15 May 1989

22° g - 15 MAG: sulla situazione ed il futuro dell'Estonia

Tallinn: Incontro con Aare Raid, Capo del Dipartimento Relazioni Internazionali dell'IPSL e Heiki Lindpere, responsabile delle questioni di diritto internazionale dello stesso istituto. Parliamo prima di zone denuclearizzate, argomento di interesse per Aare Raid. L'allora presidente finlandese Kekkonen aveva proposta una zona denuclearizzata in Europa settentrionale nel 1963, quando sembrava che la NATO stesse per creare la MLF, che avrebbe dovuto includere Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca. Poi la Finlandia chiese di includere la penisola di Kola, che i sovietici rifiutarono. Mosca rifiutava allora anche di includere il Baltico, ma nel 1986 Gorbaciov ha detto che la cosa poteva essere studiata. Aare Raid crede che una NFZ oggi contribuirebbe ad un accordo anche in Europa centrale.

L'Estonia ha chiesto che i giovani di leva estoni prestino servizio solo nell'area baltica. Ciò era stato in un primo momento rifiutato dalle autorità militari sovietiche, ma recentemente si sono state dichiarazioni di disponibilità a studiare la questione. Questo servirebbe come primo passo verso la creazione di una forza territoriale di difesa e smilitarizzazione di tutto il resto nel territorio delle repubbliche baltiche. Questa potrebbe essere una buona dimostrazione della validità del concetto di "difesa difensiva".

L'Estonia fa pressione perché si riveli il bilancio militare sovietico, il cui peso sull'economia cade sulle repubbliche che sovvenzionano il resto del paese. A questo proposito, Gorbaciov ha detto a Tallinn che l'Estonia è debitrice verso il resto dell'unione perché ha uno standard di vita più alto e consuma più di quanto produce. Ciò è falso in quanto l'Estonia potrebbe vivere ancora meglio se non fosse costretta ad esportare a prezzi politicamente bassi verso le altre repubbliche i suoi prodotti. Il sussidio di Mosca per quei prodotti consiste in una quantità di rubli che gli estoni poi non sanno come spendere. É questo uno dei motivi per i quali l'Estonia vuole, tra l'altro, una separazione monetaria dal resto dell'URSS: evitare che gli altri sovietici piovano a Tallinn a svuotare i negozi come fanno ora. Era anche peggio prima che si limitasse l'immigrazione dalle altre repubbliche: molti sovietici venivano a vivere qui ed hanno peggiorato la situazione economica e sociale.

Il discorso cade poi inevitabilmente sulla "questione del '39". Sottolineano la necessità di ridefinire le relazioni con Mosca. Vogliono la sovranità dell'Estonia, anche se questa sovranità non potrà mai essere completa perché oggi viviamo in un mondo interdipendente: per esempio, neanche i paesi della CEE sono completamente sovrani.

Dice il giurista che bisogna rivedere la Costituzione dell'URSS perché è piena di contraddizioni. Per esempio, dice che le repubbliche sono libere di secedere ma poi parla di unione indissolubile. La politica estera e di difesa potrebbe essere coordinata con Mosca, ma l'Estonia dovrebbe avere le proprie ambasciate e ritenere la facoltà, ove lo ritenesse opportuno, di dissentire dalle posizioni di politica estera di Mosca.

Chiedo se non si sentono un po' controcorrente ad auspicare l'erezione di nuove frontiere quando si cerca di andare un po' dovunque verso la loro demolizione. Rispondono che questa è la scusa che portano i Russi residenti in Estonia a giustificazione della loro opposizione alla separazione, anche se secondo loro il 10% di loro è favorevole alla separazione perché ci guadagnerebbe economicamente. (Esiste un "Movimento Internazionale" dei Russi estoni che si oppone ale richieste separatiste degli Estoni.) Comunque le frontiere devono essere abbattute volontariamente dagli stati, non per costrizione come è stato per loro, La cosa da fare è dunque denunciare il Patto Molotov-Ribbentrop e soprattutto il protocollo segreto che dava all'URSS mano libera nel baltico. Tra l'altro, il patto contravveniva allo spirito Leniniano contro la diplomazia segreta. In tal caso le relazioni sovietico-estoni sarebbero regolate dal Trattato di Pace di Tartu del 1920, con cui Mosca riconosceva l'indipendenza di Tallinn, e si ricomincerebbe da lí.

La "Dichiarazione di Indipendenza" del 16 Novembre 1988 (non emulata dalle altre repubbliche baltiche) vuol dire questo. Se l'annessione del 1940 viene dichiarata illegale come è, l'Estonia non può "lasciare" l'URSS perché non ne ha mai fatto legittimamente parte.

Parliamo quindi del progetto di "Estonia Auto-Gestita" (che nella sigla estone "irä" è sinonimo di "miracolo"!) che dovrebbe entrare in vigore il 1/1/1990. L'obiettivo è di raggiungere obiettivi di autonomia economica attraverso l'autonomia politica, e non vice versa, altrimenti Mosca manterrebbe un inaccettabile potere di veto.

Mosca sostiene che l'Estonia non si può separare economicamente perché è "debitrice" verso il resto dell'unione in quanto riceve molti sussidi per quello che produce ed esporta verso le altre repubbliche. Ciò è però falso, sostengono loro, perché i sussidi si riferiscono a merci il cui prezzo politico è inferiore al costo di produzione; per cui il sussidio serve solo a non rimetterci, ed inoltre gli estoni non sanno cosa farsene di tutti quei rubli di sussidi visto che la merce poi va agli altri. Il vecchio leader estone Vaino, pro-moscovita di vecchio stampo, sosteneva la tesi di Mosca ma ha perso il posto. Gli attuali leader estoni, subentrati dopo le manifestazioni del 1988, sono popolari, ma non hanno potere a Mosca in quanto non fanno parte del Comitato Centrale (lo potranno essere solo dopo il prossimo Congresso del PCUS nel 1991).

La sostanza del progetto si può riassumere come segue. Primo, introduzione accelerata di meccanismi di mercato, compresa una riforma radicale dei prezzi che attualmente, come in tutta l'URSS, non riflettono né costi né domanda. Nel lungo periodo questo dovrebbe portare alla convertibilità della nuova "Corona estone" (il nome della moneta è lo stesso che aveva prima dell'annessione), il cui tasso di cambio con il Rublo, fino a che anche questo non sarà convertibile, sarà stabilito da Tallinn e non da Mosca. Sono consci del fatto che tale riforma porterebbe probabilmente nel breve periodo ad un calo del tenore di vita a causa dell'inevitabile dislocamento sociale dovuto all'"assestamento" al nuovo sistema.

Gli chiedo che tipo di reazioni hanno avuto da Mosca finora. All'inizio decisamente negative, dicono, poi più possibiliste. I conservatori stanno finendo gli argomenti con il progressivo deterioramento della situazione economica. Ora si attaccano al fatto che con le riforme si ritorna al capitalismo ed allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, ma gli credono sempre meno.

NOTA: Dopo l'indipendenza dell'Estonia si scoprirà che Aare Raid era in realtà un agente del KGB!

Pranzo con Peter, Aare e Heiki nel ristorante "La Vedetta" (o qualcosa del genere) nella piazza principale della città, molto buono per essere un ristorante statale sovietico.

Vado poi a visitare i musei della storia di Tallinn e della storia dell'Estonia, che non toccano affatto il periodo del dopoguerra. Mi dicono che c'è un altro museo della "Rivoluzione" comunista, fuori città. Nel museo dell'Estonia troneggia una grande carta geografica del 1939...

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