03 December 2013

Recensione: 700 ore in India - sulla scomoda sella di una Royal Enfield 500 (2013), di Giuseppe Santucci, *****

Sinossi

Questo libro parla di un viaggio. In India. Da solo. In motocicletta. Una Royal Enfield 500 Bullet Machismo. Monocilindrica. Tremila chilometri, divisi tra la parte sud ovest della catena dell’Himalaya (la zona in cui scorrono le sorgenti del Gange) e i deserti del Rajasthan. Conditi da duecentocinquantamila colpi di clacson (circa). L'autore Giuseppe Santucci è professore associato all' Università degli studi di Roma “La Sapienza” e tiene corsi di Ingegneria Informatica. Questo è il suo secondo libro che non ha nulla a vedere con il suo lavoro. Né con il suo primo libro.


Recensione

Breve ma emozionante libro che racconta un viaggio in moto. L'autore prende per mano il lettore, se lo carica sulla motocicletta e lo porta in giro per l'India per tre settimane. La narrativa è coinvolgente al punto che l'autore, contrariamente a quanto scrive ripetutamente, non viaggia più da solo ma fa sentire il lettore come se fosse seduto sulla sella, dietro di lui, a cavalcare le buche delle strade indiane.

Questo libro non è, e non pretende di essere, un saggio analitico sul paese e neanche una guida su come visitarlo in moto. Riesce però a trasmettere un'esperienza, con dovizia di particolari, che ti far venir voglia di partire. Ho visitato personalmente, in vari viaggi intrapresi negli anni passati, tutti i luoghi percorsi da Santucci con la sua Enfield e mi ci sono ritrovato. Ad ogni curva ho rivissuto la mia esperienza (in auto, iin treno, a piedi) e posso garantire l'autenticità delle descrizioni.

Il libro centra dunque l'obiettivo che si è prefissato: raccontare un viaggio. Un viaggio difficile, che avrebbe potuto essere diverso e che sarebbe sicuramente diverso per chi decidesse di intraprenderlo. Ma questa è la differenza tra un saggio analitico ed un racconto. Ho letto questo volume in poche ore, è difficile metterlo giù, vien quasi paura che la moto non riparta! Consigliatissimo a chi conosce l'India ma anche a chi, non potendoci andare di persona, ha voglia di assaggiarla restando seduto a casa.




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