia alle 3 di mattina, gentili in albergo, ci preparano la colazione e alle 4 partiamo per l’aeroporto. I controlli di sicurezza sono formalmente accurati, metal detectors ecc, ma i bagagli a mano non sono ispezionati. Secondo me è solo questione di tempo prima che qualche estremista gliene combini qualcuna. Volo regolare, atterraggio spettacolare nella valle di Leh, consiglio di prendere posto al finentrino, meglio sulla destra, per godere meglio della vista sulle montagne innevate che si colorano di rosa al sorgere del sole.
Location:
Leh
13 June 2005
1° g - 13 Giugno 2005: Arrivo a Delhi, India, inizio del viaggio
Riparto per il mio quinto viaggio in India, ancora come capogruppo di una decina di italiani curiosi di Himalaya e buddismo. Infatti questo viaggio si svolge su due temi costanti: montagne e monasteri buddisti. Non c’è quasi altro, eccezion fatta per il rientro facoltativo a Delhi via terra attraverso l’Himachal ed il Punjab, che io ho inserito in questo viaggio ma può essere evitato rientrando a Delhi in aereo. Interesse culturale focalizzato per il Ladakh, a maggioranza buddista, stretto tra il Kashmir islamico ed il Garwal induista. Dal punto di vista naturalistico, le montagne himalayane sono sempre foriere di forti impressioni, e così pure la fauna che vi si incontra.
Location:
New Delhi, Delhi, India
11 June 2005
Itinerario di viaggio in Ladakh, India, 12 Giugno / 2 Luglio 2005

Viaggio Hemis Ladakh, 12 Giugno / 2 Luglio 2005 ITINERARIO SCHEMATICO clicca su una data o un itinerario per andare al relativo post | |||||
Data | Itinerario | Arrivo / Notte | KM | H | |
12/7 | volo via Amman | aereo | 0 | 0 | |
1 | Delhi | 0 | 0 | ||
2 | Leh | 0 | 0 | ||
3 | Leh | 90 | 3 | ||
4 | Leh | 145 | 5 | ||
5 | Leh | 90 | 3 | ||
6 | Leh | 90 | 3 | ||
7 | Lamayuru | 120 | 4 | ||
8 | Dha Hanu | 120 | 4 | ||
9 | Alchi | 80 | 3 | ||
10 | Leh | 80 | 3 | ||
11 | Sumur | 180 | 6 | ||
12 | Leh | 150 | 5 | ||
13 | Tsomoriri | 220 | 7 | ||
14 | Sarchu | 180 | 7 | ||
15 | Manali | 220 | 8 | ||
16 | Dharamsala | 230 | 8 | ||
17 | Dharamsala | 0 | 0 | ||
18 | Amritsar | 200 | 6 | ||
19 | Delhi | 470 | 5 | ||
20 | 2 lug sab | partenza alle 6:35, in volo | CASA | 0 | 0 |
H = ore di percorrenza approssimate | TOTALE | 2665 | 80 | ||
Location:
Ladākh Range
10 May 2005
Book Review: Dear Mom, a Sniper's Vietnam, by Joseph T. Ward, ***
Synopsis
The letters Joseph Ward, one of the elite Marine Scout Snipers, wrote home reveal a side of the Vietnam war seldom seen. Whether under nigthly mortar attack in An Hoa, with a Marine company in the bullet-scarred jungle, on secret missions to Laos, or on dangerous two-man hunter-kills, Ward lived the war in a way few men did. And he fought the enemy as few men did--up close and personal.
The letters Joseph Ward, one of the elite Marine Scout Snipers, wrote home reveal a side of the Vietnam war seldom seen. Whether under nigthly mortar attack in An Hoa, with a Marine company in the bullet-scarred jungle, on secret missions to Laos, or on dangerous two-man hunter-kills, Ward lived the war in a way few men did. And he fought the enemy as few men did--up close and personal.
Location:
Vietnam
05 April 2005
Viaggio in egitto 5-12 aprile 2005
QUESTA VOLTA NIENTE MACCHINA FOTOGRAFICA (SOLO UN BINOCOLO PER VEDERE DA VICINO I DETTAGLI DEI TEMPLI) E NIENTE APPUNTI, SOLO RELAX. ECCO UN BREVE PROMEMORIA CHE MAGARI POTREBBE SERVIRE PER STRUTTURARE UN VIAGGIO IN FUTURO.
1^ GIORNO MARTEDI’: ITALIA - CAIRO
Partenza con volo speciale per il Cairo. Arrivo dopo circa tre ore di volo e trasferimento in albergo. Cena e pernottamento.
2^ GIORNO MERCOLEDI’: CAIRO
Prima colazione in albergo. In mattinata visita del Museo Egizio con le sue ricchissime collezioni di arte faraonica, il tesoro della tomba di Tutankamon e la sala dedicata ai meravigliosi gioielli che gli antichi egizi portavano come talismani. Ingresso facoltativo alla Sala delle Mummie. Pranzo in ristorante. Pomeriggio dedicato alla visita della Cittadella e delle Moschee con sosta al Bazar di Kahan El Khalili. Cena e pernottamento in albergo.
3^ GIORNO GIOVEDI’: CAIRO
Prima colazione in albergo. Mattinata dedicata alla visita di Giza e della Sfinge con ingresso facoltativo alle Piramidi di Micerino e Chefren e alla Barca Solare. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita dell'antica capitale Menfi e della necropoli di Sakkara. Cena e pernottamento in albergo.
4^ GIORNO VENERDI’: CAIRO - ABU SIMBEL - ASWAN
Prima colazione in albergo. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza con volo speciale diretto o volo di linea via Aswan per Abu Simbel. Sosta di due ore per la visita dei templi e pranzo con cestino da viaggio. Trasferimento in aeroporto e partenza per Aswan. Trasferimento a bordo e sistemazione nelle cabine. Nel pomeriggio visita della grande diga e del tempio di Philae.
Cena e pernottamento.
5^ GIORNO SABATO: ASWAN – KOMOMBO - EDFU
Pensione completa a bordo. In mattinata suggestivo giro in barca a motore attorno all’isola Elefantina e visita al giardino botanico. Nel primo pomeriggio inizio della navigazione verso Komombo. Arrivo a Komombo e visita del tempio dedicato alle due divinità: Sobek, il dio coccodrillo e Haroeris, il dio falco. Proseguimento della navigazione verso Edfu.
6^ GIORNO DOMENICA: EDFU – ESNA - LUXOR
Pensione completa a bordo. Al mattino visita in carrozzella del tempio del dio falco Horus, uno dei templi meglio conservati d'Egitto. Proseguimento verso la chiusa di Esna. In tarda serata arrivo a Luxor. Pernottamento a bordo.
7^ GIORNO LUNEDI’: LUXOR
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita della necropoli di Tebe con la visita della Valle dei Re (ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon), il Tempio di Medinet Habu, dei colossi di Memnon e del tempio della Regina Hatchepsut. Proseguimento e visita ai templi di Karnak e Luxor. Trasferimento in albergo a Luxor e sistemazione nelle camere riservate.
8^ GIORNO MARTEDI’: LUXOR - ITALIA
Prima colazione in albergo. Trasferimento in aeroporto e partenza con volo speciale per l'Italia.
