22 May 1989

29° g - 22 MAG: panoramica di argomenti all'IMEMO, fine del viaggio

Ieri 28 Maggio giornata di riposo, visite della città, niente da segnalare.

Incontro con l'Accademico Oleg Bogomolov, Direttore dell'Istituto per l'Economia dei Paesi Socialisti dell'Accademia delle Scienze e neo-eletto al Congresso dei Deputati del Popolo dell'URSS.

Gli chiedo di cosa pensa del ruolo del nuovo Congresso. Dice che deve avere il potere supremo, non solo di eleggere il presidente ed in Soviet Supremo ma anche di legiferare. Bisognerà trovare il meccanismo adatto. Comunque dovrà fare uso energico dei poteri già conferiti come quello di modificare la costituzione, ratificare le leggi e creare e dirigere commissioni per la supervisione di tutte le attività dello stato. Ci sono molti che non vogliono questo perché preferiscono trattare con il Soviet Supremo, più piccolo e quindi più facile da manipolare.

20 May 1989

27° g - 20 MAG: incontro mancato alla TASS

Incontro con Anatolij Krasikov, Vice Direttore Generale dell'agenzia TASS. Appuntamento non richiesto procuratomi dell'Accademia, chissà perché. Comunque ho accettato volentieri. Mi hanno detto che parla bene italiano. Mi presento all'appuntamento e la guardia non mi fa entrare, dicendomi che Krasikov non c'è. Mi comunica in serata l'Accademia che per "un imprevisto" l'appuntamento è saltato. ...bei modi!

19 May 1989

26° g - 19 MAG: su questioni militari e progetti di cooperazione tecnologica

Incontro con il Generale (3 stelle) Nikolaij Chervov, Capo del Dipartimento Affari Esteri del Ministero della Difesa dell'URSS. Mi riceve arrivando 15 minuti in ritardo e scusandosi perché era stato intrattenuto da Jazov, il ministro della difesa! Perdonato... Molto cortese e disponibile, ascolta attentamente le mie domande e risponde puntualmente a tutte. L'incontro dura un'ora e mezzo. Dice che parlerà a titolo personale, non come ufficiale sovietico.

18 May 1989

25° g - 18 MAG: sulle riforme, Estonia

Incontro con Vladimir Pichugin, English Edition Editor di Moskovskie Novosti, settimanale dell'agenzia Novosti Il giornale è considerato all'avanguardia della perestrojka e della glasnost. É stampato in nove lingue in varie città d'Europa. In Italia c'è un sunto mensile pubblicato da Mondadori.

Gli chiedo quali dovrebbero essere secondo lui i limiti della glasnost. Mi dice che è sicuramente troppo limitata adesso, anche perché molti non si rendono ancora conto di quanto si possa già fare ed esitano ad usufruire delle possibilità di espressione che ora ci sono.

17 May 1989

24° g - 17 MAG: a Mosca in albergo

Giornata in albergo, scrivendo e lottando con varie segretarie cercando di combinare appuntamenti per i prossimi giorni. Non mi aiuta nessuno, né dall'ambasciata sovietica in Italia, che tanto aveva promesso, né dall'istituto di cui sono ospite qui. Devo fare tutto da solo. Riesco a contattare l'editor della versione in inglese di Moskovskie Novosti il quale all'inizio è freddino e disinteressato, poi quando gli dico che sono appena tornato da Tallinn mi propone di vederci domani mattina alle 10! Forse farà più domande lui a me che io a lui.

Cena il albergo, poi a prendere un caffè (con formaggio, salame, pane nero e vodka, insomma un'altra cenetta) a casa della moglie di Peter Vares (un accademico estone che vive a Mosta ma che è andato in Svezia per un convegno). Mi chiede se mi piace il caffè forte e quando le dico di sì, la vedo che prende il barattolo di caffè e con un cucchiaio comincia a riempire lo scompartimento del caffè della Moka; mi aspetto che lo riempia ben colmo, magari pressandolo un po', come facciamo noi. Invece ne mette un paio di cucchiaini e si ferma quando è colma la macchinetta è piena solo a metà! Il caffè è merce rara a Mosca...

Comunque già il fatto di essere qui in questo appartamento è notevole, segno dei tempi che cambiano. Gli inviti a casa agli stranieri in passato erano prima vietati e poi malvisti; adesso sono permessi ma ancora molti russi non ci sono abituati.

Parliamo dell'Estonia. Mi dice che la cautela può essere controproducente. Gli Estoni sanno che ora hanno un'occasione di concludere qualcosa, fra qualche anno, se cambia la situazione a Mosca, e tornano al potere i conservatori, potrebbero richiudersi tutte le possibili vie di evoluzione. Ora o mai più.

Gorbaciov superstar

Il telegiornale della sera è interamente dedicato alla visita di Gorbaciov in Cina. Non ci sono altre notizie (eccezion fatta per le previsioni del tempo). Al telegiornale segue la differita della conferenza stampa di Gorbaciov a Pechino. Totale: quasi due ore initerrotte di monologo del grande capo, interrotto solo dalle brevi domande dei giornalisti. Non una parola da nessun altro dei membri della delegazioni sovietica in Cina, e neanche da nessun cinese: solo Gorbaciov con i giovani, con i lavoratori, sulla grande muraglia, ecc. Raissa farfuglia qualcosa, unica eccezione, parlando coon alcuni lavoratori cinesi di ceramica... Mi dice Valentina che non si era mai verificato in passato, anche se c'erano stati lunghi servizi sulle visite in USA, per esempio.

