17 March 2009

L'islam alle Maldive

Il muezzin richiama alla preghiera con la consueta regolarità, si sente da tutto il centro di Malé. Di regola, quando parte la registrazione di «Allah-u-akhbar», anche i negozi dovrebbero chiudere per consentire a tutti di pregare senza distrazioni, ma di fatto questo spesso non succede, anzi nel centro di Malé non l'ho mai visto fare. Magari si vede il cartello di prammatica «CLOSED» sulla porta, ma dentro le contrattazioni continuano.

La grande cupola dorata del centro islamico è una delle prime architetture che si vedono arrivando a Malé, il sole la fa brillare e si staglia prepotentemente e fotogenicamente, per dimensioni e colore, sulla monotonia urbanistica dell'isola e sul cielo blu. Il grande edificio di candido marmo bianco è stato inagurato nel 1984 e contiene un'enorme sala di preghiera che può contenere fino a cinquemila persone ed una sala per conferenze sull’Islam. I non mussulmani sono liberamente ammessi, tranne che durante la preghiera, ovviamente come tutti senza scarpe, e senza fotografare l'interno. Entrando noto che l'atmosfera è serena, anche molto fresca se paragonata al caldo esterno, accogliente. Quando arrivo non c'è nessuno, solo qualche bidello che fa le pulizie ed un impiegato che gentilmente mi scorta dentro per una visita.

Non mi fanno entrare, invece, nella vicina moschea antica, detta «del venerdì», per la quale mi dicono serva un permesso speciale, ma ho l'impressione che più semplicemente il guardiano di turno non fosse di buon umore. Forse ci potrò riprovare un’altra volta perché è la moschea più antica delle Maldive e pare che contenga mobili e suppellettili pregiati, con pannelli di legno su cui sono scolpiti i versi del Corano.

La moschea è un luogo preminente nella città. La fede islamica occupa infatti un ruolo preponderante in tutti gli aspetti della vita maldiviana dal tempo della conversione nel 1153. Come in molti altri paesi mussulmani, il ruolo dell'Islam acquisisce qui una dimensione che va al di là della religione per toccare la politica, la vita sociale ed anche quella personale. Ma la commistione tra potere religioso e temporale ha visto comunque, con poche eccezioni nella storia del paese, prevalere quest’ultimo, anche se spesso incarichi religiosi venivano usati per poi acquisire potere temporale. Ma come si è arrivati alla conversione all’Islam delle genti delle Maldive? Non lo sappiamo con precisione, anche se sappiamo che mercanti arabi frequentavano con assiduità i porti della regione a partire dal VII secolo. Ma, come spesso accade in tutto il mondo, dove la storia ci abbandona viene in soccorso la mitologia.

C’era una volta un demonio, chiamato Rannamari, che ogni mese veniva dal mare a minacciare e ricattare le genti delle isole...

Questo post è un estratto del mio libro sulle Maldive. Per comprare il libro cartaceo o in in formato kindle su Amazon clicca qui.

16 March 2009

Il mercato del pesce di Malé

Il mercato del pesce è molto vivo, piuttosto ricco, tutto sommato piacevole anche se non particolarmente variopinto come altri mercati del pesce che ho visto per il mondo. All’ingresso qualche camionetta un po’ insanguinata con secchi di pesce colorato in bella mostra e poi, entrando, un enorme salone maiolicato, non particolarmente pulito ma abbastanza ordinato, con pescatori e compratori in giro un po' alla rinfusa. L'atmosfera è alquanto sommessa, pacata, un po’ fredda per l’illuminazione al neon. Non si sente il gran vociare cui si è abituati in altri simili mercati asiatici, le trattative si svolgono in modo tranquillo. Dietro un lunghissimo bancone una dozzina di pescivendoli lavorano senza sosta con dei lunghi ed affilatissimi coltellacci per pulire il pesce. I tonni, che qui sono protagonisti, vengono prima allineati per terra e divisi per dimensione. Vanno dai più piccoli di qualche chilo a quelli enormi oltre il quintale. Uno alla volta vengono poi issati sul bancone e sfilettati sotto un sottile flusso d’acqua che cade da una fila di rubinetti installati ad intervalli regolari. I tranci rossi sono quindi accatastati di fronte alla clientela mentre le interiora, le pinne e gli altri scarti sono gettati in grandi barili di plastica. Gli avventori ritirano la merce e prima di andarsene infilano una mancia nel taschino della parannanza del pescivendolo che gli ha preparato i filetti. Sono tutti uomini, non si vede neanche una donna in tutto il mercato.

La pesca per secoli è stata la principale industria delle isole, superata solo negli ultimi anni dal turismo, ma rappresenta sempre un buon 15% dell’economia, ed impiega una percentuale ancora maggiore di lavoratori, tra pescatori ed indotto. Senza contare la grande parte della pesca di sussistenza delle famiglie degli atolli più lontani, che non è monetizzata e quindi difficilmente quantificabile. Al di là dell'aspetto meramente economico, la pesca è da sempre l'anima delle Maldive. Se va male la pesca, va male tutta l'economia. Ci mancò poco che si scatenasse una vera e propria rivoluzione quando nell'ottocento i mercanti indiani, spesso con l’aiuto degli inglesi, stavano per soppiantare i locali, o quando Ceylon impose controlli valutari che stavano per soffocare le vendite verso quel paese, principale sbocco delle esportazioni maldiviane di pesce.

I pescatori espongono la loro mercanzia, proveniente dalle barche di tutto l’arcipelago, su semplici banchetti, o semplicemente per terra, qualche volta solo pochi pesci modestamente allineati sulle maioliche bianche. La mattina è protagonista il pesce piccolo, di paranza diremmo noi, mentre nel pomeriggio arrivano i tonnetti, le cernie, le spigolone tropicali, qualche grande tonno d'altura. Ogni tanto qualche crostaceo fa la sua dignitosa figura, anche se essendo questo un paese mussulmano aragoste e granseole non figurano nelle ricette più comuni della cucina locale. Il tutto passa di mano rapidamente. La contrattazione è a tratti frenetica ma misurata nei toni.

Questo post è un estratto del mio libro sulle Maldive. Per comprare il libro formato kindle su Amazon clicca qui.

28 February 2009

Recensione: Il Gigante del Nilo, di Marco Zatterin, ****

Sinossi
Era un omone di quasi due metri, e aveva un curriculum di studi non propriamente impeccabile: aveva fatto il barbiere, il fenomeno da baraccone e l'attore. Ma il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è diventato una figura leggendaria, l'avventuroso pioniere che all'inizio dell'Ottocento ha dato il primo grande impulso alla scoperta dell'antico Egitto e dei suoi monumenti. Il "Grande Belzoni" ha legato il suo nome al dissabbiamento del tempio di Abu Simbel, alla soluzione dell'enigma della piramide di Chefrem, in cui fu il primo ad entrare, e a una quantità di scoperte ed esplorazioni che lo rendono ai nostri occhi una specie di Indiana Jones dell'egittologia. Sulla base di ricerche approfondite e originali, anche su documenti sinora sconosciuti, Zatterin ha ricostruito con precisione e passione la vita e le avventure del Grande Belzoni in una biografia.