1^ GIORNO MARTEDI’: ITALIA - CAIRO
Partenza con volo speciale per il Cairo. Arrivo dopo circa tre ore di volo e trasferimento in albergo. Cena e pernottamento.
2^ GIORNO MERCOLEDI’: CAIRO
Prima colazione in albergo. In mattinata visita del Museo Egizio con le sue ricchissime collezioni di arte faraonica, il tesoro della tomba di Tutankamon e la sala dedicata ai meravigliosi gioielli che gli antichi egizi portavano come talismani. Ingresso facoltativo alla Sala delle Mummie. Pranzo in ristorante. Pomeriggio dedicato alla visita della Cittadella e delle Moschee con sosta al Bazar di Kahan El Khalili. Cena e pernottamento in albergo.
3^ GIORNO GIOVEDI’: CAIRO
Prima colazione in albergo. Mattinata dedicata alla visita di Giza e della Sfinge con ingresso facoltativo alle Piramidi di Micerino e Chefren e alla Barca Solare. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita dell'antica capitale Menfi e della necropoli di Sakkara. Cena e pernottamento in albergo.
4^ GIORNO VENERDI’: CAIRO - ABU SIMBEL - ASWAN
Prima colazione in albergo. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza con volo speciale diretto o volo di linea via Aswan per Abu Simbel. Sosta di due ore per la visita dei templi e pranzo con cestino da viaggio. Trasferimento in aeroporto e partenza per Aswan. Trasferimento a bordo e sistemazione nelle cabine. Nel pomeriggio visita della grande diga e del tempio di Philae.
Cena e pernottamento.
5^ GIORNO SABATO: ASWAN – KOMOMBO - EDFU
Pensione completa a bordo. In mattinata suggestivo giro in barca a motore attorno all’isola Elefantina e visita al giardino botanico. Nel primo pomeriggio inizio della navigazione verso Komombo. Arrivo a Komombo e visita del tempio dedicato alle due divinità: Sobek, il dio coccodrillo e Haroeris, il dio falco. Proseguimento della navigazione verso Edfu.
6^ GIORNO DOMENICA: EDFU – ESNA - LUXOR
Pensione completa a bordo. Al mattino visita in carrozzella del tempio del dio falco Horus, uno dei templi meglio conservati d'Egitto. Proseguimento verso la chiusa di Esna. In tarda serata arrivo a Luxor. Pernottamento a bordo.
7^ GIORNO LUNEDI’: LUXOR
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita della necropoli di Tebe con la visita della Valle dei Re (ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon), il Tempio di Medinet Habu, dei colossi di Memnon e del tempio della Regina Hatchepsut. Proseguimento e visita ai templi di Karnak e Luxor. Trasferimento in albergo a Luxor e sistemazione nelle camere riservate.
8^ GIORNO MARTEDI’: LUXOR - ITALIA
Prima colazione in albergo. Trasferimento in aeroporto e partenza con volo speciale per l'Italia.
31 January 2005
Risquer
Rire, c'est risquer de paraître idiot.
Pleurer, c'est risquer de paraître sentimental.
Aller vers quelqu'un, c'est risquer de s'engager.
Exposer ses sentiments, c'est risquer d'exposer son moi profond.
Présenter ses idées, ses rêves à la foule, c'est risquer de les perdre.
Aimer, c'est risquer de ne pas être aimé en retour.
Vivre, c'est risquer de mourir.
Espérer, c'est risquer de désespérer.
Essayer, c'est risquer d'échouer.
Mais il faut prendre des risques car le plus grand danger de la vie, c'est de ne rien risquer du tout.
Celui qui ne risque rien, ne fait rien, n'est rien ! Il peut éviter la souffrance et la tristesse, mais il n'apprend rien, ne ressent rien, ne peut ni changer, ni se développer, ne peut aimer, ni vivre. Enchaîné par sa certitude, il devient esclave, il abandonne la liberté.
Seuls ceux qui risquent sont libres.
**************************
J'ai reçu cette poème de Annick, la mère de Brigitte de Clercq, fondatrice du Cercle des Voyageurs à Bruxelles, et décédée il y a quelques jours en Afrique.
Tags (click on a tag to read posts on same topic):
lifestyle,
philosophy,
poetry
Location:
City of Brussels, Belgium
05 January 2005
Book Review: Against All Enemies: Inside America's War on Terror, by Richard Clarke, *****
Synopsis
Few political memoirs have made such a dramatic entrance as that by Richard A. Clarke. During the week of the initial publication of Against All Enemies, Clarke was featured on 60 Minutes, testified before the 9/11 commission, and touched off a raging controversy over how the presidential administration handled the threat of terrorism and the post-9/11 geopolitical landscape. Clarke, a veteran Washington insider who had advised presidents Reagan, George H.W. Bush, Clinton, and George W. Bush, dissects each man's approach to terrorism but levels the harshest criticism at the latter Bush and his advisors who, Clarke asserts, failed to take terrorism and Al-Qaeda seriously. Clarke details how, in light of mounting intelligence of the danger Al-Qaeda presented, his urgent requests to move terrorism up the list of priorities in the early days of the administration were met with apathy and procrastination and how, after the attacks took place, Bush and key figures such as Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, and Dick Cheney turned their attention almost immediately to Iraq, a nation not involved in the attacks. Against All Enemies takes the reader inside the Beltway beginning with the Reagan administration, who failed to retaliate against the 1982 Beirut bombings, fueling the perception around the world that the United States was vulnerable to such attacks. Terrorism becomes a growing but largely ignored threat under the first President Bush, whom Clarke cites for his failure to eliminate Saddam Hussein, thereby necessitating a continued American presence in Saudi Arabia that further inflamed anti-American sentiment. Clinton, according to Clarke, understood the gravity of the situation and became increasingly obsessed with stopping Al-Qaeda. He had developed workable plans but was hamstrung by political infighting and the sex scandal that led to his impeachment. But Bush and his advisers, Clarke says, didn't get it before 9/11 and they didn't get it after, taking a unilateral approach that seemed destined to lead to more attacks on Americans and American interests around the world. Clarke's inside accounts of what happens in the corridors of power are fascinating and the book, written in a compelling, highly readable style, at times almost seems like a fiction thriller. But the threat of terrorism and the consequences of Bush's approach to it feel very sobering and very real. --John Moe for Amazon.com
Few political memoirs have made such a dramatic entrance as that by Richard A. Clarke. During the week of the initial publication of Against All Enemies, Clarke was featured on 60 Minutes, testified before the 9/11 commission, and touched off a raging controversy over how the presidential administration handled the threat of terrorism and the post-9/11 geopolitical landscape. Clarke, a veteran Washington insider who had advised presidents Reagan, George H.W. Bush, Clinton, and George W. Bush, dissects each man's approach to terrorism but levels the harshest criticism at the latter Bush and his advisors who, Clarke asserts, failed to take terrorism and Al-Qaeda seriously. Clarke details how, in light of mounting intelligence of the danger Al-Qaeda presented, his urgent requests to move terrorism up the list of priorities in the early days of the administration were met with apathy and procrastination and how, after the attacks took place, Bush and key figures such as Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, and Dick Cheney turned their attention almost immediately to Iraq, a nation not involved in the attacks. Against All Enemies takes the reader inside the Beltway beginning with the Reagan administration, who failed to retaliate against the 1982 Beirut bombings, fueling the perception around the world that the United States was vulnerable to such attacks. Terrorism becomes a growing but largely ignored threat under the first President Bush, whom Clarke cites for his failure to eliminate Saddam Hussein, thereby necessitating a continued American presence in Saudi Arabia that further inflamed anti-American sentiment. Clinton, according to Clarke, understood the gravity of the situation and became increasingly obsessed with stopping Al-Qaeda. He had developed workable plans but was hamstrung by political infighting and the sex scandal that led to his impeachment. But Bush and his advisers, Clarke says, didn't get it before 9/11 and they didn't get it after, taking a unilateral approach that seemed destined to lead to more attacks on Americans and American interests around the world. Clarke's inside accounts of what happens in the corridors of power are fascinating and the book, written in a compelling, highly readable style, at times almost seems like a fiction thriller. But the threat of terrorism and the consequences of Bush's approach to it feel very sobering and very real. --John Moe for Amazon.com
Location:
Washington, DC, USA
04 January 2005
Discorso di fine anno del presidente Ciampi
Lettera inviata a Sergio Romano e pubblicata dal Corriere della Sera il 4 Gennaio 2005.