Gorbaciov è ovviamente molto diverso dai suoi predecessori, ma ne sta adottando i metodi di comunicazione, la logorrea infinita in primis. Sembrano i primi sintomi di un pericolo per la perestrojka stessa: sta nascendo un nuovo culto della personalità.

16 May 1989

23° g - 16 MAG: sull'Estonia

Conversazione con Aare Raid [poi risultato, dopo l'indipendenza dell'Estonia, essere un agente del KGB!!] sui risultati del Forum Baltico Il Forum ha avuto lo scopo di coordinare le posizioni dei fronti popolari delle repubbliche baltiche in preparazione di documenti da sottoporre ai Soviet Supremi delle rispettive repubbliche e, se adottati da questi, da essere poi utilizzati nelle trattative con Mosca. Le risoluzioni principali del Forum del 14-15 Maggio possono essere cosí riassunte:

15 May 1989

22° g - 15 MAG: sulla situazione ed il futuro dell'Estonia

Tallinn: Incontro con Aare Raid, Capo del Dipartimento Relazioni Internazionali dell'IPSL e Heiki Lindpere, responsabile delle questioni di diritto internazionale dello stesso istituto. Parliamo prima di zone denuclearizzate, argomento di interesse per Aare Raid. L'allora presidente finlandese Kekkonen aveva proposta una zona denuclearizzata in Europa settentrionale nel 1963, quando sembrava che la NATO stesse per creare la MLF, che avrebbe dovuto includere Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca. Poi la Finlandia chiese di includere la penisola di Kola, che i sovietici rifiutarono. Mosca rifiutava allora anche di includere il Baltico, ma nel 1986 Gorbaciov ha detto che la cosa poteva essere studiata. Aare Raid crede che una NFZ oggi contribuirebbe ad un accordo anche in Europa centrale.

14 May 1989

21° g - 14 MAG: visita di Tallinn, Estonia

Tour della città con Mare Haab dell'Accademia. Non ci sono molti taxi statali, cosí i taxi privati proliferano ma spesso sono inesperti e non sanno la strada...

Conosco Sibilla, una vecchietta della Società Dante Alighieri di Estonia. Sta lavorando alla traduzione in estone della Divina Commedia, mi fa vedere una tessera di accesso gratis ai musei capitolini di Roma, dove non è mai stata e forse non andrà mai!

Pranzo nuovamente da Peter Vares. Mare ha bellissimi denti ma si lamenta che in dentisti in Estonia sono piuttosto ricchi, ma mancano le attrezzature, i medicinali, ecc. la solita storia. Mi diceva Marica che mancano anche i contraccettivi, per cui l'aborto è diffusissimo (secondo la rivista TIME in URSS abortiscono il 68% delle gravidanze). La situazione è un po' migliore in Estonia che in Russia.

Visita al Kik-in-de-Kök, museo in una delle torri delle vecchie mura della città: esposizione di turno è una gara fotografica sul nudo femminile, che Mare mi dice essere una novità per questi posti. Le foto, soprattutto estoni ma anche di altre repubbliche, non sono niente male, tutte in B&N.

Concerto di canti estoni nella chiesa luterana, con inni patriottici, bandiere della città ai tempi della Lega Anseatica. Dopo il concerto si ripete il solito peregrinare, inutile, per trovare un caffè aperto.

13 May 1989

20° g - 13 MAG: arrivo a Tallinn, Estonia, incontri Accademia e giornalista

Tallinn, Estonia. Arrivo in mattinata alla stazione. Scendo dal treno e mi guardo intorno: una strana sensazione, come di essere a casa anche se io qui non ci sono mai stato. Ci penso su. Mi sento in Europa, a casa, cosa che non mi capitava in Russia. Non saprei definire il perché. Gli edifici forse, il modo di vestirsi delle persone, gli sguardi, le espressioni. Anche se ovviamente non capisco una parola di estone mentre qualcosa di russo per strada riesco a cogliere.

12 May 1989

19° g - 12 MAG: sulle armi nucleari, le riforme, partenza per Tallinn

A colazione da qualche giorno c'è una nuova cameriera, sulla quarantacinquina, curata e anche ben truccata, che è l'eccezione che conferma la regola dei servizi statali sovietici: lavora di gran lena, con precisione, sorridendo e si muove addirittura con eleganza, per esempio quando fa correre le palline sull'abaco. Ci sono ancora gli "entusiasti" del comunismo?

11 May 1989

18° g - 11 MAG: sulla Germania, Europa, disarmo

Incontro con Sergeij Karaganov, vice-direttore dell'Istituto per l'Europa dell'Accademia delle Scienze Persona interessante. L'istituto è stato fondato solo poco più di un anno fa, ed è piuttosto piccolo: hanno solo circa una sessantina di persone di staff scientifico! Dovrebbero arrivare a 150 a pieno regime, per ora non hanno neanche una sede definitiva. Lui è uno specialista di sicurezza, ma ora si deve occupare anche di altro.