27 February 2009

Film Review: The Threat (2008), by Silvia Luzi and Luca Bellino, *****

Synopsis

“Hugo Chavez and the Bolivarian Revolution are the greatest threat since the time of the Soviet Union and communism”. Doctrine for Asymmetric War Against Venezuela,  U.S. Army, 2006

This is the starting point for a journey across the country which gave rise to the “red wave” in Latin America. Does Venezuela represent the dream of a new socialist society or is it just another distortion of populism and dictatorship?
A trip with President Chavez over the largest oil reserve in the world, situated beneath the Orinoco river, becomes the occasion in which to enter into the lives of Venezuelans, nine years after the beginning of the Bolivarian revolution. The government missions to fight illiteracy and hunger, the creation of a public health care system and the development of an economy based on cooperative work are some of the achievements which characterize the Chavez era.

On the other hand are the country’s 60 violent deaths a week and its collapsing hospitals, the closure of the most popular television channel, the old European immigrants in flight, the opposition black list and the ubiquitous government propaganda. Venezuela en route to socialism: is this still possible in our post-ideological times?


Luca and Silvia in Caracas
Review

This is an excellent documentary on Chavez's Venezuela. A couple of young Italian directors went there to see with their own eyes how the Bolivarian revolution ideals were being implemented. They were disappointed but kept a cool balance throughout the making of this film. They went to the roughest neighborhoods of Caracas as well as with the richest elites. They went to see how the much boasted national health policy is implemented in the hospitals. They went to see what is available in the market for normal people. They spoke with immigrants, students and journalists. They also spent a whole day traveling around the country with Chavez himself, asking questions and thus allowing the viewer a chance to come to independent conclusions on the pros and cons of his rule.

Here is a trailer of the documentary in English.

You can buy the DVD here, in original Spanish with English subtitles.

The Cooperative Suttvuess based in Rome has been working in the field of research, audiovisual production and post-production since 2000. It was born as a post-production company for cinema and television. Over the years however, the cooperative has enlarged its field to the production of historical and inventive documentaries as well as commercial and social advertisements.
INFO: www.suttvuess.com

Or go to La Minaccia's blog.

Recensione Film: La Minaccia (2008), di Silvia Luzi e Luca Bellino, *****

Sinossi

Hugo Chávez, la rivoluzione bolivariana, il Venezuela. Un socialismo ambiguo che si oppone all'impero nordamericano in decadenza e si propone come capofila di un asse che punta a capovolgere gli equilibri mondiali.

LA MINACCIA racconta l'enigma Chávez, si infila nel segreto di un paese diviso, sospeso tra l'eccitazione di una rivoluzione in corso e la paura di una deriva totalitaria. Chávez chiede al suo popolo la presidenza illimitata, convoca un referendum e radicalizza lo scontro. Il documentario racconta 6 mesi di dura campagna elettorale, in un Paese messo di fronte ad una scelta definitiva: patria, socialismo o morte.

LA MINACCIA è un documentario che non tranquillizza, non osanna, resta distaccato: un lucido e a tratti spietato ritratto di una realtà simbolica, è lo spaccato di un panorama mondiale in mutamento diviso tra la crisi dell'imperialismo nordamericano e la ricerca di nuovi punti di riferimento. Una narrazione asciutta e pungente accompagna lo spettatore in un percorso pieno di tranelli e imboscate, lasciandolo inquieto e dubbioso: il Venezuela è davvero l'altro mondo possibile?


20 February 2009

Traveling Jazz Concert

Great concerto today at Pagine del Mondo. Bea is a young, dynamic independent Italian lady who left the safety of a comfortable home to see and live the world. Now in Brussels, she is at home in many countries and speaks many languages. In her spare time she pairs up with Mariano, a professional piano player from Spain, and they put together a multilingual show of songs from aroung the world. We were  honored to host them for a night at our travel club.

This is how she described their program: Music about travel, in several languages with Elisabetta Bernardini (voix) et Mariano Ferrandez (piano), voyageurs par vocation, vous accompagnent tout le long d’un voyage qui , du swing des années 30/40 à la bossa nova, en passant par le bel canto napolitain et la musique populaire espagnole et encore plus loin, vous fera découvrir l’aspect multiculturel et multilingue de la ville de Bruxelles. Elisabetta et Mariano vous présenteront un voyage raconté en six langues..et un peu plus. Le tout dans un mélange d’humour et tendresse. Faut-il vraiment s’éloigner de Bruxelles pour entreprendre un beau voyage ? We pensons que, nicht sempre…

You can view the show on Youtube, or click the links below.

Part 1/3




Part 2/3




Part 3/3

15 January 2009

Book review: Maldives Bradt Guide (2006), by Royston Ellis, ****

Synopsis

These idyllic islands are famed for their palm-fringed beaches, luxurious resorts, and relaxed pace of life. This fuilly updated guide caters to all types of visitors, from watersports enthusiasts and nature lovers to festival seekers and those wishing to explore the rich island history. Diving safaris, coral garden snorkeling, surfing, windsurfing, and deep-sea fishing are all covered for the energetic tourist, while exploring the atolls and resorts with the aid of this thorough guide is an attractive pastime for the traveler seeking tranquility.

Features include:

* How to choose the perfect resort for tastes and budgets
* Getting around the islands, with cruise options
* A wide variety of watersports
* Accommodation options including beach cottages and overwater bungalows
* Maldivian people and culture and useful words and phrases in Dhivehi


Review

This is a good guide to find your way around the maze of resorts in the Maldives and plan a holiday. Of course I can not possibly verify all the information, research seems to have been done with accuracy.

As for many Bradt guidebooks, I especially found this one valuable for its cultural content: many pages are devoted to the culture, history, social conditions of the country, which you don't find in many guidebooks.

My main criticism is that the author is a bit too uncritical of former president Gayoom, a man who did lots of good to the Maldives but ruled as a dictator, sometimes a brutal one, for three decades.

Several pictures and useful maps complete this book.

Make sure you get the latest edition of the guide when you buy one.

Buy here your English edition:




E qui l'edizione italiana






07 September 2008

Visita a Aidone e Morgantina, Sicilia

Giornata in visita ai siti archeologici della zona.

Arriviamo con la mia amica L. a Piazza Armerina per ammirare i famosi mosaici della villa romana. Qui sono testimone del fatto che i mosaici delle sale accessibili erano resi quasi invisibili dalla polvere: i colori vivissimi delle tessere erano tutti di un beige smunto ed uniforme. Le guide autorizzate, alla testa di plotoni di giapponesi e altri turisti stranieri, si adoperavano come potevano per far venire fuori questi colori, per esempio gettandovi dall'alto dei camminamenti acqua minerale dalle loro bottiglie. Cadendo l'acqua umidificava, a chiazze irregolari, le maioliche, evidenziandone per alcuni secondi i colori... Uno spettacolo patetico.

