16 May 1989

23° g - 16 MAG: sull'Estonia

Conversazione con Aare Raid [poi risultato, dopo l'indipendenza dell'Estonia, essere un agente del KGB!!] sui risultati del Forum Baltico Il Forum ha avuto lo scopo di coordinare le posizioni dei fronti popolari delle repubbliche baltiche in preparazione di documenti da sottoporre ai Soviet Supremi delle rispettive repubbliche e, se adottati da questi, da essere poi utilizzati nelle trattative con Mosca. Le risoluzioni principali del Forum del 14-15 Maggio possono essere cosí riassunte:

  1. richiesta di dichiarare lo Stalinismo colpevole di "crimini contro l'umanità" come fu fatto per il Nazismo a Norimberga.
  2. richiesta di modifica delle legislazione vigente riguardo alla regolamentazione delle manifestazioni di piazza. La legge attuale è troppo vaga nel senso che lascia troppo spazio alle autorità per usare la forza contro manifestazioni pacifiche, cosí come è avvenuto in Georgia il 9 Aprile.
  3. richiesta di "indipendenza economica" da Mosca per le repubbliche baltiche. (Vedi sotto per dettagli sul caso dell'Estonia.)
  4. delibera che ci sono sufficienti interessi comuni tra le tre repubbliche baltiche a giustificare lo sviluppo di una "via baltica" al socialismo.
  5. richiesta di modifica del nuovo codice criminale, adottato dal Presidium del Soviet Supremo dell'URSS l'8 Aprile (in assenza di Gorbaciov da Mosca) che non è conforme agli standard legali internazionali in quanto non garantisce sufficientemente i diritti dei cittadini. A questo proposito Aare mi fa notare che il Fronte Popolare estone ha inviato mesi fa un appello al Soviet Supremo per sapere che fine hanno fatto i dirigenti del Nagorno-Karabakh arrestati dopo i disordini del Febbraio 1988; non avendo ricevuto risposta l'appello è stato ora rinnovato.

Gli chiedo cosa pensa della possibilità di cooperare con movimenti "indipendentisti" di altre repubbliche mi dice che gli interessi sono molto diversi. I nazionalisti del Caucaso e dell'Asia centrale non sono interessati né allo sviluppo democratico né alle riforme economiche, nel primo caso perché non hanno cultura o tradizioni democratiche, nel secondo caso perché allo stato attuale-ad eccezione dell'Azerbajdzan che ha il petrolio-ricevono molti sussidi da Mosca (che li reperisce nelle repubbliche ricche, tra cui quelle baltiche). Si può collaborare a livello di fronti popolari nel dialogo con Mosca riguardo all'autonomia delle repubbliche, ma non di più.

Le repubbliche baltiche sono le più avanzate economicamente, è una sbaglio frenarne lo sviluppo, potrebbero anzi servire da laboratorio per esperimenti eventualmente esportabili alle altre repubbliche. Ma i ministeri centrali di Mosca, che continuano a controllare circa il 90% dell'economia, non ne vogliono sentire per paura di perdere potere. Vogliono far procedere le riforme di pari passo in tutta l'URSS, (riforma Maslyukov ?), continuando a gestire l'allocazione delle risorse da Mosca, il che è un assurdo considerando il grande divario tra i livelli di sviluppo economico delle varie regioni.

Un esempio di disinteresse dei ministeri centrali per le riforme e per una maggiore efficienza è dato dal caso di una fabbrica estone di attrezzature per l'estrazione del petrolio. La materia prima (ferro) proviene dagli Urali, viene lavorata in Estonia ed i macchinari sono poi rispediti in Siberia dove si trovano i pozzi. I costi di trasporto sono cosí altissimi. Uno studio di ingegneri estoni aveva elaborato un nuovo disegno di trivella che sarebbe pesato la metà, ma è stato bocciato da Mosca perché il piano prevede che sia prodotta una certa quantità di trivelle misurate in tonnellate, per cui il nuovo disegno avrebbe necessitato un raddoppio del numero di trivelle prodotte per rispettare il piano.

Ma l'Estonia non può aspettare fino a che tutta l'URSS si muova, anche se l'indipendenza economica non deve essere assoluta. Siccome l'Estonia continuerebbe ad usufruire del governo centrale per quanto concerne la politica estera e la difesa si potrebbe concordare un pagamento fisso annuale per questi servizi, che potrebbe essere rinegoziato, ad esempio, ogni piano quinquennale. Ciò garantirebbe all'Estonia che la ricchezza prodotta in più sarebbe goduta dalla repubblica e non trasferita ad altre più povere o meno riformiste.

Visita a un paio di ville ottocentesche nei dintorni della città. Ricerca itinerante di pellicola Kodak nei vari negozi per valuta della città, che non ne hanno: finalmente lo trovo in una ...bar per stranieri dell'albergo Viru.

Partenza del treno per Mosca alle 18.15, puntualissimo. Di nuovo ci servono Pepsi calda e salsicciotti con pane nero.

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