16 September 2018

Suzhou garden and merchants

Mattinata al famoso Giardino dell'umile amministratore. Sito Unesco come patrimonio dell'umanità, è un immancabile punto di riferimento di ogni visitatore della città. Architetture tradizionali perfettamente restaurate, bacini d'acqua con pesci rossi enormi, verde lussureggiante ovunque.

Un cartellone ci informa che ci sono state anche 9000 persone qui dentro a visitare questa enorme casa che proprio tanto umile non sembra. Oggi però siamo solo 1600. Nonostante l'affollamento si respira un'aria pacifica, l'atmosfera resta serena. Fa molto caldo. La prossima volta spero di venirci la mattina presto, appena apre, con meno gente e aria fresca.

Quando abbiamo finito chiamiamo un Didi per andare a casa. Didi è l'equivalente cinese di Uber, anzi ha rilevato Uber in Cina due anni fa, pagando con azioni. Pare anche sotto pressione politica, infatti in queste settimane Didi ha annunciato un programma chiamato "Volante della bandiera rossa", che vuol dire promessa di assumere qualche migliaio di autisti membri del partito comunista. Non solo, ha promesso anche di metterli in evidenza nella fila per l'assegnazione delle corse, dando priorità rispetto agli autisti che non hanno la tessera del partito. Non proprio un criterio meritocratico. Ma per ora funziona benissimo, lo usiamo spesso. Costa poco, sono di solito puntuali e gentili, o almeno più gentili degli autisti dei taxi. Per esempio aiutano con le valigie.

A quel punto si avvicina un taxi e ci chiede dove vogliamo andare. Al che ci offre la stessa tariffa di Didi, quindi accettiamo e cancelliamo la prenotazione Didi. Mentre ci porta in albergo si lamenta della concorrenza di Didi, proprio come i tassisti romani si lamentano di quella di Uber. Però, a differenza dei colleghi romani, i  tassisti cinesi si rimboccano le maniche e affrontano il mercato che cambia. E soprattutto, a differenza dei tassisti romani, conoscono le strade e sanno usare il navigatore.

La sera, dopo cena, a spasso per gli ampi spazi dell'albergo. C'è un grande negozio di giada e antichità, il proprietario ci offre forti sconti, dice che vuole liquidare tutto e aprire un ristorante di "noodles", si fanno più soldi. Per finire la serata andiamo a fare una passeggiata per una delle vecchie strade "hutong" restate a Suzhou. Anche qui entriamo in un negozio di giada e antichità e, sorpresa: il proprietario ci offre forti sconti, dice che vuole liquidare tutto e aprire un ristorante di "noodles", si fanno più soldi!

15 September 2018

Suzhou colazione, seta e perle

Al nostro albergo scendiamo per colazione ed un bel tavolo accanto ad una luminosissima finestra sul giardino è libero. Facciamo per prendere posto ma arriva un cameriere che ci dice che il tavolo è riservato, così come un altro tavolo accanto. Sono i due più bei tavoli del ristorante. Io/ mi sarei pure accomodato altrove, ma naturalmente Lifang non accetta la spiegazione, insiste e alla fine il manager cede e ci fa accomodare al tavolo.

Mentre facciamo colazione noto che almeno una dozzina di altri clienti dell'albergo provano a sedersi al tavolo con vista n.2, accanto al nostro, ma vengono tutti cortesemente allontanati dal manager. Nessuno osa contraddirlo come ha fatto Lifang. Sono fortunato ad averla come moglie, per tanti motivi, cui oggi si aggiunge quello di poter fare colazione al miglior tavolo dell'albergo! E comunque, durante l'ora abbondante in cui ci siamo gustati l'ottima colazione al buffet, nessun cliente con la "prenotazione" si è presentato al tavolo accanto al nostro, che è rimasto vuoto. E nessuno, manco a dirlo, ha reclamato una prenotazione per il nostro, di tavolo! Chiaramente era una finzione, non c'erano prenotazioni.

Probabilmente il manager tiene i due migliori tavoli liberi senza prenotazione, in caso si presentasse qualche cliente notabile, qualche suo superiore, oppure, verosimilmente, un dirigente del partito comunista. Non ho prove di questo, ma so che succedeva spesso nei paesi comunisti dell'Europa orientale. Ai ristoranti come al teatro, qualche posto veniva tenuto libero per i grandi capi, just in case...