22 August 2008

Recensione: La Quarta Sponda - La Guerra di Libia 1911-1912 (ed. 2007), di Sergio Romano, *****

Nascita e crescita dell'occupazione italiana in Libia
Sinossi

Considerata a lungo un episodio poco luminoso del nostro nazionalismo, la guerra italo-turca fu in realtà molto più complessa, e meno provinciale, di quanto possa sembrare. La vollero non solo i nazionalisti, ma anche i cattolici, buona parte dei democratici e persino alcuni socialisti. Per ragioni diverse suscitò consensi nella borghesia del Nord e fra i contadini del Sud. Giovanni Giolitti, allora primo ministro, la preparò forse controvoglia perché il Paese gliela chiedeva.

L'Italia che guardava alla "quarta sponda" come alla terra promessa andò alla conquista della Libia per ansia di riscatto, ma, attaccando l'impero ottomano, rischiava di riaccendere un braciere tutt'altro che spento, con focolai prossimi a nuove scintille (crisi marocchina e guerre balcaniche) e che sarebbe esploso, due anni dopo, nel primo conflitto mondiale.

Ho letto l'edizione del 2007 ma il libro è di esattamente 30 anni prima.


Recensione

L'Italia il primo paese ad effettuare un bombardamento aereo
Il libro è una descrizione puntuale degli avvenimenti che portarono alla conquista italiana della Libia, della campagna militare che ne seguì, e degli strascichi fino alla Grande Guerra, dove Italia e Turchia si ritrovarono di nuovo una contro l'altra. Il facile sbarco delle prime truppe, le alterne vicende dei combattimenti a terra, i negoziati di pace, il tutto viene trattato da Romano con la necessaria freddezza dello storico e con la meticolosità del ricercatore scrupoloso. Tantissimi i dettagli forniti, forse anche troppi da digerire per il lettore medio. Ma consola sapere che c'è tutto, o quasi, nel libro, che si legge con piacere ma serve anche da opera di riferimento cui tornare per rinfrescare la memoria.

Lettura piacevole ma che richiede un certo impegno e concentrazione, molto stimolante. Non molto utile invece il capitolo finale su Gheddafi, e destinato ad diventare obsoleto in breve tempo, al contrario del libro che probabilmente resterà valido nel tempo.

Utile anche un breve glossario alla fine, mentre come quasi sempre per i libri italiani manca un vero indice, c'è solo un indice dei nomi ed un sommario con titoli dei capitoli che comunque ne svelano il contenuto e facilitano la ricerca.



21 August 2008

Recensione: "L'Ombra di Mao", di Federico Rampini, ****

Sinossi
Mao Tse Tung è un leader che ha lasciato un'impronta indelebile sulla storia del secolo. Sotto Mao e per colpa sua il popolo cinese ha subito tragedie e sofferenze atroci. Oggi il bilancio degli storici è pressoché unanime nel considerarlo responsabile di un numero immane di vittime, probabilmente fino a 70 milioni di morti. Ma nonostante questo dato, nella Cina contemporanea il mito del Grande Timoniere resiste.

03 August 2008

Recensione: Il Caffè, di Caroline Darbonne, ****

Questo è un piccolo libretto di facile lettura che fornisce una introduzione a tutti gli aspetti del caffè. Da brevi ma interessanti cenni storici, al processo di coltivazione e torrefazione, alla geografia della produzione nel mondo, alla degustazione, e contiene persino molte ricette di cucina al caffè.


Lo consiglierei insieme al libro "Una storia del mondo in sei bicchieri", di Tom Standage, in cui il caffè è raccontato come una delle sei bevande che hanno segnato la storia.

Pregevole la fattura del libro, in bella carta pesante e rilegato, con molte buone fotografie e disegni illustrativi.


13 June 2008

Film Review: Himalaya- the Forgotten Valleys, by Guy Cousteix, *****

A great collection of short documentaries on Ladakh, the Nubra Valley, the frozen river Chadar, Zanskar, Himachal Pradesh, Lahaul, Spiti and Kinnaur, the big caravan of Lopchak.

Unfortunately this DVD does not seem to be available anywhere at this time, I watched it in Brussels at Exploration du Monde. If anyone has any idea how to procure it please let me know!

In English and French.

See more of my reviews of films about India in this blog.

01 May 2008

Recensione: Verde e zafferano, a voce alta per la Birmania (2008), di Carmen Lasorella,***

Aung San Suu Kyi
Sinossi

La protesta dei monaci birmani contro il feroce regime del paese è scoppiata sui media nazionali nell'ottobre 2007, ma purtroppo non è così recente. Le purghe del regime cercano di cancellare da tempo i segni del bagno di sangue che è in atto da molti anni, mentre il resto dell'umanità, l'Occidente, la politica, la burocrazia, noi, restiamo sospesi fra l'indifferenza e la valutazione di un intervento. Eppure, è poi così lontana la Birmania? Il suo feroce regime militare fa affari con gli europei, gli americani, i cinesi, gli indiani, i russi... La Birmania acquista da questi paesi tecnologie e armi, e si sdebita con la droga, le gemme preziose, le prostitute-bambine, i legni pregiati


06 April 2008

Recensione: La Democrazia degli Altri, di Amartya Sen, *****

Sinossi

Le difficoltà incontrate dalla coalizione angloamericana nel secondo dopoguerra iracheno hanno portato alla ribalta il problema della possibilità di "esportare" forme di governo democratico, di matrice occidentale, in paesi che ne sono privi. Inserendosi in questo acceso dibattito Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l'economia, illustra in queste pagine l'esistenza di secolari tradizioni democratiche in paesi attualmente oppressi da regimi totalitari, e invita a non commettere un ulteriore peccato di "imperialismo culturale": l'appropriazione indebita dell'idea di democrazia. Piuttosto, Amartya Sen ci suggerisce di esplorare e sviluppare quegli aspetti della democrazia che sono valori condivisi dalla storia dell'umanità intera.

07 March 2008

Book review: The Voyage of François Pyrard, transl. by Albert Gray, ****

Synopsis

The publications of the Hakluyt Society (founded in 1846) made available edited early accounts of exploration. The first series, which ran from 1847 to 1899, consists of 100 books containing published or previously unpublished works by authors from Christopher Columbus to Sir Francis Drake, and covering voyages to the New World, to China and Japan, to Russia and to Africa and India. Shipwrecked on the Maldives in 1602–1607, Pyrard de Laval learnt the local language and studied the culture, flora and fauna of the islands. On his escape to Goa he continued his cultural investigations in Portuguese India, before returning to France by way of Saint Helena and Brazil in 1611. His book, which included practical advice for French traders travelling to Asia and a phrase book for visitors to the Maldives, was an immediate success. This three-volume translation of the 1619 edition appeared in 1887–1890.