Sono un italiano che vive da anni all'estero e pur essendo disgustato dalla nostra politica interna ogni 31 dicembre ascolto il discorso del presidente della Repubblica, il mio presidente, per sentire il polso della situazione del mio Paese.
Sono rimasto deluso quest'anno nell'ascoltare il presidente Ciampi augurare buon anno prima di tutto con grande enfasi al Papa e solo dopo agli italiani. Mi ha irritato essere messo in secondo piano, dal capo del mio Stato, per dare la precedenza a un capo di Stato straniero, per quanto autorevole.
Ma allora, come disse il titolo di un bel libro di Giordano Bruno Guerri, gli italiani sono sempre sotto la Chiesa?
Compra il libro su Amazon:
Sono un italiano che vive da anni all'estero e pur essendo disgustato dalla nostra politica interna ogni 31 dicembre ascolto il discorso del presidente della Repubblica, il mio presidente, per sentire il polso della situazione del mio Paese.
Sono rimasto deluso quest'anno nell'ascoltare il presidente Ciampi augurare buon anno prima di tutto con grande enfasi al Papa e solo dopo agli italiani. Mi ha irritato essere messo in secondo piano, dal capo del mio Stato, per dare la precedenza a un capo di Stato straniero, per quanto autorevole.
Ma allora, come disse il titolo di un bel libro di Giordano Bruno Guerri, gli italiani sono sempre sotto la Chiesa?
Compra il libro su Amazon:
Location:
Italy
16 November 2004
Book Review: The Dark Heart of Italy, by Tobias Jones. *
Synopsis
In 1999 Tobias Jones travelled to Italy, expecting to discover the pastoral bliss described by centuries of foreign visitors and famous writers. Instead, he discovered a very different country, besieged by unfathomable terrorism and deep-seated paranoia, where crime is scarcely ever met with punishment. Now, in this travelogue, Jones explores not just Italy's familiar delights (art, climate, cuisine), but the livelier and stranger sides of the bel paese: language, football, Catholicism, cinema, television and terrorism. Why, he wonders, do bombs still explode every time politics start getting serious? Why does everyone urge him to go home as soon as possible, saying that Italy is a 'brothel'?
Review
This must be the worst book on Italy I have ever read. Uninformed, superficial, exuding prejudice and smugness, politically biased. The author displays phenomenal ignorance and his judgement is superficial almost to the point of being funny! Were it not for some specific anecdotes he tells rather amusingly, I would have wondered whether he ever set foot in the country at all. He is obsessed with Berlusconi, he just hates the guts of the man. Well that's fine, many Italians do too, but it does not make for informative reading. His writing style is full of smugness, he says he loves the country but he is very condescending toward Italians and does not display the least interest in truly integrating in Italian society. Inaccuracies are too many to list here. A book that is better avoided by those who want to understand contemporary Italy.
In 1999 Tobias Jones travelled to Italy, expecting to discover the pastoral bliss described by centuries of foreign visitors and famous writers. Instead, he discovered a very different country, besieged by unfathomable terrorism and deep-seated paranoia, where crime is scarcely ever met with punishment. Now, in this travelogue, Jones explores not just Italy's familiar delights (art, climate, cuisine), but the livelier and stranger sides of the bel paese: language, football, Catholicism, cinema, television and terrorism. Why, he wonders, do bombs still explode every time politics start getting serious? Why does everyone urge him to go home as soon as possible, saying that Italy is a 'brothel'?
Review
This must be the worst book on Italy I have ever read. Uninformed, superficial, exuding prejudice and smugness, politically biased. The author displays phenomenal ignorance and his judgement is superficial almost to the point of being funny! Were it not for some specific anecdotes he tells rather amusingly, I would have wondered whether he ever set foot in the country at all. He is obsessed with Berlusconi, he just hates the guts of the man. Well that's fine, many Italians do too, but it does not make for informative reading. His writing style is full of smugness, he says he loves the country but he is very condescending toward Italians and does not display the least interest in truly integrating in Italian society. Inaccuracies are too many to list here. A book that is better avoided by those who want to understand contemporary Italy.
01 November 2004
Book Review: Endurance, by Alfred Lansing, *****
![]() |
| Endurance in its death throes |
In 1914 Sir Ernest Shackleton and a crew of 27 men set sail for the South Atlantic on board the Endurance. The object of the expedition was to cross the Antarctic overland. In October 1915, still half a continent away from their intended base, the ship was trapped, then crushed in ice. For seventeen months Shackleton and his men, drifting on ice packs and then on the stormiest seas on the globe, were castaways in this most savage region of the world.
Lansing's gripping narrative, based on firsthand accounts of crew members and interviews with survivors, vividly describes how the men lived together in camps on the ice until they reached land, how they were attacked by sea leopards, ate sea lion and polar bear, developed frostbite (an operation to amputate the foot of one member of the crew was carried out on the ice), and finally embarked on a 850-mile voyage in a 22-foot open lifeboat to find help.
Tags (click on a tag to read posts on same topic):
Antarctica,
BOOKS
Location:
Antarctica
02 September 2004
Book Review: Cambodia, by Anita Sach, *****
Synopsis
A guide to the cultural attractions of this emerging destination. Explore the grand ruins of Ankor Wat's temples, as well as areas of Cambodia just opening up to travellers, with this practical and thorough guide.
A guide to the cultural attractions of this emerging destination. Explore the grand ruins of Ankor Wat's temples, as well as areas of Cambodia just opening up to travellers, with this practical and thorough guide.
Location:
Cambodia
01 September 2004
Bibliography: Books on Polynesia
My selection of most significant books on French Polynesia. Both English titles e libri in italiano. Please let me know if I forgot an important title!
I also include some suggestion of local music.
Baker, Silvia: Journey to yesterday (1950), tour of French Polynesia by an English lady during WW II. Not so exciting but provides some curious anecdotes about life in those times.
Borsani, Ambrogio: Addio Eden (Vicenza: Neri Pozza Editore, 2002). E’ una piacevole carrellata culturale basata su un viaggio dell’autore (un antropologo) alle Marchesi ripercorrendo la vita dei tanti protagonisti della fuga mundi dalla cultura occidentale nel XIX secolo (Melville, Stevenson, London, Gaugin, Brel ed altri). Molto ben scritto.
