27 February 2003

8° g - 27 FEB: Santiago: Castillo, teatro, Tumba Francesa

Colazione pantagruelica, frutta tropicale , prosciutto cotto, formaggio, uova, c’è sostentamento per tutto il giorno! La prima visita è al Castillo de San Pedro, patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO. L’autista ha qualche dubbio su come arrivarci e chiediamo indicazioni ad una ragazza che passa per strada. La ragazza è molto gentile... anzi gentilissima: sale sul nostro bus e ci offre spiegazioni dettagliate, poi dice che vorrebbe venire con noi ma deve andare al lavoro, fa l’infermiera in un ospedale. Però vuole rivederci dopo, chiede il telefono della mia casa privata, dobbiamo assolutamente rivederci. Mi telefonerà poi varie volte ma per un motivo o per un altro non siamo mai riusciti a combinare. Insomma aveva visto un gruppo di occidentali, con un maschio spaiato (io) e aveva fatto di tutto per agganciare...

Arriviamo al Castillo ed assistiamo alla cerimonia che chiamano del “quatorze” cioè una specie di iniziazione cristiana delle ragazzi che compiono 14 anni,

Continuiamo la visita di Santiago al Museo del Ron, dove ci fanno vedere le varie fasi della distillazione, qualche assaggio. Ottimo!

Alle sei di sera appuntamento al Teatro Ikaché per uno spettacolo folklorico del gruppo omonimo di danze afro-cubane, una compagnia un po’ rimediata ma molto professionale che si esibisce in un edificio che cade letterelmente a pezzi sulla Hartmann. Spettacolo limitato a 15 persone, noi siamo in 10 e possiamo ospitare 5 persone di un altro gruppo che non avevano posto. Lo spettacolo è interessantissimo e ben coreografato, dinamicissimo, rumoroso, con ritmi travolgenti.

Ulteriore spettacolo poco dopo, la “Tumba francesa”. Una danza tradizionale nata nel XVIII secolo da queste parti, tra gli schiavi. Musica che combina melodie africane con musica tradizionale francese di quei tempi. La parola "Tumba" viene da tambours, i tamburi francesi che sono arrivati qui dalla ex colonia francese di Haiti. Costumi sgargianti, ritmi anche qui trascinanti. Lo spettacolo si svolge in una casa privata, in spazi ristretti ma con tanto entusiasmo!

La Rivoluzione è' la base del nostro socialismo, del nostro patriottismo e del nostro internazionalismo

Per cena siamo a casa, si mangia un po’ in cucina, un po’ in cortile, ottimo e abbondante. Poi di nuovo in città a cercare musica. Mentre cammino qualche passo davanti ai miei amici, sento qualcuno commentare: “lui è da solo, quello davanti al gruppo” o qualcosa del genere. Mi avvicina quindi una cubana allampanata, di forse vent’anni, che, spiaccicando un po’ d’italiano, mi cinge le spalle (è alta almeno 10 cm più di me!) e mi propone, a voce alta, di andare a casa mia, così, chiaro e tondo, senza mezze misure. Ecco una che non si fa problemi della polizia e della segregazione tra cubani e turisti che viene attuata con la scusa della repressione della prostituzione… andrebbe premiata solo per questo! Tanto per sentire che dice, le chiedo ridendo cosa avrebbe in mente di fare lei, a casa mia, e mi sento sciorinare, in perfetto italiano, tutto il suo peraltro piuttosto esteso repertorio di prestazioni professionali. Le dico che purtroppo non si può, che è vietato, ed io rispetto la legge dei paesi che visito e comunque il mio padrone di casa non la farebbe mai entrare perché lei è cubana. Non c’è problema, mi risponde, troviamo un affittacamere clandestino. Mai sia, dico io, la legge è legge! Lei mi guarda perplessa, molla la presa sulle mie spalle, gira i tacchi ed riparte ad approcciare qualcun altro…

Finiamo la serata nel locale “Los Dos Abuelos” ci sono molti gruppi di stranieri, ron, danze... Ad un certo punto la conduttrice dello spettacolo chiede da che paese veniamo noi tutti del pubblico, per alzata di mano: “Amici italiani?” e siamo una quindicina. “Amici francesi?” una decina. “Amici americani?” e almeno trenta mani si alzano, sono senza dubbio il gruppo più numeroso. Oggi gli americani sono secondi solo ai canadesi come presenze turistiche a Cuba, circa 250.000 presenze. Le rimesse degli emigrati cubani negli usa toccano il milione di dollari all'anno. Alla faccia dell’embargo!!

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