Review

Very useful reference by the French traveler, recently reprinted in its English translation by A. Gray. Detailed historical accounts of the islands, and lots of information on the people, fauna and flora. Obviously dated, but it remains one of the few books to cover the Maldives' ancient history up to the XVII century.







Collector's edition

20 February 2008

Film review: Apollo 13 (1995) by Ron Howard, *****


testo italiano a seguire

Synopsis

Ron Howard's Oscar-winning take on the Apollo 13 story. The mission, manned by astronauts Lovell (Tom Hanks), Swigert (Kevin Bacon) and Haise (Bill Paxton), starts out as a routine spaceflight which generates little media interest. But all that changes when an oxygen tank explosion cripples the ship and prompts the immortal line, 'Houston ... we have a problem'. Now Lovell and his crew have to struggle to keep going, while at Mission Control their colleagues Kranz (Ed Harris) and Mattingly (Gary Sinise) do everything they can to bring them home.


Review

Can a lunar mission be considered "travel"? I think so! Masterful interpretation by Tom Hanks and the other protagonists, and great direction. The movie marries human pathos for the human drama with an accurate documentation of the real events and its tecnological nuances. Excellent special effects considering the technolgy available in 1995. I was especially struck by the simulation of the absence of gravity via zero G flights that allowed sequences of only a few seconds at a time to be filmed.
The crew of Apollo 13from left – James A. Lovell, Jr, John L. Swigert, Jr., and Fred W. Haise, Jr.

The viewer is led to live through the adventure of a lunar trip, an exceptional event even though at the time (this was the third planned manned landing) it had come to be considered routine... until the accident, that is!
A passionate movie on an episode that today is famous only because the three men almost met tragedy. To me it taught the superficiality of many journalists who look for news only when danger looms. But also the morbid character of much of the TV audience, that is looking for excitement in danger and accidents, a bit like those who only watch car racing when someone dies as if it were a goal scored ina soccer match.

Excellent extras on the history of the Apollo program and interesting interviews with the real astronauts among others.



Sinossi

L'11 aprile 1970, il gigantesco razzo vettore Saturno V viene lanciato da Cape Kennedy e mette in orbita terrestre tre astronauti: il veterano Jim Lovell, comandante della spedizione, il pilota del modulo di allunaggio "LEM" Fred Haise, il pilota del "modulo di comando" Jack Swigert che, alla prima missione come Haise, è dovuto subentrare all'ultimo momento al collega Ken Mattingly, impedito per motivi di malattia. Il volo procede regolarmente e gli astronauti si apprestano a discendere sulla Luna: improvvisamente una forte esplosione, seguita da un subitaneo calo di pressione in uno dei serbatoi di ossigeno liquido del "modulo di comando", mette in allarme l'equipaggio e il centro di controllo diretto da Gene Kranz. Nessuno capisce cosa sia successo, e la missione deve in breve essere trasformata in un rischioso recupero, con il "LEM" divenuto una sorta di scialuppa di salvataggio cosmica, da cui i tre osservano con malinconia la Luna, mentre le ruotano attorno per ritornare sulla Terra. Le televisioni, disinteressate al momento del lancio, ora trasmettono moltissimi servizi sul pericoloso recupero. Mattingly viene convocato d'urgenza per simulare a terra tutte le manovre possibili nel "modulo di comando" per risparmiare energia e facilitare l'ammaraggio. Al dramma in cielo si aggiunge quello in terra dei familiari. Tutte le nazioni offrono il loro aiuto agli Stati Uniti. Anche il pontefice Paolo VI prega in piazza San Pietro per i tre uomini che devono affrontare anche lo stress del freddo, dovuto al risparmio di energia imposto da terra, e devono improvvisarsi artigiani confezionando un rudimentale filtro al litio per ridurre il tasso di anidride carbonica, salito a livelli intollerabili. Dopo aver per l'ultima volta acceso i motori del provvidenziale "LEM", per allinearsi con la Terra per il rientro, si trasferiscono nella capsula. Espellendo il "modulo di comando" vedono finalmente il danno: un intero pannello è saltato per l'esplosione. Capiscono, prima di ammarare regolarmente, quanti rischi abbiano corso.


Recensione

Una missione spaziale verso la luna può essere considerata un viaggio? Direi proprio di sì!

Interpretazione magistrale di Tom Hanks ma anche dei suoi colleghi e ottima regia. Il film coniuga perfettamente il pathos umano per il dramma che si svolge con una documentazione accurata degli aspetti tecnologici della vicenda. Ottimi effetti speciali per la tecnologia del 1995, e mi ha colpito in particolare come abbiano simulato l'assenza di gravità con voli a zero G che permettevano di filmare sequenze di solo una ventina di secondi per volta.

L'avventura di un viaggio verso la luna, in sé un fatto eccezionale che però al tempo (era la terza missione a prevedere un allunaggio umano) venne vissuta, anzi trascurata, fino al momento dell'incidente. Un film appassionante su una vicenda oggi famosa che tale non sarebbe stata se non si fosse sfiorata la tragedia. La vicenda di Apollo 13 mette a nudo la superficialità di tanti giornalisti che cercano la notizia solo nella tragedia. Ma anche di quel tipo di pubblico che vuol vedere gli incidenti come se fossero i gol di una partita.

Eccellenti gli extra sulla storia del programma Apollo e le interviste ai veri protagonisti della vicenda.

05 January 2008

La testuggine di Guraidhoo, atollo di Malé sud, Maldive

Continuo ad addentrarmi nei vicoli ed arrivo infine sulla strada principale del villaggio, immediatamente riconoscibile dai tanti negozi di articoli per turisti. Alle Maldive non c’è molto da comprare, e molto di ciò che è in vendita non è prodotto localmente, e dunque non mi interessa. Entro in uno di questi negozi dove ho notato una mia compagna di crociera, Filomena, detta Filo, intenta a contrattare l’acquisto di gioiellini di corallo, parei e conchiglie. Fu amore a prima vista. Appena messo piede sulle fredde maioliche del negozio, noto, per terra, tutte impolverate, quasi nessuno l’avesse neanche degnate di uno sguardo da anni, due grandi testuggini di legno. Ammetto di avere un debole per le sculture di legno, ne ho riportate a casa da un sacco di paesi in giro per il mondo, ma queste testuggini mi hanno subito colpito in modo speciale.

02 January 2008

Bodu Beru a Rakeedhoo, atollo di Felidhoo, Maldive

Lasciamo la barca ancorata in rada e in due gruppetti con il barchino d’appoggio e raggiungiamo il piccolo molo di legno di Rakeedhoo, dove siamo subito accolti da un gruppo di ragazzotti locali, chiaramente ma bonariamente compiaciuti del fatto che siamo solo quattro ragazzi con dodici ragazze al seguito. Chiedo retoricamente dove siano le loro ragazze, già sapendo la risposta, ma stavolta voglio proprio provare ad andare un po’ più a fondo con l’argomento. Mi dicono che le chiameranno per ascoltare la musica insieme a noi ed in effetti così sarà, anche se non proprio come mi sarei aspettato.

