29 April 1989

6° g - 29 APR: Mosca, al parco Kolomenskoe e concerto rock

Visita a Kolomenskoe, vecchia residenza campestre di Ivan il Terribile, poi teatro di varie vicissitudini storiche. La chiesa principale è strapiena di gente per la vigilia della pasqua ortodossa. Sono soprattutto vecchie donne, ma anche gente di mezza età. Pochissimi giovani... come nelle chiese un po' in tutto il mondo in fondo.

Giovanissimi invece gli sposi di un matrimonio appena celebrato, sotto i vent'anni tutti e due. Alexei mi spiega, e altri mi confermeranno, che molti lo fanno per comodità, tanto non si trovano appartamenti e quindi restano a carico dei genitori, con cui vivono per cui non gli cambiala vita. Però le coppie sposate vengono messe in cima alla lista d'attesa per gli appartamenti.

Mi dice che il livello culturale sovietico è molto basso perché Stalin ha eliminato gran parte dell'intelligentsija. Poi aggiunge che però non si può certo dare tutta la colpa a Stalin, che è morto 46 anni fa. Mi pare ragionevole, e allora gli chiedo di chi altri o di cos'altro secondo lui è la colpa. Mi risponde che non saprebbe dire. Tipica risposta sovietica: c'è un problema reale, che si "tocca" con mano, ma non c'è mai un responsabile chiaro.

Febbre del sabato sera a Mosca

La sera concerto rock sovietico al teatro "Lenin" con il mio angelo custode Alexei, la moglie Alla, molto carina, e la sorella di lei. Prima del concerto cognac armeno e striminzitissimo panino al pesce. L'ambiente è sciatto. Sul muro di un atrio una mostra di fotografie "alternative": un po' di pose strane, tecniche primitive, qualche timido nudo.

Suona tra gli altri il gruppo "Nochnij Prospekt" guidato da Boris, uno dell'IMEMO. Nell'intervallo parliamo un po': si lamenta che non hanno attrezzature: gli strumenti, per esempio, se li sono costruiti da soli!! E questo è un gruppo di successo, che ha suonato anche all'estero; figuriamoci gli altri! Dice che mi vorrebbe dare una cassetta con le loro musiche, ma siccome non si trovano cassette vergini non me lo può garantire. La sala del concerto è un cinema adattato. Ci saranno 500 posti, ma solo un centinaio di persone, in maggioranza tra i 16 e i 25 anni.

All'uscita cerchiamo inutilmente di entrare in un paio di locali a mangiare un boccone. Anche se chiudono alle 11, già dalle 10 non fanno entrare più. In una "pizzeria" Alexei usa inutilmente le sue (poche) doti persuasive per convincere il padrone che c'è un italiano e perciò si potrebbe fare un'eccezione. In un altro locale si potrebbe entrare, come da cartello, fino alle 22.30, e noi arriviamo alle 22.15, ma ci dicono che è pieno anche se si vedono tavoli vuoti all'interno. Dico a Golovencenko che se fossero privati probabilmente non sarebbero cosí schizzinosi con i clienti e lui è d'accordo.

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