28 December 2002

11° g - 28 DIC: Varanasi - treno per Bhopal

Colazione con paratha, uno dei tanti squisiti tipi di pane indiano, omelette e ortaggi vari. Mattinata in giro per la città in ordine sparso, acquisti, altre cremazioni.

Io sono andato a vedere altre cremazioni. Sono circondato da gaglioffi vari che vogliono soldi e da altrettanto fastidiosi acchiappaturisti che lavorano a commissione per i negozi.

Entro in un negozio e vedo una bellissima trapunta copriletto fatta con pezzi vecchi sari, dicono loro, chissà, ma comunque ben fatti. Mi chiedono 450 euro. Gli rispondo che sono matti e mi chiedono di fare un'offerta. Offro 150 euro e accettano subito, segno evidente che sono un pollo e mi sono autospennato! Probabilmente sarebbero bastati 50!

Passeggio nelle viuzze strette e piene di veicoli vari ed animali. Più india di così non si può! Per qualche giorno va bene, ma viverci? Ma poi, si sa, ci si abitua a tutto.

Il venditore mi racconta di Catherine Deneuve, che sembra si sia particolarmente appassionata a Varanasi. In effetti poi leggo sul suo sito web personale che passa molto tempo in questa città che ha scoperto qualche hanno fa e le è rimasta nel cuore.

Vengo investito da un rickshaw, per fortuna solo di striscio ma mi prendo una bella botta al gomito e mi si rompe il paraluce del mio teleobiettivo.

Quindi incontro una processione funeraria di una famiglia che sta portando una nonna ai ghat per la cremazione. Mi avvicino con rispetto, mi vedono e mi invitano ad avvicinarmi. Un signore sulla cinquantina, forse il figlio della defunta, mi invita a guardarla, stesa su una barella di legno e coperta di fiori. Gli faccio le mie condoglianze e rispondo, sinceramente, che in effetti era una bella donna. Chiedo se posso fotografare e mi dice che certamente sì, anzi mi ringrazia di aver portato le mie condoglianze e i miei saluti. I parenti, tutto intorno al feretro, sono sereni, non ci sono segni di disperazione, nessuno piange. Cantano tutti all'unisono una preghiera al dio Rama.

Poi nel primo pomeriggio ritrovo in albergo e rickshaw per la stazione dove alle 4 parte il treno. Abbiamo preso le cuccette di 1a classe “three tier”, cioè a tre file sovrapposte, comode e pulite.

Scorta di banane, acqua ecc alla stazione, in treno servono tè e caffè. Si passa dagli scossoni verticali del bus a quelli laterali del treno, tutto sommato molto meno fastidiosi, e si riesce anche un po’ a dormire.

Alla stazione entriamo in una grande massa di gente in piedi, seduta, sdraiata, ce n'è letteralmente di tutti i colori, ma c'è un ordine, una logica, ed anche un rispetto reciproco, nessuno spinge, nessuno ti passa davanti.

Il treno è ottimo, pulito, economico e, con le relative stazioni, antropologicamente interessante. Consiglio fortemente di farne uso. Ci sono varie classi, noi abbiamo usato la AC-1 2-tier e 3-tier, cioè Aria Condizionata, 1a classe, a 2 o 3 livelli di letti (4 o 6 letti per “scompartimento”, ma in realtà tutto il vagone è comunicante). La sera i sedili diventano comode cuccette.

Per brevi viaggi di giorno si possono eventualmente usare le classi più economiche, e vedere come viaggiano gli indiani poveri, ma non lo consiglio per tratte notturne. Quando si arriva al binario basta guardare sulla porta della carrozza e c'è sempre un foglio di carta bianco formato A4 con i nomi dei passeggeri ed il cognome puntato, ed il numero del sedile. Così io ero Marco C. posto M43.

I treni in India hanno vari nomi, il nostro è il Kamayani Express. Dentro l'aria condizionata è al massimo, fa freddo!

Il sito delle ferrovie indiane consente un’accurata preparazione dell’itinerario, poi State Express pensa, se necessario, ad emettere i biglietti. Noi, prenotando un po' tardi, solamente al primo giorno di viaggio, avevamo alcuni pax in lista di attesa e poi non abbiamo avuto problemi ma siamo stati aiutati dal fatto che c’erano pochissimi turisti.

Book Review: Karma Cola, by Gita Mehta, ***

Synopsis
Beginning in the late '60s, hundreds of thousands of Westerners descended upon India, disciples of a cultural revolution that proclaimed that the magic and mystery missing from their lives was to be found in the East. An Indian writer who has also lived in England and the United States, Gita Mehta was ideally placed to observe the spectacle of European and American "pilgrims" interacting with their hosts. When she finally recorded her razor sharp observations in Karma Cola, the book became an instant classic for describing, in merciless detail, what happens when the traditions of an ancient and longlived society are turned into commodities and sold to those who don't understand them.

27 December 2002

10° g - 27 DIC: Varanasi

Giornata iniziata presto, prima dell’alba ci vengono a prendere i rickshaw e andiamo ai ghat, che sono poi le rive del fiume.

Percorso in barca a remi per tre ore su e giù per il Gange, sembra un girone dantesco con le fiamme sulle pire che bucano la bruma grigia.

