21 March 2009

Nuotata con lo squalo balena alle Maldive

Lo squalo balena che ho fotografato ad Ari
Finalmente incontro uno squalo balena. Sono anni che cerco di farci un’immersione insieme, ma solo adesso ci riesco. Siamo all’estremità meridionale dell’atollo di Ari, in un punto dove spesso questi giganti del mare vengono a nutrirsi, o forse a riscaldarsi nell’acqua calda e poco profonda, ma ai confini con l’oceano aperto, cui possono facilmente ritornare senza doversi preoccupare di passaggi obbligati tra i banchi corallini. Impossibile saperlo con certezza, di loro sappiamo ancora molto poco. Comunque con loro si nuota solo in superficie, con maschera e boccaglio, niente bombole. Per non disturbarli troppo, si rischierebbe di infastidirli e sconvolgerne le abitudini. Finirebbe magari che sparirebbero dalla zona. E comunque trovarlo non è stato facile. La zona che bisogna battere è estesa per molti chilometri ed ovviamente non è possibile prevedere con precisione le abitudini di animali selvatici.

Le barche dei subacquei pattugliano lentamente su e giù per la costa dell’atollo, cercando di scorgere la caratteristica forma dello squalo che qui nuota a pelo d’acqua. Sulle isole si nota il cantiere dove stanno costruento un nuovo aeroporto regionale. Servirà a portare più rapidamente i turisti ai resort di Ari, senza dover ricorrere alle barche o ai microscopici aerotaxi idrovolanti. Per costruire la pista, che sarà completata nel 2011, sono state necessarie 37.000 tonnellate di sabbia. Il governo assicura che l’impatto ambientale sarà minimo e non deturperà l’ambiente sottomarino. Speriamo che gli squali balena che nuotano proprio qui accanto siano d’accordo.

Quando ne vedono uno, di solito i capitani delle barche se lo segnalano a vicenda, e si aiutano l’un l’altro a portarci i rispettivi clienti. Dopo ore di paziente attesa, ad un certo punto arriva la chiamata da un’altra barca e ci dirigiamo velocemente sul punto segnalatoci. Non c'è competizione in questo caso ma collaborazione, con il risultato che alla fine siamo in quattro barche a scaricare sul bestione una trentina di scalmanati alla ricerca di un incontro ravvicinato davvero speciale con il pesce più grande del mondo. Il quale se ne sta, beato ed incurante, a 4-5 metri di profondità, assorbendo i raggi del sole di mezzogiorno. Sarà lungo circa otto metri, un cucciolo per un animale che può facilmente raggiungere più del doppio della lunghezza. Procede lentamente, muovendo appena la coda con movimento sinuoso che sembra alla moviola. La parola «lentamente» per un grande squalo, però, non vuol dire la stessa cosa per un umano, ed infatti fatico moltissimo per cercare di nuotargli dietro, in superficie, con maschera, pinne, boccaglio e macchina fotografica, nella speranza di poter fare qualche fotografia da vicino. Alla fine ci riesco ma con grande affanno, e mi sento un po' ridicolo mentre lui, praticamente immobile, sgonfia la vescica natatoria e scivola verso l'abisso.

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