28 September 2019

Ancora al supermercato

Mattinata vado a far spesa al supermercato. C'è una grande vasca piena di arachidi sbucciate, con un mestolo per prenderne la quantità desiderata e metterle in una bustina per la pesa. Io ne prendo un paio di mestolate e me ne vado, ma vedo che accanto a me tre o quattro anziane signore si scelgono le arachidi una per una. Spero che si siano lavate le mani se questa è l'usanza.

Noto ancora con dispiacere la mancanza di prodotti stranieri, ce n'erano più l'anno scorso. Chissà perché? Non hanno attecchito con il gusto locale? Guerra commerciale? Però si continua a vedere l'olio d'oliva, prima totalmente assente nella cucina cinese. Una marca, "Olivolà" occupa molti scaffali. Ho un vago ricordo di questo nome, mi pare andasse per la maggiore negli anni settanta del secolo scorso. La confezione dice solo che viene dal Mediterraneo. Comunque in Cina si producono ottime olive, ci fanno una pastella per condire, prima o poi faranno anche l'olio.



Quando vado a pagare la mia solita insalata c'è da fare un po’ di fila. Io aspetto pazientemente il mio turno e quando tocca a me metto le mie verdure sulla bilancia e la commessa comincia a pesarle e prezzarle una ad una. A quel punto un figuro sui sessanta anni si butta davanti a me e mette le sue verdure sulla bilancia, spostando le mie. La commessa non batte ciglio, ma io non ci sto, tolgo le sue buste e ci rimetto le mie. Lui insiste e comincia a sbraitare a voce alta. Non mollo.

In realtà avrei mollato subito dopo perché certo non volevo rischiare la rissa (il maleducato era decisamente più grosso di me) ma arriva una seconda commessa, gli prende la spesa e se lo porta su un'altra bilancia. Lui continua a sbraitare, e anche dopo, quando lo incontro alla cassa, mi minaccia a gesti e parole (non capisco nulla ma niente di buono). Il personale sta a guardare, e anche gli altri clienti del supermercato.

27 September 2019

Cena da amici a Guiyang

Siamo invitati a cena da una compagna di liceo di Lifang che abita poco lontano da casa nostra. Erano a liceo insieme ma poi Lifang andò a Pechino, e poi in Europa e lei lavora in un'altra città, per cui non si vedono da oltre 10 anni, non capitava mai che fossero entrambe a Guiyang allo stesso tempo.



C'è anche il marito che fa il vigile stradale. Hanno un appartamento in un complesso edilizio adiacente al tribunale di Guiyang, alloggi assegnati ai dipendenti, ed infatti il padre della nostra amica lavorava nell'amministrazione della giustizia, non ho capito bene in che ruolo. Lo chiamo Shushu, equivalente a "zio", e stasera cucina lui.

Ci sono anche altri amici, nessuno però parla inglese. In compenso in camera da pranzo/salotto c'è un enorme manifesto della Elisabeth Tower di Londra, con dentro il Big Ben!

Il vigile è appassionato di calcio e tifoso accanito del Milan, mi mostra con orgoglio varie borse sportive con il distintivo rossonero e il diavoletto. Mi dice che gli dispiace che Berlusconi abbia venduto: lui era un vero appassionato invece i cinesi che hanno comprato il Milan non ci capiscono nulla, vogliono solo riciclare soldi guadagnati illecitamente.

Ci sediamo intorno ad un tipico tavolo riscaldato dell'Hunan, e Shushu continua a portare piatti caldi e freddi. Tutti buonissimi, ho il solito problema di vole assaggiare tutto.