14 February 2019

San Valentino a Taipei: pranzo e Sun Yatsen memorial

Avevo prenotato un pranzetto a sorpresa per la San Valentino, ristorante ad un piano altissimo del "Taipei 101", il grattacielo orgoglio della città. Lo avevo visto in costruzione già nel 2002, ci misero anni a finirlo ma ora è un centro di commercio, affari e attività culturali.

Arrivati alla base, vedo un uomo sulla sessantina solo, sta dimostrando di fronte all'ingresso del grattacielo. In una mano tiene un cartello giallo, con su scritto frasi di amicizia.

Nell'altra mano una bandiera cinese, della Repubblica Popolare della Cina (RPC). Ci parlo, mi dice che i suoi concittadini trattano male i "mainlanders", cioè i cinesi della RPC, che invece lui li vuol far sentire benvenuti a Taiwan, sono fratelli. Però non se lo fila nessuno. Lo ignorano.

Ma ovviamente è libero di dimostrare i suoi sentimenti, cosa che non sarebbe mai possibile ad un cinese della RPC che volesse sventolare una bandiera di Taiwan nel bel mezzo di una delle principali piazze di Pechino.

View from Taipei 101


















Saliamo al piano per il pranzo, che si rivela discreto, ma il motivo principale di scegliere questo ristorante sarebbe stata la vista. Devo usare il condizionale passato perché il piani alti dell'imponente edificio sono completamente circondati dalle nuvole! Non si vede proprio nulla di nulla! Sarà per un'altra volta.

Dopo pranzo passeggiata fino al non lontano mausoleo a Sun Yat-sen, il padre della patria per la Cina moderna, venerato sia qui che a Pechino. Fu lui a creare la repubblica dalle ceneri dell'impero Qing, nel 1912.


















Un momento spettacolare è il cambio della guardia.
Leggiamo che l'architetto dell'edificio ebbe il suo da fare a convincere Chiang Kai-shek ad approvare un progetto moderno anche se richiamante motivi tradizionali cinesi. Il Generalissimo voleva un edificio nello stile imperiale Qing. Forse per mania di grandezza, forse perché pensava che la repubblica non sarebbe stato il destino della Cina.

Alla fine il progetto fu ispirato a tre principi: economia, praticità e semplicità. Che poi, si potrebbe argomentare, erano tre principi a cui la vita stessa di Sun era stata ispirata. Ed un certo desiderio di voler essere più vicini alla gente, in un'epoca in cui il feudalesimo imperiale faceva ancora parte della memoria di tanti.

Oggi il mausoleo è utilizzato per mille scopi: mostre artistiche, attività di associazioni, manifestazioni culturali. E naturalmente per tener viva la memoria di Sun, con l'enorme statua ed il cambio della guardia ad ogni ora del giorno.

Anziani in sedia a rotelle vengono accompagnati, chissà forse sono veterani dell'esercito di Chiang. Due milioni di cinesi, in buona parte soldati, vennero qui dopo la disfatta del 1949, quando Mao prese il potere a Pechino. Anche molti bambini. Sun è morto da quasi un secolo ma è ancora vivo.

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