In attesa dell’esibizione faccio due passi per i vialetti bui. Non c’è un cane per strada. Nel senso, stavolta, che non c’è nessuno. Poi qualcosa si muove ad una trentina di metri da me e scorgo in lontananza qualche ragazza che passeggia, sono completamente coperte di nero tranne che per il volto. Un’abitudine diffusa nei villaggi, come potrò constatare ripetutamente, anche perché una recente legge maldiviana fa divieto a tutti i cittadini di circolare con un abbigliamento che nasconda l’identità dell’individuo, dunque volto scoperto. Forse un segnale di secolarizzazione, o forse un modo per la polizia di controllare meglio manifestanti scomodi. Comunque c’è anche in tanti altri paesi questa legge, ed anche da noi in Italia, retaggio degli anni di piombo, ma tutto sommato mi pare una legge giusta.

I ragazzi ci conducono verso alcune case e ci sistemiamo su tre lati di un’aula vuota di una scuola vicino al porto. Dopo poco arrivano i musicisti, una banda un po’ raccogliticcia ma simpatica di ragazzi di età diverse e qualche signore più attempato. Qualcuno ha un bel tamburo in mano ma la maggior parte di loro non ha strumenti, son vestiti come tutti i giorni, e si siedono lungo la parete dell’aula che noi abbiamo lasciato libera, sotto due finestre che danno su un cortile interno.

Nel quadro di queste finestre si notano i visi di alcune giovani donne, incappucciate di nero, che guardano dall’esterno cosa succede dentro l’aula. Una di loro tiene un neonato in braccio. Esco dall’aula, giro intorno all’isolato ed arrivo alla sala della festa da dietro, e posso così avvicinarmi alle ragazze che sono ancora alla finestra, a guardare divertite il pandemonio che succede dentro. Dopo qualche sguardo e qualche parola arriva un tizio, che se ne stava lì dietro nell’ombra, probabilmente un parente delle donne, che mi dice che è inutile parlarle perché tanto non parlano inglese. OK messaggio recepito... faccio qualche fotografia e me ne torno indietro. Forse mi sarei dovuto avvicinare accompagnato da una donna italiana, chissà, magari sarebbero state più a loro agio, o magari il torvo parente si sarebbe preoccupato di meno, ma non credo avrebbe fatto alcuna differenza.

Una decina dei ragazzi portano un bodu beru ciascuno e si sistemano davanti ai primi, cinque a destra e cinque a sinistra, in due file indiane contrapposte una di fronte all’altra. Appena tutti hanno preso posto, si scatenano le percussioni. Cominciano subito a suonare ritmi forsennati, accompagnandoli di canti e incitamenti. A turno, uno o due alla volta, i ragazzi senza strumenti si alzano in piedi e saltano verso il centro dell’aula cominciando danze vorticose, esuberanti, quasi esplosive. I nostri membri dell’equipaggio si uniscono presto ai locali. Dopo un po’ qualcuno di loro cerca di rompere il ghiaccio ed invitare le nostre ragazze a ballare...

Questo post è un estratto del mio libro sulle Maldive. Per comprare il libro in brossura o ebook formato kindle su Amazon clicca qui sotto.

30 November 2007

Concert: Pieter Wispelwey, Bach's six suites for cello, *****

Johann Sebastian Bach, 6 Suites for Cello Solo (complete)

Bach's Six Suites for Solo Cello are among the greatest works for the instrument; they represent a peak that every cellist feels the need to tackle. Pieter Wispelwey has played them on a number of occasions and has also made two magnificent recordings.

I went with a couple of friends and we had tickets way in the back of the Brussels Consevatorium, nothing better was available. However I told him to follow me and we sneaked as I usually do behind the scenes of the Conservatorium and sat on the floor of the closed off balcony to the left of the stage. Perfect! Just a few meters from the soloist. One heck of a concert to remember for life. Technically perfect, precise yet passionate, warm, colorful.

I have had the CDs of his second recordings for some time, and they are always a joy to listen, on par, or almost so, with those recorded by Rostropovich and Fournier, neither of whom however I ever had a chance to listen to live.

17 November 2007

Concert: Itzhak Perlman violin - Bruno Canino piano, *****

Program:

Franz Schubert, Rondo brillant, for violin and piano, op. 70, D 895

Ludwig van Beethoven, Sonata for violin and piano no. 5, op. 24, "Spring"

Richard Strauss, Sonata for violin and piano, op. 18

Encore: Bazzini, la ronde des Lutins, an impossibly challenging virtuoso piece, which you can here played by Perlman with another pianist.


Impressions:

This great violinist is one of the most outstanding musicians of our time. Together with Bruno Canino, his long-standing musical partner, Itzhak Perlman presented a programme with a harmonious balance between early Romanticism, with Schubert and Beethoven, and late Romanticism, with Richard Strauss.

Perlman is simply out of this world.

You can buy some of his greatest hits here:


15 November 2007

Book Review: In Viaggio - En Voyage - Travelling, by Savina Tarsitano, ***

This is a catalog of Savina's main work up to 2006. Here you will find excellent color photographs and several descriptions and illustrations of her installations around the world. One section is dedicated to her "islands" project, which has taken her to various islands in Europe, Greenland and the Caribbean. Her style is soft spoken yet can project stark contrasts and shadows, and never leaves the viewer indifferent.

Other sections are devoted to Brussels, where she has lived for a few years, her native Calabria, Liguria and Finland.


You can find more about Savina's work on her web page.

The book is available for sale from her publisher.





27 September 2007

Bibliography: Books on Tonga

This is my selection of most significant books on Tonga, a country I visited in 2007: culture, history, tourism, politics, and of course travelogues, I have tried to include as much as I could. I am gradually reviewing each book on Amazon and on this blog, and you will find all reviewed titles linked from the list below. Let me know if you have suggestions of titles to include in this list!

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Guidebooks and maps

Lonely Planet e Moon Book (ma è del 1999), entrambe su Tonga e Samoa.

History, politics and culture

Bain, Kenneth: “The Friendly Islanders: a Story of Queen Salote and Her People” (Hodder and Stoughton, 1967). The story of a Commonwealth administraton officer who lived in Tonga and Samoa all his life, got married and raised a family here.

Borsani, Ambrogio: Stranieri a Samoa (Neri Pozza 2006) Racconti sulla vita a Samoa di europei ed americani più o meno illustri, ma tutte esperienze interessanti.

Cartmail, Keith..: "Art of Tonga" (Univ of Hawaii, 1957). Pretty pictures of art in Tonga.