10 May 1989

17° g - 10 MAG: sulle riforme e al Mercato privato Rizhkij

Pranzo con Sergej del sindacato della cultura, al Vecernij Siluet, ristorante cooperativo a Taganskaja Pl. Questo è un "caffè" aggregato nientepopodimeno che ad una sartoria, ufficialmente per servire "quelli che aspettano" di essere visti dal sarto. Tutto per minimizzare la visibilità. Gli impiegati sono stati racimolati qua e là, dice una cameriera che sono pronti a fare qualcos'altro se finisce la pacchia. Costa sui 35 R per due senza alcolici. La sera si paga 10 R extra a persona per la musica e altri 10 R se si rimane dopo la mezzanotte. entrata quasi nascosta, infatti ci dicono che è "riservato", è chiaro che non intendono farsi più del minimo indispensabile di pubblicità.

Mi dice che lui pensa che i russi vogliono al vertice l'uomo che rappresenta l'ideale, qualcosa cui aspirare, qualcuno che si prenda la responsabilità se le cose vanno male. Tutti bravi a comandare, ad esercitare la loro piccola fetta di potere, ma la colpa di ciò che non va non è mai di nessuno. Cosí come non si sa chi ha ordinato alle truppe di andare in Afghanistan o in Georgia, non si sa ancora neanche chi ordinò di sparare contro i contadini che inneggiavano allo Zar a S. Pietroburgo nel 1905.

I Russi hanno perso la lor libertà quando Vladimir ha imposto il cristianesimo nel 988. Prima erano atei ma liberi e russi. Con la cristianizzazione hanno perso sia libertà sia "russità". Al cristianesimo è subentrato il comunismo ma il principio è lo stesso: un ideale (straniero) ed un'autorità despotica che fa da tramite.

Ora il comunismo è in crisi, perfino l'ideale Lenin comincia ad essere messo in discussione; lo stato richiama la Chiesa a coorte per rafforzare il controllo sulla gente. L'alleanza PCUS-Chiesa nei fatti c'è già, l'incontro del Papa con Gorbaciov sarà solo il sigillo finale.

Gli chiedo cosa vede per il suo futuro nella perestrojka e mi dice che i sindacati sono già nei guai. Sindacati indipendenti come in Polonia si faranno presto anche in URSS, già se ne parla. Comunque non si preoccupa, potrà fare qualcos'altro, forse insegnare italiano.

Dopo pranzo vado al mercato cooperativo Rizhskij a comprare un po' di pomodori. Gli scaffali sono strabboccanti di verdure, carne, perfino ciliegie, anche se un po' rachitiche. 15 R per un chilo di pomodori, cioè cinque volte quello che costano al mercato statale, dove però i pomodori spesso non ci sono o sono di qualità inferiore; chissà se mi hanno fregato vedendomi straniero o se questo è il vero prezzo "di mercato"!

09 May 1989

16° g - 9 MAG: commemorazione della vittoria e diritti delle nazionalità sovietiche

Cerimonie commemorative della vittoria della seconda guerra mondiale al parco Gorki. Decine di migliaia di veterani affluiscono da tutta la Russia. Stendardi con i nomi delle varie divisioni richiamano i commilitoni nei vari angoli del lungofiume dove si reincontrano vecchi amici con le famiglie.

Ci sono anche alcuni veterani dell'Afghanistan, serissimi, un paio sono intervistati da una troupe televisiva. Un ragazzo, sicuramente meno di venti anni, uniforme da campo, è visibilmente scosso, un ufficiale in alta uniforme gli cinge le spalle con il braccio. Il giovane porta una mostrina rossa al petto, che indica "ferita grave" (mostrina gialla per ferita lieve). Ci sono veterani con 3, 4 o anche 5 mostrine. Atmosfera austera. Interessante che la televisione (controllata dal partito comunista) mandi in onda queste interviste. L'avventura afghana è stata un disastro per il paese, e Gorbaciov sicuramente ha accumulato capitale politico per averla conclusa quest'anno. Ma l'immagine del PCUS ne soffre. Prima della glasnost' sarebbe stato impensabile vedere queste interviste!



Pranzo con Alexei, l'angelo custode. Pranziamo ad un ristorante statale su Kalinin prospekt. Ci mettono al tavolo una coppia di russi sui 25 anni. Lei parla inglese ed ascolta la conversazione tra me e Alexei, che in quel momento verteva sulla questione delle nazionalità dell'Urss, poi dice qualcosa ed allora le chiedo che ne pensa. Prima mi dice che lei di politica non ne sa niente, poi si allarga un po' e mi dice che le nazionalità sovietiche dovrebbero essere libere di usare le propria lingua ma mai di lasciare l'Urss, la secessione non è ammissibile. Quando le chiedo se lei sappia che nella costituzione sovietica questa eventualità è invece sancita espressamente, ride. Non so cosa ci sia da ridere visto l'andazzo...


08 May 1989

15° g - 8 MAG: Festa della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica

Il 9 maggio è l'anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Già da qualche giorno nelle strade di Mosca si sono sostituiti i manifesti inneggianti alla "solidarietà internazionale dei lavoratori" (1º Maggio) con quelli sulla vittoria. Stessi colori, stesso tono militante, stessi grandi punti esclamativi. Il telegiornale apre con l'annunciatore che dice: "Domani è l'anniversario della vittoria" e dopo una solenne pausa parte una serie di servizi sulle manifestazioni di veterani in tutta l'URSS. Curiose macedonie di vecchietti col petto letteralmente coperto da dozzine di medaglie tintinnanti, ragazze sorridenti che portano vessilli e bambini serissimi che al passo dell'oca portano fiori alle migliaia di monumenti commemorativi sparsi per tutti i più piccoli centri del paese.