Cook, James: “Journals” (trad it: I Giornali di Bordo, Milano: TEA, 2000). Un po’ lunghetti ma interessanti per immedesimarsi in un europeo che è arrivato qui alla fine del ‘700 quando non c’era ancora stato quasi nessuno.
Gaugin, Paul: “Noa Noa” e vari altri scritti di questo artista squinternato morto alle Marchesi.
Stevenson, Robert Louis: “Tales of the South Seas” (trad it: Mari del Sud); oltre ovviamente all’eterno “Treasure Island”!!
Melville, Herman: “Moby Dick” (si capisce perché Melville disertò da una baleniera per restare in Polinesia!!) e soprattutto “Typee” (Taipi in trad. italiana), romanzo autobiografico della sua diserzione.
Horwitz, Tony: “Into the Blue: Boldly Going Where Captain Cook Has Gone Before”
Sivadjian, Eve: “Les Isles Marquises: Archipel de Mémoire”. Ottimo sulle Marchesi contemporanee, aspetti sociali, politici, economici, culturali.
Bersezio, L.: “Miti e Fiabe della Polinesia”.
Pagliasco, Guido Carlo: “Paradisi Inquieti: Viaggio in Polinesia” (Torino: EDT, 2000); libretto-diario di un viaggio per molti aspetti simile al nostro anche se incentrato più sulle Samoa, che comunque fanno culturalmente parte della Polinesia.
I also include some suggestion of local music.
Baker, Silvia: Journey to yesterday (1950), tour of French Polynesia by an English lady during WW II. Not so exciting but provides some curious anecdotes about life in those times.
Borsani, Ambrogio: Addio Eden (Vicenza: Neri Pozza Editore, 2002). E’ una piacevole carrellata culturale basata su un viaggio dell’autore (un antropologo) alle Marchesi ripercorrendo la vita dei tanti protagonisti della fuga mundi dalla cultura occidentale nel XIX secolo (Melville, Stevenson, London, Gaugin, Brel ed altri). Molto ben scritto.
Cook, James: “Journals” (trad it: I Giornali di Bordo, Milano: TEA, 2000). Un po’ lunghetti ma interessanti per immedesimarsi in un europeo che è arrivato qui alla fine del ‘700 quando non c’era ancora stato quasi nessuno.
Gaugin, Paul: “Noa Noa” e vari altri scritti di questo artista squinternato morto alle Marchesi.
Stevenson, Robert Louis: “Tales of the South Seas” (trad it: Mari del Sud); oltre ovviamente all’eterno “Treasure Island”!!
Melville, Herman: “Moby Dick” (si capisce perché Melville disertò da una baleniera per restare in Polinesia!!) e soprattutto “Typee” (Taipi in trad. italiana), romanzo autobiografico della sua diserzione.
Horwitz, Tony: “Into the Blue: Boldly Going Where Captain Cook Has Gone Before”
Sivadjian, Eve: “Les Isles Marquises: Archipel de Mémoire”. Ottimo sulle Marchesi contemporanee, aspetti sociali, politici, economici, culturali.
Bersezio, L.: “Miti e Fiabe della Polinesia”.
Pagliasco, Guido Carlo: “Paradisi Inquieti: Viaggio in Polinesia” (Torino: EDT, 2000); libretto-diario di un viaggio per molti aspetti simile al nostro anche se incentrato più sulle Samoa, che comunque fanno culturalmente parte della Polinesia.
Location:
Polynesia
Music and films about Polynesia
Brel, Jacques, “Les Marquises
Mazière, Francis: The Gaugin Years (collezione di canzoni e danze polinesiane)
Fanshawe, David: Pacific Chants (collezione di musiche tradizionali polinesiane)
Tahiti – Air Mail (canzoni assortite)
Himene: Polyphonies Polynésiennes (choral music)
27 August 2004
32° g - 27 AGO: Papeete – Los Angeles e fine del viaggio
In giro per la città, riposo, preparazione bagagli, al mercato (interessante soprattutto per la vita tahitiana che vi si svolge, meno per gli acquisti). Questo è il posto giusto per chi voglia farsi tatuare, ci sono tatuatori espertissimi e le condizioni igieniche sono ottime - strumenti sterili e artisti fenomenali. Posso garantire per esperienza personale!
Veramente io non avevo nessuna intenzione di tatuarmi. ma Giusy, una compagna di viaggio, mi chiede di accompagnarla dal tatuatore perché lei non parla lingue straniere. Vado con lei e l'aiuto a contrattare un piccolo tatuaggio sulla caviglia. Mentre aspetto che l'artista finisca il suo lavoro mi guardo incuriosito le fotografie dei tanti tatuaggi che egli ha eseguito, e che sono appese sulle pareti e sulla porta del piccolo studio. (Studio? Sala operatoria? Atelier?) Ne vedo uno che mi colpisce subito, una manta con al centro un tihi. Chiedo all'artista, che nel frattempo ha quasi completato il tatuaggio di Giusy, quanto tempo gli servirebbe per farmi quel tatuaggio, fra poco dobbiamo andare in aeroporto. Mi dice mezz'ora. Per 50 euro è fatta. Decido di non pensarci troppo e procedo. Una delle decisioni irreversibili più rapide della mia vita!!
Il tatuaggio è un'antica tradizione polinesiana che si era persa nel XIX secolo quando fu proibita dai missionari europei. Fortunatamente si è ripresa e sviluppata con giovani artisti che applicano disegni tradizionali accanto a temi da XXI secolo. Anche carino il museo della perla, alcune gallerie d’arte, negozi di musica tahitiana, librerie tutti in centro.
Poi verso le 18.00 in aeroporto, indispensabile arrivare con larghissimo anticipo per i voli internazionali e soprattutto per gli USA, che dopo l'11 settembre richiedono controlli molto più meticolosi e lunghi. (Prima degli attentati in America non ti chiedevano neanche i documenti, mi ricordo della "People's Express" una delle prima compagnie low-cost, dove si entrava senza biglietto, e si pagava alla hostess che percorreva la cabina durante il volo a riscuotere.)
Veramente io non avevo nessuna intenzione di tatuarmi. ma Giusy, una compagna di viaggio, mi chiede di accompagnarla dal tatuatore perché lei non parla lingue straniere. Vado con lei e l'aiuto a contrattare un piccolo tatuaggio sulla caviglia. Mentre aspetto che l'artista finisca il suo lavoro mi guardo incuriosito le fotografie dei tanti tatuaggi che egli ha eseguito, e che sono appese sulle pareti e sulla porta del piccolo studio. (Studio? Sala operatoria? Atelier?) Ne vedo uno che mi colpisce subito, una manta con al centro un tihi. Chiedo all'artista, che nel frattempo ha quasi completato il tatuaggio di Giusy, quanto tempo gli servirebbe per farmi quel tatuaggio, fra poco dobbiamo andare in aeroporto. Mi dice mezz'ora. Per 50 euro è fatta. Decido di non pensarci troppo e procedo. Una delle decisioni irreversibili più rapide della mia vita!!
