24 August 2010

13° g - 24 AGO: Kaza – Kibber (4205 m)–Kee Gompa (3957 m)– Kaza, km 42

Giornata in giro per la valle dello Spiti. Partiamo da Kaza in direzione di Kee. Ci inerpichiamo su per i pendii vertiginosi, ma ormai ci siamo abituati, non fanno più così impressione come i primi giorni! Assistiamo ad una puja nel gompa di Kee, una ventina di monaci con tutti i loro strumenti. Molti bei tangka antichi, tenuti male però. Alcuni sono coperti da teli protettivi che li nascondono completamente alla vista, però possiamo sollevare i terli per ammirare le opere.

23 August 2010

12° g - 23 AGO: Kungri – Kaza – Langza (4300 m) – Kaza (3680 m) km 86

La mattina presto un paio di monaci artisti stanno lavorando alle sculture sul tetto del gompa nuovo, modellano l'argilla e poi la dipongono di colori sgargianti. Partenza alle 8.30 e risalita del fiume Pin, spazi infiniti, costoni ripidissimi. Arriviamo presto a Kaza e prendiamo le camere poi a spasso fino a pranzo nel paese, dove c'è qualche negozietto di artigianato. Il paese non dice molto. Dall'albergo si attraversa uun fiumiciattolo saltando sui sassi che emergono dall'acqua, e si arriva al "centro", con negozietti e internet cafè. Rigagnoli di acqua e scarichi di fogne a cielo aperto, puzza notevole, anzi direi un certo schifo, anche perché non si capisce perché non puliscano, non ci vorrebbe molto...

Recensione: Dei, demoni e oracoli, di Giuseppe Tucci, ****

Sinossi

Con cinquanta muli, sherpa, guide, cuochi, fotografi, tra frane e tempeste di neve, Tucci si addentra nella regione più impervia, pericolosa e meno conosciuta di tutto il Tibet occidentale, lo Shang Shung, la zona in cui nacque la cultura tibetana pre-buddhista, tantrica, magica e sciamanica. I paesaggi sono da sogno e da incubo, i personaggi inquietanti e affascinanti, le arti e le pratiche tantriche di culto (Dzog Chen) di cui si parla terribili e attraenti.


Recensione

Giuseppe Tucci ha effettuato un viaggio straordinario nell'Himachal che è raccontato in questo libro. Uno dei tanti... Qui ci racconta soprattutto le valli dello Spiti e del Kinnaur, i contatti con le popolazioni, le scoperte artistiche, la documentazione. Tucci aveva un'energia inesauribile, un entusiasmo senza limiti per la conoscenza e l'avventura. In questo libro questo suo atteggiamento traspare ad ogni pagina. Dovizia di dettagli, aneddoti, e osservazioni puntuali, a volte molto dirette (non esisteva il "politically correct") che sono ancora utilissime a chi voglia recarsi in quei luoghi, oggi molto più facilmente accessibili di allora.

L'itinerario del viaggio, disponibile con molta altra documentazione sul sito dell'Isiao, è questo:


Tucci è stato criticato come accaparratore, cercava di comprare tutto quello che trovava di prezioso. Io mi sento di difenderlo, perché come già allora, anche oggi spesso i tesori culturali di questa regione sono lasciati all'abbandono e destinati ad essere persi per sempre se non recuperati, protetti, catalogati. Tucci non era un predatore, aveva profondo rispetto per la cultura che studiava e non agiva a fine di lucro ma di conoscenza.

Peccato che questa pubblicazione non sia di facile consultazione: non c'è un indice, un sommario, una cartina geografica con l'itinerario el viaggio. Dato che il libro sembra esaurito, o almeno difficilmente reperibile qui su Amazon, speriamo in una prossima riedizione?

Per approfondire il lavoro di Giuseppe Tucci leggi questo blog di Enrica Garzilli: http://giuseppetucci.garzilli.com/

Puoi comprare il libro di Tucci qui



Puoi comprare la biografia scritta da Garzilli in due volumi qui:





Guarda l'introduzione al libro qui

22 August 2010

11° g - 22 AGO: Dhankar – Lalhung (3750m) – Kungri (3600m) km 50

Puja la mattina presto, solo cantata e recitata stavolta, niente strumenti, e poi si parte. Deviazione per Lahlung su una lunga strada con mille tornanti strettissimi. Il gompa è in una posizione spettacolare. Tenuto malino ma pieno di opere preziosissime. Mi fanno fotografare, senza flash, molto cortesi salvo poi chiedere 500 Rupie! Comunque sono contento perché con le piccole torce elettriche che avevamo siamo riusciti ad illuminare quel che bastava per fotografare decentemente.