07 May 1989

14° g - 7 MAG: conversazioni con addetto commerciale italiano e ricercatore russo

Incontro con Giorgio Sfara addetto commerciale dell'Ambasciata d'Italia

L'interscambio italiano con l'URSS continua ad essere trascurabile per noi, solo il 2%. I Sovietici sono diventati vittime della loro stessa propaganda: l'alta tecnologia che vogliono dall'Occidente in realtà non è necessaria per il risanamento economico, anche se alla sua mancanza viene facilmente imputata la colpa dei fallimenti del sistema.

È un paradosso che si scandalizzino che l'Occidente controlli una parte così piccola  del commercio quando loro per decenni lo hanno controllato tutto ed anche ora, con la nuova legislazione in vigore dal 1 Aprile 1989 si riservano di subordinarlo a considerazioni politiche.

Le società miste sono benviste perché i sovietici sperano che un giorno garantiranno un continuo aggiornamento tecnologico meglio che non in passato, quando un prodotto era già obsoleto prima di entrare nel mercato.

Il deficit pubblico è ora intorno ai 100 miliardi di rubli, anche se non ne hanno idea neanche loro: c'è un problema professionale, non sanno tenere un bilancio e cercano di fare accordi con banche e università (Bocconi) perché glielo insegnino.

Il ruolo tradizionalmente trainante del vertice andava bene per aumentare la crescita quantitativa, ma per quella qualitativa no.

La glasnost c'è ma non esageriamo: non si può ancora dire che la Perestrojka non va bene! C'è però un graduale movimento verso lo stato di diritto, ma è molto lento.

Conversazione con Aleksei S., impiegato del Presidium dell'Accademia che mi accompagna nella gita a Suzdal

Tra le svariate attività culturali che l’Accademia delle Scienze aveva messo nel mio programma c’era una gita a Vladimir e Suzdal, due perle dell’architettura sacra ortodossa. Suzdal ha un significato particolare per noi italiani, dato che qui furono raccolti molti prigionieri di guerra della sciagurata campagna di Russia voluta da Mussolini nel 1941-1943.

Per il viaggio mi è stata assegnata, come sempre, una “guida”, una sorta di angelo custode incaricato di starmi appiccicato tutto il giorno e “guidarmi”, cioè controllare dove andassi, con chi parlassi e soprattutto con chi NON parlassi. Il figuro in questione era un certo Andrey, che viene a prendermi la mattina al mio albergo con una macchina dell'accademia.

La visita a Suzdal è interessante, mi colpisce come ci siano tanti fedeli nelle chiese. Poi sulla strada del ritorno Andrey tira fuori una busta di plastica piena di bottiglie di birra. “Marco, bevi!” mi disse Andrey ad un certo punto, “sono per te.” Lo ringrazio ma lascio perdere, non mi va di bere in auto e poi le birre sono calde. Gli dico che gliele regalo. Lui non se lo fa dire due volte e comincia con la prima bottiglia. Poi la seconda. E poi la terza. Forse si vergogna a portarsele a casa?

Ecco questo ritorno da Suzdal per me rappresenta il declino del paese. Quelle birrone calde che melanconicamente aspettavano il loro turno nella busta di plastica per essere trangugiate da Andrey, mi sembrano impersonare i tentativi di riforma in corso. La scena era una rappresentazione della realtà del grande gigante sovietico malato. Avrei voluto dipingerla. L’URSS era la macchina: inefficiente, rumorosa, ma che in qualche modo andava avanti. Le birre finiscono ad una ad una, e poi non resta nulla.

Lui è un tipico apparatchik. Legge tutto vuole sapere di tutto, dal collegamento tra passaggio della cometa di Halley e disastri naturali al legame tra test nucleari sotterranei e terremoti! Sei ore di auto insieme più pranzo al ristorante del Turtsentr di Suzdal (dove mangiamo, dopo essere stati mandati via da altri ristoranti perché "ci sono i gruppi", solo perché lui insiste che c'è uno scienziato italiano, che sarei io !, ospite dell'Accademia) e cosí parliamo molto.

Gli chiedo dell'andamento della Perestrojka. Mi dice che il processo è spinto dal vertice e dalla base simultaneamente, ma il centro resiste. spera che il centro diventerà talmente inadeguato che si sgretolerà dall'interno cosí da far congiungere gli sforzi del top e della base.

Gli chiedo se pensa che l'URSS è come una nave senza capitano (v. conversazione con Sergej  del 4 Maggio u.s.) e mi dice di no, che il capo conta perché i russi sono abituati a rispettare un capo che raggiunge i risultati che si prefigge, per questo rispettavano Stalin ma non Khrushchev. Ma quando gli chiedo cosa può fare il capo per smuovere o indirizzare l'apparato ora che si è rinunciato al terrore ammette che non c'è in effetti molto che può fare.

