18 August 2010

7° g - 18 ago: Kalpa – Khanum – Nako (3660 mslm) km 135

Colazione e partenza già prima delle 8. Torniamo a Rekong Peo, e riprendiamo a risalire il Sutlej. Arriviamo a Kanam verso le 10.30, peccato che i gompa siano chiusi. Nessuno ha le chiavi, peccato perché pare che vi siano custoditi begli oggetti antichi dei monaci. Un po' sconsolati ce ne andiamo in giro per il villaggio. Vedo il portone di una vecchia casa nobiliare, alquanto malandato ma di fattura evidentemente pregiata. Busso alla porta ma non risponde nessuno...

17 August 2010

6° g - 17 Ago: Da Sangla via Rekong Peo (2278mslm) a Kalpa (2960mslm), 58km

Lasciamo le nostre camere umidiccie e puzzolentine e partiamo verso le 9. Continuiamo a risalire il corso del fiume Baspa discendendo la strada tagliata nella roccia. Arrivati alla confluenza con lo Sutlej (o Satluj) giriamo a destra e riprendiamo il percorso interrotto ieri verso Rekong Peo dove bisogna ottenere i permessi per la zona di frontiera: moduli, timbri, fotografie ecc. Un modulo ci chiede di indicare quali persone "ci conoscono bene". Ci devo pensare un po', non credo di conoscermi bene neanche io, figuriamoci altri. Poi ho scritto qualche nome di amico, così a caso, non credo mai nessuno li disturberà per conoscermi meglio! Poi fotocopie del passaporto e del visto, e quindi una bella foto digitale che il funzionario fa con cura a ciascuno di noi con la sua webcam fissata allo schermo del computer.

16 August 2010

5° g - 16 Ago: Da Sarahan a Sangla (2680 mslm), 89km

La mattina presto andiamo ad assistere alla puja (preghiera) al tempio. Ancora a letto, alle 5, ne sentiamo la versione registrata che gracchia dagli altoparlanti posti in alto sulla torre. Poi, verso le 7, il richiamo di tamburi e piatti di ottone chiama i fedeli per la cerimonia vera e propria. Entrati nella torre e saliti al piano superiore vediamo un celebrante che agita un piattello con su cinque candele, quindi si mette a pulire per terra con una scopa di crine di cavallo. Infine serve una specie di riso soffiato ai fedeli e ci lava le mani con acqua. Il tutto alquanto mestamente, in silenzio.

15 August 2010

4° g - 15 Ago: Da Shimla a Sarahan (2000 mslm), 170km

Our cars for this trip
Partenza alle 9. La strada è in pessime condizioni a causa delle forti pioggie e conseguenti smottamenti, è una cosa alla quale dovremo fare l'abitudine. Paesaggio dantesco, enormi nuvole basse che affondano nelle valli. In molti punti si va avanti a senso alternato, si formano lunghe colonne di auto ferme che aspettano che scorra la colonna in senso inverso. Fango, macigni rotolati giù dalla montagna, sterco dappertutto, rivoli d'acqua che si ritagliano spazi ritorti sulla via della valle.

Tanti operai indaffarati a liberare la strada lungo tutto il percorso, cercano di sistemare il fondo stradale, ripuliscono le frane, rinforzano i sostegni dei parapetti precari sul baratro. At every gas station there are lots of fire extinguishers, not high tech but, I guess, functional.

I tried to practice fire extinguishing


Pranzo freddo preparato dall'equipaggio, decisamente scarso, qualche biscotto, un uovo sodo, pane rinsecchito e succhi di frutta che sembrano contenere più conservandi e dolcificanti artificiali che frutta.

Arriviamo a Sarahan alle 17, abbiamo percorso solo 170km ma ci abbiamo impiegato 8 ore. Entrando in città la coda dell'occhio mi cade su un cartello che indica una "Rest House" nel monastero.

Saharan monastery door
Immediatamente chiedo di andare a chiedere e fortunatamente ci sono stanze per tutti. Spartane ma vale assolutamente la pena dormire nel monastero. 350 rupie per una doppia con un balcone prospicente il cortile del monastero.

Saharan temple and guesthour

Per la cena, calda e appetitosa come sarà quasi sempre, ci pensano i ragazzi del nostro equipaggio, che usano la cucina del monastero e ce la servono nel ristorante.

Assurde pratiche burocratiche che si ripeteranno ogni sera in questo viaggio, fotocopie del passaporto, moduli a non finire, firme, timbri...

In serata visitiamo il tempio che si trova nel monastero, spicca un antico torrione con due sancta sanctorum ricchi di squisiti altari in argento. Un soldato armato di un fucilone fa la guardia, ma sembra più interessato a leggere il giornale comodo sulla sua sedia di plastica che a proteggerci da improbabili attacchi terroristici. A farci compagni solo qualche fedele ed alcuni turisti israeliani, pare l'India vada molto di moda tra i giovani che si prendono un anno per viaggiare dopo aver completato il duro servizio militare obbligatorio.

Maps of Kinnaur, Spiti and Lahaul - Himachal Pradesh, India

HImachal Pradesh: Kinnaur and Spiti valleys

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Kinnaur

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Lahaul and Spiti

14 August 2010

3° g - 14 Ago: Shimla (2200 mslm)

Oggi ci separiamo un piccoli gruppetti e partiamo per una visita della città libera, ognuno segue i propri interessi e curiosità. Me ne vado a spasso per il "Mall", la zona centrale creata dagli inglesi che qui avevano la loro capitale estiva.

Salgo poi al tempio di Jakhu, in circa 45 minuti di facile camminata. La città è piena di turisti indiani, da quando gli inglesi hanno trasformato quello che era un villaggio montano in una capitale. Ora va di moda e la classe media indiana ama farsi vedere qui. Molti cercano la conversazione, chiedono da dove vengo, cosa faccio nella vita. Bella domanda..:!