09 November 2019

Gita intorno a Guiyang

Gran bella giornata di sole oggi. Decidiamo di portare Cindy a fare una passeggiata in campagna intorno a Guiyang.

Prendiamo un Didi (la compagnia concorrente di Uber, di cui ora Uber è uno dei principali azionisti dopo aver venduto loro le operazioni in Cina) e andiamo in un parco ad una quindicina di chilometri. Siccome siamo  in periferia l'autista chiede 5 rmb extra rispetto al tassametro, perché probabilmente dovrà tornare indietro vuoto. Non so se è consentito dalle regole, ma non vogliamo perdere tempo e la cifra  non è eccessiva, quindi accettiamo.

Prima cosa che ci si presenta in quello che doveva essere un parco fiorito? Una porcilaia in disuso! Però, interessante. Si avvicina un signore vuole che vuole farsi una foto con me, sono chiaramente lo spettacolo del giorno oggi!



Bel giro, Cindy è felice, scorrazza in lungo e in largo, non ne poteva più di stare nell'appartamento di Guiyang tutto il tempo con questo sole!

Dopo un po’ abbiamo fame e ci avviamo verso una costruzione con su scritto "Ristorante". Solo che non c'è nessuno, né personale né avventori. Stagione finita. Dopo qualche minuto esce una simpatica ragazza che dice di non poterci cucinare nulla ma se vogliamo cogliere dei mandarini nel loro campo siamo benvenuti.

Cosa che facciamo con grande divertimento, i mandarini sono buonissimi, ne buttiamo giù un bel po' durante la raccolta (con il permesso, anzi l'incoraggiamento dei padroni di casa!). Alla fine ne compriamo 3 chili. Anzi 6 jin come si dice qui, un jn è circa mezzo chilo. Dunque il prezzo è sempre proposto in jin: 4 rmb al jin.

(Tradizionalmente un jin era uguale a 604.79 grammi, non so perché, ed era diviso in 16 liang. Poi c'erano anche altri jin di vario peso a secondo del materiale che si voleva pesare! Oggi però la Cina ha adottato il sistema metrico e un jin vale 500 grammi, meno male che ci semplifica la vita!)

Continuiamo la scampagnata in un campo di fiori. In stagione si paga il biglietto per entrare, ma adesso siamo alla fine e si entra gratis. Fortunatamente ci sono ancora un sacco di fiori per il nostro godimento e le nostre fotografie!


In un laghetto adiacente una contadina o raccoglie molluschi dal fango, sono delle conchigliette a spirale tipo lumachine, di color grigio molto scuro, e sono ottime!



Infine prima di tornare a casa passiamo per una foresta di acacie, un'attrazione turistica della zona. Arrivano gruppi per vedere le foglie che diventano rosse ma in realtà sono ancora verdi, o quasi, sui rami. Lifang mi riferisce di signore dal Guandong che parlano cantonese che sono un pochino deluse. Non so perché, è una bella foresta di acacie, se vai a visitare una foresta di acacie che ti aspetti se non molti alberi di acacia? Qui ce ne sono a migliaia.

Cindy corre irrefrenabile in tutte le direzioni, vuole che la prenda e la faccia roteare in aria senza fine.

Facciamo fatica a trovare un Didi per tornare a casa, siamo abbastanza fuori. Ci preoccupiamo un po' perché comincia a far buio e anche un po' freschetto, non tanto per noi ma la bambina non è abituata ad avventure!

Poi troviamo un parcheggio e  vediamo un'auto con una coppia che sta per partire, ci avviciniamo e chiediamo un passaggio che gentilmente ci concedono. Due giovani simpatici, non parlano inglese ma ci scambiamo un po’ di convenevoli tramite Lifang. Avevamo chiesto di portarci ai margini della città per continuare a piedi, anche perché loro vanno da un'altra parte, ma gentilmente ci portano fino a casa.

Cena al nostro preferito ristorantino di quartiere, il "claypot rice" che serve solo riso cucinato in cocci su fornelli alimentati a mattoncini cilindrici di carbone sulla strada. Semplice e genuino, vera cucina locale.


08 November 2019

Vecchio denaro in contanti e nonnine al Parco della Cultura

Al supermercato da solo, per fare la mia solita spesuccia personale di insalata che fa un po’ sorridere i miei suoceri: mi dicono che loro questa roba cruda la danno da mangiare ai maiali, non capiscono come faccia un essere umano a preferirla al cibo cotto. 

Ma dopo tanto mangiare cinese (che pur continuo ad amare moltissimo) per settimane e settimane, un'insalata verde a pranzo, cruda, croccante, possibilmente fresca di frigorifero (altra cosa che ho rinunciato a spiegare), con olio di oliva crudo, e pomodorini pure crudi, sale e pepe... ci vuole.

Oggi vedo una cosa che non c'era prima, o almeno non l'avevo notata: un bancone con un mucchio di mucchio di anatre affumicate, intere. Faccio in tempo a fare una foto poi si avvicina un'inserviente che mi dice non essere consentito fotografare le anatre. Tutto il resto della roba in vendita al supermercato sì, animali vivi compresi, ma anatre affumicate no. Inutile cercare di  capire il perché.

Compro la mia lattuga e pomodorini pachino (tipo) per la mia quasi quotidiana insalata ormai vado in automatico come un locale solo che sono sempre l'unico a pagare in contanti e non con il telefono come fanno tutti, ma dico tutti gli altri clienti. Mi sono anche iscritto a WeChat, la piattaforma di chat su telefono cellulare che consente anche di pagare, una specie di WhatsApp e GooglePay tutto in uno. Ho anche registrato la mia carta di credito acconsentendo all'uso dei miei dati personali secondo le leggi in vigore nella Repubblica Popolare Cinese (speriamo bene) ma non mi autorizza a pagare, è richiesta una carta di credito emessa da banca cinese.

Dovrò continuare a pagare con i soldi.

Pomeriggio a passeggiare per il Parco della Cultura. C'è poca gente, un lieve venticello autunnale mi accompagna mentre seguo il lungolago fino ad una pagoda dove mi siedo a leggere il mio kindle.

Qualche ragazzino si avvicina a osservarmi in dettaglio, ancora dopo tre anni che vengo a Guiyang, con vari mesi di permanenza accumulata, non ho visto uno straniero in giro, salvo un paio di amici italiani che ci sono venuti a trovare lo scorso febbraio.

Molte nonne con nipotini li sorvegliano attentamente. Anche alcune madri, poche per la verità, la maggior parte sono al lavoro. mentre le nonne però sono attente ai ragazzini, le madri (giovani e tecnologizzate) hanno gli occhi fissi sui telefonini, messaggiando amici o guardando video.