Gli chiedo se vede nella Perestrojka una possibilità di migliorare la sua posizione, da impiegato dell'Accademia. mi risponde che per molti anni quelli della sua generazione sono stati bloccati in qualsiasi iniziativa. Ha 30 anni, se troverà le forze proverà a fare qualcosa, se no continuerà a tirare avanti come ha fatto finora, senza infamia e senza lode. Quelli più grandi di lui sono spacciati, non sono mai stati abituati a competere, non hanno speranza, se non rare eccezioni; quando gli suggerisco se si possono paragonare ad animali nati e vissuti sempre nello zoo (in gabbia ma nutriti ed al sicuro) e vengono improvvisamente mandati nella giungla (liberi ma responsabili di sopravvivere dagli attacchi di altri animali e di procurarsi il cibo), mi dice che è proprio cosí. L'unica vera speranza la possono avere i più giovani, che devono cominciare ora da zero.

Mi dice che la gente in URSS oggi attende e soppesa costi, rischi e benefici. I sacrifici verranno sicuramente prima dei benefici, Gorbaciov usa già il termine "crisi" mentre fino a poco tempo fa usava "pre-crisi" per l'economia sovietica; non è certo di quanto tempo resta a Gorbaciov per produrre risultati prima che la gente perda la pazienza, ma non molto. Poi se ci saranno troppi sacrifici si ribellerà, ma difficilmente si arriverà a questo a scanso di giri di vite radicali che il governo ha però già dimostrato di non voler o di non poter fare. Si fermerà tutto, gradualmente, prima di arrivare alla crisi violenta.

La riforma dei prezzi è ferma: si è provato col pane ma poi ci si è subito fermati, le proteste sono state inaspettatamente vivaci, anche se l'aumento era minimo. Restrizioni sulla vodka affrettate ed inefficaci, in parte già ritirate. Razionamento dello zucchero in parte dovuto all'accaparramento dei fabbricanti clandestini di superalcolici, ed è seguito il razionamento. La gente quindi beveva più o meno lo stesso, ma lo stato incassava di meno, mancava lo zucchero e non c'era controllo sanitario sui prodotti, di cui naturalmente fiorisce il mercato nero. Ma lo zucchero è lungi dall'essere l'unica merce che non si trova. A seguito della prima "stretta" la vodka si poteva comprare solo dalle 2 alle 7 di pomeriggio e si diminuiva il numero di rivendite autorizzate, ora si vende dalle 11 di mattina alle 9 di sera in un numero crescente di negozi.

Automobili in URSS: 260.000 esportate ogni anno, ne mancano 15.000.000 per saturare il mercato, c'è un'attesa di anni; il costo varia dai 5-6.000 ai 25.000 R. Tentativo di società mista con la Ford, per fare auto del tipo Scorpio, ma il negoziato è fallito, non si sa perché.

Reputazione degli Italiani in URSS: nella Seconda Guerra mondiale erano cattivi combattenti ma non spietati con gli occupati come i tedeschi. La Mafia è un argomento frequentemente trattato nei media, e cosí il terrorismo, in particolare il caso Moro; impressione diffusa che agli Italiani non gli piace lavorare ma solo divertirsi. Sta cambiando, migliora con prodotti tecnologici italiani che arrivano in Russia.

Ristoranti cooperativi: comprano ai mercati statali a prezzi bassi corrompendo gli impiegati, e tutti lo vedono. Anche per questo, oltre ai motivi menzionati da Nadia e Vladimir (v. 5/5/89) molta gente li detesta. Dice che forse si comportano cosí perché hanno paura, credono che "vivranno solo un giorno" e cercano di ammassare più ricchezza possibile nel più breve periodo di tempo. Gioverebbe fornire garanzie che la loro libertà imprenditoriale non verrà toccata più. (Circolo vizioso: difficoltà di gestione e incertezza porta ricorso a mezzi illeciti e prezzi alti; sospetti e avversioni; difficoltà di gestione.)

Mi dice, come già Sergej, che Tolstoj e Dostojevskij non sono molto utili a capire la Russia di oggi. Leskov invece, consigliato da Sergej, è "troppo russo", caricaturizza eccessivamente. Consiglia innanzitutto Gogol (Anime morte) Vladimir Nabokov (Regalo, Lolita, Invito all'esecuzione) Mikhail Bulgakov (Maestro e Margherita) Sholokov (Quiet flows the Don); inoltre brevi storie di Ivan Bunin, unico premio Nobel per la letteratura sovietico non disconosciuto dal regime (che però viveva e lavorava in Francia).

06 May 1989

13° g - 6 MAG: incontri con colleghi dell'Accademia e giornalista italiano

Incontro con Vladimir Shustov, Direttore del Centro della Coordinazione delle Ricerche, Ministero degli Esteri dell'URSS

Gli parlo della Jugoslavia e di come noi stiamo cercando di capire cosa fare. Mi dice che loro sono intenzionati a seguire una politica "hands-off", se gli Jugoslavi avranno bisogno di aiuto lo chiederanno. Stesso per problema Magiaro-Romeno, se la vedano tra di loro.

Gli chiedo se nella prospettiva di una casa comune europea lui crede possibile che essa possa essere governata, con l'URSS al suo interno, da un sistema non socialista e lui dice di si, anche se per arrivare a ciò bisognerà che la "casa" diventi un qualcosa di sovranazionale e perciò ci vorrà ancora molto per porsi il problema. La risposta mi sembra però interessante perché non reitera l'irreversibilità del socialismo, non solo nei paesi dell'Est europa ma nella stessa URSS.

