04 March 2001
Book Review: A Trip to the Beach: Living on Island Time in the Caribbean, by Melinda and Robert Blanchard, *****
A Trip to the Beach is about the maddening, exhausting and exhilarating challenges Melinda and Robert Blanchard faced while trying to live the simple life after moving to Anguilla to start a restaurant - and the incredible joy when they somehow pulled it off. As their cooking begins to draw 4-star reviews, the Blanchards and their kitchen staff - Clinton and Ozzie, the dancing sous-chefs; Shabby, the master lobster-wrangler; Bug, the dish-washing comedian - come together like a crack drill team. Anyone who's ever dreamed of running away to start a new life on a sun-drenched island will find the Blanchards' seductive, funny tale of pandemonium and bliss unforgettable.
25 February 2001
Lettera a Indro Montanelli sulla sinistra italiana
Caro Montanelli,
la leggo dall'estero, vivo in Belgio, perché lei rimane un raggio di chiarezza nel guazzabuglio quale appare la scena politica italiana all'avvicinarsi delle elezioni.
Condivido le sue riserve sulla Casa delle Libertà, ma mi pare lei dia troppo credito alla sinistra.
Lei dice che la voterà perché non ci ha tolto le libertà che avevamo e ci ha "portato in Europa". La sinistra non ha portato l'Italia in Europa perché c'era già: l'Italia ha fondato l'Europa negli anni cinquanta e, nonostante la sinistra ci abbia in passato provato, non ne è mai uscita; e non credo la potrebbe o vorrebbe far uscire un qualunque altro governo.
Le libertà: anche se avessero voluto, ed io non lo credo, come avrebbero potuto togliercele? Sono finiti quei tempi.
A lei preoccupa un Berlusconi che controlli sei reti TV, e sono d'accordo, anche se lui dice che privatizzerebbe 2 reti RAI. Ma le reti RAI, oggi, le paiono migliori, o solo diverse, da Mediaset? A me, no: la gazzarra e la sguaiatezza sono identiche; i moderatori delle trasmissioni politiche che da esse si fanno travolgere, anche; le cosce lunghe e le tettone che rimbalzano al vento, che alla fine sono le sole cose di qualità che ci propinano, pure. E poi la stessa inflazione degli applausi: ma perché in televisione si applaude sempre? Il pubblico si batte col privato per quote di ascolto e, così facendo, il guazzabuglio di cui sopra lo ripropone ed amplifica ad nauseam, con l'aggravante di farlo a spese di chi paga il canone.
Comunque lei almeno il suo voto lo potrà esprimere: io, che ho la colpa di rappresentare l'Italia in un'organizzazione internazionale, la NATO per essere precisi. Non è possibile che tutti i funzionari ed impiegati italiani della NATO e dell'Unione Europea, più tutti quelli che lavorano a Bruxelles nell'indotto, possano venire in Italia per votare, anche se la NATO me lo permetterebbe.
Godrò invece del beneficio di non dovermi turare il naso per votare, dato che anche questa volta questo diritto mi viene negato dalla mancanza di una legge che, dopo averla osteggiata per decenni, il governo "europeista" di sinistra ora finalmente dice di volere ma che, in cinque anni di potere, non è riuscito a partorire.
