19 October 2019

Arte ed ostriche a Chongqing

Visita al monumento della liberazione, una grande stele che commemora le vittime della guerra contro il Giappone. Chongqing era la capitale cinese provvisoria durante la guerra.

SI trova a Times Square, con un grattacielo copia molto approssimativa del Chrysler Building di New York! Ovunque Cartelloni elettronici di pubblicità come nella Time Square originale.

Marche superbrands, Giorgio Armani, Longines, Rolex di fronte al negozio un tipo si avvicina e mi chiede con grande naturalezza se sono interessato a comprare dei Rolex finti a prezzi molto convenienti.

Pranzo in un food court non so come tradurre, ma è una zona che assomiglia ad un mercato coperto con molti ristoranti che servono pietanze cotte al momento da piccole cucine. Per mangiare ci si sistema su tavolate comuni a tutti i ristoranti, spesso condividendo tavola e sedie con perfetti sconosciuti.

Anche un negozio di Apple computers è praticamente una fotocopia di quello di New York, solo che qui sta accanto ad una grande fioriera che commemora i 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, con tanto di bandiera rossa e stellette, che a New York mancano!

Mangiamo ottimo pollo con ortaggi e riso. Poi Lifang trova una specialità: ostriche grigliate in salsetta piccante (dopo tutto siamo in Sichuan!) che dopo aver superato una prima ritrosia si sono rivelate squisite.

Museo delle Belle Arti, edificio rosso molto moderno, circondato da giardini on famiglie che giocano e un paio di signori di mezza età che corrono. Panchine di pietra, Lifang si fa una siesta mentre io guardo il mondo che mi passa davanti.

Nel museo, gratuito, due piani di quadri di autori di Chongqing e di Taiwan. Chissà perché questo gemellaggio, fra l'altro in un momento politicamente delicato per i rapporti "tra le due parti dello stretto" come si dice in termini diplomatici. Misto di quadri moderni, anche astratti, e soggetti più classici e politici, come soldati comunisti che liberano il paese.

Andiamo a piedi verso Hongyadong, non ci orientiamo e il mio navigatore Google Maps sul telefono non funziona perché Google è censurata in Cina. Il navigatore di Lifang non ci indica la strada giusta ma ogni volta che chiediamo indicazioni cercano di venderti qualcosa, un tour organizzato, un pranzo, persino un guardia della sicurezza stradale!

Ci arriviamo dopo un po’ di tentativi, troppa gente, troppo commerciale, ha perso il fascino che aveva una volta. Comunque restano alcuni scorci interessanti, soprattutto la sera quando si accendono le luci gialle sui tetti, che creano un'atmosfera antica.

Strapaghiamo un cocktail in un bar che però offre una vista strepitosa sullo Yangtse dalla terrazza di legno.



Il bar ha anche un utilissimo bagno, le due porte del quale (uomini e donne) sono indicate da un segnale speciale: una pipa per gli uomini e due orecchini per le donne. A ognuno il suo.

Ancora due passi dopo il bar. Lungo una scalinata che si arrampica su per il ripido pendio sulla riva destra del fiume vedo molti pezzi di carta attaccati al muro, con una descrizione e numero di telefono per contatto. Mi spiega Lifang che si tratta di annunci matrimoniali, attaccati dai genitori di celibi e nubili, che decantano le qualità della prole e specificano le caratteristiche ricercate per eventuali futuri coniugi.

Noto un curioso cartello lungo la stessa scalinata, vicino ad un idrante: "In caso di incendio non usare l'equipaggiamento anti-incendio". Mmmmhhh...

Torniamo a casa in metropolitana, pulita, veloce e con frequenti treni che portano in tutta la città. Accanto alla stazione di Shapingba vicino casa un Carrefour ed un supermercato cinese, si chiama Bravo, che mi ripropongo di andare a visitare.

15 October 2019

Rientro a Chongqing

Volo Cathay da Singapore, via Hong Kong, dove trovo un aeroporto molto tranquillo, anche troppo. Con le manifestazioni di protesta che continuano in città, anzi aumentano, moltissime le cancellazioni di voli per la "Città mondiale dell'Asia".

Durante il volo per Chongqing il capitano, un bianco anglofono, come tanti che comandano gli aerei della Cathay, annuncia che stiamo per atterrare a Ciongking, ma dico neanche impari il nome della città dove vai?