Il tatuaggio è un'antica tradizione polinesiana che si era persa nel XIX secolo quando fu proibita dai missionari europei. Fortunatamente si è ripresa e sviluppata con giovani artisti che applicano disegni tradizionali accanto a temi da XXI secolo. Anche carino il museo della perla, alcune gallerie d’arte, negozi di musica tahitiana, librerie tutti in centro.
Poi verso le 18.00 in aeroporto, indispensabile arrivare con larghissimo anticipo per i voli internazionali e soprattutto per gli USA, che dopo l'11 settembre richiedono controlli molto più meticolosi e lunghi. (Prima degli attentati in America non ti chiedevano neanche i documenti, mi ricordo della "People's Express" una delle prima compagnie low-cost, dove si entrava senza biglietto, e si pagava alla hostess che percorreva la cabina durante il volo a riscuotere.)
Location:
Papeete, French Polynesia
Recensione/Book Review: "Un indovino mi disse/A fortune teller told me", di Tiziano Terzani, ****
English review below
Sinossi
Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello "Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai". Anni dopo gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.
Sinossi
Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello "Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai". Anni dopo gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.
Location:
Asia
26 August 2004
31° g - 26 AGO: Ua Pou - Papeete
Doudou ed Heléne mi portano a vedere la loro “cabanne”, una villetta presso Haakuti, nel mezzo della foresta pluviale, un in ambiente veramente vergine, basta farglielo sapere per tempo. Transfer aeroporto 2000f.
Location:
Papeete, French Polynesia
25 August 2004
30° g - 25 AGO: Hiva Oa – Ua Pou
Arrivo in ritardo per vento forte (attenzione in estate – Dicembre/Marzo – perché i voli possono essere facilmente annullati par cattivo tempo, anche se Air Tahiti cerca di assicurare comunque il trasporto a Nuku con elicottero o barca per prendere il volo con l’ATR più grande per Papeete). Il proprietario della pensione Doudou è in aeroporto, leggero pranzo e nel pm giro nel paesino a visitare scultori del legno e piantagioni. Interessante, ma prezzi molto alti, a mio avviso più che a Tahiti, si può comunque negoziare. Avvistiamo cavalli selvaggi sulle scogliere; paesaggio molto duro, montagne a picco sul mare.
Alloggio alla Pensione Pukuee, gestita da Doudou (francese) e Heléne (marchesana), molto gentili, Heléne cucina benissimo e la pensione è pulita e perfino elegante nella sua semplicità. Posizione con bella vista sul porto, tranquillità massima. Non hanno neanche le porte, tanto bassa deve essere la criminalità, solo tendine sulla soglia delle camere e della stessa casa! Costa 2000-3000f il pernotto, 2500 la cena (ottima, trance di tonno con olio e limone spolverati di avocado e curry) e 500 la colazione. Si mangia su di una stupenda terrazza con vista. Sono il solo cliente, mangio con loro e chiacchieriamo della loro scelta di vita di vivere qui. Heléne vorrebbe anche tornare in Francia ad un certo punto, ma lui non ne vuol sentir parlare!
Incontro Jaques Vitellini, scrittore. La moglie è venuta ad insegnare qui e lui l'ha seguita tanti anni fa, poi quando il suo mandato è finito hanno deciso di restare qui. Mi fornisce il suo sito, http://www.cultures-sud.net/ dove però non c'è molto...
Incontro poi Sergio Tacito, un francese anche lui di ovvie origini italiane che da 33 anni vive a Tahiti con la moglie maori. Lavora per il governo, va in giro per la Polinesia a fare ispezioni alle strutture pubbliche.
Alloggio alla Pensione Pukuee, gestita da Doudou (francese) e Heléne (marchesana), molto gentili, Heléne cucina benissimo e la pensione è pulita e perfino elegante nella sua semplicità. Posizione con bella vista sul porto, tranquillità massima. Non hanno neanche le porte, tanto bassa deve essere la criminalità, solo tendine sulla soglia delle camere e della stessa casa! Costa 2000-3000f il pernotto, 2500 la cena (ottima, trance di tonno con olio e limone spolverati di avocado e curry) e 500 la colazione. Si mangia su di una stupenda terrazza con vista. Sono il solo cliente, mangio con loro e chiacchieriamo della loro scelta di vita di vivere qui. Heléne vorrebbe anche tornare in Francia ad un certo punto, ma lui non ne vuol sentir parlare!
Incontro Jaques Vitellini, scrittore. La moglie è venuta ad insegnare qui e lui l'ha seguita tanti anni fa, poi quando il suo mandato è finito hanno deciso di restare qui. Mi fornisce il suo sito, http://www.cultures-sud.net/ dove però non c'è molto...
Incontro poi Sergio Tacito, un francese anche lui di ovvie origini italiane che da 33 anni vive a Tahiti con la moglie maori. Lavora per il governo, va in giro per la Polinesia a fare ispezioni alle strutture pubbliche.
Location:
Ua Pu, French Polynesia
24 August 2004
29° g - 24 AGO: Hiva Oa
![]() |
| La tomba di Gauguin |
Qui su questo sito si può scoprire la sua arte.
Lo “spazio Brel” contiene suoi ricordi ed anche il famoso aeroplano con il quale lui girava per le isole, spesso offrendo passaggi gratuiti a chi ne avesse bisogno. Oggi chiuso, posso solo guardarlo dall’esterno arrampicandomi su di una staccionata, peccato.
![]() |
| "Where we are" di Gauguin |
-------------
![]() |
| La tomba di Brel |
Ils parlent de la mort comme tu parles d´un fruit
Ils regardent la mer comme tu regardes un puits
Les femmes sont lascives au soleil redouté
Et s´il n´y a pas d´hiver, cela n´est pas l´été
La pluie est traversière, elle bat de grain en grain
Quelques vieux chevaux blancs qui fredonnent Gauguin
Et par manque de brise, le temps s´immobilise
Aux Marquises
Du soir, montent des feux et des points de silence
Qui vont s´élargissant, et la lune s´avance
Et la mer se déchire, infiniment brisée
Par des rochers qui prirent des prénoms affolés
Et puis, plus loin, des chiens, des chants de repentance
Et quelques pas de deux et quelques pas de danse
Et la nuit est soumise et l´alizé se brise
Aux Marquises
Le rire est dans le cœur, le mot dans le regard
Le cœur est voyageur, l´avenir est au hasard
Et passent des cocotiers qui écrivent des chants d´amour
Que les sœurs d´alentour ignorent d´ignorer
Les pirogues s´en vont, les pirogues s´en viennent
Et mes souvenirs deviennent ce que les vieux en font
Veux-tu que je te dise : gémir n´est pas de mise
Aux Marquises
Location:
Hiva Oa, French Polynesia
23 August 2004
28° g - 23 AGO: Hiva Oa, gita a Tahuata
Gita in barca a Tahuata, la barca costa 30.000f e si divide tra i partecipanti, noi ci siamo uniti ad altri che stavano in pensioni vicine. Visita ai villaggi di Hapatoni (bravissimi scultori di legno, prezzi cari però); Vaitahu (c’è un piccolo museo di archeologia, interessante, vicino al municipio, di solito è chiuso ma basta andare a chiedere le chiavi in municipio e ve le danno, poi fate da soli.