Quindi andiamo al forte di Ramnagar.

Quindi in giro in rickshaw per templi e infine giro di acquisti ed ulteriori passeggiate nella zona vecchia. Ad un certo punto Mirko, uno dei miei compagni di viaggio, vede che il pedalatore del nostro rickshaw è molto stanco e si offre di prendere il suo posto! Il tizio è incredulo poi con un certo imbarazzo gli lascia la sella e viene a sedersi sulla carrozzina con noi. Probabilmente l'unica volta nella sua carriera che è pagato per essere trasportato!

Le due giapponesi che abbiamo accettato di ospitare sulla nostra barca (vedi ieri) volevano lasciare una ulteriore mancia di 100 Rs ai rematori, ma questi sorprendentemente non hanno accettato, dicendo che erano stati già pagati e bastava così!

26 December 2002

9° g - 26 DIC: Varanasi e dintorni: Sarnath e Jaunpur

Giornata in visita col nostro bus nei dintorni di Varanasi (decido di posticipare la visita alla città stessa, dove il bus non serve, per poter far partire lo stesso alla volta di Bhopal, dove ci riprenderà alla fine della nostra prima notte in treno).

Oggi andiamo a Sarnath, dove Buddha inizio a predicare, uno dei pochi centri buddhisti ancora attivi in India, e con un ricco museo archeologico, da non perdere. Poi Jauntar, importante centro islamico a 80km da Varanasi (2+2 ore in bus! ma ne vale la pena).

A Sarnath il fulcro dell'attenzione è un grande stupa. Ci sono moltissimi monaci che ci girano intorno, prostrandosi fino a terra e allungando le mani protette da speciali tavolette di legno in avanti.

Un monaco mi chiede in inglese se sono buddista. Gli dico che sono interessato ma non sono veramente un buddista. Mi risponde: "Forse un giorno, lentamente, lentamente."

Vari monaci conducono sessioni di preghiera e meditazione tutto intorno allo stupa, ci sono anche molti occidentali che partecipano.

Al lato dello stupa c'è anche un museo, abbastanza sgarrupato. (vedi libretto)

A seguire ci dirigiamo verso Ramnagar ma la strada è bloccata e dobbiamo rinunciare. Vedo molti bambini che lavorano raccogliendo stracci in una montagna di immondizia ai margini della città.

Il bus ci porta per le campagne per due ore e mezzo sulla via di Jaunpur. Molti piccoli villaggi di capanne fatte con mattoni di fango. Medaglioni di sterco secco sono metodicamente accumulati ai lati della strada. Hanno un diametro di circa 20 centimetri e sono il combustibile più utilizzato per cucinare e riscaldare le capanne.

Lo standard delle costruzioni contrasta con le divise colorate ed impeccabili dei bambini che vanno a scuola, ovviamente a piedi, percorrendo chilometri lungo le strade assieme a camion e vacche.

Arrivati a Jaunpur visitiamo due moschee, che una volta devono essere state molto imponenti ma oggi sono alquanto trascurate, quasi in rovina. Nugoli di bambini ci circondano, vogliono essere fotografati anche se non chiedono soldi.

La sera, tornati a Varanasi, prepariamo il grosso dei bagagli e li consegnamo al bus che si mette in marcia per Bhopal dove lo troveremo fra un paio di giorni. Noi prenderemo il treno.

Ristorante per la cena: Kamesh Hut garden restaurant, dietro il Pradeep tel 202689, lento come tutti ma buono e simpatico, stanno rimodernando il giardino.

Cerco trasporti per visitare Varanasi in serata e poi domani. Tramite il proprietario dell’albergo ho incontrato uno strano figuro, tale Prins, che di primo acchito non ispirava nulla di buono ma poi si è rivelato utile ed affidabile. Con lui quale ho concordato il seguente pacchetto: lui ci ha organizzato un giro in barca a remi sul Gange di 3 ore + servizio di barca a motore di 30 min fino al forte di Ramnagar per tutti a 400 Rp; inoltre 7 rickshaw a pedali a disposizione per tutto il giorno per girare tutta la città per 200 Rp.

Il prezzo totale (600 Rp per tutti i trasporti) è molto buono, anche troppo buono… il trucco sta nel …… indovinate un po? Esatto!! Il negozio!!! Dove ci siamo impegnati ad andare alla fine di tutto il tour. Trattasi del Indian Art Exposition di un certo Ramesh al 28-142 del Samarpan market. Lì alcuni di noi hanno comprato qualche seta (prezzi né meglio né peggio che altrove) e siamo stati tutti contenti. I barcaioli altrimenti chiedono prezzi spropositati (noi abbiamo ospitato sulla nostra barca due ragazze giapponesi cui stavano per spillare 800 Rp) e con un gruppo numeroso il negoziato ripetuto con i rickshaw ad ogni tragitto diventerebbe tedioso.

25 December 2002

8° g - 25 DIC: Khajuraho - Allahabad - Varanasi

Partenza all’alba, si sale sull’altopiano del Deccan e la temperatura scende. Lunghissima, interminabile giornata di trasferimento per Varanasi, via Allahabad.  Stiamo per entrare nel cuore dell'india più profonda, più indiana...