Curiosità al controllo passaporti: ci sono due file, una per cittadini cinesi ed una per "foreigners", stranieri. Entrambe con una discreta fila di persone che aspetta il proprio turno. Davanti a me un gruppo di turisti di Kong Kong va verso la fila per cittadini cinesi. È quello che la dirigenza di Pechino continua a ripetere: Hong Kong è Cina. L'ufficiale di turno però li manda alla fila per stranieri, dove sto io!

Immagino perché i cittadini di Hong Kong hanno un passaporto diverso dagli altri cinesi, un passaporto blu che gli permette di viaggiare per gran parte del mondo senza visti. Noto che quando arriva il loro turno parlano prima in cinese con l'addetto al controllo passaporti ma poi (forse perché non si capiscono tra mandarino e cantonese) passano all'inglese. In effetti c'è un motivo perché stanno nella mia stessa fila.

In realtà c'è una terza fila, con un cartello che dice che è riservata ai paesi del "Belt and Road Initiative", il progetto di mega infrastrutture che dovrebbe collegare la Cina all'Europa. Ma non ci va nessuno. Il poliziotto si annoia da solo. In effetti avrei dovuto provare ad andarci, l'Italia ha firmato un accordo recentemente per partecipare. Ma non mi viene in mente, e poi avrei probabilmente solo perso il mio posto in fila.

14 October 2019

Hail a ride in Singapore

Grab is the local version of Uber. You download the app, add a credit card and you are good to go. But you have to be in Singapore to do it, can't activate it from abroad for some reason.

Uber was present in Singapore but sold its business to Grab in exchange for a 30% share in the company I was told. My driver tells me there are some 5,000 drivers as far as he knows, many like himself are part-time: have another full-time job and drive when they want to make an extra buck. Grab is top now, though an Indonesian company called Go-Jek provides competition. They are popular in Indonesia where they run lots of motorcycle taxis, but in Singapore, they are not allowed, only cars.

Fares are marginally cheaper than taxis but can't beat the convenience especially during rush hours or when it rains. Chinatown to the airport is SGD 26.

My driver is a typical Singaporean: half Chinese and half Malay on his father's side, half European and half Indian on his mother's side. Well maybe not so typical, most Singaporeans belong more clearly to one of the ethnicities which make up the cosmopolitan island. They keep to their food, their religions and their language, though of course everyone speaks English and feels equally Singaporean. He tells me mixed marriages are on the increase now.

Graffitis are mostly forbidden in Singapore. Quite a few people have been sentenced to flogging for vandalizing walls in public spaces, including many foreigners. However there are designated areas where street art is allowed, even encouraged.


12 October 2019

Tempio Sikh e ristorante italiano

Mi avvio a piedi verso un tempio Sikh, ma fa troppo caldo e mi piego alla forza maggiore ordinando un "Grab" la versione locale di Uber, solo più economica e rapidissima.

Arriviamo dopo pochi minuti, scendo e mi avvio all'interno. Da fuori non dice nulla, non ci sarei mai entrato se non me lo avesse consigliato un conoscente locale.

Al tempio vengo accolto un po' freddamente da un omone al botteghino, mi presta un fazzoletto per coprirmi la testa. C'è una piccola sala per pregare e una molto più grande sala per mangiare.

In una enorme cucina con pentoloni che sembrano piccole vasche da bagno sono al lavoro i cuochi. Uomini e donne al lavoro, gli uomini cucinano mentre le donne preparano l'impasto per somoza. Alcuni ragazzi sulla trentina, sorridenti e disinvolti, scaldano l'olio nei pentoloni mentre altri pre

Prima scaldano olio, ne versano forse 30 litri in una pentola, quando bolle ci versano impasto vegetariano. Intanto su una griglia grande come un tavolo da biliardo preparano le cialde rotonde e riso e quando sono pronti ne assaggio un piatto molto saporito.








La sera cambio radicalmente cucina!

vera caprese italiana

Carpaccio di ricciola
La sera cedo ad una tentazione come non faccio mai: vado ad un ristorante italiano all'estero. Non conviene quasi ma, quello buoni costano troppo e quelli economici fanno pena. Ha ragione mia moglie a dire che il rapporto qualità prezzo è molto meglio in quelli cinesi. Buon italiano estero diventa troppo spesso alta cucina. Ma non mangio italiano da oltre un mese e ne ho voglia.

