Partiamo alle 7, rapida salita verso il Khardung-la, secondo alcune fonti il passo carrozzabile più alto del mondo ad oltre 5600mslm. Dal passo saliamo a piedi sul cucuzzolo più alto, e lasciamo le bandierine votive con i mantra. Io ne lascio due, una per me ed una per conto del Sig. Karma del negozio di Leh che me lo ha chiesto. Al passo molti militari, non pochi di loro sono Sikh. Elisabeth sta un po’ male per l’altitudine dopo aver salito in fretta il cucuzzolo, ma si riprende subito. Molti turisti indiani. Un baretto sul passo serve un caffè e latte discreto, biscotti al cioccolato. La strada procede a senso alternato, bisogna rispettare gli orari e ci tocca aspettare. Ripartiamo dopo un po’ e ci fermiamo presso un bettolina più in basso, verso la Nubra, dove sgranocchiamo un po’ di parantha con legumi. Un albergo in costruzione lascia presagire un aumento dei flussi turistici, bene, vuol dire sviluppo e meno isolamento per questa gente. A Khalser, un paesino in fondo alla valle, si notano seri danni provocati da una recente alluvione con conseguenti frane e smottamenti di terra.
13 August 2006
12 August 2006
20° g - 12 AGO: Leh – Chemrey – Tak Tok – Leh
Giornata libera, la maggior parte del gruppo resta a Leh per acquisti. Io vado con Luisa a Chemrey e Tak Tok. Qui assitiamo ad una specie di raduno di tutto il paese al tempio, ci sono uomini, donne (alcune allattano tranquillamente in pubblico) bambini e varie specie di animali domestici. Cibi non ben indentificabili cuociono in enormi pentoloni. Non riesco a fare indigestione di questi gompa... Poi rientriamo ed andiamo anche noi in giro per negozi.
Location:
Leh
11 August 2006
19° g - 11 AGO: Kargil – Leh
Partenza alle 7.30. Kargil è triste, tetra, un po’ sinistra direi. Non ci mancherà. Passiamo accanto ad innumerevoli campi militari, siamo a ridosso della “linea di controllo” che separa il Kashmir sotto controllo indiano dalla parte pakistana. Lavori stradali dovunque, non si capisce quanta terra tirino giù i bulldozers e quanta le frane che ad intermittenza vanificano lo sforzo un po’ da Sisifo degli operai.
Risaliamo verso il passo Namika, montagne deserte, strade percorsa da mezzi militari, camio (ne vediamo uno abbandonato in bilico sul precipizio di un tornante, fortunato l’autista!) e gruppi di scolaretti che raggiungono le loro scuole a piedi.
Ci fermiamo a Khalsi per un rapido spuntino in un ristorantino sulla strada. Arriviamo a Keh nel pm e resto della giornata libera.
Risaliamo verso il passo Namika, montagne deserte, strade percorsa da mezzi militari, camio (ne vediamo uno abbandonato in bilico sul precipizio di un tornante, fortunato l’autista!) e gruppi di scolaretti che raggiungono le loro scuole a piedi.
Ci fermiamo a Khalsi per un rapido spuntino in un ristorantino sulla strada. Arriviamo a Keh nel pm e resto della giornata libera.
Location:
Leh
10 August 2006
18° g - 10 AGO: Padum – Kargil
Partiamo alle 5 di mattina, il solito paio di ritardatari mi irrita un po’, sarebbe piaciuto a tutti restare a letto ancora... Risaliamo la Doda, Sani ci scorre sulla sinistra, spenta ed addormentata. Perfino le locuste tacciono. Il ghiacciaio Drun Drun ci appare ancora maestoso sulla sinistra in cima alla valle, ed incontriamo i famosi papaveri blu in due o tre posti diversi.
Location:
Kargil
09 August 2006
17° g - 9 AGO: Padum – Sani Festival – Padum
Secondo giorno di festival, al contrario di Hemis (vedi post 2005) qui il secondo giorno è il più significativo. Arrivo sul presto e mi metto a meditare nel gompa con i monaci. La sala principale è incorniciata da 16 grandi colonne di legno addobbate di drappi colorati. Il pavimento di pietra è ruvido, grezzo. I monaci srotolano tappeti per i visitatori. Verso le 8 di mattina i locali cominciano ad allestire un mercatino sullo spiazzo antistante il gompa. Vendono di tutto, sia oggetti per i turisti sia merce per clienti locali (vestiti, utensili per la casa). Ad un certo punto noto un monaco che fuma che entra nel gompa... non è possibile! ed infatti poi ne esce subito. Oggi il nostro autista Zangpo è venuto con la figlia Lobsangol, che accompagno a posare una pietra votiva di Mani sul muro interno del gompa, lungo un corridoio che gira tutto intorno all’edificio.
Location:
Padum
08 August 2006
16° g - 8 AGO: Padum – scuola Lamdon – Sani Festival – Padum
Oggi è la prima giornata del Festival che dà il nome al nostro viaggio, ma prima passiamo a visitare la scuola. Ci accoglie un’italiana che fa volontariato qui per l’estate. Non è pagata, anzi si è pagata le spese di alloggio (Rs 2000 al mese, circa 35€), le hanno solo rimborsato il viaggio.
Infatti la scuola è sostenuta da sponsor francesi (400) ed italiani (100). I soci pagano 38€ all’anno, e con 138€ possono adottare un alunno agli studi. Parlo un po’ con il vice preside, ci dice che i problemi principali sono i trasporti (mancano i bus per portare i bambini dai villaggi a scuola) e gli alloggi per ospitare gli alunni che vengono da lontano e non potrebbero tornare a casa ogni giorno. I versamenti italiani si fanno presso il conto della Banca Etica: non mi convince il nome, ma questo è un altro discorso...
Infatti la scuola è sostenuta da sponsor francesi (400) ed italiani (100). I soci pagano 38€ all’anno, e con 138€ possono adottare un alunno agli studi. Parlo un po’ con il vice preside, ci dice che i problemi principali sono i trasporti (mancano i bus per portare i bambini dai villaggi a scuola) e gli alloggi per ospitare gli alunni che vengono da lontano e non potrebbero tornare a casa ogni giorno. I versamenti italiani si fanno presso il conto della Banca Etica: non mi convince il nome, ma questo è un altro discorso...
Location:
Padum
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