La dottrina Brezhnev è stata una giustificazione ex-post facto (stessa risposta di Bykov) di una certa politica seguita da Mosca verso gli "alleati" in quel periodo. Ora la politica è cambiata. Gli chiedo quindi come vedrebbe una Ungheria neutrale, magari con il partito comunista all'opposizione. Mi risponde un po' ambiguamente: dice che è possibile ma comunque i compagni ungheresi non vorrebbero mettere in pericolo i traguardi raggiunti da socialismo e l'URSS vorrebbe quindi mantenere con loro "rapporti speciali" per favorire il continuo sviluppo del socialismo.

È stato in questi giorni il Ministro degli Esteri giapponese Sosuke Uno. Gli chiedo se i sovietici sono disposti a fare concessioni sulla questione delle isole Curili, che per Tokyo sono l'unico ostacolo verso una completa normalizzazione dei rapporti, e lui mi dice assolutamente no. Del resto, l'interesse giapponese alle risorse siberiane è calato con i prezzi del petrolio e c'è meno urgenza. Mi dice (e mi dà un articolo) che è stato fatto un sondaggio nelle province orientali sulla questione delle isole e "la risposta del popolo sovietico, la cui opinione di questi tempi non si può ignorare" è stata nettamente per il non fare mai concessioni sulle isole, per nessun motivo, anche perché non sono tradizionalmente giapponesi ma sono state prese dopo la guerra del 1905. (Ciò non è esatto: nel 1905 i giapponesi hanno solo preso la metà meridionale di Sakhalin, che non rivendicano.)

Incontro con Emanuele Novazio, corrispondente de "La Stampa"

Molto gentile e disponibile, mi invita a pranzo al "Kropotkin", il ristorante cooperativo privato nato a Mosca un paio d'anni fa e tuttora tra i migliori. L'ambiente è raffinato, il servizio rapido, cortese ed efficace, il cibo buono (ottimi gli antipasti di pesce, il tutto comunque inaudito per gli standard dei ristoranti statali moscoviti).

Mi conferma la mia impressione, che già avevo riportato dopo la mia visita a Mosca un anno fa, che se la glasnost accelera, la perestrojka economica langue. Anzi, secondo lui la forbice si è sicuramente allargata negli ultimi mesi. C'è stata una certa "perestrojka politica", cioè un cambiamento sostanziale delle persone al vertice e dei metodi politici (al di là quindi della "glasnost" come libera espressione delle idee). Questo però non cambia il fatto che il successo del processo di rinnovamento nel suo insieme si misurerà sul piano del successo economico.

Situazione sanitaria in URSS: in generale un disastro. Centinaia i casi di AIDS confermati, chissà quanti non confermati. Usare gli aghi per più persone è normale, mi racconta che una volta lui era ricoverato e si è bevuto una flebo perché l'ago con cui gliela volevano iniettare era uno schifo. Mi racconta di un caso apparso sui giornali sovietici di 34 bambini che si sono presi il virus dell'AIDS perché a tutti è stata fatta un'iniezione con un ago che precedentemente era stato usato per una persona sieropositiva (senza sapere che lo fosse).

Fatti di Georgia. La cosa è nata dalla richiesta separatista degli Abkhazi, che abitano una regione autonoma nel nord della repubblica al confine con la Russia. Poi si è in qualche modo acceso il sentimento nazionale georgiano, contro gli Abkhazi e poi in generale. Le dimostrazioni erano chiaramente pacifiche. Un film fatto da operatori georgiani su iniziativa di alcuni deputati georgiani neo-eletti al Congresso dei Deputati del Popolo è stato mostrato a Mosca al "Dom Kino". Si vede la carica dei reparti speciali, che dipendono da Ministero degli Interni, misti a regolari dell'esercito. La polizia locale (che stava dalla parte dei dimostranti!) non poteva fare nulla, la folla è rimasta chiusa in una piccola piazza senza possibilità di scappare, si travolge da sé. É stato un chiaro atto provocatorio per precipitare un'escalation di crisi. Operazione quando Gorbaciov era rientrato da poche ore dal viaggio a Cuba, ma la decisione era stata presa quando era ancora a Londra. Accuse di uso di gas tossici e non solo lacrimogeni, prima smentite poi ammesse a metà dai capi delle truppe speciali.

Lotta per il potere del Congresso, ancora da definire. I neo-deputati non vogliono essere solo dei ratificatori come il vecchio Soviet Supremo, vogliono il potere legislativo effettivo. La partita è tutta da giocare sulla definizione dei poteri del Congresso e del Soviet Supremo che sarà eletto a Giugno. I neo-eletti si sentono investiti di potere del popolo per la prima volta e lo vogliono esercitare.

I nazionalismi, di solito di carattere politicamente e culturalmente conservatore, sono in crescita in tutta l'URSS. Hanno cominciato quelli periferici, nelle repubbliche baltiche, nel sud e, ancora per ora meno eclatante ma comunque fortissimo e potenzialmente il più pericoloso, in Ucraina. Poi hanno reagito i russi, soprattutto quelli residenti nelle repubbliche non-russe e non-slave, che si sono sentiti (a ragione) minacciati e hanno cominciato a fare quadrato. Il fatto che i guai se li siano andati a cercare i loro padri che hanno soggiogato altri popoli nell'impero russo è per loro di magra consolazione. La società Pamiat conta diverse migliaia di iscritti ufficiali, ma centinaia di migliaia di simpatizzanti e collaboratori russi.

