12 May 1989

19° g - 12 MAG: sulle armi nucleari, le riforme, partenza per Tallinn

A colazione da qualche giorno c'è una nuova cameriera, sulla quarantacinquina, curata e anche ben truccata, che è l'eccezione che conferma la regola dei servizi statali sovietici: lavora di gran lena, con precisione, sorridendo e si muove addirittura con eleganza, per esempio quando fa correre le palline sull'abaco. Ci sono ancora gli "entusiasti" del comunismo?

Oggi mi sono messo in fila ad un gelataio, ma con mia sorpresa vedevo che molti degli altri in fila stavano già mangiando il gelato. Scopro dopo poco che in realtà il chiosco, oggi, vende non gelato ma carne!

Noto che anche qui, dove la cintura di sicurezza è obbligatoria da anni, molti fanno finta di mettersela appoggiandosela sulla pancia.

Incontro con G., Dipartimento per il Disarmo del Ministero degli Affari Esteri dell'URSS Appuntamento (unico) combinato da Baranovskij. Giovane per il posto dirigenziale che ha, forse sulla quarantina. Parliamo della modernizzazione nella NATO, gli chiedo se vede un'incompatibilità tra questa ed un accordo con l'URSS sulle nucleari a corto raggio. Dice che in teoria non c'è contraddizione, ma in pratica sarebbe politicamente difficile, rovinerebbe l'atmosfera. Ieri Gorbaciov ha annunciato di voler ridurre i carri ad un tetto di 20.000, con una riduzione enormemente più grande per i sovietici che per la NATO). Dice che l'URSS ha già accettato limiti in questa sfera includendo gli SS-23 nell'accordo INF anche se hanno una gittata inferiore ai 500 km. (vero?)

Gli chiedo se nel Patto ci sono mai discussioni su questioni nucleari come nella NATO. Non sa, mi suggerisce di chiedere ai militari. Gli chiedo se gli europei orientali hanno un qualche ruolo nella gestione delle forze nucleari. Non sa. Se partecipano alla pianificazione nucleare. Non sa. Se ci sono forze a "doppia chiave". Non sa.

Chiedo se anche l'URSS, come già da tempo gli USA, si sta muovendo verso concezioni strategiche che prevedono la possibilità di una guerra limitata in Europa, magari anche nucleare. Dice di no. Chiedo allora se l'URSS non farebbe niente per "limitare i danni" se scoppiasse una guerra in Europa, cercando di evitare lo scambio nucleare intercontinentale. Dice che naturalmente si. Chiedo che differenza ci sia tra "guerra limitata" (che secondo lui i sovietici non vogliono) e "evitare scambio intercontinentale" (che i sovietici invece vorrebbero). Dice che non c'è differenza, ma non si riuscirebbe a mantenere limitata per problemi di comando e controllo. Rispondo che sono bene al corrente del problema e che spero lui abbia ragione... e che lo credano anche i suoi capi!

Gli chiedo cosa ha fatto l'URSS per minimizzare la possibilità di una guerra per errore, particolarmente in campo nucleare. mi suggerisce di leggere un rapporto UNIDIR del 1982. C'è anche un libro, in russo, di un certo Emilianov sulla "Accidental War". Lui ha sentito da un militare che gli ICBM sovietici hanno 17 meccanismi diversi per impedire lanci accidentali. Non sa se ce ne fossero nei siluri nucleari a bordo del sommergibile Mike affondato nel Mar di Norvegia, ma ha sentito che nei sub sovietici ci vuole l'assenso di 3 o 4 persone per lanciare armi nucleari. Non sa altro.

Chiedo cosa pensa della possibile multilateralizzazione dell'accordo USA-URSS sulla prevenzione degli incidenti in mare dato che ora Mosca ne parla con Parigi e si potrebbe arrivare ad una proliferazione di accordi bilaterali non uniformi con conseguente aumento del pericolo di confusione e fraintendimenti in mare. Pensa sarebbe una buona idea, sa che la Svezia sarebbe interessata.

Della possibilità di introdurre criteri qualitativi nel controllo degli armamenti convenzionali crede che complicherebbe troppo le cosa allo stadio attuale. Magari si potrebbe introdurre successivamente, quando a livelli più bassi sarebbe più facile il calcolo.

Nella cooperazione euro-occidentale in materia di difesa non vede una minaccia. Se portasse ad una omogeneizzazione delle posizioni NATO e quindi ad una facilitazione del controllo degli armamenti sarebbe positiva. Comunque è un problema interno della NATO.

Chiedo quale sia un livello di forza "sufficiente solo alla difesa ma non all'offesa", visto che la capacità di difesa dipende dalla capacità di offesa, a qualsiasi livello. Dico che logicamente si dovrebbe andare a zero, ma molti dicono che zero non sia il livello più stabile. Risponde che lo potrebbe essere con misure di verifica adeguate.

Conversazione con Valentina Ermolova, moglie di Peter Vares. Impiegata nel settore organizzazione di mostre dell'Accademia delle Scienze. Anche lei parla italiano. Eltsiniana convinta, vorrebbe accelerare le riforme ma senza aumentare i prezzi, anzi aumentando i salari, che se non si trovano lavoretti riempitivi e/o neri sono da sopravvivenza ma niente di più. Tanti burocrati inutili potrebbero lavorare nella produzione. Ma non accetteranno perché loro "hanno già trovato il comunismo". Ma lei stessa, dice, fa parte della burocrazia, è difficile dire chi dovrebbe cambiare lavoro...

La resistenza alla perestrojka è attiva nei quadri alti, solo passiva in quelli bassi che non hanno potere su altri. La gente vuole risultati subito, la pazienza è esaurita, per questo vota per Eltsin. Ma siccome arriveranno invece prima i sacrifici, Gorbaciov fallirà.

La perestrojka ha più possibilità in Estonia, dove tutto è più piccolo, la burocrazia è più snella, qualche risultato si vede già.

Partenza per Tallinn in treno alle 18.50, puntualissimo. Il mio treno per Tallinn è dignitoso ma non di più. Sono alloggiato nei compartimenti migliori, quelli "morbidi" (1 o 2 vagoni su 17) con solo due cuccette, mentre tutti gli altri, i "duri", ne hanno 4. Appena il treno si muove passano a servire Pepsi Cola (calda) e hot-dogs con pane nero.

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