07 December 2020

Imparare a vivere

Quale di queste due frasi è vera? Possono essere vere tutte e due?




Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere.

Seneca


















Abbiamo solo due vite: la seconda comincia quando ci rendiamo conto di averne una sola.

Confucio

01 December 2020

Pagare la tassa sui rifiuti e raccolta ingombranti

Dal 2013 ho cercato di sistemare la situazione della raccolta dei rifiuti per il mio villino a Fregene, in provincia di Roma.

Ho chiamato il comune di Fiumicino decine, forse oltre cento volte, ma non mi hanno dato retta, devo andare di persona o mandare qualcuno con delega. Vivendo all'estero non mi facilitano certo la vita. Eppure li chiamo per dargli dei soldi, in cambio di un servizio non solo dovuto, ma che loro forniscono comunque. Infatti so di molti miei vicini di casa che non pagano ma i cui rifiuti vengono comunque raccolti!

Passa il tempo e tra una cosa e l'altra non succede nulla, poi me ne dimentico, e se ne dimenticano anche loro. Infatti continuano a raccogliere i rifiuti prodotti nel mio villino, ma non mi chiedono soldi, non mi mandano fatture, solleciti, minacce, saluti, nulla.

Avrebbe potuto andare avanti così per sempre. E forse sarebbe stato meglio.

Invece nel 2020 riparto all'attacco per regolarizzare il tutto. Provo a telefonare al comune di Fiumicino, ma negli orari lavorativi il telefono risulta sempre occupato, mentre negli orari di chiusura (ho provato, vedi mai?) prevedibilmente non risponde nessuno. Sarà per l'epidemia COVID-19 in corso? Però un altro ufficio mi ha detto che almeno alcuni impiegati lavorano in remoto, da casa.

Ho scritto email, ma senza avere risposta. Allora ho contattato il comune di Fiumicino tramite la messaggeria della loro pagina Facebook! Chi dice che i social media non servono a niente?

E lì ho avuto risposta tramite la messaggeria privata di Facebook. Mi hanno suggerito di chiamare il numero che risultava perennemente occupato... Gli ho scritto della futilità dei miei tentativi e mi hanno risposto fornendomi un altro numero da chiamare, un numero verde: 800.020.661. Risolto? NO! Il numero verde si può chiamare solo da telefoni fissi, chissà perché. Ed io, come tanti ormai, non ne ho più. Il telefono fisso è stato reso completamente obsoleto dalla tecnologia mobile, da anni.

Ho insistito, chiedendo un recapito email, e me lo hanno dato, sempre via Facebook, anzi me ne hanno dati due: info@fiumicinodifferenzia.it e assessorato.ambiente@comune.fiumicino.rm.it.

Ho scritto all'uno con l'altro in copia, il 28 settembre 2020, e tanto per essere sicuro ho usato la posta elettronica certificata, così ho potuto verificare che avessero aperto il messaggio. Dopo pochi minuti mi ha risposto l'ufficio dell'Assessorato Ambiente, Parchi, Verde pubblico e privato, Ciclo integrato dei rifiuti, Monitoraggio ambientale, Risparmio energetico, Demanio marittimo. Molte mansioni, ho pensato, per un singolo assessorato. Ecco la risposta:

Gentile signor Marco Carnovale, non ci risultano problematiche particolari del servizio prenotazioni per il ritiro di ingombranti. Le rimettiamo in allegato i contatti e gli orari previsti per richiedere il servizio e concordare l'appuntamento con la società, in indirizzo per conoscenza, che svolge il servizio. Cordiali saluti

Al che, non intendendo ricominciare la trafila delle telefonate a vuoto, risposi al gentile assessore:

A seguito corrispondenza in calce, quanto sarebbe possibile fissare un appuntamento per prelevare alcuni rifiuti ingombranti? Al telefono non risponde nessuno, sempre occupato da settimane.
Grazie per la disponibilità.


Finalmente l'assessorato mi rispose con una informazione utile:

La prima data disponibile è il 27 Ottobre.
Insieme alla lavatrice può mettere solo 2 mobiletti per via del limite quantitativo concesso.
Per fissare l'appuntamento abbiamo bisogno anche del Suo codice fiscale.
Cordiali saluti.


Dunque un mese di attesa, un po’ tanto ma almeno avevo una data certa.

In un altro messaggio mi si avvertiva che c'erano dei limiti a quanto potessi mettere in strada per il ritiro: ogni anno il pagamento della tassa mi dava diritto al prelievo e smaltimento di 5 metri cubi, e massimo 2 metri cubi per prelievo. Un elettrodomestico e un mobiletto piccolo a due ante, mi specificavano. 

Ed il resto? Avevo anche un grande frigorifero da smaltire, ed un paio di vecchi mobiletti scassati, oltre ad un piccolo scaldabagno elettrico anche lui da smaltire. 