05 May 1989

12° g - 5 MAG: conversazioni con ricercatori dell'Accademia

Incontro con Oleg Bykov, vice-direttore dell'IMEMO e direttore del dipartimento Relazioni Internazionali

Tocchiamo vari punti: problemi nelle repubbliche in generale, affare Georgia, decision-making in URSS, Europa orientale. Superficialmente può sembrare che i fermenti nelle repubbliche siano destabilizzanti, ma in realtà non lo sono, si stanno risolvendo dei problemi che c'erano da anni, La novità positiva è che ora le autorità locali stanno dialogando con la gente, per esempio in Estonia.

Questione georgiana. Due investigazioni in corso, una del Politbjuro e una del Soviet locale, per capire chi è stato il responsabile della decisione di far intervenire forze militari. Si sa che la situazione è deteriorata all'alba del 9 Aprile dopo diverse notti di dimostrazioni. Il comandante del distretto militare era incerto sul da farsi, ma non è chiaro chi gli ha ordinato di muovere le truppe contro i dimostranti. Problemi di comando e controllo a vari livelli, più di un ordine è stato o comunicato male e/o da persone non autorizzate. Comunque la maggior parte delle forze erano paramilitari sotto il comando del ministero dell'interno, mentre la polizia proteggeva i dimostranti ed ha sofferto perdite essa stessa! C'erano anche Spetsnats (truppe speciali di guastatori, infiltratori) fatti venire da Gorki. Il Catolicos (capo della chiesa georgiana) ha implorato i dimostranti di andare a pregare in chiesa e abbandonare la piazza, ma è stato disobbedito da questi che sono invece rimasti in strada.

Non è un fatto nuovo che in URSS non si sappia che ha ordinato azioni che poi si rivelano errate e provocano ritorni di fiamma. Non è ancora chiaro per esempio chi ha ordinato l'intervento in Afghanistan (!); la decisione si è probabilmente sviluppata gradualmente, come nel caso del Viet Nam per gli USA, una "creeping decision". Decisione finale di far intervenire l'esercito sembra essere stata presa da Brezhnev, Gromyko, Andropov e Ustinov, ma non chiaro. (V. sotto, i militari sostengono di essere stati compattamente contrari.)

Per quanto concerne l'Europa dell'Est non ha paura che scivoli verso l'Europa occidentale. Anche se l'URSS lascia fare, l'incompatibilità economica con l'Europa occidentale basterebbe a fermare il processo. Secondo Bykov la Dottrina Brezhnev era solo razionalizzazione ex post facto di quanto è accaduto, non una precisa strategia messa in atto nel 1968. Faccio fatica a credere alle mie orecchie...

Incontro con Nadia e Vladimir, ricercatori del Dipartimento di Studi Europei dell'IMEMO Mi invitano al ristorante georgiano Pirosmani, vicino al cimitero Novodjevici. Molto buono, cucina con forti spezie, vino bianco un po' dolce a 12,5%! Ambiente rustico, un terzetto folcloristico per fortuna smette dopo poco cosí possiamo parlare. Mi parlano dei problemi per le cooperative private da poco sviluppatesi, per esempio quelle dei ristoranti. Non hanno vita facile: in primo luogo, le tasse sono alte. Secondo, devono comprare la merce al mercato libero, dove costa molte volte di più, e non possono rifornirsi all'ingrosso statale a prezzi sovvenzionati. Terzo, pagano di più per elettricità, affitto locali, ecc. Infine, a causa di questi alti costi, hanno prezzi alti e quindi poco competitivi. Nonostante ciò sono molto redditizie e hanno generato molte gelosie, invidie e risentimento tra la gente perché fanno troppi soldi troppo rapidamente. Il futuro porta per loro molta insicurezza, poche garanzie di stabilità professionale.

Nadia mi chiede con naturalezza il significato della parola "fottuto", che ha letto in qualche libro italiano ma non ha trovato sul vocabolario: faccio del mio meglio a spiegargliela!

Curiosità: tornati all'IMEMO per continuare la nostra conversazione noto che sul tavolo di Vladimir ci sono sei telefoni. Gli faccio notare che probabilmente neanche Gorbaciov ne ha cosí tanti e lui mi spiega che uno è per l'interno dell'IMEMO, un altro per l'esterno tramite segretaria, un altro per l'esterno diretto senza segretaria, e uno ciascuno "direttissimi" (senza tastiera) per gli uffici del direttore e di due vice-direttori (aggiunge che dato che i vice-direttori sono sette gliene servirebbero altri cinque per essere a posto). Nonostante ciò, neanche lui ha un elenco telefonico aggiornato: l'ultimo che ha potuto avere è del 1972. Quest'organizzazione dei telefoni è tipica dell'economia sovietica. Per crescere si punta sulla quantità, non sulla qualità. Invece che installare una centralina si continuano ad aggiungere telefoni sul tavolo...

04 May 1989

11° g - 4 MAG: Mosca, conversazioni con un giornalista, un sindacalista ed un fisico

Conversazione con J., giornalista di Vojennij Vestnik (Bollettino Militare), pubblicazione dell'Agenzia Novosti.