Solo vero la fine dell'orario di colazione, mi pare fossero le 10.30, quando il buffet stava per chiudere, ad una coppia di tedeschi ritardatari fu acconsentito di sedersi all'agognato tavolo con vista vicino alla finestra!

Oggi saliamo su un piccolo bus per fare un giro guidato della città. Non è il mio modo preferito di viaggiare ma abbiamo poco tempo e per una prima infarinata della città si può fare.

Prima fermata al "Lingering Garden". Giardino tradizionale cinese ben curato e preservato con strutture in legno e sculture in bronzo di notevole interesse.



Ripartiamo per il fiume e sul bus la guida parla ininterrottamente per 45 minuti. Nessuno lo ascolta, tutto sono presi a chiacchierare o guardare i loro telefonini, ma pare qui sia usanza - mi è capitato varie volte -  che la guida comunque parli senza pause, soprattutto per fare pubblicità a prodotti commerciali. Ogni tanto fa qualche osservazione sulla vita di coppia (mi traduce Lifang) si come vivere serenamente insieme per tanti anni. Non so come faccia, quasi non respira, parla velocissimo senza pause per tre quarti d'ora.

Anche sulla barca, stessa cosa. Una guida che accende la bocca e non la spegne per tutto il tragitto, cercando di vendere qualche cartolina o souvenir che fa vedere e poi lanciando qua e là alcuni patetici aneddoti sulla città, che Lifang mi traduce ma che risparmio al lettore! Qualche volta fa una risatina per le sue proprie battutine, ma nessuno dei passeggeri reagisce in alcun modo.

Mentre scendiamo un funzionario della compagnia di navigazione, con tanto di mostrina che legge, a scanso di equivoci in inglese, "Chinese Crew", come se qualcuno potesse avere dubbi, cerca di venderci mazzi di carte da poker. Vai a capire.

Ci fermiamo per pranzo in un ristorante sulla strada. Un grande locale pieno di locali e turisti cinesi, mentre non si vedono stranieri. A giudicare dai profumi che provengono dalle cucine dovremmo mangiar bene. Ordiniamo un menù completo da 35 Rmb, ma la cameriera ci dice che non c'è più, esaurito. Invece ce ne propone un altro da 108 Rmb. Lifang naturalmente sente puzza di bruciato, ci sono quintali di cibo ti tutti i tipi che escono dai pentoloni, stanno solo cercando di farci spendere di più, e ce ne andiamo. A pochi passi c'è un altro ristorante, simile, e qui prendiamo un menù da 35 Rmb. Infatti i cibi sono identici al precedente, forse sono la stessa azienda. Riso con ortaggi vari ripassati al wok e un pezzo di maiale all'osso in salsa appena piccante, ottimi!

Il "museo" della seta in realtà, manco a dirlo, è un meganegozio. Ci fanno una dimostrazione di alcuni minuti su come si coltivano i bachi e su come si tesse la seta, e  poi via al negozio a cercare di vendere. Bellissimi Copri-piumino, lenzuola e federe per cuscino in seta liscissima, molto invitanti, tra i 4.000 e gli 8.000 Rmb. Se compri il copri-piumino ti regalano il piumino!

I prezzi non sarebbero male se confrontati all'Europa, ma Lifang decide di non comprare. Potremo acquistare online, sui siti per grossisti, risparmiando e con consegna a casa nostra! Il commercio online ha decollato alla grande in Cina, anche se i siti sono spesso solo in cinese d dunque non ancora mirati ad una clientela straniera.

Stessa cosa alla vicina "fabbrica" di perle. Cinque minuti di presentazione dell'allevamento delle ostriche perlifere e della loro lavorazione e poi via ai banchi dell'immenso negozio, che si sviluppa su vari piani.

Perle per gioielli di colore bianco, grigio e persino oro. Poi creme di perla per la pelle, maschere facciali per rendere liscia la pelle a base di perla, polvere di perla (non mi ricordo a che serviva) e per finire... dentifricio di pasta di perla! Con la madreperla invece tanti oggetti, quello che più mi ha colpito è un cucchiaio per massaggiare.