Location:
Tahuata, French Polynesia
22 August 2004
27° g - 22 AGO: Hiva Oa, escursione in auto a Lipona
Affittiamo una 4x4 (13.000f + benzina) per la giornata e partiamo per Puamau, con l'obiettivo di visitare l'importante sito archeologico dei Tiki marchesani. La strada è per la prima metà buona, poi degenera gradualmente fino a divenire francamente pericolosa: completamente scassata, tornanti strettissimi a precipizio sul mare, nessuna protezione sul ciglio, frane e smottamenti, profondi canali lasciati dai veicoli e dal flusso dell’acqua piovana, vere e proprie voragini, ecc. ecc. La percorriamo quasi tutta in 1a e 2a marcia, ci mettiamo tre ore piene a fare 40km circa. Consiglio massima prudenza e magari prendere un autista in caso di brutto tempo, o lasciar perdere.
Il sito di Lipona però ripaga della fatica, impressionante, suggestivo, mistico direi. I tiki li ha descritti bene Ambrogio Borsani nel suo libro Addio Eden. Le isole Marchesi in un viaggio alla ricerca di Melville, Stevenson, Gauguin, London, Brel e altri
: «Le statue dell'isola di Pasqua sono impressionanti per la quantità, ma sono ripetitive. I tiki di Puamau hanno l'impronta delle forme originali, quelle da cui deriva tutto. Hanno il fascino dell'archetipo.».
Anche la spiaggia di Puamau, con sabbia nera, è piacevole per un bagno ristoratore prima di intraprendere la via del ritorno, un po' meno paurosa dell'andata perché la parte più ripida stavolta è in salita.
Cena da Snack Kaupe (2000 f) in centro, discreto.
Il sito di Lipona però ripaga della fatica, impressionante, suggestivo, mistico direi. I tiki li ha descritti bene Ambrogio Borsani nel suo libro Addio Eden. Le isole Marchesi in un viaggio alla ricerca di Melville, Stevenson, Gauguin, London, Brel e altri
Anche la spiaggia di Puamau, con sabbia nera, è piacevole per un bagno ristoratore prima di intraprendere la via del ritorno, un po' meno paurosa dell'andata perché la parte più ripida stavolta è in salita.
Cena da Snack Kaupe (2000 f) in centro, discreto.
Location:
Hiva Oa, French Polynesia
21 August 2004
26° g - 21 AGO: Nuku Hiva – Hiva Oa
Mattinata a spasso e poi nel primo pomeriggio lungo trasferimento verso l’aeroporto per la strada nord, precipizi da capogiro, paesaggi vertiginosi, inebrianti, ma la strada infangata e dirupata ci preoccupa un po’, attenzione in caso di pioggia, può essere pericoloso; per fortuna c’è la nebbia in alto.... così non possiamo vedere di sotto! Arrivo un po’ in ritardo a Hiva Oa, ci vengono a prendere e andiamo in pensione da Gaby, ci sistemiamo e programmiamo le giornate a venire.
Location:
Hiva Oa, French Polynesia
20 August 2004
25° g - 20 AGO: Nuku Hiva
Partenza in auto 4x4 per un giro delle valli (4000f) e dei paesi principali (Taipivai, Taiohae, Hoomi, Paeke) qualche acquisto di manufatti di legno (a Taipivai) e visite a siti archeo. Bagno nel porto a Taiohae! Il paesaggio delle Marchesi non ha niente a che fare con il resto della Polinesia che abbiamo visto sinora. Vegetazione lussureggiante, infinite gradazioni di verde, ripide montagne vulcaniche, cielo spesso coperto, abbondanza esuberante di frutta di ogni genere, cercate di trovare il Corrosol! Il problema è che le strade sono TUTTE scassatissime, tortuosissime o tutte e due le cose! Dunque i tempi dei trasferimenti sono estenuanti, ma qui i trasferimenti stessi, anche da e per gli aeroporti, sono parte del viaggio!
Cena ancora da Yvonne con lunghe chiacchierate su politica, pesca, storia, Gauguin, Brel, il turismo, persona veramente notevolissima! Alphonse suona un ukulele.
Cena ancora da Yvonne con lunghe chiacchierate su politica, pesca, storia, Gauguin, Brel, il turismo, persona veramente notevolissima! Alphonse suona un ukulele.
Location:
Nuku Hiva, French Polynesia
19 August 2004
24° g - 19 AGO: Nuku Hiva, Yvonne, escursioni archeologiche
Andiamo a trovare il sindaco, Madame Yvonne al municipio (un piccolo bungalow con la sua scrivania, una foto sbiadita di Chirac al muro, un mobile pieno di scartoffie e qualche vetrina dove lei ha raccolto alcuni reperti archeologici) e molto gentilmente lei ci racconta della politica locale, dei rapporti con la Francia (ottimi) e con Papeete (non sempre buoni perché i Marchesani si sentono trascurati da Tahiti, vorrebbero separarsi e trattare direttamente con la Francia).
Location:
Nuku Hiva, French Polynesia
18 August 2004
23° g - 18 AGO: Papeete – Nuku Hiva, isole Marchesi
Partenza in orario. Attenzione, per evitare epidemie è proibito portare fiori alle Marchesi, dunque lasciate eventuali collane che vi sono state regalate... Volo spettacolare sulle Touamotou, tempo ottimo. Arrivo a Nuku Hiva col sole, ma non c’è a prenderci il taxi della pensione... poco male, ne affittiamo un altro sul momento. Una simpatica tassista che nelle due ore di trasferimento fino alla baia di Hatiheu dove alloggeremo ci fa anche da guida per le maestone montagne e lussureggianti vallate che attraversiamo... in effetti il trasferimento è già una visita.
Location:
Nuku Hiva, French Polynesia
17 August 2004
22° g - 17 AGO: Tikehau – Papeete
Giornata interlocutoria, niente veramente da segnalare. Mattinata al mare, nuoto, lettura, passeggiate per l’isola (non c’è molto ma è piacevole) e volo puntuale alle 4 del pomeriggio per Tahiti. Arriviamo e ci sistemiamo in albergo, poi cena alle roulottes (la vita serale di Papeete sembra incentrata qui), passeggiata e a letto.
Location:
Papeete, French Polynesia
16 August 2004
21° g - 16 AGO: Tikehau, immersioni
Giornata di attività mare, nuotate e due immersioni alle Tuheiava pass con Isabelle. Organizzazione che mi è parsa seria, attrezzature ben mantenute, sensazione di sicurezza. Immersioni piacevoli, gran varietà di pesce colorato anche se non proprio spettacolare. Gli altri hanno passeggiato, nuotato, sonnecchiato, ecc.
Tikehau è gradevolissima, c’è pochissima gente, forse una mezza dozzina di pensioncine lungo la spiaggia, un ambiente sereno, placido. Cena in pensione.
Tikehau è gradevolissima, c’è pochissima gente, forse una mezza dozzina di pensioncine lungo la spiaggia, un ambiente sereno, placido. Cena in pensione.
Location:
Tikehau, French Polynesia
15 August 2004
20° g - 15 AGO: Rangiroa – Tikehau
![]() |
| Bimba alla messa |
Location:
Tikehau, French Polynesia
14 August 2004
19° g - 14 AGO: Rangiroa, les sables rose
Escursione alle sables roses: con Hugo per 7500 CFP incluso il pranzo (sempre pescato e cucinato al momento) e le bibite, giornata intera. Costeggiando per 2h la costa nord dell’atollo si arriva alle sabbie rosa (all’estremità est dell’atollo), una lunga striscia di sabbia rosa di corallo frantumato. Un posto idilliaco come pochi, anche se bisogna fare un lungo trasferimento per arrivarci. Giornata paradisiaca sulla sabbia effettivamente rosa!