Niente da fare, ho dovuto chiamare uno sgombracantine privatamente, e ovviamente pagarlo a parte. Per cose più trasportabili con un'auto, ma troppo grandi per entrare nei bidoni, farò un po' di viaggi in auto per Roma ed utilizzare uno dei cassonetti ancora disponibili per la raccolta indifferenziata nella città eterna. Non so se sia legale portare rifiuti da un comune all'altro, ma che fare?

25 November 2020

Film review: Disrupting Wine (2020) by Johan Rimestad, ***


Synopsys
 

Documentary about the founder of Vivino, Heini Zachariassen.

Vivino has more than 43 million downloads worldwide and has its HQ in San Francisco. (from the film’s website) Of course: for wine just as for anything else innovation blooms in silicon valley.

Review 

Too much about the life of the founder and his family and not enough about the Vivino application, its features, its very useful role in the hands of wine lovers and sommeliers alike. While some facts about Heini would obviously be in order to understand the genesis of the app, this is not supposed to be about him but about IT, VIVINO! Also, one gets the impression that the creator of Vivino treats wines as if they were any other commodity, he could have made an app about different kinds of detergents. I feel that is not the case but Heini's passion for wine does not come through.


 

23 November 2020

Film review: A Year in Burgundy (2013), by David Kennard, ***


Synopsis

The film follows Martine Saunier seven wine-making families in the Burgundy region of France through the course of a full year, and delves into the cultural and creative process of making wine, as well as its deep ties to the land. What lies within the rhythm of a year, from vines to grapes to wine? 

The film is in four season-sections, and plays out against that backdrop: spring showers, drought, heat wave, hail and storms, harvest moons and the damp cold of winter. Each vintage is a time capsule, a bottled piece of history of a very specific year, with its particular weather pattern, its crises and its triumphs. It all goes in, whether you want it to or not, and 2011 was full of drama. (from Ibmd)

Review

A bit of a disappointment. If you don't know anything about Burgundy you will certainly learn something. If you've been there a few times you will still get a few bits here and there but not much. Much of it is cliche. Brugundy deserves better. Still, if you have it for free on Prime and want an easy evening, go ahead an watch it, with a glass of Burgundy wine in hand of course.


19 November 2020

Film Review: A seat at the table (2019) by David Nash and Simon Mark-Brown , **


Synopsis

A New Zealand winemaking team enters the period known as Vintage when wine is made 24/7 for months on end. Sleepless nights, endless labor, time away from home means they must ensure nature, science and magic come together to overcome each challenge Vintage presents. (from imdb)


Review

A missed opportunity. The makers of this documentary had access to the whole process of harvesting at a large New Zealand vineyard but we learn very little in over one hour of watching this repetitive production. We hear a hundred times how hard the work is during harvest, and how awesome everyone in the multinational team of pickers is, but little else. 

Some information that one learns in this film: foreigners now own one third of NZ wine production, the French were the first to invest, in the 1980s. 

Biodynamics taking off.

Not so many rules like in Europe about controlled origins, allowed varieties, irrigation, chaptalization, so  NZ can experiment more.

One curiosity: lots of pigs apparently threaten the harvest at night, and even deer. As for birds, they try and do their share of eating but mostly cause botrytis, which is some parts of the world is welcome as it allows to make sweet wines, but not here.


Read my reviews of films about wine here.

09 November 2020

Film review: Somm, into the Bottle (2015), by Jason Wise, ****

Synopsis

Sequel to the previous Somm movie of 2012, this documentary takes the viewer into the private world of famed producers (who open exceptional bottles for the occasion).


Review

A peek into cellars that most of us humans will never get into, and a good dose of self-irony about a profession that means different things to different people. Definitely recommended after the first.

We learn that the word "spirit", used for alcoholic beverages, comes from the fact that wine has been used in religious functions for a long time, it takes the "spirit" out of the body, especially when abused! Not sure it is true, but it sounds fun.

We also learn that Julius Cesar instructed his legionaries to drink at least a liter of wine a day, more before going into battle.

One somm opines that aging wine in wood is like adding salt to food: you may need it to exalt the flavor, but not too much. Some may not like it at all, of course. But if you do choose to oak a wine, beware: your barrel is going to be like a wife for your wine, choose well or your wine will pay the price for your mistake!

A few spoke about scoring wines. Some find it useful, some hate it as an oversimplification that is not reliable: no single somm will score the same wines the same way if given the same bottles blind over again.


01 November 2020

Film review: The Barolo Boys (2014) by Paolo Casalis and Tiziano Gaia, ****

The story of a group of Barolo producers, friends, colleagues and competitors at the same time, who broke with tradition to find their own call.

Barolo was mostly cheap, unknown and unloved until the early 1980s. It was a difficult wine, harsh, unfriendly, tannic, and it required a very long time to age and become more pleasant.

A bunch of producers, led by Gaia and Altare among others, decided to change that: they started reducing yields by green harvesting (removing some bunches before they ripen, so as to leave fewer but better bunches on the vine) and using new and small oak barrels.

