05 March 2015

Recensione: I Due Viaggiatori (2010) di Paolo Ciampi, *****

Odoardo Beccari

Sinossi

C'è Odoardo, l'uomo che abbraccia il mondo con la sua irrequietezza, con la sua voglia di conoscere popoli e continenti, di toccare con mano. Il battito di ali di una farfalla sconosciuta vale più di una cattedra universitaria. Dategli una foresta vergine e si sentirà al settimo cielo. La sua giovinezza è tutta qui. E c'è Emilio, l'uomo che se ne rimane a casa, però è attratto da tutto quanto è remoto, sconosciuto, diverso. Un nome che profuma di esotico è quanto basta per giocare con i sogni. E lui no, ma i suoi personaggi attraversano tutti i continenti, si muovono per spirito di avventura, di scommessa, di sfida. Odoardo Beccari ed Emilio Salgari. L'esploratore e lo scrittore. Lo scienziato e l'inventore di storie. L'uomo che ha toccato il mondo con mano e l'ufficiale di marina mancato. Così diversi, ma anche così simili. Il viaggiatore in carne e ossa, che calpesta il mondo con i suoi piedi. Il viaggiatore della fantasia, per cui l'avventura non presuppone uno spazio fisico, ma solo gli orizzonti che la mente può scorgere. I due modi di viaggiare. E chissà chi è andato più lontano.


Recensione

Emilio Salgari
Originalissimo il viaggio di Paolo Ciampi tra Malesia e Indonesia. In compagnia di due grandi scrittori di avventure italiani: uno, Emilio Salgari, arcinoto anche se non era un viaggiatore; e l'altro, Odoardo Beccari, Viaggiatore con la V maiuscola, sconosciuto ai più.

Ciampi più che un viaggio percorre un quello che definirei un metaitinerario: parte vero viaggio (ha visitato alcuni dei posti ove si svolgono le narrazioni di "Emilio e Odoardo", come li chiama lui dopo che, avendone letti e riletti gli scritti, ne diventa amico.

E parte ricostruzione delle peripezie che hanno costellato le vite mirabolanti dei due scrittori. Alla fine della lettura si ha quasi l'impressione di aver letto due biografie in parallelo. Così tra cacciatori di teste e foreste (anche adesso) impenetrabili, Ciampi ci accompagna a scoprire il Borneo (oggi Kalimantan) e Celebes (oggi Sulawesi). Terre che si fa una certa fatica a definire ospitali ma che forse proprio per questo conservano, anche a distanza di molti decenni dal tempo di Emilio e Odoardo, un fascino inalterato. Posso confermarlo anche personalmente sulla base di un mio viaggio al nord di Sulawesi, destinazione che mi sento di consigliare a quei viaggiatori che ancora sentono il bisogno di uscire dal sentiero battuto.



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