01 November 1991

3° g - 1 NOV: Museo nazionale, moschea, istituto di geografia

Visitiamo la moschea, ci dicono che era stata quasi off-limits durante gli anni dell’ateismo di stato ma ora funziona di nuovo, l’Arabia Saudita dona tappeti, arredamenti... Comunque non ci sono in Albania molti integralisti islamici, anche prima del comunismo. Un funzionario del ministero degli esteri mi dice che oggi c’è una cauta rivalutazione dell'islam. Quest'anno 180 albanesi sono andati a La Mecca per la prima volta in 50 anni. Altri andranno l’anno prossimo. Relazioni eccellenti con la Turchia, per affinità religiosa e culturale dopo 500 anni di occupazione, per i circa 2 milioni di albanesi in Turchia, e nell'ambito della cooperazione balcanica multilaterale.

Visitiamo il Museo nazionale sulla piazza Skanderbeg, curato, con padiglioni ben organizzati dalla preistoria al 1945, poi la parte dal 1945 in poi è chiusa “per lavori si ristrutturazione”. In compenso c’è un piccolo negozio del museo con qualche oggetto in legno interessante. Compro un’aquila di legno di una sessantina di centimetri, il commesso non ha un’idea di quanto possa costare, alla fine mi chiede 100.000 lire che gli do volentieri, ben immaginando che probabilmente una bella fetta di questa somma, considerevolissima per l’Albania, finirà nelle sue tasche.

Incontro con Mevla Kabo, direttore dell'istituto di geografia

Si occupa soprattutto di demografia e migrazioni. Dal 1945 al 1990 i movimenti di popolazione sono stati strettamente controllati. La gente è stata obbligata a rimanere nelle campagne per favorire la crescita agricola estensiva. Ciononostante c'è stata una certa urbanizzazione: nel 1945 l'80% della popolazione era agricola, oggi il 66% circa. Oggi c'è un pericolo di urbanizzazione eccessiva perché la privatizzazione rischia di lasciare poca terra ai contadini, che sono troppi per una coltivazione efficiente della terra. Stima che se tutti i contadini rimanessero in campagna gli spetterebbe meno di mezzo ettaro per contadino, e ciò provocherà esodo verso le città. Inoltre c'è stato un tentativo di forzare una migrazione dal Sud (più industrializzato) al Nord, per livellare il livello di sviluppo del paese (e per aumentare l'influenza dei Tosk meridionali, di cui Hoxha faceva parte, sui Gheg settentrionali) ma non è riuscito.

Dal 1981 (quando Belgrado ha ripudiato lo status di autonomia del Cossovo) migrazione dei Cossovari in Albania (1000-2000 l'anno), osteggiata dai capi politici di tutte e due la parti; riprende vigore oggi per ovvi motivi politici. Fino al 1989 stato di guerra con la Grecia che vuole evitare con esso le rivendicazioni sulla Ciamurria strappata all'Albania nel 1913.

Il tutto è stato peggiorato dalla crescita demografica forzata: l'aborto era vietato, e cosí pure i contraccettivi. Crescita oggi al 20/1000 annuo, popolazione triplicata dal 1938 al 1989.

Risorse minerarie in Albania: molto rame, cromo, petrolio e gas, lignite. Energia idroelettrica, anche se ci sono stati problemi con i periodi di siccità. Sono stati costretti a comprare elettricità dalla Svizzera e dalla Grecia, poi l'hanno riesportata in periodi più piovosi.

Mi regala una bella carta geografica murale del paese.

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