01 May 1989

8° g - 1 MAG: Festa del Lavoro

Oggi è il 1º Maggio, Festa dei lavoratori, ed è tutto chiuso. L'IMEMO non è stato capace a trovarmi un "passi" per le manifestazioni per cui cerco di confondermi tra la folla per vedere la parata fino al Cremlino. Vengo però acciuffato per tre volte dalla polizia (poliziotti ogni 10-15 metri per tutte le strade) e rispedito indietro perché non faccio parte di nessuna delegazione. La terza volta il poliziotto, dopo che gli dico che sono un comunista italiano ospite dell'Accademia delle Scienze, e che vorrei partecipare alla festa del lavoro sovietico, cerca di convincere il capo di una delegazione di non so quale ministero ad accettarmi nel suo gruppo, ma questi non ne vuole sapere. Curioso spettacolo dovrebbe essere, dall'alto, quello di centinaia di migliaia di persone che camminano in una direzione sulla destra delle strade e solo una, io, che si allontana dai festeggiamenti sulla sinistra...

Una stanca litania di "Urrà!" ...per gli scienziati dell'istituto tal dei tali, per gli operai della fabbrica talaltra. I partecipanti sono tutti pieni di medaglie, distintivi, decorazioni multicolori. Striscioni inneggianti alla Perestrojka ovunque, cartelloni su carri da carnevale di Viareggio con invettive contro il sistema "amministrativo di comando", una valanga di bandiere rosse, fasce rosse, cappelli rossi, fiori rossi. La sera alla televisione un programma di oltre un'ora commemora l'avvenimento, si fanno vedere gli esercizi ginnici eseguiti alla Piazza Rossa, le danze che non sono riuscito a vedere di persona. Il tutto dà un sinistro ricordo di fascismo riscaldato. Alla TV si fanno vedere anche reportage da altre città: prima dalle capitali delle repubbliche sovietiche, Sofia, Budapest, Berlino Est, Havana, Praga, Pechino, Belgrado, poi alcune capitali occidentali: Parigi, Roma e Vienna. Non ci sono Bucarest, Tirana, Hanoi, Managua.

Tornando vado al parco "di cultura e riposo" Gorki. Giostre, giochi d'acqua, spettacoli, dolci, e altoparlanti ovunque che mi fanno sentire come se fossi costantemente sotto controllo, come in un mondo un po' orwelliano, inneggiano alla solidarietà internazionale tra i lavoratori, alla pace nel mondo, ecc. Non manca la solita ricca banda musicale dell'esercito sovietico.

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