16 November 1991

Incontro con V, diplomatico russo

Oggi coesistono il Ministero affari esteri sovietico e quello russo, non è chiaro chi sia responsabile per cosa, a chi appartengano le strutture. Entro l'anno si dovrà decidere. Il ministero per il commercio estero è già stato abolito ed i poteri delegati alle repubbliche. Trattative in corso su quanto ridurre il MAE centrale e cosa delegare.

Alcune repubbliche, specialmente quelle asiatiche, vogliono che rimanga un forte ministero centrale, soprattutto perché non avrebbero la forza di fare da sole. Per ora rimangono delegazioni uniche ai negoziati di disarmo, all'ONU, ma per quanto? Il nuovo consiglio dei ministri degli esteri dell'URSS creato ad ottobre dovrebbe decidere posizioni comuni ai negoziati, ma come fare per decisioni urgenti? Dovrebbe essere limitato a fornire principi generali di coordinamento, e lasciare la gestione ad un ministro unico.

Per ora solo la Russia (a Sofia) e l'Ucraina (a Varsavia) hanno aperto sezioni d'interesse repubblicane. Difficilmente prolifereranno, la Russia oggi è già più tranquilla, meno euforica dei giorni post-golpe.

Se l'Occidente fa pressioni a che l'URSS rimanga un interlocutore unico, la cosa avrà un peso, anche se non necessariamente decisivo. Oggi è inutile far piovere soldi in Russia (o URSS che si voglia), sarebbero sprecati. Bisogna invece insistere per cambiare la mentalità, anche se forse ci vorrà una generazione, non si può fare più in fretta.

C'è una tendenza filo-orientalista tra i consiglieri di Eltsin, si preoccupano più del Giappone e meno dell'Europa. Il problema delle Curili si sta sciogliendo, bisogna trovare la formula per salvare la faccia a tutte e due la parti, per non dare l'impressione di "vendere" le isole in cambio di aiuti, e per non creare un precedente pericoloso.

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