Childress, David H.: “Ancient Tonga and the Lost City of Mu’a, including Samoa, Fiji and Rarotonga” (Adventurers Unlimited Press, 1996). Archeological research, good pictures

Dale, Paul: "The Tonga Book" (Airleaf, 2006) The adventures of William Mariner in Tonga and the South meridionale in the early 1800s. There is also a complete version of Mariner's own writings, in two volumes, but it's  probably overkill for most readers.

Garzella, Simone: "Sottosopra" (Robin, 2006) Selezione di brevi storie di autori del Pacifico del Sud.


Pratt, Hugo: Una ballata del mare salato, fumetto ambientato nella regione al tempo della Grande Guerra.

Rutherford, Noel: Shirley Baker and the King of Tonga (Pasifika, 1996) The story of a missionary who helped make Tonga what it is today. Storia di un missionario del 1800 che ha influenzato la vita politica del regno.

Wood-Ellen, Elizabeth: Queen Salote of Tonga: The Story of an Era, 1900-1965 (Auckland: Auckland University Press, 1999). The history of Tonga through the life of the queen who ruled it for most of the XX century.

Travelogues

Ladyard, Patricia: "Friendly Island" (Davies, 1956)

Pigliasco, Guido Carlo: "Paradisi Inquieti" (Edt, 2000) Racconto di viaggio a Samoa.

Rosendal, Jorgen: “The Happy Lagoons” (London: Adventurers’ Club, 1961). Racconti di viaggio di un danese alla scoperta di Tonga.

Small, Cathy: "Voyages: From Tongan Villages to American Suburbs" (Cornell, 1997). Storie recenti di emigrazione da Tonga verso gli USA.

Whitty, Julia: "A Tortoise for the Queen of Tonga" (Mariner Books, 2002). La storia della tartaruga che si dice Cook regalò al Re di Tonga nel 1776 e che morì nel.... 1966! Ed altre storie.



Film

“Mutiny on the Bounty" Christian Fletcher actually put Captain Bligh on a lifeboat in Tonga!


26 September 2007

Recensione libro: Una ballata del mare salato (1967), di Hugo Pratt, *****


Sinossi

Novembre 1913, in tutto il mondo si sente aria di guerra a causa dell'imminente conflitto mondiale; Rasputin nel suo catamarano si dedica alla pirateria e durante un assalto fa prigionieri un ragazzo di nome Cain e una ragazza di nome Pandora, entrambi di buona famiglia, con l'intenzione di chiedere un riscatto.

Durante la navigazione incontra Corto Maltese, legato ad una zattera a causa di un ammutinamento di cui è stato vittima. Rasputin accoglie controvoglia Corto sulla sua imbarcazione e Corto ricambia collaborando con Rasputin nell'assalto ad una nave olandese che trasporta carbone, i due tuttavia vengono a lite quando Corto esprime il proprio disappunto davanti all'uccisione a sangue freddo del capitano della nave da parte di Rasputin.

L'intento dei due pirati è rivendere il carbone ai tedeschi, tuttavia per evitare complicazioni i due decidono di portare i due sequestrati fuori dalla vista dei tedeschi. Durante un fortunale il catamarano di Rasputin con a bordo Corto e i due ostaggi va a fondo e i ragazzi vengono catturati da una tribù di indigeni.

Corto e i due ragazzi rischieranno più volte la vita e vivranno diverse avventure per cercare di salvarsi. (da Wikipedia)


22 September 2007

Book review: Queen Salote of Tonga (1999), by Elizabeth Wood-Ellem, *****



Synopsis

This is an extensive biography of Queen Salote of Tonga. It is also a political and social history of the kingdom of Tonga between the years of 1900 and 1965. Researched over more than 20 years and written with the consent of the Tongan royal family, this book draws on the author's knowledge of Tongan society especially the role of rank, status and the complex marriage and kinship relations among the leading families. It is an in depth account of Queen Salote's skills in building and maintaining the loyalty of her people and the instability of the kingdom and in overcoming resistance both within and without Tonga. It is also a perceptive portrayal about individual personality, and gives a picture of ordinary people and daily people.







28 August 2007

24° g - 28 AGO (1a volta, Agente Marco nel Pacifico, si vive solo due volte!): trasferimento a Tongatapu e partenza

Sveglia alle 4 di mattina, un rapido nescafè con scatola di biscotti integrali che hanno l’aria di stare sulla mensola del balcone di Taki da qualche anno (non si vede la data di scadenza, solo che vengono dalle Figi, ma sono buoni) e poi via al traghetto. È ancora buio pesto ma le luci del traghetto sono già tutte accese e la maggior parte dei passeggeri ha già preso posto. Anzi posti. Infatti qui vale la regola che il primo che arriva bene alloggia, si sdraia ed occupa tra l’indifferenza generale tutta una panca da 4 o 5 posti a sedere. Ecco perché Taki mi aveva detto di andare presto se volevo sedermi per la traversata...

25° g – 28 AGO (2a volta): in volo per Samoa e fine del viaggio

Arrivo a Samoa alle ore 23 dopo il breve volo da Tonga, ma è la sera del ... 27 Agosto perché ho ripassato la linea del cambio della data, ma stavolta verso oriente. Dunque un’ora dopo il mio atterraggio è di nuovo il mattino del 28 Agosto 2007, giornata che mi appresto a rivivere per la seconda volta! Ma questa è tutta un’altra storia....

Ciao Tonga, a presto, sono sicuro che tornerò. Anzi la prossima volta ci potrei restare, questo potrebbe essere un bel posto per venire a finire la vita!

27 August 2007

23° g - 27 AGO: Eua, giro dell’isola, parco naturale

Giro dell’isola in 4x4 Mitsubishi Pajero, la mia guida è Joe. Pranzo al sacco, divido la jeep con il missionario ed una coppia di australiani. Oggi pioviggina. Mi spiega che a ‘Eua ci sono 14 villaggi, con un totale di 5000 abitanti. Dei 14 villaggi 9 sono costituiti da famiglie arrivare qui dopo il terremoto del 1943 a Niue, 1 di gente di Tongatapu, 1 di Ata (discendenti di schiavi rapiti lì nel 1863), e solo 3 villaggi di locali. Qui c’è anche una prigione dello stato di Tonga, ed i progionieri lavorano in una vicina piantagione di pini e così pure una piantagione di caffè che serve la casa reale.

26 August 2007

22° g - 26 AGO: Eua, messa e riposo

Domenica, tutto fermo! Mattinata alla messa cantata, più composta e formale di quella di Esi, ma comunque interessante. Pomeriggio alla pensione, con le mie letture, e a giocare un po’ con la figlioletta di Taki.