Il ristorante italiano stasera si chiama "Otto", perché 8 è il numero fortunato dei cinesi e perché han cominciato nel 2008. Il patron Paolo è ligure con socio chef di Treviso, Sta da 11 anni a Singapore, propone un Fine Dining creativo. Scelgo un menù degustazione. Piatti caldi, buon segno.

Maialino da latte croccante



ravioli al brasato di vitello

L'olio d'oliva è servito in un padellino microscopico, devo sempre chiedere di rabboccare come fosse oro liquido ma sono molto gentili e generosi e me lo rabboccano un sacco di volte.

Il menù è di grande soddisfazione, sia di quantità che di qualità. L'ho recensito qui.

Accanto a me un tavolo di malesi, evidentemente danarosi, Paolo mi dice che sono clienti abituali. Partono di Solaia, resto colpito ma solo per poco per minuto dopo Paolo stappa un Sassicaia 2003! Costa 808 sing dollari, prezzi finiscono quasi sempre in 8, per invogliare i clienti cinesi.





07 October 2019

Al supermercato di Chongqing

Piccolo supermercato sotto casa, molte verdure fresche, anche una bella lattuga da insalata, che però qui cucinano, chissà che penserebbero se sapessero che me la mangerò cruda con i pomodori, anch'essi crudi? Loro i pomodori li usano rigorosamente per la zuppa o nel hot pot per cui il Sichuan è famoso.

Ci sono infinite qualità di riso, con prezzi diversi. Quello a grani lunghi è più caro, anche il doppio di quello a grani corti. Non sapendo che fare ho comprato quello a grani lunghi, poi chiederò a mia moglie. Il riso è offerto in enormi contenitori, ognuno per decine di chili di riso, forse quintali, difficile a dirsi. Poi c'è un enorme cucchiaio col quale il cliente riempie la solita bustina di plastica, la sigilla con un nodo e la porta alla bilancia posta al centro del supermercato, dove una commessa pesa, stampa l'etichetta col prezzo e via alla cassa a pagare.

Acquari con pesci vivi, divisi per taglia e tipo. I clienti li pescano con un retino, li tramortiscono con un bastone di legno a loro disposizione e li mettono in una bustina di plastica trasparente per essere pesati. Oppure anche senza tramortirli, nella bustina ancora vivi e saltellanti. Sostengono che così si è sicuri che il pesce sia fresco. Il pesce non viene pulito, si mangia tutto. La testa è considerata prelibata, come nel sud Italia forse, ed anche le interiora del pesce, fritte, sono buonissime, le ho provate, non capisco perché noi li buttiamo via.

C'è anche un acquario per gamberi e il sistema è lo stesso anche se leggermente meno cruento a vedersi perché i crostacei non vengono bastonati ma semplicemente infilati nella busta di plastica per essere pesati.

I maiali invece non sono vivi. Ci sono vari tagli, diversi dai nostri ma il più comune è il lardo, grandi pezzi, generalmente molto grassi e con la cotenna. Ne scelgo uno da aggiungere alla frittura di verdure che piace tanto a Lifang. Il commesso lo pesa poi prende una grande torcia a gas e brucia via i peli dalla spessa cotenna. Pesa, etichetta e mi consegna il tutto ancora un po’ tiepido.

Molta scelta anche di datteri secchi, son buoni nelle zuppe di fagioli a colazione, Lifang li prepara molto bene, o anche come snack, così secchi.

Verdura a piacere: broccoli, cipollotti, cavoli, pomodori, peperoni, mi posso sbizzarrire a cucinare in questi giorni. Anche funghi, di forme che non conosco ma mi fido, li compro e si riveleranno ottimi!

Al piano di sopra molti cibi sottovuoto. Mi piace la carne di oca piccante, va moltissimo. Preparata in porzioncine formato boccone, in micro confezioni sottovuoto, molte con una figura di anatra che sorride. Non so che potrebbe avere da sorridere un'anatra prima di essere mangiata ma vai a capire!

Non ci sono cibi occidentali, strano in una grande città come questa. Ma ho notato che non lontano c'è un Carrefour, forse lì ci sarà da scegliere di più, chissà se troverò dell'olio di oliva, magari un barattolo di conserva di pomodori, non mi dispiacerebbe ogni tanto un piatto di spaghetti. Ma non mi mancano, sono in Cina, una cultura gastronomica ricchissima, posso aspettare di tornare in Italia.