Sosta finale per snorkelling all’Aquarium. Il trasferimento è lungo e la gita costosa, ma difficile non raccomandarla!
Sosta finale per snorkelling all’Aquarium. Il trasferimento è lungo e la gita costosa, ma difficile non raccomandarla!
Location:
Tuamotus Islands, French Polynesia
13 August 2004
18° g - 13 AGO: Rangiroa, Tiputa pass, Aquarium
Mattina a casa, tempo brutto. Nel pm alcuni restano in pensione mentre in tre andiamo con Hugo a fare una mezza escursione improvvisata di 3 ore che comincia col derivare in corrente a Tiputa: con grande fortuna incocciamo un branco di delfini che ci nuotano ad un palmo dal naso per un paio di minuti... siamo in visibilio! Poi anche la nuotata in sé è fantastica, con la corrente che ti trascina velocemente e la barca che ti riprende alla fine.... Sempre meglio fare questo giochino quando la corrente è in entrata nella pass, sia perché l’acqua è più pulita, sia perché c’è molto meno pericolo in caso ci si perda la barca. Con corrente in uscita, acqua più torbida e oceano aperto se si manca l’aggancio! L’escursione continua con la visita del paese di Tiputa (interessante per vedere come vivono i locali) e finisce con una nuotata all’Aquarium, una secca lì vicino con grande concentrazione di pesci tropicali. Consiglio senz’altro questa escursione!
Location:
Avatoru, French Polynesia
12 August 2004
17° g - 12 AGO: Rangiroa, Laguna Blu
Escursione alla Laguna Blu con Hugo, che ci fa spontaneamente uno sconto perché causa brutto tempo siamo rientrati prima e non avevamo potuto andare anche ai Recifs come previsto. Molto generoso, in fondo non doveva farlo. Giornata splendida, in 1 ora o poco più si arriva ad una secca, qui Hugo ed il suo aiutante pescano con la fiocina un po’ di pesci per il pranzo (i soliti animalisti del gruppo hanno da ridire, manco Hugo fosse Erode a fare la strage degli innocenti!) che ci viene poi servito (cotto e crudo) sul motu: idilliaco!! Ci passiamo varie ore da sogno. A seguire uno “shark-feeding” (interessante perché fatto in acqua libera e profonda, squali di media dimensione che si avvicinano quasi a toccarli) anche qui sdegno degli animalisti (che peraltro sono impegnati nel dog-feeding ad ogni occasione conviviale, e di cani randagi ce ne sono tanti in Polinesia!)
Location:
Avatoru, French Polynesia
11 August 2004
16° g - 11 Ago: Rangiroa, Laguna Verde
Mattinata di riposo al mare da Olga. Poi nel pm escursione alla Laguna Verde, prenotata da un marinaio tramite Olga (2500 f) niente di ché, si può anche evitare. Ci portano anche a vedere gli squali in un recinto in piena laguna, sono docili e ovviamente abituati agli uomini, si fanno persino accarezzare. C’è come al solito chi si oppone a questa pratica di dar da mangiare agli squaletti, che però così si possono avvicinare, persino prendere in mano per esaminarli. A me non pare un gran danno...
Location:
Tuamotus Islands, French Polynesia
10 August 2004
15° g - 10 AGO: Maupiti – Rangiroa
Al mattino presto in aeroporto. Purtroppo tre passeggeri, pur avendo un regolare biglietto per Rangiroa, non hanno la prenotazione confermata e sono costretti a rimandare la partenza a domani. Volo regolare per Rangiroa via Papeete. All’arrivo ci viene a prendere Olga all'aeroporto di Avatoru che ci porta al suo villaggio che si trova a poche centinaia di metri di distanza. Resto della giornata libera, il mare davanti alla pensione è invitante, piccola spiaggia ma bel fondale di sabbia bianca e coralli.
TURIROA VILLAGE – Chez Olga Niva. Olga è una persona gentile, il suo villaggio è carino anche se un po’ fatiscente, 4 bungalow a due piani con 4 posti, poi altre 2 stanze matrimoniali, ed uno stanzone con 7 letti singoli, alcune meglio di altre... Olga a richeista può anche cucinare, e cucina bene (solito pesce crudo, ma anche barracuda alla griglia, originale!), noi l’abbiamo provata una sera, però le condizioni igieniche lasciano molto, ma molto, a desiderare, a cominciare dai tanti cani che lei non solo lascia liberi di girare in cucina e nei pressi delle vivande, ma li prende in mano con disinvoltura mentre prepara la cena... Ci manca poco che non gli faccia assaggiare le cotture! Quindi non abbiamo più cenato da lei, peccato. Il villaggio è direttamente sul mare con una spiaggetta privata con alcune sdraio, vi è poi una bellissima veranda con palafitta sul mare dove potrete consumare i pasti. Vi mette a disposizione la macchina (basta mettere la benzina), vi viene a prendere all’aeroporto gratis (solo pochi minuti di strada), ci ha fatto utilizzare il suo computer per collegarsi ad internet (ma caro!). Vende anche le perle di Tahiti che coltiva, ma non ce le ha neanche proposte.
Altre sere abbiamo mangiato alla roulotte di fronte alla pensione di Olga, oppure Chez Auguste (in centro). Qualcuno ha provato il Kia Ora, più caro; io non ci sono stato ma dovrebbe essere il miglior ristorante di Rangiroa. Un pranzo lo abbiamo fatto da Eleonore, sulla strada per Avatoru, ottima trancia di tonno!
TURIROA VILLAGE – Chez Olga Niva. Olga è una persona gentile, il suo villaggio è carino anche se un po’ fatiscente, 4 bungalow a due piani con 4 posti, poi altre 2 stanze matrimoniali, ed uno stanzone con 7 letti singoli, alcune meglio di altre... Olga a richeista può anche cucinare, e cucina bene (solito pesce crudo, ma anche barracuda alla griglia, originale!), noi l’abbiamo provata una sera, però le condizioni igieniche lasciano molto, ma molto, a desiderare, a cominciare dai tanti cani che lei non solo lascia liberi di girare in cucina e nei pressi delle vivande, ma li prende in mano con disinvoltura mentre prepara la cena... Ci manca poco che non gli faccia assaggiare le cotture! Quindi non abbiamo più cenato da lei, peccato. Il villaggio è direttamente sul mare con una spiaggetta privata con alcune sdraio, vi è poi una bellissima veranda con palafitta sul mare dove potrete consumare i pasti. Vi mette a disposizione la macchina (basta mettere la benzina), vi viene a prendere all’aeroporto gratis (solo pochi minuti di strada), ci ha fatto utilizzare il suo computer per collegarsi ad internet (ma caro!). Vende anche le perle di Tahiti che coltiva, ma non ce le ha neanche proposte.
Altre sere abbiamo mangiato alla roulotte di fronte alla pensione di Olga, oppure Chez Auguste (in centro). Qualcuno ha provato il Kia Ora, più caro; io non ci sono stato ma dovrebbe essere il miglior ristorante di Rangiroa. Un pranzo lo abbiamo fatto da Eleonore, sulla strada per Avatoru, ottima trancia di tonno!
