05 March 2007

Recensione: I Nullafacenti (2008), di Pietro Ichino, ****

Sinossi

"Perché, mentre si discute di tagli dolorosi alla spesa pubblica per risanare i conti dello Stato, nessuno propone di cominciare a tagliare l'odiosa rendita parassitaria dei nullafacenti?" Il 24 agosto 2006, dalle colonne del "Corriere della Sera", Pietro Ichino lancia una proposta che scuote il mondo politico e sindacale...

Chiave di volta del progetto è l'istituzione di organi indipendenti di valutazione (OIV) capaci di stimare l'efficienza degli uffici pubblici e dei loro addetti, per consentire il licenziamento nei casi più gravi, ma anche l'aumento delle retribuzioni dei dipendenti che lavorano per due. Intanto, al forum del "Corriere" arrivano in un giorno e mezzo 1500 interventi, tra cui molte istantanee di nullafacenti ritratti dal vivo: dall'impiegata che timbra il cartellino e poi va dal parrucchiere, al funzionario sano come un pesce che usa "prendersi la malattia" tutte le volte che torna al paese, al professore semianalfabeta. In questo libro Pietro Ichino, oltre a spiegare la sua proposta, affinata in collaborazione con altri studiosi, raccoglie una piccola antologia di quegli interventi.

Recensione

Ichino, ex sindacalista della CGIL e deputato comunista, espone con chiarezza un problema ben noto ma fino ad allora poco discusso dell'amministrazione pubblica italiana. I "nullafacenti", impiegati che non lavorano, o fanno cose inutili, che sono troppo spesso in (finta) malattia, che non servono il pubblico come dovrebbero. E come farebbero se fossero responsabilizzati con premi di produttività e penalità per le loro inadempienze. Una lettera pubblicata da un lettore dice che se il suo macellaio lo tratta male lui lo cambia, ma se lo fanno gli impiegati di un ufficio pubblico, dall'alto della loro impunibilità, il cittadino non ha scelta e deve subire.

Infatti in Italia i nullafacenti del settore pubblico non possono essere licenziati, neanche trasferiti da un ufficio dove non servono ad uno dove potrebbero essere utili. Ed i sindacati si sono sempre opposti ad ogni proposta di creare un sistema meritocratico, preferendo invece negoziare sui diritti degli impiegati senza differenziazione tra chi fa il suo dovere e chi no.

La proposta di Ichino di creare gli OIV è intelligente ma, come dimostrano gli anni intercorsi dalla pubblicazione del libro, forse utopistica in Italia.


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