25 August 2007

21° g - 25 AGO: trasferimento a 'Eua

Da oggi proseguo da solo, il gruppo è rientrato. Mattinata in giro per Nuku, poi a mezzogiorno mi imbarco sul traghetto per 'Eua. Traversata di oltre due ore abbastanze movimentata, mare mosso e traghetto strapieno di gente, piove, ma va tutto bene, o quasi. Il traghetto è stipato di persone, un’infinità di bagagli, cani, maiali. Le panche per sedersi sono piene, ma chi arriva tardi non si scoraggia, si sistemano delle stuoie per terra e si siedono o sdraiano là.

24 August 2007

20° g - 24 AGO: trasferimento a Tongatapu e visite archeo

In mattinata Jürgen ci porta in aeroporto e dopo un po’ di ritardo si parte. Non aveva chiamato l’aeroporto per assicurarsi che il volo fosse in orario come gli avevo chiesto (tanto, diceva, siete metà dei passeggeri e se fa ritardo il direttore della torre che è mio amico mi chiama perché sa che state qui) ma una volta arrivati lì ci dicono che l’aereo è rotto e fermo a Tongatapu. Non si sa quando potrà venire a prenderci. Ora rischiamo di perdere la giornata in aeroporto senza poter fare nulla. Stavolta la precisione tedesca fa cilecca...

23 August 2007

19° g - 23 AGO: Foa, immersioni e bicicletta

Oggi in ordine sparso, io vado con Glenn ed il suo catamarano a fare immersioni sub, i fondali sono ricchi di vita anche se non i migliori del Pacifico. Comunque due belle immersioni entrambe sui 25 metri al largo di Ha ‘ano. Bei giardini di corallo, ma poco pesce. Qualche nudibranco...

22 August 2007

18° g - 22 AGO: Foa, escursione in barca con le balene

Oggi è il giorno più entusiasmante del viaggio. Usciamo con il catamarano di Glenn, un neozelandese che gestisce varie barche in un diving/whale swimming club qui. Si parte la mattina e si torna verso le 15, si paga 90 dollari a testa. Subito dopo la partenza briefing di sicurezza e sulla tattica di avvicinamento alle balene. Si entra in acqua in piccoli gruppi, 4 al massimo, lentamente e senza fare rumore, e soprattutto senza nuotare verso le balene, lasciando invece che siano loro ad incuriosirsi ed avvicinarsi se lo ritengono interessante.

21 August 2007

17° g - 21 AGO: kayak a Nukunamo, giro a cavallo

Mattinata in kayak, ce ne sono di singoli e di doppi, fino a Nukunamo, dove c’è un sito archeologico. Jürgen viene con noi, a 70 anni pagaia come un furetto, e ci spiega tutto. Visitiamo una piattaforma cerimoniale, una grande piramide mozzata di una cinquanina di metri di lato dove banchettavano i capi tribali per negoziare accordi tra le tribù delle varie isole. Il tutto è abbastanza trascurato, pieno di erbacce, non c’è nessuna manutenzione. Jürgen dice che sta cercando di convincere le autorità a fare un po’ di pulizia e valorizzare il sito, ma finora senza successo.

20 August 2007

16° g - 20 AGO: addio Esi 'o Ma 'afu e trasferimento a Sandy Beach (Foa)

Mattinata ancora a zonzo per l’isola. Ripassiamo dalla nostra signora maestra del minimarket e riprenotiamo le nostre bibite fredde! Coca Cola, Fanta ecc fatte a Figi. Ci fermiamo a chiacchierare con una famiglia che sta per strada davanti a casa, ci raccontano delle loro terre. Qui le terre appartengono alle famiglie nobili che spesso non vivono sull’isola ma a Nuku’alofa (il nome vuol dire “luogo dell’amore”). Bel nome però...

19 August 2007

15° g - 19 AGO: messa domenicale, maiali selvatici e grande cena di famiglia

La mattina di domenica non c’è scelta: si va alla messa cantata. O meglio, la scelta c’è, dato che anche in un piccolo villaggio come questo ci sono una mezza dozzina di confessioni protestanti diverse, ciascuna con la propria chiesa, che competono da un paio di secoli per le anime degli isolani (e per le loro offerte). Le campane suonano prepotentemente, unu po’ sbilenche le melodie ma nello spirito dell’isola... Ne scegliamo una ed andiamo ad assistere alla Messa.

18 August 2007

14° g - 18 AGO: Ha’apai (‘Uiha), la cerimonia della kava

Colazione abbondante con uova, toast, marlemmate, miele, frutta, ecc ecc, una goduria! Poi a spasso per l’isola, decidiamo di andare verso nord. Bella passeggiata, con nuotate e soste a chiacchierare con i locali. Peccato tanta immondizia per strada, dappertutto, rovina veramente un po’ il posto. Non capisco come facciano a non capire che così distruggono la loro principale risorsa.

17 August 2007

13° g - 17 AGO: Volo per Ha’apai e trasferimento in barca a Esi-‘o-Ma’afu

Arrivati a Ha’apai in volo da Vava’u troviamo a prenderci Jürgen, il proprietario di Sandy Beach, il resort dove andremo fra tre giorni. Devo sottolineare che il nostro soggiorno qui è stato reso possibile dalla cooperazione di Peta, la segretaria tongana di Jürgen, senza la quale non sarebbe stato possibile stabilire un contatto con Kalloni, la proprietaria di Esi. Infatti a Esi non c’è email, il telefono funziona un giorno si e tre no, e l’ufficio del turismo tongano che dovrebbe fare da collegamento è completamente inutile, rispondono quando gli va e non hanno combinato nulla. Stavo per rinunciare ad Esi ed allungare soggiorno a Sandy Beach, ma, contro i propri interessi economici, Peta mi ha aiutato con mille telefonate locali a prenotare Esi. Le abbiamo portato una bottiglietta di profumo dall’Europa. Jürgen gentilmente ci porta tutti dall’aeroporto al porto, dove ci attende un barchino di Esi-‘o-Ma’afu. Molto gentile! Sistemiamo tutti i bagagli nel gavone di prua e dopo una traversata di un’ora abbonante arriviamo ad Esi.

16 August 2007

12° g - 16 AGO: Trasferimento a Neiafu, karting, shopping

Decidiamo di lasciare Mala island un giorno prima, il posto è carino ma lui è veramente strano, difficile da sopportare e le sistemazioni sono senza charme, anonime, un po’ deprimenti. Il proprietario storce la bocca ma alla fine acconsente a non farci pagare penalità. Il fatto è che ci siamo stufati delle sue scempiaggini ed il servizio lascia molto a desiderare, peccato perché il posto meriterebbe di essere curato di più.

15 August 2007

11° g - 15 AGO: Giro in barca per balene

Ancora una giornata con Karen di Dive Vavau per balene. Oggi il tempo non è bello, il mare è un po’ mosso. Non riusciamo a fare molto come nuoto vicino alle balene, ma in compenso ne vediamo diverse saltare fuori dall’acqua. Ci sono regole precise che gli operatori di "whale watching" hanno adottato per evitare di disturbare gli animali. Non più di una barca alla volta, e quando le balene saltano bisogna ovviamente stare alla larga e non ci si può nuotare insieme!

