25 December 2002

8° g - 25 DIC: Khajurao - Allahbad - Varanasi

Lunghissima, interminabile giornata di trasferimento per Varanasi, via Allahbad. Partenza all’alba, si sale sull’altipiano del Deccan e la temperatura scende. Stiamo per entrare nel cuore dell'india più profonda, più indiana...

 L’autista non prende la strada più breve, ma fa alcune deviazioni (senza dirci nulla, e non sarà l’unica volta) per “accorciare”. Il che sarà stato anche vero, ma “accorciare” il percorso, prendendo stradine secondarie, vuol dire spesso allungare i tempi!!!!! Abbiamo maliziato che lo avesse fatto per fare la cresta sul carburante, fatto sta che ci siamo ritrovati in improbabili cittadine e villaggi del Mahdya Pradesh, anche interessanti per conoscere l’India profonda, ma dopo 14 sfibranti ore di strade sconnesse in un bus senza sospensioni la curiosità del viaggiatore si era notevolmente affievolita.


Come dirò di seguito, questa non è stata l’unica volta che l’autista ci ha fatto questo scherzetto… morale: controllare l’itinerario ad inizio giornata ed esigere dall’autista che sia rispettato, anche se più lungo… per un autista indiano un’ora di tempo vale sicuramente meno di un litro di benzina, ma per noi no!!!

Sosta ad Allahbad a vedere la confluenza dello Yamuna nel Gange. Ne vale la pena, il posto dove vennero restituite al fiume le ceneri di Gandhi è suggestivo. Il bus si deve fermare a circa un km dalla confluenza, vicino al forte; anzi la strada continua ma gli autisti sono probabilmente in collusione con i barcaioli cui ci consegnano, per fare il restante tragitto in barca. Costoro ci chiedono 120 Rp a testa, ne offriamo 80 e rifiutano. Quando ci incamminiamo per raggiungere la confluenza a piedi ci inseguono, ed ogni 100 metri il prezzo scende, finché verso metà strada alcuni di noi accettano di fare l’ultimo pezzo in barca per 5 Rp a testa! Quando si dice l’ingordigia!! Racconto questo perché questo tipo di situazione si ripete in continuazione in India, caveat …

Hotelad Agra: Pradeep, tra il Cantonment e la vecchia città, mediocre, lenzuola e asciugamani sporchi (qui, e non solo qui, solo la mia stanza di “tour leader” era pulita, asciugamani nuovi, lenzuola candide: accertarsi che tutti i partecipanti abbiano lo stesso trattamento e non solo chi… scrive le relazioni!!), anche abbastanza rumoroso.

La situazione albeghi a Varanasi non è facile. L’ideale sarebbe stare nella parte vecchia, vicino alle gradinate sul fiume (ghat) ma né con le mie guide né tramite State Express sono riuscito a trovare una sistemazione adeguata. Sanjeev sconsiglia di andarci perché troppo sporco, il che è vero ma con un po’ di spirito di adattamento si ha il vantaggio di vivere nel cuore pulsante della città. Alcuni partecipanti hanno visitato il Shiva Ganges View Guesthouse al 14-24 del Mansardwar Ghat, nella vecchia città sulla riva del fiume, (email saurabhruce@rediffmail.com, tel 0542/2450063) e gli è piaciuto, io però non l’ho visto di persona.

Ristorante: In albergo, molto buono, molti avventori ci vengono apposta anche se non dormono in arbergo. Durante la cena si è presentato un tizio di cui non ho capito il nome che, come Pappu a Khajurao, sapeva tutto di noi ed ha cercato di agganciarci, di prtarci dal padre, di farci da guida, di portarci ai migliori negozi, ecc. L’ho liquidato senza esitare ma ha insistito anche il giorno dopo.

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