12 September 2011

In treno in giro per l'Italia

La settimana scorsa ho deciso di prendere il treno per andare da alcuni amici a Vicenza. Aperta la pagina delle prenotazioni di Trenitalia ho indicato le stazioni di partenza e di arrivo, Roma e Vicenza, e ho scelto data e ora per il mio viaggio. Per un biglietto Frecciargento di prima il prezzo era di 116 Euro. Non proprio regalato, i prezzi dei treni sembrano ormai paragonabili a quelli degli aerei. A titolo di paragone sono andato a vedere quanto costano biglietti simili in altri paesi, sempre in 1a classe. In Francia Parigi-Bordeaux costa dai 40 ai 75 euro, un affare. Per la verità in Germania sembra il treno costi ancora di più, Francoforte-Monaco si vende a 140 euro. In Inghilterra da Londra a Newcastle costa sui 150 euro. In Spagna da Madrid a Barcellona si pagano dagli 80 ai 210 euro a seconda del servizio. Ma andiamo per ordine e cominciamo dall'inizio: la prenotazione.

Al momento del pagamento volevo scegliere l’opzione di consegna di biglietto elettronico via email, ma il relativo bottone era grigio sulla schermata, potevo solo scegliere tra ritiro in stazione o spedizione per posta. Non capivo perché, fino a che, dopo vari tentativi, ho scoperto che il biglietto Frecciargento può essere inviato in forma elettronica ma quello da Padova a Vicenza no, quindi tutta la tratta andava ritirata in stazione, facendo la fila e perdendo il vantaggio della prenotazione online. Per evitarmi la fila babelica a Roma ho fatto solo il biglietto Frecciargento e non mi rimane che comprare quello da  Padova a Vicenza in stazione a Padova.

Arrivo in stazione a Roma e passo davanti al binario 24, tutto transennato ed inaccessibile. Mi avvicino e vedo numerosi cartelli con la scritta “AVVISO AI VIAGGIATORI: DAL 24 GIUGNO AL 22 LUGLIO, PER LAVORI DI RIFACIMENTO DEL MARCIAPIEDE, I TRENI PROGRAMMATI IN PARTENZA ED IN ARRIVO AL BINARIO 24 SUBIRANNO VARIAZIONI”. Oggi è il 2 settembre e sul marciapiede non sta lavorando nessuno.

Cerco a questo punto di comprare il mio biglietto Padova-Vicenza ma varie biglietterie automatiche spiegate lungo i binari mi informano che oggi si accetta solo il pagamento in contanti, niente carte di credito. Per fortuna ho begli euri fruscianti in tasta, altrimenti non se ne sarebbe fatto niente.

Salgo sul treno e prendo posto. Ci sono già svariati passeggeri che si sono accomodati, ne posso sentire almeno 3 o 4 che parlano ad alta voce al loro telefonino, come se tutto il treno fosse interessato alle loro vicende personali. Accendo il mio computer portatile e cerco di collegarmi alla rete wifi, pubblicizzata da Trenitalia come un servizio disponibile sulle varie “Frecce” e gratuito in prima classe, ma senza successo. Alla mia domanda un controllore mi dice che il sistema è "operativo" (ed infatti la ricerca reti del mio computer mi dice che c’è un ottimo segnale) ma non è stato ancora "attivato", quindi niente da fare. In compenso mi avverte che quando sarà attivato si potrà usare solo con il treno in movimento, ma non quando esso è fermo nelle stazioni, quindi il collegamento sarà interrotto a Firenze e Bologna. (Al ritorno, qualche giorno dopo, prenderò il Frecciarossa da Milano a Roma. Servizio "attivato" ma funzionante a singhiozzo, interrotto nelle stazioni e piuttosto lento. Ho letto poi di non essere l'unico ad aver avuto questo problema!

Durante l’attesa della partenza salgono sulla carrozza vari personaggi, tra questi un vucumprà africano che propone calze bianche e nere ed una ragazza che lascia su tutti i sedili e tavolini aperti un bigliettino in italiano ed in inglese in cui dice che ha due figli e non trova lavoro.

Poco dopo la partenza si ode una voce sintetica in italiano ed inglese che annuncia il passaggio di un carrello di ristorazione in prima classe. Bibite, giornali e uno spuntino (dolce o salato) “delle migliori marche della gastronomia italiana”. Passa la ristorazione, personale in guanti bianchi, ma caffè pessimo. A domanda rispondo che preferisco lo spuntino salato e la ragazza mi porge una bustina di “Cips (sì scritto proprio così, senza la H) Freaky Fries" prodotte dalla Unilever, la nota multinazionale anglo-olandese. Le Cips contengono il 70% di patate oltre ad aromi, coloranti, zucchero e sale.;

Nel versare un’aranciata ad alcuni passeggeri americani la hostess fa cadere un po’ del liquido arancione sul sedile, forse per una mossa improvvisa del destinatario del bicchiere. OK niente di grave, il ragazzo chiede gentilmente in inglese un tovagliolo per pulire, la cameriera glielo promette ma poi sparisce nella carrozza successiva per non fare più ritorno.

Passa il carrello dei giornali, che sono tutti solo in italiano, nonostante, almeno nella mia carrozza, ci siano svariati passeggeri stranieri, che restano ovviamente delusi. Chiedo il Corriere della Sera, mentre quasi tutti gli altri italiani che posso vedere dal mio posto chiedono la Gazzetta dello Sport, di cui fortunatamente il carrello è ben provvisto.

Stiamo sfrecciando in Toscana, mi rilasso sulla poltrona e guardo fuori, ma non posso veramente godermi il paesaggio perché i vetri dei finestrini sono sporchissimi. Poi arriviamo in Appennino ed il treno si infila nelle prime gallerie. Evidentemente non è pressurizzato bene perché ad ogni galleria si sentono i timpani delle orecchie che si introflettono per la pressione, il che è molto fastidioso, ma la solerte hostess passa a distribuire caramelle, suppongo per facilitare la compensazione della membrana timpanica tramite la deglutizione.

Unica nota positiva della giornata è che arrivati nei pressi di Bologna chiedo al controllore informazioni sulla coincidenza a Padova e mi sorprende con uno smartphone (mi pare un iPhone) con l’aiuto del quale mi sciorina orari e numero di binario dei treni che mi potrebbero essere utili. Probabilmente non era collegato al wifi di Trenitalia.

1 comment:

  1. E questo è niente, caro Carno Polo, cittadino del mondo. Quando ricapita in Italia si faccia un giretto su qualche treno regionale tutto di seconda classe - lo trova subito all'aeroporto di Fiumicino, diretto a Orte o a Fara Sabina. Poi ci faccia sapere le sue impressione, la prego.

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