21 August 2010

10° g - 21 AGO: Tabo – Dhankhar (3890 m) km 47

Colazione nel refettorio del monastero adiacente alla cucina. Ambiente buio, spartanissimo, moooooolto monacale. Alle 8.45 partenza, solo alcuni di noi vanno a Mane, che raggiungiamo in auto su per una strada pazzesca, strettissima, dissestata, al limite del pericoloso. Non avevamo tempo per fare il percorso a piedi. La vista però ripaga il rischio. Sotto di noi scorre, lontanissimo, lo Spiti tra due pareti di montagna argentate dai riflessi del sole sulle superfici bagnate.

20 August 2010

9° g - 20 AGO: Nako - Tabo (3260 mslm), 89km

Partiamo verso le 8.30 ma dopo pochi chilometri ci dobbiamo fermare perché una frana blocca la strada. L'acqua che viene giù dai ghiacciai taglia la strada con allegri ruscelletti. Le auto affondano con tutte le ruote nell'acqua prima di passare. Ancora strade scassate, frane, allagamenti. Le auto fanno un po' di fatica ad attraversare i punti più allagati. Sosta a Changlo per visita al monastero di monache. Nuovo e ben fatto. Statuette fatte di tsampa e molte statue antiche custodite in bacheche di vetro.

Oggi lasciamo il Kinnaur per entrare nello Spiti, vedi cartine qui.

19 August 2010

8° g - 19 Ago: Nako: gompa e raccolta di piselli

Giornata in giro per il paese di Nako e dintorni. Appena usciti dal campo tendato incontriamo Sebastien, un francese, con la moglie americana e due figlie di nove e 2 anni. Stanno girando lo Spiti ed il Kinnaur come noi, stesso itinerario, solo qualche giorno in più per completarlo. Viaggiano leggeri, molto meno bagaglio di noi. Anche perché... sono in bicicletta! Sebastien traina una specie di rimorchio con la piccola dentro, riparata da una tendina per la pioggia. Moglie e figlia grande con la loro bici. Ammirevoli, anzi direi un po' al limite dell'incoscienza come vedremo qualche giorno dopo quando li incontreremo durante uno scroscio monsonico col fango fino agli assi delle ruote...

18 August 2010

7° g - 18 ago: Kalpa – Khanum – Nako (3660 mslm) km 135

Colazione e partenza già prima delle 8. Torniamo a Rekong Peo, e riprendiamo a risalire il Sutlej. Arriviamo a Kanam verso le 10.30, peccato che i gompa siano chiusi. Nessuno ha le chiavi, peccato perché pare che vi siano custoditi begli oggetti antichi dei monaci. Un po' sconsolati ce ne andiamo in giro per il villaggio. Vedo il portone di una vecchia casa nobiliare, alquanto malandato ma di fattura evidentemente pregiata. Busso alla porta ma non risponde nessuno...

17 August 2010

6° g - 17 Ago: Da Sangla via Rekong Peo (2278mslm) a Kalpa (2960mslm), 58km

Lasciamo le nostre camere umidiccie e puzzolentine e partiamo verso le 9. Continuiamo a risalire il corso del fiume Baspa discendendo la strada tagliata nella roccia. Arrivati alla confluenza con lo Sutlej (o Satluj) giriamo a destra e riprendiamo il percorso interrotto ieri verso Rekong Peo dove bisogna ottenere i permessi per la zona di frontiera: moduli, timbri, fotografie ecc. Un modulo ci chiede di indicare quali persone "ci conoscono bene". Ci devo pensare un po', non credo di conoscermi bene neanche io, figuriamoci altri. Poi ho scritto qualche nome di amico, così a caso, non credo mai nessuno li disturberà per conoscermi meglio! Poi fotocopie del passaporto e del visto, e quindi una bella foto digitale che il funzionario fa con cura a ciascuno di noi con la sua webcam fissata allo schermo del computer.

16 August 2010

5° g - 16 Ago: Da Sarahan a Sangla (2680 mslm), 89km

La mattina presto andiamo ad assistere alla puja (preghiera) al tempio. Ancora a letto, alle 5, ne sentiamo la versione registrata che gracchia dagli altoparlanti posti in alto sulla torre. Poi, verso le 7, il richiamo di tamburi e piatti di ottone chiama i fedeli per la cerimonia vera e propria. Entrati nella torre e saliti al piano superiore vediamo un celebrante che agita un piattello con su cinque candele, quindi si mette a pulire per terra con una scopa di crine di cavallo. Infine serve una specie di riso soffiato ai fedeli e ci lava le mani con acqua. Il tutto alquanto mestamente, in silenzio.