14 August 2007

10° g - 14 AGO: trasferimento a Mala Island

Oggi, a malincuore, dopo la solita colazione pantagruelica, lasciamo Foe’ata. Feleti ha organizzato un transfer diretto da Blue Lagoon a Mala Island, nostra prossima destinazione. Il tragitto su una lenta barcona diesel ci permette di osservare l’arcipelago di Vava’u, isolette lussureggianti e pressoché disabitate delineate qualche volta da alte rocce a strapiombo, su certi lati soperte di fittissima vegetazione lussureggiante che cresce fino a cascare quasi nell’acqua dell’oceano. Per certi versi ricorda un po’ le Marchesi, vulcani relativamente giovani che ancora non sono sprofondati lasciando crescere la ciambella dell’atollo intorno a loro, anche se i rilievi sono molto meno pronunciati.

13 August 2007

9° g - 13 AGO: Vava’u – Foe’ata, whale watching

Uscita finalmente per whale watching. Delle svariate aziende che offrono il servizio, usiamo Dive Vavau. Ci porta in giro Karen con un marinaio, brava  e gentile, ci ha anche dato qualche dritta su locali di Neiafu, anche se un po’ sopra le righe nel suo ruolo di comandante della barca.

12 August 2007

8° g - 12 AGO: Vava’u – Foe’ata

Oggi è domenica e per legge nessuna attività commerciale è consentita a Tonga, attenzione nella programmazione! Unica eccezione i ristoranti. Dunque forzatamente altra giornata tranquilla, nuotate, kayak, letture. Non ce ne andremmo più da qui! Posso capire Feleti...

Non ho molto da scrivere oggi, non è successo niente di speciale, non ho ascoltato avventure di nessuno. Ma forse è proprio questo il bello! Il gusto del niente di speciale è qualcosa di eccezionale se stai in paradiso!

11 August 2007

7° g - 11 AGO: Vava’u – Foe’ata, immersioni, supercena!

Escursione con JJ e Antonio con Ricky, un neozelandese che col suo barchino con fuoribordo Yamaha da 40HP ci porta a fare un paio di immersioni in giro per la laguna. Tra un'immerisone e l'altra ci ha preparato panini e qualcosa da bere. Il tempo non è un granché, il cielo è coperto e ci sono un po' di onde, ma le immersioni sono comunque piacevoli, se non proprio indimenticabili. Certo con questo barchino non si può andare lontano. Gli altri restano a Blue Lagoon, attività marittime varie, letture, riposo.

10 August 2007

6° g - 10 AGO: Vava’u – Foe’ata. La storia di Feleti.

Supercolazione alle 9 (Feleti ci ha pregato di non venire a tavola prima!) con uova, bacon, fantastici pancakes fatti al momento, frutta fresca meravigliosa, abbastanza per tirare avanti fino a cena! Infatti lui stesso ci consiglia di non prendere la pensione completa, sarebbe uno spreco, con la mezza pensione saremo più che satolli, ed aveva ragione! Poi ci rassicura, se a metà pomeriggio avete voglia di uno spuntino qualcosa da mettere sotto i denti si trova sempre! Insomma qui a Foe’ata non faremo dieta!!

09 August 2007

5° g - 9 AGO: TONGATAPU – VAVAU (Blue Lagoon)

Partiti da Los Angeles la sera del 7 Agosto, dopo una dozzina di ore di volo non stop siamo arrivati a Tongatapu (l'isola dove si trova la capitale Nukualofa e l'aeroporto internazionale) in orario la mattina del 9 Agosto! Avendo superato verso ovest la linea del cambio data... non abbiamo mai vissuto il giorno 8 Agosto 2007! Finalemente a Tonga, meta del nostro viaggio. La prima tappa è nel gruppo delle isole Vava 'u, e precisamente al Blue Lagoon di Feleti, a Foeata.

08 August 2007

8 AGOSTO 2007: GIORNATA PERSA PER PASSAGGIO LINEA CAMBIO DATA

Il giorno della mia vita che non ho mai vissuto! Siamo passati dal 7 Agosto sera a Los Angeles al 9 Agosto mattina a Tonga!

Questo per effetto del superamento della lina internazionale del cambio data in direzione ovest...

In compenso rivivremo lo stesso giorno due volte sulla via del ritorno! Provare per credere!

07 August 2007

4° g - 7 AGO: LOS ANGELES, relax e passeggiata

Giornata tranquilla, a spasso per Marina Bay, uno snack americanissimo in un locale sul mare, poi nel tardo pomeriggio ci mettiamo in strada per l’aeroporto.

Il volo Air New Zealand parte in orario. Controlli minuziosi ma gli impiegati della sicurezza cercano di essere gentili e non farlo pesare più del necessario. Con il calare della notte siamo in volo sul Pacifico!

06 August 2007

3° g - 6 AGO: LOS ANGELES, Hollywood Studios

Giornata negli enormi studios hollywoodiani. Per me era la prima volta, molto interessante e divertente! Più America di così non si può!

C'è un sacco di gente  ma la cosa non ci crea problemi, per fortuna ho comprato biglietti top of the line o qualcosa del genere per cui si paga un po' di più ma non si fa mai la fila, basta semplicemente andare davanti a tutti!

Per finire la giornata passeggiata sull'isola pedonale della 3rd Street Promenade, a Santa Monica. Negozi, ristoranti, giocolieri, improvvisate scuole di tango lungo i vialetti, una bella atmosfera. Vedo per la prima volta un iPhone, in un Apple store mi ci fanno giocare per un po'...

05 August 2007

2° g - 5 AGO: Los Angeles, Getty Museums

Prevedibile sveglia molto presto a causa del fuso orario. Vado ad affittare un minibus da un car rental vicino all’alberto e partiamo con i miei compagni di viaggio per la Getty Villa. Facile girare per Los Angeles, oggi poi non c’è traffico, ed in poco tempo arriviamo a destinazione. Siamo accolti da personale gentilissimo che sorridendo ci indica il parcheggio sotterraneo.

04 August 2007

1° g - 4 AGO: In volo per Los Angeles, perché Tonga, icebergs

Viaggio alla scoperta del Regno di Tonga, archipelago polinesiano tra le Figi e Samoa ed unica nazione a non essere mai stata colonizzata nel Pacifico meridionale. Tonga è una destinazione spesso trascurata, o visitata magari in abbinamento alle Fiji. Invece vale la visita anche da sé: il mare con le balene che ti nuotano accanto, gli atolli paradisiaci, la cultura antica, la gente pacifica e i bizzarri stranieri che qui si sono installati... ce n'è per settimane!

Tappa in andata a Los Angeles, per spezzare il volo lunghissimo e per godere di quanto questa città a volte trascurata ha da offrire, con programma di visite a Hollywood Universal Studios, Getty Museum e Villa, passeggiate a Venice Beach.