The result was amazing, Barolo became well known, expensive and veery much loved. But not everyone was happy





 

26 October 2020

Arrivo a Roma da Londra e tampone COVID-19

Decido di andare in Italia, e prendo l'aereo. Volo British Airways, partenza in orario. 

Dopo il decollo ci danno 3 moduli da compilare per le autorità italiane. Una pagina ciascuno, scritto fittissimo, con un carattere dimensione 4 o 5, quasi illeggibile. Bisogna inserire sempre le stesse informazioni: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, ecc. firma con data e ora, OK fatto. 

Appena arrivati in aeroporto la polizia di dice che uno dei moduli non va bene, è vecchio, e ne dobbiamo riempire un altro, che però è identico! Passato il controllo doganale ci informano che la postazione aeroportuale per effettuare il test COVID-19 è chiusa, funziona solo fino alle 18. Invece ce ne sta un'altra, aperta 24 ore, al parcheggio di lunga sosta, a qualche km di distanza. Mi consigliano di andarci adesso (sono le 22) perché se tornassi domani, come sarebbe mia facoltà fare, troverei una fila d'attesa più lunga. 

Ritiro l'auto in affitto e vado al parcheggio lunga sosta, dove arrivo alle 22.30. 

C'è una fila di un centinaio di macchine, non male dopotutto. Passa una mezz'ora e sono arrivato allo sbarramento, l'impiegato mi fa passare e... mi trovo a fare un'altra fila in un parcheggio adiacente! 

Passa ancora un'ora e finalmente ci fanno passare, ci dicono di andare dritto e poi a sinistra, seguendo i cartelli. Detto, fatto, ed eccoci in un terzo parcheggio, con ancora centinaia di auto davanti a noi. Sono le 23.30 circa.

Qui la fila dura circa due ore. Arriviamo quindi alla postazione della Croce Rossa per fare il test e ci chiedono se avevamo compilato "il modulo". Quale modulo? Un altro modulo con nome, cognome ecc che però nessuno ci ha dato. Un impiegato ce lo fornisce e ci dobbiamo mettere da parte per riempirlo, mentre ci passano davanti quelli arrivati dopo di noi. Uno si è addormentato in macchina, l'addetto a smistare il traffico bussa sul finestrino, gli strilla di svegliarsi, niente. Alla fine apre la porta della sua auto e il tizio si sveglia di soprassalto. Sono le 2 di mattina. 

Finalmente una crocerossina brasiliana (si capisce dall'inconfondibile accento, anche se parla un ottimo italiano) molto gentile e professionale ci fa il tampone, poi ci dice di aspettare in un parcheggio adiacente per il risultato, che ci sarà mandato per SMS. Però i nostri numeri di telefono sono inglesi, ci chiede se abbiamo un numero di cellulare italiano. No, non ce l'abbiamo. Come non ce l'hanno tutti i visitatori stranieri che arrivano a Fiumicino! 

Ci dice di aspettare comunque, e se non riceviamo nulla entro mezz'ora meglio tornare a chiedere. Intanto sono le 02:30 di mattina, son 4 ore che siamo qui. Non c'è modo di avere nulla da mangiare, neanche acqua da bere. 

Però c'è un bagno, a circa 500 metri di distanza, molto pulito e ben illuminato. Ne approfitto...

Ecco che dopo mezz’ora arriva il sospirato SMS, sul mio cellulare col numero inglese, sono negativo, buona notizia, si va a casa. Sono le 3 del mattino.



18 October 2020

Film review: Somm (2012) by Jason Wise, ****


Review

Four sommeliers attempt to pass the prestigious Master Sommelier exam, a test with one of the lowest pass rates in the world. 

The documentary follows them step by step as they prepare and study together, meticulously, for many months, at the expense of their normal lives, their loved ones and their emotional balance.

The test is ruthless, both theory and practice (a blind tasting) demand superhuman qualities, memory, and not a little luck. In the end, those who pass join a club of only some 200 people who ever passed the test and are catapulted to the top of the wine world.




19 August 2020

FIlm review: Coco Chanel & Igor Stravinsky (2009) by Jan Kounen, ****


Synopsys

In 1913 the first performance of the ballet “Le sacre du printemps” took place in Paris. The composer, Igor Stravinsky, is whistled for his radically new music. But in the audience there is a woman who is intoxicated by the dissonant rhythms and feels that this music is just as groundbreaking as her fashion creations: Coco Chanel. 

Seven years passed before the choreographer Sergej Diagilew introduced Coco to Igor Stravinsky, who had since fled Russia to Paris. Coco Chanel invites the penniless composer to live with his lung-sick wife and children in their luxurious villa in Garches and to revisit his spring sacrifice there while she creates the first synthetic perfume with Chanel No. 5. The novel is apparently based on a true story: Coco Chanel and Igor Stravinsky actually had an affair.


Review

A captivating story of two icons of the XX century, coming from two entirely different worlds (fashion and music) but sharing a revolutionary approach to
their work. Strawinsky owes his professional survival to a woman who almost destroys his family.

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