Location:
Avatoru, French Polynesia
09 August 2004
14° g - 9 AGO: Maupiti, trek sul vulcano
La mattina Janine ci porta con la sua barca sull’isola principale. Dal porto partiamo per una camminata fino quasi in vetta al vulcano (circa 400mt), ci vogliono due ore di cammino per salire ed una per scendere, non difficile ma neanche proprio banalissimo... in vari punti è necessario trovare appigli con le mani; indispesabili buone scarpe da camminata.
Location:
Maupiti Island, French Polynesia
08 August 2004
13° g - 8 AGO: Maupiti, nuoto, canoa, il ciclone del 1991
Giornata libera... spiaggia, nuotate, kayak in giro per la laguna. Ottima “baguette” per pranzo, un paninone di fragrante pane alla francese imbottito di verdure e frutti di mare che all'inizio mi mette un po' di soggezione, ma poi si scioglie in bocca e sembra più grande di quanto non sia sostanzioso. Inoltre ci procuriamo alcune noci di cocco appena cadute dagli alberi che il marito di Janine ci aiuta ad aprire. ATTENZIONE mai mettersi a riposare sotto le palme da cocco, può essere fatale!
Janine mi racconta la storia del ciclone di Pae 'ao. Era il 1991, e lei aveva appena aperto la sua prima pensioncina, quando arrivò il ciclone da nord, che investì Pae 'ao in pieno. Janine, con il figlio, la sorella, il genero ed il loro figlioletto di due mesi e lo zio si rifugiarono in un casotto per gli attrezzi del giardino. La loro casa però è troppo vicina al mare e viene sommersa dalle onde. Il ciclone è lento a muoversi, e quindi di intensità fortissima (quelli che transitano più velocemente sono di intensità minore) e spazza via tutto. Si teme il peggio. La barca dello zio, nuova di zecca, rompe gli ormeggi e si allontana verso la laguna. Disperazione! Era nuovissimo, ci aveva investito tutti i risparmi. Intanto loro restano accovacciati nel casotto degli attrezzi. Dopo 24 ore circa il ciclone finisce, c’è ancora acqua alta dapportutto e da dentro si sente un rintocco sul casotto, è la barca che è tornata, da sola! Mi dice convinta che sono stati sicuramente gli antenati che sono intervenuti!
Altrimenti, canoa, nuoto, passeggiate.... che sofferenza!! Non c’è molto di eclatante da raccontare ma non ce ne vorremmo più andare via di qui!
Janine mi racconta la storia del ciclone di Pae 'ao. Era il 1991, e lei aveva appena aperto la sua prima pensioncina, quando arrivò il ciclone da nord, che investì Pae 'ao in pieno. Janine, con il figlio, la sorella, il genero ed il loro figlioletto di due mesi e lo zio si rifugiarono in un casotto per gli attrezzi del giardino. La loro casa però è troppo vicina al mare e viene sommersa dalle onde. Il ciclone è lento a muoversi, e quindi di intensità fortissima (quelli che transitano più velocemente sono di intensità minore) e spazza via tutto. Si teme il peggio. La barca dello zio, nuova di zecca, rompe gli ormeggi e si allontana verso la laguna. Disperazione! Era nuovissimo, ci aveva investito tutti i risparmi. Intanto loro restano accovacciati nel casotto degli attrezzi. Dopo 24 ore circa il ciclone finisce, c’è ancora acqua alta dapportutto e da dentro si sente un rintocco sul casotto, è la barca che è tornata, da sola! Mi dice convinta che sono stati sicuramente gli antenati che sono intervenuti!
Altrimenti, canoa, nuoto, passeggiate.... che sofferenza!! Non c’è molto di eclatante da raccontare ma non ce ne vorremmo più andare via di qui!
Location:
Maupiti Island, French Polynesia
07 August 2004
12° g - 7 AGO: Bora Bora – Maupiti
![]() |
| con Robert prima di partire |
Il mare non è calmissimo, qualcuno sta male. All’arrivo c’è Janine con la sua barca che ci prende e ci porta alla sua pensione sul motu (anello di corallo che delimita la laguna, con al centro l’isola vulcanica). Si chiama Fare Pae 'ao, Chez Janine, quanto di più vicino possa esistere al paradiso terrestre... Janine è simpaticissima, cucina divinamente, i suoi bungalows sono carini. La posizione è imbattibile, su un piccolo motu a nord della laguna, in mezzo a due pass, tra palme e spiaggia bianca. Assolutamente da non pedere, il miglior posto e miglior rapporto qualità/prezzo del viaggio.
Faccio due chiacchiere con una maestra francese che lavora qui. La “metropole” tratta molto bene i suoi funzionari che spedisce qui a lavorare per lo stato mi dice, gli stipendi sono molto più alti che in Francia, ma i costi ancora più alti! Certo il fascino di passare qualche anno in Polinesia per una maestra di non mi ricordo più quale cittadina del centro della Francia non ha prezzo, ma poi, mi dice, loro devono lavorare e non sono sempre in giro per gli atolli come noi... Be’, quand même... non so ma non mi fa molta pena.
Resto del giorno a nuotare, pagaiare, leggere, oziare in questo posto d’incanto. Ottima cena in pensione, aragosta e, sorprendentemente, un ottimo ragù, che Janine insiste essere una specialità della cucina di Maupiti... va be’, lasciamoglielo credere... del resto è un tipo un po' particolare, per esempio la mattina parla alle lussureggianti piante tropicali del suo giardino, dice che così fanno fiori più belli.
Location:
Maupiti Island, French Polynesia
06 August 2004
11° g - 6 AGO: Bora Bora, escursione in barca
Robert organizza un gran bel giro in barca della laguna ad un costo di 7000f compreso il pranzo, si parte alle 8.00, prima sosta a vedere le mante, ce ne passano un paio proprio sotto di noi mentre siamo in acqua con maschera e boccaglio.
Poi altra sosta per dare il cibo alle razze, che si avvicinano molto, quasi si possono toccare! Sosta per snorkeling, poi ottimo pranzo di mahi mahi cotto, tonno crudo, bella frutta, pollo ecc ecc (questi pranzi sono un po’ tutti uguali ma a me non stancano mai!) sul motu privato di Robert, nuova sosta per snorkeling, alle 16.00 circa ci riaccompagna alla pensione. Ne vale la pena.
Serata tranquilla, ceniamo alla pensione con gli avanzi della spesa, dopo il pantagruelico pranzo preparato da Robert non abbiamo fame... Siamo alla punta estrema di Bora verso sud, ma è un po' come se stessimo da un'altra parte, tanta è la distanza dai resort finti e plastificati che ci circondano.
![]() |
| Una razza a Bora Bora |
Serata tranquilla, ceniamo alla pensione con gli avanzi della spesa, dopo il pantagruelico pranzo preparato da Robert non abbiamo fame... Siamo alla punta estrema di Bora verso sud, ma è un po' come se stessimo da un'altra parte, tanta è la distanza dai resort finti e plastificati che ci circondano.
Location:
Bora Bora, French Polynesia
Subscribe to:
Posts (Atom)










