31 December 2005

4° g - 31 DIC: Palmyra - Sergiopolis - Aleppo, 420km, 7 ore

Partenza presto per Sergiopolis. Ci fermiamo lungo la strada in un anonimo villaggio a comprare un po’ di frutta, e veniamo coinvolti un po’ nella vita locale dalla gente molto accogliente. Visitiamo una macelleria, dove hanno appena finito la macellazione di un agnello, la cui carcassa se ne sta appesa ancora sgocciolante, sopra ad un catino pieno di sangue. Un ragazzo di una quindicina d’anni gioca innocentemente con un altro agnellino, chissà se fra poco toccherà anche a questa bestiola passare sotto i coltelli del macellaio halal?

Ci invitano anche in qualche casa a prendere il tè. Una giovane mamma ci mostra il suo figlioletto con orgoglio ed è fiera di farlo fotografare. Lui sembra un po’ sorpreso ma molto curioso. Purtroppo non abbiamo tempo per approfondire un po' queste fugaci conoscenze di percorso.

Continuando verso Sergiopolis ci fermiamo in uno dei vari mercati itineranti che incontriamo, bancarelle di vestiti, scarpe, incontri casuali ma cordiali. Ne vale la pena.
Sergiopolis

Anche qui H. non voleva farci scendere, diceva che era pericoloso, ma voleva solo tirar dritto, non aveva voglia. O forse non voleva avere a che fare con i nomadi. Boh! Atteggiamento viscido e stupido il suo.

Arriviamo la sera ad Aleppo, una passeggiata per il centro e poi alcuni vanno ad un cenone di capodanno al ristorante Sissi, elgiato sulle guide, con spettacolino, che però poi mi diranno si rivelerà una “sòla”.

Io e Celina ce ne andiamo più tranquillamente in una trattoriola locale, dove con £150 mangiamo ottimo pollo e melanzane in mezzo alla clientela locale, ambiente accogliente anche se un po’ fatiscente, quasi solo uomini in giro la sera. Poi a letto presto, niente festeggiamenti di capodanno.

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