21 August 2003

15° g - 21 AGO: Yazd – Bam – Kerman

Lunghissimo trasferimento attraverso il deserto, attraversiamo Rafsanjan, città dei pistacchi, eccellenti, ne facciamo scorta. Proseguiamo quindi per Bam, la patria dei datteri (mai, ma veramente mai mangiati così buoni) e sede della fortezza del film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini, ispirato al libro di Dino Buzzati. Arriviamo in tempo per visitarla per circa un’ora e mezzo, sarebbe stato meglio averne avuto un po’ di più. A Bam ci sono pochissimi alberghi, sono piccoli e spesso, come nel nostro caso, pieni. Dunque prenotare prima per telefono, ma con il cambio dei numeri telefonici noi non ci siamo riusciti, oppure preventivare un rientro a Kerman, come abbiamo fatto noi. Dormiamo all’hotel Akhavan, camere doppie a 26 USD compresa la colazione. Ottime camere, e c’è accesso a internet, anche se lento. A cena in albergo per 4 dollari a testa, buona e abbondante.



[Sulla visita alla fortezza di Bam, crollata per un terremoto pochi mesi dopo, ho scritto questo post speciale.]

20 August 2003

14° g - 20 AGO: Yazd

Giornata a spasso per i vari siti di Yazd, finiamo nel pomeriggio alle torri del silenzio, un po’ fuori città, impressionanti, da non mancare, anche se dagli anni ’50 è stato proibito agli Zoroastriani di far “purificare” i corpi dei loro cari defunti facendoli sbranare dagli avvoltoi.

Al tramonto siamo di nuovo in città, bella la vista dalla “casa di Hussein”, dotate di un sistema naturale di aria condizionata per cui una specie di camino viene costruito sopra una fontana ed in cima ad esso il vento crea una depressione che favorisce l’evaporazione dell’acqua con conseguente rinfrescamento dell’ambiente circostante, ingegnoso!

Prelibatissimi i prodotti della storica fabbrica di dolci Khalifeh Ali Rahbar, in centro, sulla Amir Chaghmagh, bello lo spettacolo della preparazione dei dolci, che si possono anche assaggiare: ottimi per scorte di calorie in bus!

19 August 2003

13° g - 19 AGO: Esfahan – Nain – Yazd

Partenza alle 9, e sosta alle piccionaie alla periferia di Esfahan prima di incamminarci per Yazd. Sosta a Nain, visita a moschea e Museo, interessante. Il guardiano/guida Mohammed ci porta poi a casa sua, dove la moglie tesse tappeti in un telaio impiantato nel salotto. Accoglienza calorosa ma con una certa circospezione, come se temessero qualcosa, non saprei dire cosa. Forse non conoscono abbastanza bene la nostra guida, potrebbero temere un informatore del regima. Non so. Ci offrono il thè, dolci. Volendo vendono anche i tappeti.

Poi proseguiamo il viaggio fino a Yazd, dove dormiamo all’hotel Nabavi, centrale, per una doppia/tripla circa 32 USD, niente di speciale. Cena al ristorante al Hamum, un vecchio Hamman ristrutturato con annessa sala da thé, bell’ambiente anche se il menu è un po’ ripetitivo, 4 USD.

18 August 2003

12° g - 18 AGO: Esfahan

Se siete a Esfahan di domenica, come a noi è capitato fortunatamente di essere, passate per il quartiere armeno e visitatene le chiese. Noi siamo stati fortunati ad incappare in una cerimonia annuale... delle uve, in cui siamo stati invitati a partecipare alla distribuzione dell’uva ai fedeli. Facile qui conversare con i fedeli alla fine della cerimonia, soprattutto le ragazze hanno molta voglia di comunicare. Ci rivedremo con alcune di loro per un qualyan in un baretto presso uno dei ponti lungo il fiume.

17 August 2003

11° g - 17 AGO: Esfahan

Esfahan è la più bella città dell’Iran, di gran lunga, varrebbe la pena passarci anche più giorni. Giriamo per le principali attrazioni della città, ampiamente descritte nelle guide, cercando di assorbirne l’atmosfera magica. Stranamente qui non ci sono altrettante occasioni di incontri con i locali come altrove. Forse ci sono troppi turisti. Forse hanno meno bisogno di comunicare in quanto comunque mediamente più istruiti e quindi informati del mondo.

Spettacolo dello Zur-khaneh la sera dopo cena, interessantissimo. E’ una specie di lotta ma intrisa di aspetti religiosi legati al sufismo ed ai dervishi e generalmente rappresentata nella forma di esercizi con le “mazze indiane” che pesano dai 4 ai 40 kg e servono a sviluppare la muscolatura. Noi siamo andati al Kamal Ataie, sulla Joubareh, vicino alla grande moschea, DA NON PERDERE.