Non crede che i militari abbiano perso potere politico dopo l'allontanamento di Ogarkov, Sokolov e Kulikov, tra gli altri, dal Comitato Centrale. Nei suoi frequenti contatti con militari ad alto livello lui non ha notato "la più piccola traccia di insoddisfazione" verso Gorbaciov. Inoltre, gli scritti per il giornale che gli pervengono dai militari sono sempre di prima scelta, lui non ha mai niente da ridire o correggere. Il tono assolutista della risposta, tipico dell'approccio vetero-sovietico alle domande imbarazzanti, mi suggerisce subito che costui è chiaramente un pre-glasnostiano, e quindi credo che vada preso cum grano salis. Impressione confermata quando dice di non occuparsi di questioni tecniche, ma conosce alquanto bene quelle della NATO, la sua ignoranza si limita a quelle del Patto di Varsavia. Non ci sono più dubbi sul tipo quando mi sbrodola la sua convinzione che tra europei ci capiamo bene perché amiamo tutti la patria in quanto dividiamo una lunga storia, mentre è più difficile con gli americani che non amano altrettanto la loro terra.

03 May 1989

10° g - 3 MAG: Cerco di organizzare missione in Georgia

Da Olga Morosova, amministratrice dell'Accademia incaricata della mia visita. Durante il mio mese qui sono invitato ad andare a visitare una sede dell'Accademia in una delle repubbliche sovietiche. Lei già sa che volevo andare a Tblisi a visitare l'Accademia delle Scienze goergiana, anche se dice di non aver parlato con Alexei l'angelo custode, che pure è l'unico con cui ne ho parlato... Chiedo di andarci ma non si può, anche se non è vietato. Siamo alle solite.

Cena nel sempre più squallido "Bjufet" dell'albergo. La cameriera afferra il pollo (che sembra più gomma americana che carne) con le mani per tagliarlo, ma poi si premura di prenderlo delicatamente con le pinze per porlo dalla bilancia, dove lo ha pesato senza neanche la carta sotto, sul piatto che mi serve.

02 May 1989

9° g - 2 MAG: Ancora festa

Oggi è ancora festa in URSS: forse si devono riposare dalla camminata della festa del 1º Maggio. La mattina vado al Cremlino, dove dopo una fila di una ventina di minuti chiedo alla cassa un biglietto per tutti i musei al suo interno. Ne ricevo 5: quattro chiese ed un museo di arte seicentesca. Entro e scopro che due delle quattro chiese sono chiuse per restauri: che ci farò dei biglietti forse dovrei chiederlo alla cassiera. Ci sono in compenso altri musei, i più belli, per cui non mi ha dato i biglietti. Due (Grande Palazzo e Tesoro di Diamanti) richiedono permesso speciale da presentarsi per iscritto all'Inturist con anticipo. Il terzo, l'armeria, si visita solo 4 volte al giorno in giri guidati i cui biglietti però si vendono (chissà perché) in una biglietteria a sé stante, fuori dal Cremlino e non indicata da cartelli, solo dalle 10 alle 11 di mattina.

Le strade del Cremlino sono ampie ma non ci passano che una dozzina di auto ufficiali l'ora (è chiuso al traffico privato). Chissà perché, però, i numerosissimi poliziotti fanno trillare un odiosissimo fischietto ogni volta che un turista scende dal marciapiede (dove ci sono persino i sensi unici di marcia!!!) sull'asfalto. Cosicché i marciapiedi sono ingorgati dai gruppi turistici che si spintonano, mentre le strade sono vuote.

Vado all'hotel Inturist a cercare giornali occidentali (che non trovo) e vedo, accanto ai soliti Beriozka, uno stando molto ben fornito di oggetti vari, souvenir, ecc., che ostenta un cartello in inglese VENDITA SOLO PER RUBLI SOVIETICI. Valli a capire...

Tornando mi fermo alla Tretiakovskaja Galerija, uno dei principali musei della capitale, dove c'è la bellissima mostra di Wassily Kandinskij, con quadri provenienti dal Guggenheim, da Monaco, dal Pompidou, ecc. Mi dicono che sia la prima in URSS da oltre mezzo secolo, finora Kandinski era all'indice. Non c'è il catalogo né un poster della mostra, peccato perché lo sforzo è stato grande.

01 May 1989

8° g - 1 MAG: Festa del Lavoro

Oggi è il 1º Maggio, Festa dei lavoratori, ed è tutto chiuso. L'IMEMO non è stato capace a trovarmi un "passi" per le manifestazioni per cui cerco di confondermi tra la folla per vedere la parata fino al Cremlino. Vengo però acciuffato per tre volte dalla polizia (poliziotti ogni 10-15 metri per tutte le strade) e rispedito indietro perché non faccio parte di nessuna delegazione. La terza volta il poliziotto, dopo che gli dico che sono un comunista italiano ospite dell'Accademia delle Scienze, e che vorrei partecipare alla festa del lavoro sovietico, cerca di convincere il capo di una delegazione di non so quale ministero ad accettarmi nel suo gruppo, ma questi non ne vuole sapere. Curioso spettacolo dovrebbe essere, dall'alto, quello di centinaia di migliaia di persone che camminano in una direzione sulla destra delle strade e solo una, io, che si allontana dai festeggiamenti sulla sinistra...